Così tu soffri,
un dolore puro
agli occhi invisibile,
così lo senti,
intenso
quasi crudele
e comprendi
lo spasmo della neve
nell’istante in cui
riconosce il sole
che la dissolverà.
Per te
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Cammino
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I tuoi occhi blu lacrimano per me
Dietro i tuoi occhi blu come il mare,
si nascondono segreti infiniti,
in cui le apparenze mostrano
una personalità vacillante.
La sofferenza che fa capolino,
racchiude momenti tristi,
in cui l’anima necessita del calore
ed una passione non comune.
Seduto nella stanza buia,
con la testa chinata giù,
il lineamento impensierito
è bagnato da lacrime calde
che sanno di sale,
dove il dolore tutto trasforma.
Ti osservo sull’uscio,
ma non mi avvicino.
Il tempo sana tutte le ferite,
donando una crescita interiore
straordinaria.
La riflessione apre la strada
verso nuovi orizzonti.
L’istante è sofferto,
ma il domani sarà roseo.
© – "Nicoletta Perrone"
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Il viaggio per Roma
Immagini variopinte
scorrono veloci
attraverso il finestrino
del tumultuoso treno
che incombe sovrastante
sui lucenti binari.
Seduta con le gambe accavallate
avverto i diversi frastuoni
accostato da gioiose risate.
Nel frattempo lo sguardo
si poggia sulla bianca carta
insieme alla penna colorata,
che cattura l’attenzione,
richiamando quell’istinto
che conduce ad imprimere
l’attimo fuggente.
Il pensiero vola lontano
sfiorando affetti, amici, quotidianità,
impressi nella memoria.
Oggi un nuovo sole
ha illuminato l’azzurro cielo
con i suoi raggi dorati,
mentre mi accingo
a varcare una soglia,
che mi aprirà la strada
verso la gioia della vita.
© – "Nicoletta Perrone"
Attesa
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L’attesa è…
…tempo da assaporare a piccoli sorsi…
…tempo che brama desideri sospesi…
…tempo che dipinge nei pensieri i sogni…
…tempo che ascolta il battito della vita…
…tempo che chiede di essere vissuto…

L’Attesa
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La giovane donna lo aveva aspettato troppo a lungo. Lo ripeteva a se stessa in ogni momento. Chi vorrebbe sprecare la propria esistenza così inutilmente? L’amore che sboccia reciproco non cerca altro nutrimento, se non la costanza, la dedizione, l’appagamento. L’amore non ricambiato non ha altra scelta se non quella di svanire, morendo o trasformandosi in qualcosa d’altro. Amicizia, affetto, parole vuote, ormai. Non poteva più dargli nemmeno questo. Non riusciva più a guardarlo senza provare altro che un cupo risentimento, una rabbia gelida, vergogna per se stessa. Per non aver capito prima di non esistere, di essere insignificante, trasparente, nulla.
Anni passati a sognare ad occhi aperti, immaginando scene di felicità di cui entrambi erano gli attori. E percepire la sicurezza della perfezione, un legame senza incrinature, screzi, colpe. In cui l’uno completava in modo pieno ed assoluto l’essenza stessa dell’altra. In cui l’una donava l’anima intera all’altro. Senza limiti, nella certezza dell’infinito e del per sempre.
Ricordi sbiaditi, ricordi inesistenti. Il tutto circondato da una malinconia incomprensibile, spettatrice di memorie mai vissute realmente, ma così desiderate. E la sorpresa di scoprirsi a ripercorrere qui sentieri lastricati di illusioni, accompagnata però dalla sfiducia; non fidarsi mai dei fantasmi, perché in questo tempo li hai troppo idealizzati e li hai privati dei difetti dell’originale. E il tuo cuore continua a soffrire per chi non c’è, non c’è mai stato, mai ci sarà. E i tuoi occhi continuano ad essere colmi di lui e di quello che lui non sarà mai.
Voltare pagina sarà la risposta all’attesa insoddisfatta. Il vero trasporto la soluzione unica.
EQUILIBRI
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abbarbicata a te
preda della paura di cadere
immersa in un equilibrio instabile.
La mia anima fluttua
nel cielo infinito
abbracciato dal sole.
Mille acrobazie nel cielo azzurro.
Sabbie mobili sotto di me.
Non resisto
non mi oppongo
non voglio
non posso.
Accanto a me
tu non ci sei.
La smania della solitudine
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Tornare in collina
dove ancora i vecchi in canottiera
sostano sulle verande d’estate
e non cercare nessuno
per le strade sterrate
dove nessuno ti cerca
ma tutti ti riconoscono
e la vecchia piegata sul grano
ti sussurra “T’ho tenuto a battesimo”
mentre gli occhi le accennano
una lacrima.
Percorrere le vie che portano
fino alla vigna
e non cercare nessuno
perché ogni uomo lo senti
nel grappolo che strappi alla vite
e tutte le parole non valgono
uno solo di quei chicchi
che ti si sciolgono in gola
come un bacio gentile.
Traversare le strade
che ti hanno cresciuto
e non cercare nessuno
perché come un segreto conservi
il silenzio contadino
che quei sassi, quella terra
e quel grano t’hanno insegnato,
ancora oggi che hai visto il mondo
e tutto il mondo non vale quel grano
e non vale quel silenzio.
Tornare in città
e traversare altre strade
per correre in casa
e non cercare nessuno
- nemmeno una donna;
chiudersi in casa piuttosto
e scrivere versi
e poi apparecchiare la tavola
senza preoccuparsi di essere soli
e mangiare quei chicchi
che ancora sanno di collina
e non cercare nessuno.
Perché
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E ti penso
Anzi no
ho pensato così tanto
da non aver più nulla a cui pensare…
E ti vedo
bello, audace
E mi manchi
sempre
E ti vorrei
di più
Ed anche se tutto è finito
anche se non sei qui con me
anche se non stiamo insieme
A te rimango legata
forte
Rispondimi
perché?
Burning Puzzle
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Brucio, le mie ossa avvampano





























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