Ha un respiro smarrito

 >> Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Ha un respiro smarrito
quest’assenza
che sussurra l’inganno
dell’attesa
dispersa offerta
che non risarcisce cieli
senza remissione
e senza fiamma
intrecciati nei fili
d’una storia
spoglia di voci
adesso
dove cerco la sola fonte
che imperli di promesse
nuove
l’amara destinazione
l’illusione lacerata
desiderata
lungo il silenzio
innamorato di ritorni
che inappagato m’invade.

Dalla Silloge “Graffi obliqui” di Daniela Quieti

***

Immagine: Maria Antonieta di Isaac Maimon

Ragazzo audace

 >> Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Ragazzo
audace
la tua parola
impertinente
esplode
come
una bolla
di sapone
il tuo bacio
bambino
ha già
il sapore
di una memoria
amara
dilaniata
dalla guerra
degli idoli
il tuo jeans
lacerato
attraversa
l’eccesso
della tua porta
per condurti
dove sei
inascoltato
nelle strade
della tua città.

Dalla silloge “Graffi obliqui” Premio Scriveredonna 2009

La mia isola

 >> Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Refrattaria a questo mondo di alienanti discorsi, di menti ristrette, di corse inutili, di convenzioni e pregiudizi, di squallide maschere, vado a rifugiarmi nell’incantata isola che porta il nome del mio animo, lì dove pochi riescono ad approdare. Oggi il mare è calmo, l’acqua cristallina riflette le assenze di quel mondo, butto l’ancora, mi cingo con tintinnii di monili, mi svesto dei rimasugli di squallide impronte, mentre la mia pelle si fa accarezzare da rivoli di vento intrisi di magici suoni e  inizio la mia danza sulle note di arcani ricordi, quando bimba disegnavo castelli fatati, e quando il solitario passo della mia malinconia, mi trascinava negli anfratti di quella grotta, costruita con quei massi di vibranti emozioni, che la pioggia incontrata non  è riuscita mai a scalfire. La musica antica si unisce alle nuove melodie, composte con l’estro degli insegnamenti della vita, felice oggi di avere intorno solo il rumore della risacca, il lieve sibilo del vento, me stessa con i tesori del mio animo, e qualche naufrago, dallo sguardo profondo, attratto nelle reti della magia del mio mondo, a scrutare attraverso i cristalli che recingono la mia dimora. Non saremo molti qui, solo chi è giunto al disincanto di quel mondo effimero, chi ha corso tanto per fermarsi poi a traguardi di carta, chi ha confuso l’Amore con l’innamoramento, chi ha il cuore affaticato per aver camminato sempre in salita, chi sa guardare nel silenzio di quest’isola per ascoltare e capire l’invisibile e oltrepassare i confini dell’orizzonte.

L’impossibile

 >> Invita i tuoi amici a leggere e commentare

L’impossibile
diventa possibile
se trascendo
il pensiero razionale
perché il cuore
non conosce confini
di proprietà
e ragionamento
non svela i misteri
di questo amore
né perché cerco
ancora una volta
il varco di linee
scabre
perse in colori
di sole
e d’ombra
che conduce
al tuo respiro.

Dalla silloge “Graffi obliqui” Premio Scriveredonna 2009

Non ti seppellirò

 >> Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Non ti seppellirò
mio sogno
nel fango
delle ipotesi
concrete
combatterò
per liberarti
nella città
di luci
ti porterò
in un ristorante
dove il pane
è morbido
e il colore
della speranza
è servito
su un piatto
di fagioli novelli
all’olio
e cipolla
con l’argenteria
del cuore
e ostriche
d’amore.

Dalla silloge “Graffi obliqui” Premio Scriveredonna 2009

(Translated from Italian by Daniela Quieti)

I WILL NOT BURY YOU

I will not bury you
dear dream
in the mud
of the actual
conjectures
I will fight
to free you
in the city
of lights
I will take you
to a restaurant
where the bread
is warm  
and the colour
of hope
is served
on a plate
together with
young beans
mixed with
olive oil
and onions
on silverware
of hearts
and oysters
of love.

From the collection “Oblique scratches” Scriveredonna Prize 2009

Il Natale è la speranza

 >> Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Arriva il Natale, la ricorrenza più importante dell’anno. Sono, per milioni di persone, giorni di semplice festa, di doni e di consumi, di musica e di viaggi. Tutto ciò generalizzando, ovviamente. Il che è sbagliato perché, a mio parere, esistono tanti natali, ognuno diverso per quanti sono  gli esseri del mondo che credono nel mistero della Natività. Quello più appariscente è fatto di vetrine addobbate, di shopping, di luci e di colori, di regali, di pranzi e cene al limite della congestione. La stragrande maggioranza della gente è per strada o, ancor più, nei centri commerciali a riempire carrelli di roba da mangiare o cianfrusaglie inutili. E la spiritualità del Natale? Relegata nelle chiese, nelle omelie dei parroci, nella suggestione dei cori e delle carole! Mi trovavo a Roma, anni fa, in questi giorni di vigilia e camminavo a zig - zag in mezzo a signore e signori eleganti carichi di pacchi, fra luminarie e tappeti rossi davanti ai negozi. Quasi tutti i locali esibivano alberi di Natale dalle decorazioni più improbabili. Pochi presepi, quasi tutti “moderni”, eccentrici. Mi ritrovai, quasi per caso, in piazza della Minerva e, passando davanti alla chiesa, udii un suono angelico provenire dall’interno. Entrai. Mi avviai verso l’altare. C’erano circa cinquanta fedeli, perlopiù anziani che ascoltavano Gazzelloni che suonava il suo flauto d’oro. Era una musica struggente, erano note che ti riscaldavano l’animo, che ti liberavano la mente dai pensieri. Era musica…divina. Era lo spirito natalizio che si faceva armonia. C’erano, in quei suoni, i rosari recitati la sera nelle case di paese intorno al camino. C’erano le messe di mezzanotte nelle piccole chiese dei borghi montani, le mense dei poveri, le corsie degli ammalati, la solitudine delle prigioni, la lontananza delle persone care, le perdite irreparabili. Eppure c’era anche la speranza, la fine delle guerre, delle malattie, delle persecuzioni, della fame, degli sfollati, della povertà assoluta. Nei quadri che intravedevo nella penombra della cattedrale c’erano immagini della vita di Gesù, della Madonna, dei Santi, della fuga in Egitto. Tenue, poco illuminato, discreto, c’era un presepe tradizionale, con tutte le figurine, la cometa, i re magi, le pecore. Quel presepe esprimeva semplicità, onestà, valori, sofferenza, purezza. Quella notte magica della Natività era un sogno fatto da svegli, un rifiuto alla rassegnazione, un richiamo alle coscienze, un invito a non avere paura. Quando sono uscita dalla chiesa mi sono sentita, per un po’, più sollevata, più libera. Forse ho dormito anche meglio, quella notte, non lo ricordo. Una cosa è certa, non volevo lasciarmi coinvolgere nella sarabanda del Natale commerciale, volevo, invece, pensare di più al messaggio evangelico. Avevo bisogno di profumo d’incenso e non di aromi griffati. Comunque…auguri a tutti!

A chi importa

 >> Invita i tuoi amici a leggere e commentare

A chi importa
il mio passato
sono nata all’alba
e il crepuscolo
già si avvicina.
Ma chi dice
che devo capire
tutto in un istante
che racconta
indovinelli
e parole
sconosciute.
Sento ancora
cantare
il mio fiume
sostiene la vela
il vento forte
e l’albero gigante
ha radici di linfa.
Il tempo è un luogo
inesplorato
sul bordo aperto
del cielo.

Dalla silloge  “Graffi obliqui” di Daniela Quieti – Premio Scriveredonna  2009

Mistero

 >> Invita i tuoi amici a leggere e commentare

La risposta è al cuore del silenzio
Là in fondo, al chetare del vento
Non parole, non concetti stretti ai denti
Intenti solo a contar le messi
Non rotte, non sentieri già tracciati
Volti tristi e spenti di giorni affaticati
Ma dal canto vivo e muto dell’oblio
Raccoglierò… l’inesplorato e audace
Mistero mio.

Tratta da “I colori del vento” ed. Il Filo

Il fungarolo

 >> Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Il mio stile di osservare la natura e i comportamenti degli uomini mi porta quotidianamente a fare delle riflessioni interessanti.
In questo periodo storico sono letteralmente bombardata da informazioni che riguardano catastrofi naturali (il dissesto ambientale sembra arrivato nel  punto di non ritorno),  violenze inaudite (figli che ammazzano genitori e viceversa, delitti efferati in ambito familiare, stupri e pedofilia),  tanti conflitti di comunicazione dettati da interessi privati (vedi la politica), o scaturiti dal bisogno di prevalere, prevaricare per schiacciare qualcuno;  tutto questo inevitabilmente mi rattrista,  mette il malumore e mina alla radice la mia fiducia nell’universo e nelle cose belle che ci sono.
Il brutto, il negativo, il peggio che c’è nel mondo mi viene buttato addosso, non occorre che  lo cerco, anzi, anche volendo non me ne posso liberare. Le notizie del TG e dei giornali sono di una violenza unica ed entrano nelle mie orecchie dalla porta principale, la sfondano.
La conseguenza è che vengo a volte travolta da questa ondata di negatività che in qualche modo condiziona i miei comportamenti, affievolisce i miei slanci, appesantisce le mie ali rendendo il volo più faticoso, pesante, incerto, non armonico.
Poi mi giro intorno e incomincio ad osservare il mondo con l’occhio attenta della ricercatrice, di colei che vuole assolutamente qualcosa di positivo e valido per affiancare, rinforzare le decisioni da prendere, per vivere quotidianamente una vita di qualità.
Ho trovato! L’atteggiamento adatto e giusto è quello del cercatore di funghi! [Continua...]

“Il valore nelle orme del cuore” di Maria Lampa

 >> Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Maria Lampa - Il valore nelle orme del cuore - Marcelli Editore

Forse non c’è da andar molto lontano per cercare la spiegazione di ciò che succede nella vita di tutti i giorni, nei rapporti inter-personali.
A me piacciono le grandi filosofie, le scuole di pensiero, le teorie e mi documento costantemente, ma poi concludo guardandomi meglio intorno e nella praticità e la semplicità trovo tutte le risposte che cerco.
Un oggetto che mi ispira e apprezzo molto è la calamita: sono innamorata delle sue proprietà e della sua funzionalità.
La calamita viene usata come strumento per provare la natura di alcuni acciai, perché si attacca solo su parti che contengono ferro in piccole e grandi quantità, ed è divertente avvicinarla ad un cesto in cui ci sono tanti oggetti di diversi tipi di metallo e osservare che pesca solo quelli compatibili, trascurando quelli che sono totalmente diversi da essa.
Nella vita sociale è la stessa cosa e il fenomeno è il medesimo.
Ci sono esseri umani che mi piacciono al solo vederli, quando li incontro provo una emozione piacevole, di simpatia, di curiosità e scatta automaticamente l’interesse a conoscerli meglio.
So per certo che quelle persone hanno almeno una caratteristica simile alla mia e questo provoca attrazione e fa da collante nel caso possa o voglia approfondire la conoscenza.
Diventa calamita anche un ideale, un interesse, una iniziativa che coinvolge e “incolla” diverse persone e le fa diventare gruppo, o addirittura un team, una squadra vincente, facendo nascere il senso di appartenenza che stimola e dà sicurezza e soddisfazione.
Ci sono altre persone che ho voglia di allontanare, pur non conoscendole, o che non attirano la mia attenzione: credo che siano distanti da me e molto differenti.
Per molti anni mi sono intestardita a coltivare amicizie dove non c’era un legame di attrazione: sono stati momenti di profonda sofferenza e mi sono fatta venire mille sensi di colpa, in ogni occasione che si presentava l’insuccesso, mentre il dispendio di energia era immenso, e il dispiacere mi provocava addirittura dolore fisico.
Non riuscivo a capire che eravamo su due diverse lunghezze d’onda, mi era impossibile comprendere che l’accanimento, l’insistere e il persistere non potevano modificare il dato di fatto della totale diversità di interessi e di valori che avevamo.
Con questo non voglio dire che stabilisco rapporti solo con coloro che hanno similitudini con il mio modo di pensare, anzi spesso imparo molto di più da coloro che sono all’opposto e che la pensano in modo decisamente differente.
I rapporti affettivi, profondi sono solo con persone con cui condivido idee ed emozioni e il legame è garantito dall’attrazione, dall’effetto calamita, dall’avere qualcosa in comune, una parte della stessa natura. (…)

Un altro oggetto che mi aiuta a comprendere i rapporti umani è il ventaglio.
Ce ne sono di tutti i tipi, di vari colori e grandezze, diversi modelli e con raffigurati fiori e paesaggi, ornati di trine e merletti, o semplici a colore unico.
Quando è chiuso io ho una immagine diversa da quella che osservo quando è completamente aperto.
Nei momenti in cui io sono chiusa, riservata, schiva, gli altri hanno una certa idea di me e in base a ciò che vedono giudicano, valutano e si comportano di conseguenza.
Quando mi fido un po’ di più e mi apro, portando all’esterno idee, emozioni, proposte, dubbi, allora gli altri percepiscono di me una immagine un pochino più ampia, articolata, più ricca di dettagli.
Questo permette il nascere di amicizie, lo scambio di una parte di me.
Solo quando decido e riesco ad aprire il mio ventaglio totalmente, offro la possibilità al mondo circostante di conoscere esattamente il disegno che vi è sopra stampato, fatto di fisico e pensieri, emozioni e obbiettivi, aspirazioni e desideri, paure e soddisfazioni, incertezze e grinta travolgente, entusiasmi e tentennamenti, sicurezze e fallimenti, e tanti sogni da realizzare.
Ognuno di noi è un ventaglio e nella società si incontrano ventagli chiusi, e altri leggermente aperti e alcuni completamente spalancati.
Valuto con cautela la persona chiusa, che nasconde gran parte di sé, e aspetto che abbia voglia aprirsi, tanto da capire di che disegno è fatta, quali colori predilige, quanti desideri coltiva, per poter arricchire il ricco rapporto inter-personale che cerco.
Non posso dimenticare tutto il tempo che ho vissuto chiusa, serrata, incastrata nei miei pensieri neri e funesti, arrabbiata con il mondo intero e so che questo non capita solo a me.
Ci vuole calore, affetto, sostegno, per fidarsi del mondo e riuscire ad aprire il ventaglio della vita!
Io ho avuto la fortuna di incontrare ed avere accanto in momenti strategici, delle amicizie che mi hanno insegnato e aiutata ad aprirmi piano, piano e mi sono vicine anche oggi che credo di aver acquisito l’abilità di aprire o chiudere per scelta consapevole, a seconda delle persone, delle situazioni e del contesto.
La calamita funziona e attira il ventaglio quando è aperto, perché può toccare tante caratteristiche visibili. Pertanto ritengo che sia opportuno per me vivere con il ventaglio aperto, per avere maggiori possibilità di contatto e maggiori opportunità di moltiplicare le conoscenze e le amicizie.

***

Dal libro Il valore nelle orme del cuore di Maria Lampa

Avanza il tempo

 >> Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Avanza il tempo

E scrivo colori
E dipingo sogni
senza stancarmi mai

Mi stupisco ancora delle stelle
del vento
e delle onde del mare

Crescere
Andare….

Verso nuove mete
Verso un amore più grande

Avanza il tempo silenziosamente
lascia sulla pelle solchi

E nel cuore tesori immensi…

Giusy Maugeri

Ricordi

 >> Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Chissà se dormi mai,
alla sera, quando la notte chiama
le nostre stanche membra.
E se l’ascolti a volte,
sussurrare il mio respiro alle tue mani..
Chissà se aleggia nei pensieri,
quel bianco volto pallido dalla chiarezza
e dalla semplicità.
E se sorseggi, ancor morente,
quel suo ultimo grido di speranza.

E la notte ricordò il sole.
E il sole ricordò alla notte.

Ultimi brividi
e poi ancora alba.

29.09.2006 ore 01.28

Questione di “lingua”

 >> Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Serata di fine ottobre. Stelle semicoperte da nebbia umida. Un viale quasi deserto, lo stesso di sempre. Una macchina appartata. Vetri appannati da respiri ansimanti. Dentro l’abitacolo lui, lei. Incontro di mani, di gambe, forme indistinte. Carezze… e labbra incollate si muovono assaporandosi ora veloci e appassionate, ora più lente. Strani incontri e piacevoli danze all’interno di accoglienti ed umide caverne , non sono difficili da immaginare…
Heyyyy…. ohooo! Dico a voi… mi sentite? Adesso basta con l’immaginazione… stop, time out! Non avete udito quel cellulare squillare? Mi dispiace ma ha rotto l’incanto…
Io lo dico sempre: la tecnologia è il futuro dell’uomo ma in alcuni momenti sarebbe meglio bandirla!
Lei si scosta leggermente, respirando del respiro di lui, ed accenna un sorriso sussurrando qualcosa in una lingua incomprensibile. Lui assume un’espressione interrogativa e le chiede:
- Senti amore, potresti evitare di parlare in dialetto? -
- Ma con i tuoi amici… tu parli sempre così – cerca di giustificarsi lei
- Per me è diverso… -
- Ok, non c’è problema… Sai, per me il dialetto è la forma più familiare di comunicare, mi rende più spontanea. Ma hai ragione, a volte forse è meglio essere più formali…-
Che dite: ci sarà rimasta male? Si sarà offesa? No, no… state a sentire…
- Però amore… – continua lei dolcemente
- Siiii…?!! -
- Potresti fare più attenzione ai congiuntivi, per favore? E’ tremendamente fastidioso quando li sbagli! -

“Si è liberi dalle regole, linguistiche e non, quando pur conoscendole e sapendo farne il giusto uso, si può decidere volontariamente di non utilizzarle”
Adesso a Voi le conclusioni…

La scrittura come racconto di sé

 >> Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Il ‘racconto di sé’, anche se non sempre si può definire una vera e propria autobiografia, è sempre un modo per riuscire a prendersi cura di se stessi. Un prendersi cura, inteso come occuparsi di.
Questo è uno dei concetti più presenti nelle parole di Duccio Demetrio, grande studioso della scrittura di tipo autobiografico e dei benefici che può arrecare alle persone che praticano questo tipo di scrittura.
Decidere di raccontarsi tramite la parole scritta, dice sempre Demetrio, è un modo per rivolgersi attenzione e per guardarsi dentro come guarderemmo un’altra persona, cioè dal di fuori.
Questi concetti erano già dentro di me e li ho riscoperti ascoltando il relatore di una conferenza. Mentre ascoltavo le sue parole, ascoltavo me stessa e mi riscoprivo.
A tratti abbiamo bisogno di fare questo, perché ogni tanto ci perdiamo di vista e non seguiamo i cambiamenti che avvengono dentro di noi e questo a volte, potrebbe generare ansia e disagio, un disagio che finiremmo poi per trasferire nelle nostre attività, impedendone anche, a volte, lo svolgimento abituale.
[Continua...]

Sogno

 >> Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Il buio della notte
accompagna i miei sogni,
aprendo la porta a grandi orizzonti.
Il viaggio onirico
fa volare nella luce abbagliante lo spirito,
avvolgendolo di spiragli con miraggi,
in cui la realtà è palpabile.
La realtà dell’inconscio si rigenera
con momenti di gioia e
fortifica le paure oscure
che lo spirito possiede.
Il mistero del mondo impercettibile
è fragilità dell’essere umano.
Ogni uomo, deve aprire la mente
alle meraviglie dello spirito,
dove la concretezza
rende consapevole
la pura essenza dell’anima.

© – “Nicoletta Perrone”

 

Gocce della tua anima

 >> Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Gocce della tua anima mi riscaldano il cuore,
travolgendomi, lungo il vortice dell’amore.
Tu anima che non possiedi confini,
appaghi la mia essenza con dolcezza.
Il mio cantico sublime arieggia nell’empireo
e giunge a te, sfiorandoti.
Le distanze sono inesistenti
per il nostro amore infinito.
Aspetti trepidante
d’incrociare il mio sguardo
che appaga la tua anima.
Nei tuoi occhi mi ritrovo,
e vibro nel pensare a,
quando mi avvolgi
tra le braccia.
La notte illuminata dalla luna,
è il nostro ricordo dolce,
mentre le mani s’intrecciavano.
La magia dell’amore
coinvolge i nostri sensi,
che attendono nuove
inebrianti emozioni.

© -“Nicoletta Perrone”

Occhi nuovi

 >> Invita i tuoi amici a leggere e commentare

scintilledimareSfumature indelebili
appaiono nitide
la luce impone
di ascoltare.

Ombre svanite
in notti di tenebre
consapevolezza dell’oggi
proiezione al domani.

Immagini avvolgenti
occhi appassionati
corpi appagati mai sazi
fiori delicati da curare.

Respiro liberato
dal passato sciupato
occhi nuovi ora
come scintille di mare.

 

Cos’è il Bacio?

 >> Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Nettare che attrae.

Magia.
 
Voglia di donarsi
Suggellando un Patto.
 
Sete di Anime
che il desiderio Infiamma.
 
Incontro di Labbra Avide.
 
       E’ Scintilla.
 
Passione
che fa dirompere gli argini.
 
Ambrosia profumata
che stordisce
 
Anima & Sensi

Cornice di emozioni

 >> Invita i tuoi amici a leggere e commentare

sgb12
La luna che si spegne al sorger dell’alba
le onde che muoiono ai miei piedi
la voce di una campana.

Sola,
in riva a questo mare,
fra una cornice di onde e scogli,
in un quadro di cui  faccio parte,
osservando il nascer del giorno
ascolto il sordo rumore della vita che rinasce.

Non mi chiedo ciò che è stato
nemmeno dove andrò
non chiedo più al mare di parlarmi
nemmeno al vento di ascoltarmi
non voglio più lacrime.

Il volo di un gabbiano
la danza di una piuma
stelle sullo specchio d’acqua
riflessi di un sole nascente
i bambini con i loro libri
un vecchio con il suo cane
il ritorno dei pescatori.

Sola,
in riva a questo mare,
celebro la vita
il distacco dai miei pensieri
l’impotenza delle mie paure
il ricordo di un sogno che ora, si è avverato.

Sola,
in riva a questo mare,
mi stringo in un forte abbraccio
il calore del mio corpo
il sorriso sul mio volto
un sì a ciò che sono
ed in me un senso di pace.

Naufragando

 >> Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Si legge nelle pagine del fato
dal tempo  colorato di momenti,
che non ha speme il senno che ci manca
ogni qualvolta lo leggiamo errato.

Se tra le righe a un occhio disattento
le tracce di lucenti anfitrioni,
si plasmano di luce ogni momento
truccando il pentagramma del destino

Non muore il giorno dell’ orientamento
che volge gli occhi verso l’orizzonte
scorgendo di misura il vello d’oro
e naufragando in libere stagioni.