Erano anni che non si vedevano, la vita aveva deciso per loro due strade diverse, separandoli a un bivio obbligatorio che li aveva portati ad allontanarsi definitivamente.
Era questo che Elsa pensava mentre guardava l’orizzonte sul mare blu. Miglia e miglia di distesa blu brillante, tersa e pulita come solo il mare in una  bella giornata di sole sa essere.
Da lontano i gabbiani rendevano omaggio a tutta quella vastità con il loro volo libero, piccoli puntini bianchi alati che si ergevano nel cielo limpido fin quasi a scomparire.
I pensieri di Elsa prendevano esempio dai gabbiani volando ve rso colui che da sempre aveva abitato il suo cuore nonostante tutto.
Gli anni che avevano vissuto insieme erano stati felici anche se c’era stata qualche burrasca quotidiana che non aveva fatto altro se non dare un po’ di brio alla loro esistenza altrimenti troppo noiosa.
E ora lei era lì, seduta su quella panchina, al molo, dove tante volte avevano passeggiato insieme tra le barche e le reti dei pescatori intenti a fare il resoconto di una notte di pesca.
Era una tiepida mattina di primavera, l’aria cominciava a riscaldarsi preannunciando di lì a breve la stagione del sole e del mare. Elsa aveva amato da sempre il mare, suo amante segreto, compagno di tanti sogni mai realizzati, cui aveva affidato i suoi pensieri e le sue angoscie  e che aveva saputo consolarla cullandola con il moto ritmico delle onde. Ora lei era lì ancora una volta, dal suo amico fraterno, ad affidargli di nuovo i suoi pensieri, che i suoi capelli bianchi e soffici come la neve rendevano ancora più leggeri. Ancora una volta era lì a pensare a lui, il  suo unico grande amore, conscia ormai che presto l’avrebbe raggiunto e che questa volta sarebbe stato per sempre, oltre la vita.

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