FARFALLA NERA

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Chiusa in una gabbia di cristallo
il tuo rifugio
la tua prigione
guardi la vita là fuori:
cielo azzurro
fiori multicolori
gocce di rugiada
accarezzano
foglie d’edera
che si arrampicano fino al cristallo.
Fuori
la vita scorre
lenta
uguale
inesorabile.
Miriadi di coccinelle rosse
moltitudini di farfalle blu
quantità interminabili di fiori di campo
scrutano la tua prigione
ringraziano il cielo
di poter accarezzare le nuvole
proteggendosi da te
e dal tuo triste stato.
Un fievole arcobaleno sboccia d’improvviso
irrompe tra i fiori
spezza il tuo rifugio di cristallo.

Paura.

Una paura chiamata libertà,
di essere
di soffrire
di gioire
di vivere.

EQUILIBRI

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

E resto lì
abbarbicata a te
preda della paura di cadere
immersa in un equilibrio instabile.

La mia anima fluttua
nel cielo infinito
abbracciato dal sole.
Mille acrobazie nel cielo azzurro.

Sabbie mobili sotto di me.
Non resisto
non mi oppongo
non voglio
non posso.

Accanto a me
tu non ci sei.

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Sulla riva dei sogni
La bambina sedeva sulla riva
ascoltando in una conchiglia 
il mare ed il canto dei gabbiani
guardava lontano sorridendo
mentre danzavano gioiosi
i suoi sogni sull’acqua
in mille piroette di spuma
La donna scavò una tana
tra le rocce appuntite
aspettando muta che l’onda maestra 
travolgesse impetuosa 
la disperazione negli occhi suoi stanchi
che più nulla vedevano
chiusi ad ogni sogno perduto
-Maya-       

La smania della solitudine

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

 

Tornare in collina

dove ancora i vecchi in canottiera

sostano sulle verande d’estate

e non cercare nessuno

per le strade sterrate

dove nessuno ti cerca

ma tutti ti riconoscono

e la vecchia piegata sul grano

ti sussurra “T’ho tenuto a battesimo”

mentre gli occhi le accennano

una lacrima.

Percorrere le vie che portano

fino alla vigna

e non cercare nessuno

perché ogni uomo lo senti

nel grappolo che strappi alla vite

e tutte le parole non valgono

uno solo di quei chicchi

che ti si sciolgono in gola

come un bacio gentile.

Traversare le strade

che ti hanno cresciuto

e non cercare nessuno

perché come un segreto conservi

il silenzio contadino

che quei sassi, quella terra

e quel grano t’hanno insegnato,

ancora oggi che hai visto il mondo

e tutto il mondo non vale quel grano

e non vale quel silenzio.

Tornare in città

e traversare altre strade

per correre in casa

e non cercare nessuno

- nemmeno una donna;

chiudersi in casa piuttosto

e scrivere versi

e poi apparecchiare la tavola

senza preoccuparsi di essere soli

e mangiare quei chicchi

che ancora sanno di collina

e non cercare nessuno.

 

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Dolce sei 
Dolce sei 
al calar della sera
oltre il sole che muore 
riflettendo la sua ultima luce 
al di qua dell’orizzonte
ove rimango abbagliata 
dal ricordo di te 
che m’accompagna 
alle porte della notte
già pronta ad accogliere
la mia anima sola
-Maya-

sofferenza

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

l’urlo del respiro

in una lacrima di solitudine

il sentimento perso in una notte senza tempo

l’amara depressione

e la rabbia di un errore..

in quell’angolo di buia sofferenza..

silenziosa sofferenza…

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Tempo finito
Finito è il tempo 
per noi lontani oramai
distanti nel cuore e nelle speranze
solo il pensiero vola a te
sulle ali di un amore 
che non può finire
vola libero a quel per sempre
fermo per noi
nell’istante mai dimenticato
 - Maya -

SIGNORA SOLITUDINE

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

L’amore è come un veliero:

quando il dolce vento lo sospinge verso ampi orizzonti

quando la crudele tempesta lo trascina nei freddi abissi

quando l’immobile bonaccia lo invischia nelle sue melmose ragnatele

e lo fa stare implacabilmente fermo