Sono tornato da una terra lontana
alla mia casa troppo a lungo senza voce,
sono tornato al mio paese
tante volte raccontato.
Ma quanto è più chiaro questo cielo,
quanto più limpida questa acqua,
quanto più bianco questo pane,
come la pietra
su cui depongo fiori
dove ritrovo
tutto il mio coraggio.

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38 thoughts on “Ritorno

  1. Desidero ringraziare Alessandro e Diana per le belle e sentite parole dedicate alla mia poesia e alla mia terra, che porta nella memoria storie di emigrazione e di moderna immigrazione.
    Saluti carissimi

    Daniela Quieti

  2. L’amore verso una terra che conserva e porta con sé dei ricordi, cambiamenti che sprigionano nostalgia delle cose belle di ieri e di oggi, il cielo, l’acqua, i fiori. Com’è bello riaffiorare il passato e nutrirsi ancora di esso attraverso i tuoi versi.. grazie Daniela

  3. I tuoi versi sono un riconoscimento dovuto per una terra( l’abbruzzo )così ricca e bella, piena di luoghi meravigliosi dove i pensieri si rincorrono e si placano, complimenti!

  4. Carissima Maria Luisa,
    grazie di cuore per le sentite parole che hai dedicato alla mia poesia. Nel nostro viaggio nella memoria, anche quando la scena non è più la stessa, condividiamo i valori e i sentimenti delle nostre radici.
    Con affetto

    Daniela

  5. Cara Daniela,

    Ho letto due tue poesie, ma è sulla poesia *il ritorno* che preferisco fare il mio commento.

    Hai spiegato in modo perfetto e lineare, che cosa vuol dire ritornare nella terra che rende i ricordi vivi nella mente.
    Leggendola, mi sono rivista molto indietro negli anni, quando in estate andavo da mia nonna in Casentino.
    Era fresca l’acqua della fonte in mezzo alla piazza, nel cielo potevo contare le stelle, e il pane era fresco, appena uscito da quel forno che era di tutti, dove mettevano anche le pentole di coccio dove i fagioli cuocendo borbottavano fra loro.
    Ora è più triste… quando vado…depongo i fiori sulla pietra bianca della tomba dei miei genitori.

    Ciao Daniela
    Maria Luisa Seghi

  6. Ho trovato nei versi della tua poesia
    una delicata rafinatezza. La casa ritrovata che da certezza di protezione e di coraggio! Complimenti …
    marinella (nonnamery)

  7. cara daniela,grazie anch’io come ti avevo detto tempo fa ritorno volentieri al passato e quel nonno, benedetto………………Grazie Daniela è vero. Prima un nonno era una versa scuola di vita ti raccontava anche la Bohème.Forse non aveva mai visto l’opera di Puccini,ma ne aveva sentito parlare o avevo letto qualcosa in merito,
    in questo caso lo sfavillar dei carboni accesi non li riferisco al “luccicar delle lame” ma li accumuno alle luci sfavillanti della città più importante della Francia.
    Città che allora non potevo conoscere , ma attraverso i racconti del nonno, la vedevo simbolicamente, con le sue splendide luci notturne, attraverso lo” sfavillar dei carboni accesi.”del nostro focolare di campagna.
    Era immensamente facile fare un confronto fra la notte di Parigi con il buio totale che attanagliava la notte della nostra campagna.
    Grazie di nuovo
    Sergio Doretti

  8. cara daniela, grazie per questi versi che mi hanno fatto ritornarwe indietro nel tempo quando dopo tanti anni sono tornato nella mia terra natia ed esprimo tutta la sensibilità dell’anima. Grazie Antonio

  9. La separazione dalla terra d’origine è sempre sentita come una frattura, ritornare è ritrovare l’orizzonte conosciuto e gli affetti che quell’orizzonte custodisce. Complimenti
    Raffy

  10. sì, ritornare significa anche camminare sopra fili d’oro senza perdere l’equilibrio sfidando la sorte, giocandosi tutto, lottando contro il tempo trattenendo le lacrime.
    Laura

  11. Daniela……..questa poesia ove l’anima ritonando alle proprie radici, ritrova nell’abbraccio dell’amata terra e dei prori cari, forza e vita nuova…………e’ semplicemende stupenda!
    Bravissima

  12. Lenio, Annaluna, Gabriele, Alessandro, Giuseppe,vi sono grata per le vostre dolci parole e vi ringrazio tutti sentitamente.
    Saluti carissimi
    Daniela

  13. L’emigrante torna e ritrova la sua terra, rinverdisce i suoi ricordi; quasi non crede a quello che vede.
    Che bella, nostalgica, struggente sensazione.
    Giuseppe

  14. il ritorno dopo una lunga assenza è ancora più emozionante se la terra in cui si torna è così bella…alessandro

  15. Dire che mi ha emozionata questa poesia è dire poco…
    Avrei voluto scriverla io per come l’ho sentita dentro..
    I luoghi d’origini sono il terreno dove nascono e si allungono le nostre radici,difficili da estirpare….

    Un caro abbraccio

    Annaluna

  16. Bellissima poesia che rispecchia il limpido amore che hai per il tuo paese. Ma non c’é solo il cielo, la terra, l’acqua, il pane bianco dei tuoi ricordi. Una pietra ti rammenta di dolorose assenze e ti infonde coraggio per l’avvenire. I miei complimenti, Lenio Vallati.

  17. Grazie,gentile Nicla,
    per il bel commento ma grazie soprattutto per avermi accolto in questa realtà emozionante che è La Casa degli Autori di Manuale di Mari.
    Grazie Pasquale,grazie Sergio,grazie Marghy, grazie Paolo, grazie Luigi per le vostre dolci parole che mi riempiono di felicità e mi stimolano nell’impegno.Vorrei abbracciarvi tutti. Vi saluto caramente
    Daniela

  18. Il coraggio della pietra delle proprie radici… l’hai espressa in modo profondo, Daniela. La pietra che ha assorbito il coraggio che ogni volta hai lasciato in custodia a lei lo porti con sè per sempre.

  19. Versi dolci che cantano la bellezza e la purezza della vita. Le nostre radici sono sempre un incanto e una forza irriducibile.

    Nicla Morletti

  20. In questa bella poesia mi ci rispecchio tutto. Il proprio paese,
    il cielo chiaro, l’acqua limpida, il pane bianco sono gli elementi più smplici e belli che mi appartengono. Come te amo le cose semplici ma profonde.Auguri per i tuoi dolci versi.

  21. per daniela quieti

    Complimenti. Leggendo la tua poesia mi rivedo anch’io nel tuo “ nido” e aggiungo: mi sento sfiorare, simbolicamente, dal vento del maestrale,che proviene dal mare, e sogno sempre quella piccola isola sconosciuta
    grazie di avermi fatto sognare il mio vecchio paese.
    sergio doretti

  22. I tuoi versi sanno esprimere con delicatezza e amore tutta la nostalgia per la terra d’origine.
    Cordiali saluti
    Paolo

  23. Molto bella questa poesia. Nell’immagine di una natura confortatrice, ci ricorda una storia che non va dimenticata, che spinse tanti dei nostri padri a ricercare migliori condizioni di vita forti solo della propria identità e memoria.
    Complimenti
    Luigi

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