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potessi vedere il futuro, vorrei vedere te accanto a me. Vorrei che tutto questo tempo di sospiri e pensieri diventasse solo un ricordo, che questo eterno presente di mancanza, a ricordarlo sembrasse solo un attimo. Vorrei, ma non so se arriverà questo futuro, se ci sarai tu o qualcun’altro. Dentro di me sentimenti vani. Perchè non arriva questo futuro che vorrei?Cosa posso fare per andargli imcontro?Già ci ho provato. Ho provato anche a non provarci. Ho provato a non pensarci. Il risultato è sempre questo presente di mancanza.

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MUSICA

Note leggere si muovono

seguono il vento

raggiungendo coloro che ascoltano.

 un fruscio,

un ululato,

un miagolio lontano,

 il cinguettio degli uccelli,

un sospiro lieve…

musica della natura

suonata dalla musicista più grande:

 la vita.

In cadenza sospesa

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Solo un attimo

ti fu perso lo sfarinare

d’albe erranti

ai miei passi

carezze in ali di ventaglio

ma cadenza sospesa

armò labbra di fantasmi

ed i miei tacchi neri a stiletto d’ombre

inspirai molte vite in una sola notte

riannodati i lembi del deserto

a dolcezza d’arrivederci

che languida

ti volse lo sguardo..

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Il potere di uno sguardo è qualcosa di incommensurabile, non è quantificabile in nessun modo…

uno sguardo da’ vita, gioia, amore, sensazioni… ma può anche essere anche portatore di cattivi pensieri, di odio, di tristezza…

è il nostro mezzo di comunicazione più forte e subitaneo…

guardando negli occhi di qualcuno è possibile guardarne l’anima, magari non fermandosi a uno sguardo superficiale, ma osservandosi a fondo l’un l’altro… parole non dette, emozioni mal celate, sensazioni mai confessate neppure a se stessi… 

 

 

 

Uno Sguardo

Uno sguardo

parole dell’anima raggiungono

l’eterea consistenza dell’iride.

Sensazioni, emozioni, parole

discorsi muti e penetranti.

Sussurri all’anima inconsapevole

frecce dirette al cuore e al più profondo dell’essere.

Sogno in volo

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Vorrei poter volare
accanto agli albatros
e perdermi nell’infinito andar
delle correnti,
aria nell’aere.
Vorrei poter accogliere
tra le mie ali
il dolore del mondo
e disperderlo nei venti.

chiarezza

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e ancora torni, e ancora mi confondi

mi fai intendere ciò che con  le parole non dici, lasciandomi lì,
tra dubbio e certezza,
tra domande senza risposta

tempo al tempo mi dici..

son d’accordo..
ma un’altra aquila potrebbe già star sorvolando
la topolina che tu punti..

 e io.. che cosa voglio io.. voglio credere al mio stomaco, al mio cuore
o voglio rifletterci sopra, credere che sia dato tutto dalla situazione, cercare di smembrarlo fino a vederne scorrere in superfice ogni lama che taglia i mie pensieri e la mia stabilità ..

la notte porta consiglio,
allor dovrei dormir per cento notti,
e altrettante cento dovresti farne tu..

paura di saltare, paura di lasciarsi andare,
la solita stupida paura dell’ignoto, dell’altro, di ciò di cui non si ha garanzie,
ma se nessuno ci provasse..

resteremmo morenti fermi su noi stessi

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Parco secolare

Seduta sulla panchina di una villa romana
attorniata da alberi secolari,
ascolto il cantico soave degli uccelli,
assaporando la tranquillità che m’invade,
rigenerando la mia essenza sconfortata.
Una colomba becchetta qua e là
il percorso di sampietrini
solcato da muschio verdeggiante.
La scenografia di cui sono circondata
appare come giardino dell’eden,
dove l’erba e le foglie cadenti,
irradiano questa giornata fredda dicembrina,
con piccoli bagliori solari.
Mi riscaldi l’anima con frasi sensuali,
mentre siedi accanto a me,
accarezzandomi la mano,
ma il pensiero della mia partenza mi rattrista.
Ti osservo mentre mi riempi di coccole,
cercando di non pensare
che presto non siederò più vicino a te,
nel nostro angolo di relax.

© – "Nicoletta Perrone"

Come un libro

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Si… Voglio leggerti,
sfogliarti una pagina per volta.
Scorrerti seguendo ogni riga.

By Divento di Vento

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I tuoi occhi blu lacrimano per me

 

Dietro i tuoi occhi blu come il mare,

si nascondono segreti infiniti,

in cui le apparenze mostrano

una personalità vacillante.

La sofferenza che fa capolino,

racchiude momenti tristi,

in cui l’anima necessita del calore

ed una passione non comune.

Seduto nella stanza buia,

con la testa chinata giù,

il lineamento impensierito

è bagnato da lacrime calde

che sanno di sale,

dove il dolore tutto trasforma.

Ti osservo sull’uscio,

ma non mi avvicino.

Il tempo sana tutte le ferite,

donando una crescita interiore

straordinaria.

La riflessione apre la strada

verso nuovi orizzonti.

L’istante è sofferto,

ma il domani sarà roseo.

 

© – "Nicoletta Perrone"

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Preghiera tratta dal mio primo libro "Tra mistero e realtà…"

"La tua parola, Signore, è luce nel mio cammino e lampada ai miei passi".

Regina del Cielo, divina Maestà,

Madre di tutte le popolazioni.

Per quelle grazie che buttaste a mare.

Per la salvezza dei tuoi marinai.

Buttatene una anche per me.

Che presto con la tua misericordia

esaudita sarò.

Fammi Celeste Maria, questa grazia mia.

Che con il tuo amore, esaudita sarò.

Ricorda nel tuo cuore, le nostre afflizioni.

Miracolati di pace e di serenità.

Cancella con un tuo gesto,

le guerre e le tribolazioni,

facendo rispecchiare la tua grande bontà.

Abbracciaci nel tuo amore,

creando un mondo nuovo,

che possa esaltare speranze e umanità.

Concedi ai tuoi figli le grazie necessarie.

Aiuta i sofferenti. Guarisci i loro mali.

Infiamma i loro corpi donando tranquillità.

Tu che sei glorificata,

da te aspettiamo la consolazione.

Conservaci sempre nel tuo amore

e proteggi la nostra felicità.

© – "Nicoletta Perrone"

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Il viaggio per Roma

 

Immagini variopinte

scorrono veloci

attraverso il finestrino

del tumultuoso treno

che incombe sovrastante

sui lucenti binari.

Seduta con le gambe accavallate

avverto i diversi frastuoni

accostato da gioiose risate.

Nel frattempo lo sguardo

si poggia sulla bianca carta

insieme alla penna colorata,

che cattura l’attenzione,

richiamando quell’istinto

che conduce ad imprimere

l’attimo fuggente.

Il pensiero vola lontano

sfiorando affetti, amici, quotidianità,

impressi nella memoria.

Oggi un nuovo sole

ha illuminato l’azzurro cielo

con i suoi raggi dorati,

mentre mi accingo

a varcare una soglia,

che mi aprirà la strada

verso la gioia della vita.

 

© – "Nicoletta Perrone"

Attesa

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L’attesa è…

…tempo da assaporare a piccoli sorsi…
…tempo che brama desideri sospesi…
…tempo che dipinge nei pensieri i sogni…
…tempo che ascolta il battito della vita…

…tempo che chiede di essere vissuto…

Gli addii

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Dove sono finite le mie innamorate

- addormentate o perdute per sempre,

stanotte nessuno mi vuole e mi resti

solo tu, tu che passeggi in fondo

alla strada e ti basta uno sguardo,

e che importa se alla fine chiederai

il conto all’amore e monete ai sospiri:

anche tu hai capelli rossi e occhi verdi,

lentiggini e luna sulla pelle, anche tu

m’inchiodi con l’inevitabilità di un sorriso

e inevitabile sarà correrti incontro.

Non avremo bisogno di nessun addio

alla fine, e di addii ne ho conosciuti

fin troppi: tu mi sarai istantanea

e fatale e io forse necessario, l’ennesimo

di questa vita e di questa notte,

questa notte che mi scopre inerme

e senz’orgoglio, finalmente stanco,

questa notte in cui tutti si perdono

e s’abbandonano, pare per sempre.

Verrò allora alla tua strada senza guardare

più in là, dove c’è l’acqua e c’è il mare,

e il ponte dove ho scritto due versi,

dove gli innamorati si baciano e i ragazzi

s’ammazzano, quasi uno per notte;

ci si perde per forza a pensare a ventenni

caduti dal ponte, altro che addii,

e allora fa quasi piacere non avere

innamorate stanotte e passeggiare da soli,

non avere niente da fare e venire

ai tuoi occhi e alle tue cosce disperate,

fa quasi piacere non avere futuro,

non sapere il tuo nome e ignorare ogni cosa.

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Salotto Culturale Calliope

Domani 18 giugno 2006, ore 18,30, alla Sala Consiliare del Comune di Torregrotta, provincia di Messina, il Salotto culturale Calliope presenta il secondo incontro con gli artisti del territorio.
E’ una mia idea, in quanto scrittrice ho deciso di dare un’opportunità a tutti gli artisti di far conoscere con questa iniziativa la loro arte.
In Calliope si parla di…Narrativa, Poesia, Musica, Pittura, Scultura, Fotografia e altro ancora.
L’obiettivo è quello di improntare una linea indelebile nella storia della cultura.
Calliope è l’anticipazione del prossimo Premio Letterario Internazionale attualmente in fase di progettazione.
E’ un momento d’incontro con tutto ciò che è arte, a cadenza mensile; per l’estate sosterà, ma a settembre riaprirà i suoi battenti con grandi sorprese.
Quest’idea è nata da una mia poesia scritta qualche tempo fa…

"Imprimo su carta…"
Il tempo scorre e con lui,
la quotidianità dell’essere umano.
Scrittori passati hanno lasciato
tracce indelebili.
Carta, quanta emozione contieni.
Libro, amico di momenti sereni.
Dipinti, armonia di colori.
Oggi, rifletto e conosco
l’istante oramai consumato.
Affermo a grande voce
frasi vibranti,
concetti sublimi,
quelli rimasti ed eterni,
i quali sussisteranno
nell’infinito tempo
di un scrittura
mai dimenticata.

Il programma del 18 giugno 2006, prevede

Nicoletta Perrone

Introduce

Calliope

 

Per la Narrativa…

Pasqualino Timpone e Enza Crisà

Presentano

Santi Scibilia – scrittore

- Marco il nano

- Echi lontani (Avanzi – Vulcano)

- Sfera di ghiaccio (Angeli senz’ali)

 

Per la Musica…

Stefano Sgrò - pianista

Epifanio Casella - sassofonista

eseguiranno

- Summertime (from "Porgy and Bess") di G. Gershwin

- Misty di E. Garner

- Take five di P. Desmond

- Les feuilles mortes di J. Kosma

- Night and day di C. Porter

- In the mood di J. Garland

 

Per la Pittura…

Retrospetiva di Pippo Bottari ( 1953-2001) – pittore

Ricordato da

Nicoletta Perrone

L’ingresso è libero.

Colgo l’occasione per ringraziare affettuosamente chi mi ha supportato in rete…

Manuale di Mari

Blog degli autori del Concorso di Emozioni


I miei ringraziamenti si estendono ai giornali
Gazzetta del Sud
Giornale di Sicilia
Centonove
L’ideale
Un ringraziamento di cuore all’artista Zolà che ha creato il logo che contraddistingue Calliope.
Vi aspetto!!!

© – Nicoletta Perrone

Amor condusse…

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Giulietta non era al balcone.
In quell’istante non v’era il viso di rose e le corvine chiome delle notte, ad attenderlo.
Romeo si sentì quasi morire, non poteva crederci. Le promesse, i desideri, tutto un mondo di rose che attendevano di sbocciare, sembrarono svanire. Il suo viso s’adombrò.
Aveva sofferto in maniera indicibile, sapeva cos’era il dolore ed ora rivedere davanti agli occhi una scena familiare lo  spaventava.
Il cuore si raggelò. Con rabbia e sorda disperazione, si colpì il petto con il pugno ed andò via lontano, perdendosi nelle nebbie, all’immediato.
Accadeva di nuovo.Il fiele dell’Amore aveva colpito ancora. Conosceva bene quel sapore.
Ed una donna o l’altra, ognuna seguiva lo stesso copione.
 
Una voce. Un rumore.
Giulietta.
Era per le scale, correva da lui. L’aveva intravisto nel sentiero, dal suo balcone, tanto era l’amore, che decise di non salutarlo nemmeno, ma di corrergli subito incontro.
Ma lui non capì, mentre lei scendeva rapida i gradini di marmo della magione, lui spazientito era già lontano.
Giulietta, arrivò nel piazzale dove aveva visto l’amore. Ma non c’era.
Non uno spillo, ma un  pugnale le attrevrsò il cuore colmo d’amore.
Morì all’istante.
Lui non la seppe aspettare. Lui non l’aspettò, non ebbe fiducia.
Forse era l’amore che voleva, ma  non lei, nella sua persona.
Forse era la paura che lo spinse ad andare via, magari già l’aveva veduta scendere.
Non si seppe mai.
Nel giardino di Giulietta, giaceva il suo cuore tra le ortiche spinose, come una rosa recisa destinata al declino.
Amore triste anodino.
Romeo le rubò la vita.Ma lei mai lo odiò. Lo amava troppo.
Non era di Romeo la colpa. La vita lo aveva segnato, ferito sferzato.
E per troppo tempo aveva osservato i balconi alti ed irragiungibili, da non notare quella porta aperta, spalancata per lui. Troppo spesso aveva guardato nella stessa direzione la luna, senza accorgersi che altri occhi guardavano lui.
Giulietta ebbe una colpa, non si affacciò al balcone, come usanza era per le dame della regione.
Ma non perchè non l’amasse, ma perchè lo amava in maniera diversa dalle altre. 
Lui non capì.
Non ebbe volontà di attentere.
O forse coraggio di abbracciarla mentre lei veniva fuori dal suo sogno, affacciandosi a
lui,  per intero, dalla porta.
 
Rapido attraversò l’ombra della notte Cupido, e sparì tra i viali e i roseti tristi.
Abbandonò le sue frecce per piangere, quell’Amore perso, per sempre.
**
**
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Parole che toccano l’anima…

Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene. 
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l’eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.
   Kahlil Gibran

Mi chiedo…

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Come fa un pittore
a disegnare due occhi
se io li guardo i tuoi,
e leggendoli
mi par di perdere il fiato
perchè mi ci specchio?

Come fa un poeta
a dilettarsi con passioni
emozioni
travolgimenti,
se io li vivo
tutti assieme
e mi pare
d’avere dentro il mare?
Bastano pochi versi per
per descriverne
i colori mutevoli,
scarabocchiati dal cielo?

Come fa uno scrittore
a descrivere
corpi allacciati
intrecciati
come fossero uno,
se io in te mi sciolgo piano
e non so più distinguere
i mie arti dai tuoi,
il tuo battito dal mio?
E i sussurri?
Le parole soffiate,
che paio voci lontane?

Come fanno allora i maestri d’ amore
a sezionare ricordi
sensazioni
desideri,
descriverli minuziosamente
e a farli rivivere
in me,
quasi mi appartenessero,
quasi fossi io amata ed amante,
seppur di te io parlo,
ma quell’ invisibile magia
alle altrui anime
scarica d’ intensità
appare?

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Primavera

Amare.

Condividere respiri.
Confondere membra.
Accordare pentagrammi interiori.
Soffrire della stessa gioia.
Sorridere dello stesso dolore.

Amare.

E nient’altro conta.


Etain

 

Confesso

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Ho preso la mia valigetta
di pensieri cattivi e parole.
L’ ho appoggiata sul tavolino.
Con lentezza l’ ho aperta
luccicava tra tutti
l’ Egoismo…
Finemente appuntito,
splendente,
mi ci specchiavo:
sadico sorriso di chi sa
di chi sa che male farà.
Di chi consapevolmente si accinge
a ferire
per pareggiare un torto
dalla realtà nemmeno avvertito.
L’ ho preso,
l’ ho stretto con sicurezza.
Freddamente ho inciso il suo cuore
fino a spaccarlo
fino a tenerlo in due tra le mani…
il tempo di stringere i due pezzi,
di scoprire quanto ci vuole
prima che rivoli di sangue
sporchino la mia pelle bianca,
e accorgermi
che il sangue smette d’ impressionarmi
se non è il mio.

tarassaco e rugiada

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avete mai pensato a quanto son meravigliose
due cose belle belle insieme?

immaginate se il sole e la luna
potessero stare insieme nel cielo…
sarebbero le due cose più felici del mondo.

invece,fin da bambino,
c’è sempre stata un immagine che rovinava un po’ tutto.
un po’ rovinava le regole.
il tarassaco e la rugiada.

il tarassaco è un fiore semplicissimo,
giallo,
margheritone,
di quelli che spuntano ovunque in primavera.

ecco,quando il tarassaco
è bagnato dalla rugiada…
si piega.
come se avesse perso
qualcosa o qualcuno,
e sia chinato a cercarlo…

ho sempre pensato che fossero tristi,
tarassaco e rugiada assieme,
fossero tristi,
forse perchè nessuno li capisce.

e invece,
credo di averli capiti,
solo ora,
davvero.

non sono tristi.

è un’immoto ed eterno casquè.
casquè di felicità,di gioia,
d’amore.

tarassaco...