Back Where You Belong de Jack Vettriano

E sì che ci ho pensato. Per tutta la notte.
Il tempo di chiudere gli occhi un attimo ed eccomi lì, già sveglia a pensare a quel bacio innocente o quasi… In effetti così avrebbe dovuto o voluto essere, almeno per me: innocente.
Invece, continuava a farsi strada nella mente il ricordo dei tempi passati in cui i baci che ci scambiavamo erano tanti, ma veramente tanti e sempre più passionali, sempre più invadenti, sempre più caldi.

Ne erano passati di anni, è vero.  Ma erano stati riposti nei cassetti della memoria.
Solo che ora venivano fuori improvvisamente come quei clown a molla che esplodono dalle scatole-giocattolo.
Anni che sentivo come sparati a raffica su un viso senza protezione, disarmato. Il mio.

Quel tipo di bacio lo ricordavo bene, eccome. Quelle sue labbra sottili, che non promettono nulla, ma che una volta che sfiorano le tue sembrano schiudere un intero mondo di promesse.
E quella lingua che cercava, s’insinuava dentro lo scrigno dei tuoi pensieri e delle tue emozioni fino a possedere la tua stessa mente. Anche solo per quell’attimo.
Così, giusto per scacciare via quell’immagine, mi chiedevo se in fin dei conti era stato così bello anche per lui. E mi rispondevo di no.
Se solo non mi avesse scritto l’sms avrei pensato ad un timido revival, per ricordare gli ardori passati. E invece quell’algido messaggino anonimo era lì, a dirmi che era stato bello anche per lui.

Allora pensai che dovevo assolutamente capire. Capire se era stato solo un attimo di gioco o qualcosa di più. Ma stavo partendo per la Costiera Amalfitana con mio figlio e non avrei fatto ritorno a Napoli prima di due settimane.

Mi sentivo sicura, altroché: sicuramente avrei dimenticato. Eppoi stava per tornare mio marito ed il suo arrivo mi avrebbe certamente aiutato.
Invece furono due settimane di autentica tortura. Non passava giorno che non pensassi a quel bacio; che non mi sentissi morire dalla voglia di rivederlo.
E poi c’erano ormai gli sms a consentirmi di tenere i contatti con lui. Insomma, era cominciata una storia che non sapevo assolutamente dove mi avrebbe portato. Senz’altro mi avrebbe dato nuove energie, mi avrebbe fatto sognare, ma anche soffrire.
Soffrire; non solo me, purtroppo, ma anche qualcun altro.
Volevo realmente questo? Un rischio del genere ti sconvolge la vita, ma una vita non vissuta fino in fondo, che vita è?

Ci dovevo riflettere. Ancora. Per quanto conoscevo già la soluzione finale.

 

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“Stoppino bagnato” di Catluc è un racconto a puntate pubblicato nell’ambito dell’Iniziativa “E giunse Amore” lanciata dal Blog degli Autori insieme a Zenzerocandito. Per maggiori informazioni e partecipare segui questo link.

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6 thoughts on “Stoppino bagnato – II puntata

  1. Gli sms hanno di fatto reso estremamente più fitte e intense le relazioni tra le persone, soprattutto quando c’è attrazione. Sono gli artefici di una vera rivoluzione sociale, nel bene e nel male.

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