
Con Arco incantato
io scaglio una freccia
sfiorando il carnato
mi apro una breccia
tra gnomi e fatine
folletti danzanti
sincere maestrine
che calmano i pianti
di chi non sopporta
la vita di sempre
di chi non concorda
con gente al presente
con chi or vorrebbe
soltanto vagare
col cuor alle strette
con mente può fare
i suoi eterni viaggi
che salvan pensiero
creando miraggi
che oscurando il vero
non fanno patire
a veder certe cose
ti lascian partire
tra viali di rose
nascondon l’infausto
presente aberrante
creando quel guasto
che a volte è servente
cercando di avere
la testa per aria
e di non pensare
a gente venaria
che pensa soltanto
che i soldi son tutto
e cerca d’intanto
il bene e l’affetto
essendo puerile
scadente e e merone
agendo da vile
le molte persone
che vivon sto mondo
cercando somigli
a lor pari grondo
di meri navigli
perchè se la gente
fermarsi a pensare
potrebbe in mente
forse capire
che squallida vita
che stanno vivendo
mentre tra le dita
il lor sogno a svanendo
e pur quando innanzi
alla vista gli metti
i lor sogni scalzi
diventan reietti
si chiudono in stessi
non parlan non odon
color delle messi
bambini che ridon
colori di cielo, di terra e di mare
colori del mondo
sarebbero rare
le cose importanti
che avrebber a vedere
purtroppo sì stanchi
non riescon a notare
la gente ormai chiusa
in se stessa e neanche
la gente ormai ottusa
non rende importante
la grandiosità
dell’immenso e del tutto
credendo verità
l’aver solamente un tetto
fatto di chiuse
e di vere menzogne
creato da muse
ma trasformato in fogne
da chi non sa più
che sia il bene ed il male
e sempre più giù
scenderà col suo cuore
invece mia vita
di sogni intarsiata
mi resta servita
un po’ strega e un po’ fata
perché è così
che io voglio restare
indi resto qui
tra un po’ il dire ed il fare.




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