“Prologo – Il bene e il male” –

Spiegare questi avverbi in poche righe è molto difficile. Ci hanno provato in molti senza riuscirei e non sarò certo io a risolvere il dilemma, ma proverò ad esprimere un pensiero sull’argomento.
Chi crede in un Dio Creatore di tutto quello che ci circonda e di noi stessi, sa che Egli non può aver creato il MALE.
Il MALE, secondo grandi pensatori non è altro che la degenerazione del BENE.
Esempio: nel PARADISO TERRESTRE tutto andava nel verso giusto, poi il MALE, in questo caso raffigurato nel SERPENTE dialoga con EVA porgendogli la MELA, e tutti sappiamo come è andata a finire.
In questo caso il MALE era Satana, poi si chiamerà Lucifero, Belzebù, Leviatano, Anticristo, Cerbero, Caronte, Dannati, Decani e perfino Giuda è un personaggio del MALE.
Gli aspetti? Molteplici, con ali di Pipistrello, corna caprine, piedi artigliati, immagini animalesche, corrotte dalla bruttezza come la bestia dalle sette teste.
Tutto questo per incutere paura, il MALE deve far paura. Se vuoi spaventare un bambino, descrivigli un Diavolo che se lo porterà via se non fa quello che gli si dice. Ma nella vita reale non è così!
Il Male può avere anche un aspetto rassicurante, tanto quanto gli oppositori, coloro che per la loro indole si adoperano per la supremazia del BENE.
Uno dei primi a metterei sulla giusta via fu Prodico di Ceo, un filosofo Greco vissuto circa 5 secoli prima di Cristo, che aveva l’arte della distinzione dei significati, dei nomi affini, applicandola, oltre che a fini retorici, a favore della ricerca scientifica. Suo è il racconto di Ercole al bivio ripreso da Senofonte e più avanti ancora, addirittura da Cicerone. Ecco il racconto:
Ercole adolescente, si trova seduto su un ulivo sradicato, quando gli si presentano due donne, una seminuda dalle forme giunoniche che gli indica una strada piacevole, in discesa, colma di fiori che lei stessa cosparge, e una musica celestiale di sotto fondo. L’altra donna, sobriamente vestita, indica invece una strada sassosa che si inerpica su un monte arido con tronchi rotti e rami secchi. La rappresentazione allegorica della scelta tra il BENE e il MALE. Nessuna figura paurosa, né animalesca, due belle donne, una scelta difficile!
La lotta dell’ANIMA, ovvero PSICOMACHIA, la scelta tra il bene e il male. Un essere intelligente può trovarsi schierato con il MALE, per una scelta sbagliata!
Concetto espresso, dopo la Crocefissione anche dal Cristiano Prudenzio.
Solo per curiosità; che strada prese Ercole?
Ovviamente quella che avremmo preso tutti noi!
Sbagliato; prese l’altra!
In conclusione, il MALE è rappresentato con mille volti e non necessariamente abbruttiti, e a volte ce l’hai di fianco e non lo sai! Per questo MALE nessun dottore troverà un rimedio, perché non si sa come ne sarai colpito! Un MALE che si propagherà come pandemia, un MALE senza cura.
Questo racconto spiega cosa successe dopo la Crocefissione di Gesù, nel momento in cui una nuova religione che si chiamerà Cristianesimo, iniziava ad espandersi, sottraendo alle altre religioni, ai movimenti, alle sette o agli Ordini Monastici, seguaci e potere.
In quel tempo scesero in campo i DECANI esseri con poteri e facoltà sensoriali e intellettuali, che nessun uomo aveva potuto accumulare nella sua mente primordiale. Questi esseri vengono dal passato, parlano e scrivono tutte le lingue antiche, sanno tutto del cielo, stelle e pianeti. Per loro, le regole della vita non sono le stesse degli umani, ma smisuratamente lunghe, sono passati attraverso guerre, epidemie, distruzioni provocate e naturali per merito della loro intelligenza superiore.
Per questa battaglia si erano alleati a una “forma superiore di sapienza” originaria dei sacerdoti Egizi che avevano il potere di mettere chiunque in contatto con le loro divinità e si arrogavano il dominio sui diversi regni della natura.
Queste qualità erano state trasmesse a una donna di nome ENEPH discendente di ISIDE.
Altri alleati si aggregarono a loro: I DANNATI, coloro che dopo il giudizio finale saranno esclusi, anima e corpo, per loro volontà dalla SALVEZZA e saranno condannati al fuoco eterno.
Anche i VEGLIANTI, così chiamati coloro che non dormono mai, ribelli verso DIO, condannati a vegliare con l’evidente destino di Guardiani. Punizione Divina per essersi accoppiati con ogni tipo di donna per incapacità di resistere alle tentazioni, generando figli temutissimi chiamati NEPHILIM (giganti violenti) con occhi dorati e dimensioni fisiche enormi (Genesi 6.2) al servizio dei DECANI.
Gli antagonisti furono:
I PRINCIPATI preposti a ricondurre l’uomo alla purificazione (fonti Bibliche e Sacre Scritture citano e definiscono “Entità armate di spada dalla fiamma sfolgorante” in difesa delle forze del BENE chiamate ARCHAI.
Poi i MESSAGGERI dall’Ebraico MALAK (Matte o 18.10) soldati fedeli alleati dei Principati.
Personaggi in tutto uomini con abbigliamento Cristiano, ossia con il PALLIO portato sulla tunica, per chiara necessità di non essere scambiati per Pagani.
Costoro forse ignoravano di dover affrontare un nemico così potente, ma fecero tutto il necessario per la coalizione che corrispondeva alla natura del loro carattere e alla nascente religione.
Questo scontro non fu certo l’unico, ma uno dei primi!
Una vittoria avrebbe avuto un enorme impatto sul futuro dell’Umanità.

Pensare che nell’universo tutto è dovuto al caso e ignorare tutto ciò che
è divino, è una teoria recepita unicamente da persone di scarsa intelligenza.

La verità perduta

Per Ethabaal era una bella mattina. In questo periodo in Armenia iniziava il freddo, ma il cielo era limpido e il sole stava spuntando da sopra il monte Cilo, regalando alla pianura sottostante un tepore piacevole.
Fischiettando, diede una scrollata agli abiti sdruciti sui quali aveva dormito tutta la notte, poco distante dalle sue pecore, su un letto di foglie secche ed erbe. Si avvicinò al ruscello, bevve e poi si passò le mani bagnate sul viso cosparso da una barba ispida e incolta. Si specchiò nell’acqua e considerò di essere un bel ragazzo: prima o poi avrebbe trovato una ragazza con la quale dividere il lavoro e il piacere. Certo il lavoro non era granché, forse la sua, ancora sconosciuta compagna, avrebbe preferito una bella isba di legno, con tutto quello che serve a una donna!
Sì, era giunto il momento di chiedere al padrone il regalo di una delle sue capanne, quella dove tiene il fieno per l’inverno, lui l’avrebbe fatta diventare una vera casa, a costo di lavorare la notte!
Il padrone era generoso, gli dava il posto per dormire, da mangiare e tanto in tanto lo portava nella città di Kirovaban in occasione di alcune feste tradizionali come quella della fine del raccolto, quella delle giovani promesse spose, e per la festa dei cavalieri acrobatici, che si mettevano in mostra con giochi di abilità e di equilibrio.
Tornavano sempre alticcio Anche la sua donna era gentile con lui; quando usciva con il gregge, gli preparava sempre un infuso di erbe con il samovar e carne secca!
Adesso era arrivato il momento di chiedere qualcosa di più. Insieme al suo amato cane Lik, era o non era il più bravo guardiano di pecore in quello sperduto lembo di terra?
Considerando tutto questo, iniziò a spingere il gregge col suo bastone, mentre Lik, con piccoli morsi alle zampe, indirizzava le pecore verso la montagna dove l’erba era di un verde smeraldo.
Dopo un lungo cammino tutto in salita, Ethabaal trovò un grande spiazzo: questo era il posto giusto! Lasciò le pecore al pascolo e si avvicinò alla parete rocciosa, proprio con il sole di fronte che lo riscaldava. Piegò ripetutamente il mantello, lo mise per terra e vi si sedette sopra, poggiando la schiena alla roccia.
Da lì poteva vedere e controllare tutto quello che aveva davanti. Estrasse dal grosso sacco che teneva tracolla, il suo strumento preferito, non sapeva come chiamarlo, l’aveva fatto bucando un legno di sambuco con il grosso coltello che teneva sempre alla cintura (non per aggredire, solamente per allontanare qualche lupo randagio male intenzionato).

La verità perduta di Alessandro Friggieri – Albatros-Il Filo, 2009 – pag. 381

Il commento di NICLA MORLETTI

“La verità perduta” è un romanzo ben strutturato, dalla trama complessa e egregiamente articolata. Ottimo lo stile, ben curate le descrizioni, tanto che par quasi di essere con i personaggi e di trovarsi sul luogo delle scene. L’autore, dotato di una solida cultura umanistica, dimostra padronanza dell’obiettivo, narrare cioè di antichi tempi, quando gli imperatori romani si susseguivano al potere, delle loro imprese belliche, delle rigide leggi e della sottomissione di popoli indigeni. Ma non solo questo: in quel periodo due forze occulte si affrontavano, il bene e il male che imperversano da secoli. Due forze potenti alla conquista del potere da esercitare sul destino degli uomini. E di questo nessuno degli uomini illustri di allora non ha scritto mai. Né ne ha mai lasciato traccia su libri e documenti. Con maestria e consapevolezza artistica, Alessandro Friggieri ritrae i suoi personaggi e le sue storie conferendo loro una duttilità misteriosa, un alone di affascinante magia che si sprigiona lentamente dal Monte Athos. Un libro di cui consiglio la lettura per volare lontano con la fantasia e per riflettere sulla “lotta dell’anima, ovvero psicomachia”, la scelta tra il bene e il male.

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6 thoughts on “La verità perduta di Alessandro Friggieri

  1. è un romanzo che ha il sapore di mito, di leggenda, quasi di esoterico.
    Il bene e il male. L’eterna lotta tra gli opposti, la scelte di campo che si chiama libero arbitrio.
    Ma alla fine il bene vincerà! SEmpre!

  2. Disse un filosofo che il vero
    ” e’ la realta’ dal volto sincero”.
    E ogni sofisma e’ menzogna,
    un mostro che non pedona.
    Purtroppo il mondo relativista
    accetta ogni punto di vista.
    Ma il principio di non contraddizione
    e’ fondamento di ogni ragione ;
    e qui s’ innesta il nostro Salvatore,
    che tra un po’ sara’ con noi Bimbo-Signore.
    Alessandro viaggia tra culture
    e d’ esse prende le misure.
    Pero’ alla fine a Cristo ritorna,
    Lui che la Verita’ adorna.
    E chi legge con frutto capira’
    che e’ semplice viver in sincerita’.

    Gaetano

  3. mi piacerebbe moltissimo leggere codesto libro; la mia fede non è molto profonda, tuttavia ho un credo religioso. La parola delle sacre scritture mi ha aiutato molto in questa vita ma ho ancora molto da imparare. Chi lo sa perchè sfogliando la Bibbia le parole di un profeta hanno risposto esattamente alle domande che avevo nel cuore allontanado da me un’incipiente depressione?

  4. La tematica è interessante e densa di spunti di riflessione ben sviluppati.
    Il bene ed il Male albergano in ognuno di noi come inseparabili parti complementari, com elo yn e lo yang. La nostra vita è tutta una questione di scelta tra queste due opzioni: è facile ed estremamente labile il confine. Mi piacerebbe continuarne la lettura!

    1. Grazie per avermi comunque mandato una copia dell’altro tuo libro II secolo d.C.: molto avvincente . Me lo sono letteralmente divorato.
      In attesa di altre tue pubblicazioni , un caro saluto

  5. Trovo molto interessante il suo bel narrare di tempi antichi in un’ era… per lo più virtuale.
    Dove l’anima, i pensieri e in particolare il nostro vivere moderno non trova paragone di stile se non nella rappresentazione simbolica del serpente e del perpetuarsi delle due forse antagonite primordiali.
    Per le quali tutta l’umanità è chiamata a conoscerle entrambi e seglierle nell’intimo libero arbitrio.

    Mi piacerebbe leggere tutto il suo libro, perchè profuma di cultura umanistica e lascia nella traiettoria del messaggio un alone di affascinante magia.
    Grazie Franca Fasolato

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