Sotto il cielo di dicembre

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Sotto il cielo di dicembre
fra illuminate strade
e addobbi colorati
gente distratta e indaffarata
volti che si sfiorano muti
senza vedersi
Traffico impazzito
in mezzo alla città 
che frettolosa incede
su marciapiedi festosi
fra vetrine scintillanti
A passi lenti cammino
avvolta in un dolore
pungente più del gelo
cercando di te un’impronta
una traccia da seguire
per afferrarla a mani tese
prima che sfumi nella nebbia

Dove sarai
in questa notte d’inverno
acceso da quali abbracci
accarezzato da quali sguardi
che non siano i miei…
 
-Maya-

Argento (Arguron)

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Quest’uomo
ha occhi d’ambra liquida
e un sorriso da satiro
che viene dal Tempo,
e da quella terra
ove Marsia rideva
e gli dei consumarono
le loro battaglie.
Sulla sua pelle
un dio fra i tanti
stampò un arcipelago
di piccole isole,
di giorni e di nomi
che egli già conosce,
e ha attraversato
prima di approdare
sul margine inesplorato
del mio abisso.

Quest’uomo
si aggira cauto
come forestiero
tra dedali ombrosi
che passi di donna soltanto
nell’alba ospitarono,
tra le macerie di qualche amore
e una galleria di stinti ritratti
requiem per sogni
appena sfiorati.

Quest’uomo,
che crede nel destino
tra le sue mani stasera
culla la mia vita
ed i frammenti aguzzi
ad uno ad uno compone,
su trame di cristallo levigate
da una beffa di venti
e da quell’onda,
che dono imperscrutabile
e insidiosa compagna
fu al mio andare.
Inatteso il suo nome tintinna
- moneta d’argento -
sul duro selciato dei miei giorni.

Ad A.

Sofferenza d’amore

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Sofferenza d’amore
mi fa sprofondare
nell’abisso più oscuro.
Lacrime calde
scendono
sul mio volto niveo,
lasciando un arrossamento
che brucia.
Grido all’amore
oggi il mio dolore,
quello che mi ha fatto
assaporare
le gioie della vita.
Chinata sul pavimento
volgo lo sguardo
nel vuoto della stanza.
Pensieri confusi
e pieni d’amarezza
lacerano l’anima mia.
Scendono le lacrime
ininterrottamente,
lasciandomi senza respiro,
tra un singhiozzo e l’altro.
Il corpo oramai sfinito
si adagia per terra,
dove mi addormento
sognando
le meraviglie
di un nuovo
grande amore.

© – “Nicoletta Perrone” 

Haiga

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Colli innevati.

Come fiorenti spose

 bianco vestite.

 

Ho cercato immagini

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Ho cercato immagini
per trattenere un sogno
come una rete gettata in mare aperto
volevo ancora capelli impigliati tra le dita
ed occhi dolci a narrarmi favole di vita
Tra fresca spuma
ti ho trovato

Ho cercato immagini
per assopire il dolore
come uno scialle
avrei voluto mi scaldassero le spalle
avrei voluto un ricordo a tenermi compagnia
Riflesso perduto tra onde sognate
avrei voluto trovarti ancora

No, non si cattura un’emozione…
perché mai tanto stupore?
Guardati attorno…
un fiore sboccia a ringraziare carezze di sole
ed un bimbo sorride curioso
inseguendo colorati voli di farfalle
zampettando caparbio la vita in festa.

piccole grandi cose…

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piccole cose nascoste e silenti
racchiuse nel cuore di semplici fiori
raccolgon rugiada sui campi del mondo
raccolgon sorrisi tra applausi e silenzi ..

e tornano a sera in quel cielo di stelle
e come miraggio diventan più belle ..

vocedelsilenzio

(immagine tratta da inkycircus.com)

Amore Mai smarrito

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Tenere e soffici le ombre della notte
scivolano piano tra le pieghe del pianto
Verso di te incerta incedo
alba mai sognata
E dentro di me tutto tace
mentre l’urlo e i graffi si sono smarriti
lungo i percorsi che conducevano a te
Abbandonata alla soave pace
lascio andare i ricordi
e un calore nuovo semina tepore
nell’acerbo animo mio
Ritorno a te
abbraccio caldo di vita
Amore mai smarrito
riposerò nella tua morsa sicura

(T.G.)

Sono qui…

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Guardami     sono qui

Voglio  che tu mi veda     per quella che sono

Tante le ferite     qualcuna ancora sanguina

Però sono qui

In questo angolo di strada

Ancora sconnesso

Anche tu incespichi     hai le spalle curve

Ancora  pesa il tuo fardello

Ma posalo     e guardami

Guarda  queste mani     ancora sono calde

Ancora desiderano

Ancora stringono     e accarezzano 

Potrei cancellare quel solco     che ti segna fra gli occhi

     E rende cupo il tuo sguardo

Potrei ritrovare il tuo sorriso     se mi lasci cercare

Guardami     sono qui

Fuggita dalla gabbia dei  ricordi

È ancora buio     ma l’alba non è lontana

Lascia che ci colga      insieme

 

Mara

L’elaborazione grafica è di AlfiereRosso

Assolo

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autumn whispers

Sono solo lacrime da dimenticare
bambina d’ottobre.
Quando l’estate chiuderà gli occhi
sull’ultimo anemone
nato in riva al fiume
l’autunno ti avrà
già invaso il cuore
Dimentica in fretta
mia dolce bambina.
E’ questo il tuo tempo
vestilo a festa
prima che si frantumi
dietro i vetri di un malinconico novembre.
Ogni fatica è speranza duratura
ché il gesto facile
la fine rapida d’ogni cosa ottenuta
in sé contempla.

Echi di luce

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La città si sveglia avvolta in una nebbia torbida e polverosa.

Davanti agli scheletri di quelli che fino a poco tempo fa erano case, palazzi,  ospedali ed antiche vestigia di tempi antichi, solo macerie e cocci di vita.

Folla di uomini e donne  che accarezzano il volto dei loro figli, come a volere togliere dai loro visi le immagini che i loro occhi fissano increduli e che hanno spazzato  via sogni e scampoli di vita futura.

Fruscio di abiti lunghi che avvolgono l’anima e il corpo, portati da madri dal volto segnato da troppo dolore.

Voglia di una vita normale che la storia ha negato solo perché sei nato dalla parte sbagliata del mondo.

Donne e uomini che stancamente trascinano le loro storie e bambini che allungano le mani segnate anzitempo, in cerca di  caramelle e di  qualche spicciolo di vita.

L’inferno ha trovato il suo palcoscenico sulla terra, trionfando col suo nero abisso e sostituendosi là dove un tempo si narravano fiabe millenarie e dal sapore antico.

Nella città perduta la morte trionfa sulla vita e ne diventa padrona, mentre essa diventa sempre più simile ad un dipinto che sbiadisce sotto la luce dei secoli e delle bombe.

Il  passato rivive solo nei racconti dei vecchi che, seduti nei vicoli delle strade fumando narghilet,  frugano  nella loro memoria cercando  frammenti di quel che resta della loro misera esistenza e ricordi di echi di luce al tramonto, che si perdono nel cielo e nei giorni che restano…

 

In questo racconto breve  non si parla di una città particolare, ma di tutte le città del mondo che sono devastate dalle guerre.

Mentre scrivo ascolto “Wuthering Heights” indimenticabile brano di Kate Bush.