Intersezione

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Fuggendo da te mi sono dato ad amici e vino,

Ti ho visto andar via e il vuoto ha inondato il cuore


perché dei tuoi occhi oscuri avevo paura,

e gli occhi erano laghi affogati in acque oscure


e nelle braccia dell’amore ed ascoltando il liuto

scosse da tempeste madri di relitti, amori infedeli


ti dimenticai, io tuo figlio infedele.

depositati su fondali dimenticati.

 

 

Tu però in silenzio mi seguivi,

Ho percorso quella strada che ti portava via,


ed eri nel vino che disperato bevevo,

tu, lontano da me e rapito da liquori d’oblio,


ed eri nel calore delle mie notti d’amore,

e tra braccia vuote di fanciulle della notte,


ed eri anche nello scherno, che t’esprimevo.

giocavi a cancellarmi con clowneschi dileggi.

 

 

Ora mi rinfreschi le mie membra sfinite

Ma ora sei qui, contrito nel corpo ed infiacchito nell’anima,


ed accolto hai nel tuo grembo il mio capo,

feto avviluppato tra i miei arti accoglienti,


ora che dai miei viaggi son tornato:

quale porto quieto cui attracchi la nave,

 

tutto il mio vagare dunque era un cammino verso di te. (Hermann Hesse)

ora sai – ora so –, del nostro andare, noi, siamo stella polare. (Etain)

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