"La mia stanza da letto ha una parete a forma d’onda
e mi addormento e sogno solo da quel lato…"

Un altro giorno verso l’imbrunire qui al mare, tanto per cambiare piove, dovrei ascoltarmi per sentire, un freddo senza sapere dove.
Magico notturno inoltrato con aperta persiana, arcuato nell’onda del mio lenzuolo profumato, con ambulante sguardo in un dormiveglia agitato, da un sibilo scomposto dell’infissi vecchiotti di questo hotel sul porto, davanzale privilegiato per un’alba che domani sarà in perfetto ritardo, al cospetto del mare con spiaggia dorata e ripido scoglio all’orizzonte degli eventi, dove la bufera è in corso con l’onde spumeggianti,  sbatacchiando nell’anfratti frastagliati ed erosi, nei millenni trascorsi sciagurati o fortunati.
Tutto quel frastuono con baglior di lampi, fra le mie morbide e fresche onde dei pensieri, deliranti sogni infranti m’appaiono, in lunga fila in ordine sparso ma tutti insieme con moto impetuoso, in frotte raggruppate là: davanti a quel imbuto stretto come nodo scorsoio, non emergono i più deboli che: forse sono i più gradevoli, sgomitano però i più battaglieri, quelli riarsi o persi, sofferti e veri.
Un clangore ritmato di sartiame del naviglio ancorato, sbatacchiato dall’onde furenti in gorgoglìo di mulinelli scomposti, dalla controrisacca come colonna sonora a sottolineare; come se ce ne fosse bisogno, che la natura scatenata può far ciò che vuole e noi miseri esseri ad aver paura, oppure assaporare felici e difesi nelle calde nostre dimore, il succo dei pensieri.
Un lume fendente rischiara l’oscura barriera di grigiastre nubi passeggere,  volenti o nolenti, dal capriccioso soffiar del vento di scirocco, alimentato dagli alisei contrastanti con vortici freddi ed esuberanti.
Ecco! c’è un balùgine, è l’araldo sommesso di una vaga promessa di un’alba d’un giorno fatale, l’ultimo di questa nostra esistenza o forse il primo di tanti con grande allegria ed esuberanza.
La risacca violenta ora è a più miti consigli, è senza più ardore, luccica ai riflessi della fioca luce, tramutandosi da vaga promessa, ad una reale consistenza, con variopinte pennellate, intingendo nell’infinite combinazioni dell’iride, così striate di violetto, indaco, di rosapallidosciapito, tutte le nuvolaglie di cirri cumuli nembi danno spettacolo, ma nel contempo sembrano in balìa d’un interruttore di luce, a cui nessuno paga la bolletta del contatore, con un loro lento andirivieni intermittente, come i perdigiorno da bar.
Laggiù dove l’orizzonte impedisce la vista più lontana, una nave con fil di fumo interagisce con le vaganti nubi, il tutto a creare uno spettacolo di cui m’inebrio, cominciando un giorno come tanti, ma arricchito di quiete dopo la tempesta.
Voli radenti di gabbiani gracidanti, per l’abbondante cibo tra le onde,  Che bella giornata… con sviluppo sommesso ma in progresso, con il sole, aria tiepida e turisti festanti, ed io sono qui prigioniero di me stesso, non posso gridare, non riesco a far nulla, perchè temo qualcosa di non bello, aspetto, perchè ho fiducia che qualcosa di diverso capiterà, quando una storia sembra finita… riprenderà… ma Tu !!!  Dove sei ??? Caro ricordo di mare, di vita e d’amore? dove io ero l’onda lunga, ad accarezzarti, come una fionda a dismisura tesa a ghermir la preda e tu… sulla mia sabbia stesa o meraviglia ignuda? Mio lampo estivo d’anelito fugace… mi sento un uomo nell’onda, cullato da speranza… ed il  ricordo io vivo con senso di pace.

 
Edo e le storie appese

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11 thoughts on “Uomo+Onda

  1. Eheheh! Un ritmo ben dato, dalle rime non troppo nascoste e casualmente ricercate… complimenti Edo, inarrivabile bellezza poetica e prosaica. Un dipinto di forza ed originalità! 😀

  2. Abituata a leggerti nei tuoi originali versi in rima ti scopro oggi anche finissimo narratore. Sorprendente Edo!

    Una capacità espressiva da “professionista” per una storia che incanta il cuore…

    Un applauso per te

    Maya

  3. mi sono letta tutti i racconti dell’uomo onda fin qui pubblicati. E’ stata proprio una splendida idea. Complimenti a Robert.

    Questo di Edo, mi sembra il più azzeccato, finora.

    Bravo Edo e bravi tutti

    Sibi

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