Il deserto del Sinai mi passa accanto con le sue montagne striate di rosso, le sue valli levigate dal tempo, le rare dune di sabbia portate qui dal vento del deserto d’ Arabia. Il resto è polvere e sassi bruciati dai quaranta gradi di un sole implacabile.
Ma tutto resta fuori di me.
E’ come se il condizionatore dell’aria, i vetri, il tetto dell’autobus, proteggendomi dall’esterno mi permettessero di proiettare il paesaggio lontano nello spazio o addirittura sul nastro di una pellicola cinematografica. Anche lo squallido edificio di cemento di una scuola rimasta desolatamente vuota, mi lascia indifferente, come resta indifferente alla natura primitiva di questo luogo.
Solo quando scendo sulla polvere e i sassi tra i beduini che mi invitano a salire sui loro cammelli, provo emozioni inesplorate. L’aria è limpida, come di vetro, il sole è sospeso sopra di me, ma l’altitudine lo rende sopportabile. Rinuncio con un sorriso ai servizi di questa gente libera e fiera, e mi avvio a piedi in direzione del monastero di S. Caterina. Il sentiero sale nella gola stretta da montagne granitiche e brulle.
I miei sandali di cuoio foderati di neoprene, comodi a camminare in città, qui ad ogni passo diventano una tortura con la polvere e i sassi che mi entrano in ogni fessura. Ma l’emozione di avvicinarmi al luogo di Mosé è più forte di questo tormento e avanzo verso l’alta muraglia che protegge il monastero.
Entro da una fessura che si apre tra grandi blocchi di granito e dopo un oscuro passaggio mi ritrovo nella luce di fronte al roveto ardente.
Vorrei togliermi i sandali, ricordando le parole di Dio a Mosé, mentre rimango assorto in ammirazione, ma qualcosa mi preme alle spalle: è una folla di turisti sbarcati qui da ogni dove e mi trovo nella chiesa di fronte allo splendido mosaico della Trasfigurazione. Vorrei fermarmi a lungo davanti a questo capolavoro che stupisce e che invita alla preghiera per il suo farsi sublimazione, ma è impossibile porsi pellegrino in questa nostra epoca che trasforma in bene di consumo anche un luogo nato per lo spirito.
Recupero il mio spazio al tramonto del sole, quando insieme ad una guida inizio la scalata del Monte Sinai. Riprovo allora quel senso di libertà e di distacco da tutto ciò che sulla terra ci assilla e ci ossessiona e che ho provato ieri scendendo nelle acque del golfo di Aqaba. Là erano quel mare così unico e le sue creature coloratissime e miti a portarmi in una dimensione nuova. Qui sono la purezza fresca e limpida dell’aria, la sensazione dell’immenso che provo di fronte alla vastità del cielo limpido dove le stelle palpitano, la gioia di avere raggiunto la cima della montagna.
Ma poi ti accorgi che qui c’è qualcosa di più, come la voce del silenzio che ti entra dentro e ti rasserena l’animo, la veglia che precede l’alba, la sensazione forte che in quell’attesa io e la guida musulmana che mi siede accanto siamo fratelli in attesa dello stesso Dio. Il cielo che, come per un miracolo della creazione si tinge pian piano di un rosa che ti astrae dal tutto.
Solo il lampo di una macchina fotografica che cerca di fissare quell’attimo sfuggente, mi distrae da quel distacco, mentre preannuncia un paesaggio di rocce rossastre e figure e che si muovono e si alzano dai loro sacchi a pelo.
In breve siamo tutti in piedi, tutti rivolti a quel punto, in riverente silenzio, fissi come davanti a un grande mistero, tutti a cogliere quella luce intensa, folgorante, simile a quella che ha illuminato Mosé quel lontanissimo giorno che ha ricevuto da Dio le Tavole della Legge.

Aprile 2004

Sulle soglie dell’infinito – Nel deserto del Sinai – Dal libro Finestre sulla città e dintorni di Alberto Calavalle presentato nel Portale Manuale di Mari.

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23 thoughts on “Finestre sulla città e dintorni di Alberto Calavalle

  1. Urbino al centro del mndo : il suo, e non solo. Alberto Calavalle mette lo spirito della stupenda citta’ marchigiana anche nei diari dei suoi viaggi. La provincia come dimensione dell’ universo, interno ed esteriore, colma il desiderio dell’ autore per una serenita’ globale.
    Le finestre sulla citta’ estendono il panorama a quei “dintorni” che abbracciano tutto il globo.

  2. Gentile Alberto ho ricevuto il suo libro e non vedo l’ora di leggerlo. Grazie dell’omaggio a risentirci Fabiola Lucidi

  3. Gentile Alberto,
    ho terminato la lettura del Suo libro.
    Spero tanto che questo costituisca il primo passo per cercare di comprendere pienamente la città di Urbino, in modo tale che essa possa, come nelle parole di Mario Narducci, svelarsi ai miei occhi.
    Devo farLe i miei complimenti per la scrittura diretta, concisa, ma carica di emozioni: la descrizione della “magica” estate a Riccione è stata spettacolare; per me che sono una romantica legata a doppio filo ai ricordi del passato, immedesimarmi nelle Sue vacanze è stato bellissimo!
    Ho apprezzato molto la parte relativa al grande Federico da Montefeltro di cui, tra l’altro, ho visitato la dimora eugubina, il Palazzo Ducale con, all’interno, la magnifica ricostruzione del famoso studiolo (l’originale è conservato a New York…).
    Son pienamente d’accordo sul fatto di “puntare l’attenzione” su quelle che sono le feste tradizionali locali (anche io ho assistito alla corsa dei Ceri di Gubbio: semplicemente SPETTACOLARE).
    Gli scritti sui problemi del mondo mi hanno fatto riflettere ancor di più su come sia precario il mondo in cui viviamo e come sia, invece, ben radicata l’indifferenza per i problemi altrui: meno male che ci son persone speciali come il missionario comboniano Alex Zanotelli.
    “Sulla via di Santiago” mi ha commosso: “La forza che mi spinge / la forza che mi attrae / non so spiegarla nemmeno io / solo chi sta lassù lo sa” (cit.) … non poteva concludere in modo migliore.
    Grazie di vero cuore per avermi inviato il libro.
    Un caro saluto,
    M.Grazia P.

  4. Giusta osservazione è che si tratta di un libro da meditazione, un po mistico, a tratti fantastico….. interessante, mi piacerebbe approfondire, per ora non voglio spingermi oltre dovrei prima leggerlo.

  5. Ecco, “Finestre sulla citta’ e dintorni ” sara’ uno dei miei compagni di meditazione per quest’ esttate.
    Obbligato per il suo dono, cerchero’ di sdebitarmi con un commento approfondito una volta letto.
    Cordiali saluti.

    Gaetano

    1. La ringrazio signor Gaetano per l’interesse verso il mio libro e per la promessa del commento.
      Cordialmente
      Alberto Calavalle

    1. Gent.mo Alberto Calavalle,
      ieri ho ricevuto il suo libro, regalo graditissimo e grazie per la dedica!
      Appena avrò terminato la lettura, Le scriverò per farle sapere.
      Cordiali saluti!

  6. Salve, una volta un mio amico che è stato nel deserto per diversi giorni, mi disse che stava per impazzire perchè il silenzio faceva un rumore impressionante, come di fondo e non andava via dalle orecchie… Le sue parole mi ricordano questa storia ma in un senso di ricerca dell’io profondo e, secondo la mia modesta opinione, andrebbe ricercato con uno stato d’animo preparato, quale il suo libro può creare.
    Complimenti.

  7. MARCEL PROUST scrisse: Il vero viaggio della scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nel vedere con occhi nuovi”. Un viaggio lontano dalla propria casa può suscitare molte emozioni, che sia l’Egitto, che sia Lourdes…. il patos interiore l’uomo lo raggiunge con il silenzio…. c’è una canzone che può spiegare meglio il mio concetto. La cantava Mina e oggi Boccelli, e una strofa dice così: “Ci sono cose nel silenzio che non m’aspettavo mai
    vorrei una voce
    ed improvvisamente ti accorgi che il silenzio
    ha il volto delle cose che hai perduto
    Aspetto il libro carissimo Alberto, vorrei continuare con lei la chiacchierata.

    1. Grazie Fabiola per avermi ricordato Proust e la canzone di Mina e Boccelli. Mi ritrovo nelle loro parole
      Alberto

  8. Gent.mo Alberto,
    Volevo ringraziarLa immensamente per avermi inviato il Suo libro, è stato gentilissimo!
    Non vedo l’ora di leggerlo e di commentarlo con lei!
    Un carissimo saluto,
    M.Grazia P.

  9. Grazie Antonio per le belle parole sul mio libro. Ed è bello anche sentire che non si è soli nel nostro cammino.
    Con un cordiale arrivederci
    Alberto Calavalle

  10. Caro Alberto le tue pagine profumano di misticismo e d’amore. Una ricerca interiore che avanza “tra i deserti, le montagne striate di rosso, le valli levigate dal tempo, le dune di sabbia portate dal vento e i sassi bruciati “che altro non sono che i luoghi ordinari dell’anima, proettati, come dici, nel paesaggio lontano.
    “Entro da una fessura che si apre tra grandi blocchi di granito e dopo un oscuro passaggio mi ritrovo nella luce” non è forse questo il lungo stretto cammino che ogni uomo deve fare attraverso i blocchi granitici di ignoranza, di vanità, di egoismo, per arrivare alla liberazione, al Non Condizionato?
    Se dovessi voltarti per qualche motivo, mi trovi dietro di te. Sono lungo lo stesso cammino senza direzione. Antonio

  11. Gaetano,
    lei ha colto bene l’esperienza che ho vissuto e che, spero rappresenti la metafora della vita. Grazie anche per l’apprezzamento rivolto alla mia prosa.
    Cordialità
    Alberto Calavalle

  12. Nel deserto, l’ Assoluto si fa’ compagnia e ci guida nel viaggio dentro noi stessi.
    Un percorso accidentato, pieno d’ insidie e di sorprese; una traversata sovente contrappuntata da burrasche.
    Sul Sinai il respiro di Dio ci ossigena. E Alberto, con la sua prosa avvincente, si fa cronista di un’ avventura ch’ e’ spirito di vita.

    Gaetano

  13. Gentile Alberto,
    la Sua esperienza nella Terra d’Egitto fa parte di tutta quella serie di eventi eccezionali, propri della vita di una persona che possono esser classificati nel “gruppo degli indescrivibili”. Si tratta di esperienze talmente “forti” che nessuna parola o frase sembrerebbero adatte a descrivere. Invece, Lei grazie a un modo di scrivere empatico, ci è riuscito benissimo. Durante la lettura, sono stata catapultata proprio lì, al Suo fianco: ho provato un senso di avversione nei confronti di tutti quei turisti che non apprezzano l’immensa fortuna che hanno nel visitare quei luoghi incantevoli, e si perdono in chiacchiere inutili, ma anche un senso di profonda pace che si avverte non appena si raggiunge la cima della montagna, circondati da aria limpida, pura.
    Spero con tutto il cuore di poter leggere per intero “Finestre sulla città e dintorni”, in modo tale da poter conoscere meglio anche la città di Urbino, la sua arte, le sue tradizioni (sarebbe bellissimo, diventare spettatrice di manifestazioni locali, come “La Festa del Miele a Belforte” o “l’Ars libraria”, per coglierne tutti gli aspetti, anche quelli più segreti, quelli, cioè, che solo una persona del luogo ti può far scoprire).
    Un caro saluto,
    M. Grazia P.

    1. Gentile M.Grazia,
      mi fa piacere che lei si sia sentita coinvolta da quanto ho scritto. Urbino e altri luoghi altrettanto belli hanno la forza di comunicare e commuovere.
      Le auguro di potere leggere tutto il libro.
      Grazie e un cordiale saluto
      Alberto Calavalle

  14. “Ma poi ti accorgi che qui c’è qualcosa di più, come la voce del silenzio che ti entra dentro e ti rasserena l’animo, la veglia che precede l’alba, la sensazione forte che in quell’attesa io e la guida musulmana che mi siede accanto siamo fratelli in attesa dello stesso Dio. Il cielo che, come per un miracolo della creazione si tinge pian piano di un rosa che ti astrae dal tutto.”
    sono rimasta colpita da questa frase, rievocandomi un’esperienza personale vissuta però in altro luogo lourdes, è strano e affascinante come le pagine di un libro anche se di fantasia possano evocare ricordi ed emozioni così vivide.

    1. Gentile Elena,
      sono contento che lei abbia vissuto un’esperienza simile alla mia, in altro luogo. Vuol dire che questo nostro mondo non l’abbiamo distrutto del tutto e che ci sono angoli dove ancora è possibile provare emozioni forti e stabilire contatti con qualcosa che va oltre il reale.
      Cordialmente
      Alberto Calavalle

  15. Gentile Daniela,
    grazie per le belle parole sul mio libro Finestre sulla città e per la tempestività del tuo intervento.
    Grazie anche per l’invito alla presentazione del libro. al quale non ho potuto intervenire, ma immagino sarà stato un bel successo.
    Cordialmente

  16. Grazie a Nicla e Robert per l’inserimento dell’estratto nella presentazione di Finestre sulla città e dintorni.
    Grazie anche per la foto della mia premiazione a Cattolica e infine congratulazioni a Robert per il Premio.
    Un caloroso saluto
    Alberto Calavalle

  17. Gentile Alberto,
    già dalla lettura della prefazione di Mario Narducci, che evoca la città ferita della mia amata regione, e del brano tratto dal libro, provo suggestioni condivise nello stesso valore della memoria che rinnova il passato consegnando al presente e al futuro tutto il patrimonio storico, architettonico, letterario, umano, di grandi o piccoli eroismi quotidiani che tramandano l’identità di una terra.
    Complimenti vivissimi

    Daniela Quieti

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