Burrasche e Brezze di Ester Cecere

Evasione –

Lucertola sarei
per scivolare svelta
fra le maglie della vita
e negli ombrosi anfratti
ripararmi.
E da lì spiare
lo scorrere del tempo
e l’affannarsi delle cose
e quando più caldo è il sole
uscire sulla rovente sabbia.

***

In chiesa

Arido l’asfalto
le energie risucchia.
Vago e attonito si perde
nell’aria calda lo sguardo.
Grigia s’alza la chiesa,
ultimo miraggio
ad occhi troppo stanchi.
Nella sfumata penombra
possente s’erge il dolore.
Perché non parli, Signore?
O forse son io
che più non t’ascolto?

***

Ninnananna

Tra le tue braccia
mi addormenterei
dal tuo respiro cullata
e stordita dal profumo di te
che giunge sino al cuore.
Mi sveglierebbe
il tuo fiato tra i capelli
come brezza mattutina
che appena increspa
il sonnolento mare di cristallo.

***

Farsa

Distruggete spettri
il palcoscenico,
quel che esiste
oltre la scena
mostrate.
Di purissima fiamma
ardete
un’illusione,
gli attori e le attrici
che la recitarono.
Nell’urna
le ceneri ponete,
a testimonianza di un errore
che non si ripeterà.

***

La lampara

Anche quest’altra fune s’è spezzata
e sono nell’antico mare.
La sola luce di questa lampara
le nere acque rischiara
e con essa troverò forse la sponda.

***

Il mendicante

Come questuante bisognoso
mendico amore
ai lati di una vita
frenetica e vorace.
Ma la mano,
se incerta si tende,
spesso prende senza dare.

***
Dal libro Burrasche e Brezze di Ester Cecere
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