– Ti piace, non è vero?
La domanda giunse inattesa all’orecchio di Demi e la fece sobbalzare.
Anche senza voltarsi sapeva già che Chiara l’aveva raggiunta alla finestra che si affacciava sul cortile interno della scuola.
Era come un angelo custode, Chiara.
E sembrava saper leggere dentro alle persone.
– Lo stai ancora guardando con lo sguardo sognante, Demi, non negare.
Demetra – per gli amici, Demi – si voltò verso la sua compagna di banco e una piccola valanga di riccioli castani si scossero in segno di diniego, intorno al suo capo un’aureola dorata rubata al sole.
– Quante volte te lo devo dire? A me non piace nessun ragazzo! Sono tutti dei cretini, tutti a fare battutine idiote sui miei capelli!
Lo sapevano tutti: mai stuzzicare Demi sui suoi capelli, erano il suo tallone d’Achille, la sua disperazione. Eppure, – lei non lo sapeva ancora -, erano anche uno dei suoi punti di forza.
Demi era una ragazzina di 13 anni dal volto grazioso e pulito, la cui mente era in continuo fermento. Il corpo slanciato da adolescente possedeva la medesima armonia del volto. I suoi occhi guardavano il mondo come attraverso la lente di una macchina fotografica, ne assorbivano ogni fotogramma per poi metterlo su carta con tocchi composti, ma fermi. Quello che posava sul mondo era lo sguardo dell’artista.
– Oh, sta rientrando!, disse Chiara.
Entrambe le ragazze erano ora affacciate alla finestra della loro classe, concentrate sullo stesso punto in movimento.
– Certo che rientra, la ricreazione è finita! Uffa, ora ci toccherà sorbirci la prof. di matematica con tutte le sue paranoie sugli esami e sul fatto che quest’anno dobbiamo studiare di più…, Demi ora dava le spalle alla finestra.
– Meno male che ha i capelli color carota che gli fanno da fanale, così non corri il rischio di perderlo di vista, eh, Demi?
La ragazza si sentì avvampare. Ma perché, poi?
Stava per ribattere che No, non le interessava quel ragazzo pieno di lentiggini!, quando udì la sua voce che, rispondendo ad un richiamo sconosciuto, rispose:
– No, ti sbagli! I suoi capelli sono biondi!, ma perché ora stava quasi urlando?
Si impose di abbassare il tono:
– Anzi… sono del colore del miele…
Chiara le sorrise. Aveva ottenuto la risposta alla sua domanda.

Per leggere il seguito, andate qui

© 2006, Blog degli Autori. Tutti i diritti sono dei rispettivi autori dei contenuti

4 thoughts on “«DEDICATO A DEMETRA»

  1. Una pagina semplicemente meravigliosa…

    M’incanta ogni volta il tuo stile e la tua sconfinata capacità di trasmettere emozioni coinvolgendo il lettore nel tuo narrare.

    Un applauso per te, carissima Etain

    Maya

  2. Signori questo racconto è bellissimo. Emozionante. Scritto con grande maestria. Ha tutta la densità della realtà e la magia del sogno di una storia d’amore.

    Ammirato. Merita una citazione speciale nel nostro prossimo editoriale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 Togli la spunta se non vuoi ricevere un avviso ogni volta che c'è un commento in questo articolo
Aggiungi una immagine