Una settimana da trascorrere Poetica_mente…

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Poetica_mente

Per chi non lo avesse letto ancora, presento nuovamente l’invito a partecipare all’iniziativa Poetica_mente lanciata da Psiche.

Partecipare è semplicissimo, basta postare ESCLUSIVAMENTE venerdì prossimo 2 giugno un proprio componimento, poesia o racconto breve, ispirandosi al "verso guida" indicato nel post di Psiche.

Chi non è iscritto a questo Blog lasci pure un commento nel post di Psiche per chiedere di essere invitato a partecipare.

Vi ricordo che il verso guida può essere "incastonato" nel vostro componimento o solo ispirare la vostra creazione.

Non dimenticate di inserire, tra i tag che scegliete per il vostro componimento, quello di "poetica_mente" per consentire un facile riconoscimento delle opere che partecipano a questa iniziativa.

Maggiori informazioni sono disponibili nel post di Psiche e nei relativi commenti.

A presto! Poetica_mente

La parvenza del dolore

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Poppy

Le era cresciuta dentro all’improvviso. Come una di quelle piante che molestano i raccolti dei campi di grano. Il seme gettato in un tempo senza memoria era germogliato e ben presto le radici sottili e forti si erano diramate, si erano contorte e annodate alla fertile terra del suo cuore. Non la lasciava mai, si nutriva di lei e si dissetava bevendo ogni suo pensiero limpido; le divorava i desideri prima ancora che capisse di poterli realizzare. Non aveva parlato per giorni. La voce si era nascosta, da qualche parte, sapeva di poterla ritrovare ma non ne aveva avuto alcuna voglia. Mentre guardava le migliaia di frammenti di cristallo attorno a sè, si rivide nel gesto rabbioso dell’esplosione, rivide le sue mani protendersi e colpire con furia tutto quello che di fragile ci fosse in quella stanza. Non ricordava di aver sentito il suono della distruzione, il tonfo argentino dei vasi sul pavimento, non ricordava di aver urlato ma qualcosa ora le bruciava in gola: una parola ancora, una frase spezzata, un nome, il più caro, il più amato. Seduta al centro della sua vita in frantumi, alzò lo sguardo e vide il bambino: "Mamma". "Amore" avrebbe voluto dire, ma le rimase sospeso in mente, paralizzato dalla consapevolezza che fosse lì. Si sentì sollevare e mettere a letto, una mano gentile le tolse i piccoli puzzle di cristallo che le erano rimasti addosso. Un leggero torpore la colpì lungo le braccia e le gambe, non si riconobbe nel corpo disteso con gli occhi al soffitto e deserti. Si sentì stanchissima, spossata dalla fatica di resistere, giorno dopo giorno resistere e andare avanti e nulla lasciare al ludibrio crudele di chi l’aveva colpita ingiustamente. Alzarsi al mattino e arrivare a sera con il cuore appesantito, la mente sempre più confusa e sè stessa da non dimenticare, per non svanire anche come madre.
"Mamma", di nuovo. Si voltò e vide i suoi stessi occhi guardarla attentamente, la sua stessa ansia di capire, e poteva sentirlo, poteva sentirlo il battito tumultuoso uscirgli dal petto. "Amore", la voce formulò dolcemente quel suono armonioso e attirò a sè suo figlio, lo abbracciò e fu abbracciata, lo baciò e lo cullò come quando era piccolino. Sentì le calde lacrime inzupparle la camicia, appoggiato al seno il bambino si lasciò andare in un pianto sommesso, senza singhiozzi, appena percettibile. Allora cominciò anche lei a piangere su quella testa, su quei capelli scomposti che profumavano d’estate e di biscotti. Si parlarono così, l’uno chiese e l’altra rispose, ogni lacrimadomanda ricevette una lacrimarisposta. Madre e figlio. Quando il chiarore della luna si affacciò alla finestra, li sorprese a dormire, i visi vicini a confondersi, tanto erano somiglianti. Qualcuno entrò nella stanza e li osservò per qualche secondo, "Nessuna ferita", si sentì sussurrare. Lei mosse il capo verso la finestra ed aprì gli occhi, sorrise pensando alla stoltezza dell’animo umano quando si fa ingannare da ciò che vede esternamente. " No, nessuna ferita", disse piano.

Una settimana da trascorrere Poetica_mente…

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Auguro una buona settimana a tutti, ricordandovi che in questi giorni componiamo a tema con l’iniziativa

Poetica_mente

lanciata da Psiche.

Partecipare è semplicissimo, basta postare ESCLUSIVAMENTE venerdì prossimo 2 giugno un proprio componimento, poesia o racconto breve, ispirandosi al "verso guida" indicato nel post di Psiche.

Chi non è iscritto a questo Blog lasci pure un commento nel post di Psiche per chiedere di essere invitato a partecipare.

Vi ricordo che il verso guida può essere "incastonato" nel vostro componimento o solo ispirare la vostra creazione.

Non dimenticate di inserire, tra i tag che scegliete per il vostro componimento, quello di "poetica_mente" per consentire un facile riconoscimento delle opere che partecipano a questa iniziativa.

Maggiori informazioni sono disponibili nel post di Psiche e nei relativi commenti.

A presto! Poetica_mente

Partecipa a Poetica_mente

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Facciamo Comunità?

Invito tutti gli Amici e gli Autori che seguono questo blog a partecipare a

"Poetica_mente"

la nuova iniziativa proposta dalla nostra amica Psyche, nota qui come QueenIshtar.
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Come funziona? Semplicissimo. In questo Blog degli Autori creato da Manuale di Mari, proponiamo, nel prossimo post di Psyche, un verso a cui ispirarsi nella creazione di una poesia o un breve racconto.
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L’appuntamento è sempre qui, in http://manualedimari.splinder.com
per venerdì prossimo, 2 giugno 2006, per pubblicare le vostre opere tutte nella stessa giornata, non prima né dopo la data indicata.
*

L’idea è quella di incontrarci virtualmente per leggere e commentare nell’arco di sole 24 ore, le opere create da tutti ispirandoci al verso proposto.
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Possono partecipare tutti i blogger che scrivono nel Blog degli Autori e che dispongono quindi di un account su www.splinder.com
Pertanto vi prego di non inviare testi via mail. Chi vuole partecipare deve creare il proprio account su splinder e chiedere di essere invitato.
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Per ricevere l’invito o manifestare semplicemente la volontà di partecipare si può lasciare un commento nel successivo post di Psiche, in cui sarà proposto il verso a cui ispirarsi.
Sempre nei commenti allo stesso post, si possono chiedere chiarimenti o proporre suggerimenti.
*

Poetica_mente buona scrittura a tutti!
 
Robert
Manuale di Mari

I dettagli dell’autunno

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Le foglie rosse di vecchiaia si ostinavano a ciondolare dai rami battuti dalla prima tramontana della stagione, lungo il viale alberato l’asfalto luccicava e, a tratti, piccole pozzanghere testimoniavano la lunga notte di pioggia appena passata. Un mattino di luce scomposta dopo i temporali, e in quella luce la vide. Si era sempre vantato di non peccare di stupido sentimentalismo e di non aver tempo per lasciarsi andare a ricordi che avevano solo il difetto di distrarre le persone dal presente, nient’altro. Ma lei ora era lì. Da dove era saltata fuori? L’aveva immaginata per anni, l’unico strappo alla regola che si era concesso. All’improvviso si era materializzata davanti ai suoi occhi. Stava dentro un cappotto blu lungo, un po’ più alta dell’ultima volta in cui si erano visti, o forse ricordava male…forse alta così lo era stata anche quell’ultima volta, ma nel vortice del tempo le persone e le cose assumono sempre aspetti diversi dalla realtà

E in quel vortice precipitò in pochi secondi, quelli occorsi a lei per voltarsi e guardarlo come si fa con un passante qualsiasi. La tramontana gelida le aveva arrossato il volto, i lunghi ricci non avevano via di scampo, mentre nell’attesa del tram, stava rivolgendo, pensierosa, la propria attenzione alla punta delle scarpe.
Chiaro che non l’aveva riconosciuto. Lo prese un moto di stizza rancorosa, per un momento, forse, sì, forse lui era cambiato molto…eppure, Cristo Santo possibile che non ci fosse un briciolo di memoria in quella testolina che aveva…amato? Oh, sì, l’aveva anche ammesso, solo con se stesso ovvio. Lo ammetteva dopo anni di inutile orgoglio, di donnette passate nel suo letto e che all’alba se ne erano andate via senza lasciargli nulla dentro, giusto l’impronta sul cuscino e un fastidioso profumo nell’aria. Intanto lei se l’era portata nel profondo dell’anima, tanto profondo che l’aveva nascosta, protetta da sguardi invidiosi, da parole vuote: l’unico modo per averla tutta per sè. Per sentirla nelle viscere, per farsi tormentare e lasciarsi sedurre allo stesso tempo nei deliri notturni: incubi o sogni, non facevano differenza. Averla lì davanti, tangibile, averle guardato gli occhi un secondo, poterne sentire l’odore a distanza, era questo che aveva aspettato tutto il tempo? Era questo che gli era mancato e che non aveva mai trovato in nessuna? Il massimo della fedeltà, idiota. Però, lei… ora aveva preso a torturare le foglie rinsecchite che le capitavano sotto i piedi. I fari delle auto la illuminavano a intermittenza, lo spazio tra loro due sembrava non doversi riempire mai e forse era giusto così, ognuno per la sua strada, come era stato fino ad allora, come prima… Ma niente per lui sarebbe stato come prima, nell’assoluta consapevolezza che sarebbe stato meglio allontanarsi il più velocemente  da quel momento, da lei e da tutto quello che rappresentava. Il tempo non passa mai inutilmente, nell’accidentale susseguirsi di eventi ci sono cose che avvengono per un preciso disegno del destino. Ignorarlo, quello sì, doveva farlo. Per se, per il suo lavoro, per poter continuare a riempire l’agenda di appuntamenti con dirigenti senza timore di sorprese amare, per la sua vita. O il surrogato della stessa, poco importava. Scappare via da lì, questo sì. Le diede un ultimo sguardo, ma lei alzò la testa verso di lui e gli sorrise. Le sue elucubrazioni mentali si dissolsero, l’autocontrollo esercitato con ferrea disciplina si rivelò un fallimento e solo per un sorriso. Nulla di più semplice e banale, nulla di più disarmante evidentemente. Gli sorrideva con gli occhi, con le labbra dischiuse; gli ritornava familiare quel sorriso e lo trovava pronto, a morirci dentro."

Quando le ‘lettere’ hanno importanza

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 a Robert, 
gentile padrone di casa

"… non ho dormito stanotte e ho cercato le tue tracce in tutti i blog…
Da quando abbiamo parlato ieri non penso ad altro che alle tue parole, ai nostri discorsi, alla tua dolcezza e sensibilità. Mi piaci molto e spero che mi permetterai di arrivare ancora più vicino a te… ti sto annusando e vorrei avvicinarmi per sentire ancora meglio il tuo profumo…
a presto
P."

Riccardo rilesse il messaggio per la terza volta e ancora non capiva da chi provenisse, visto che il nick gli era completamente sconosciuto,  e a cosa si riferissero quelle parole, anche se una lieve speranza lo animava. Forse la P. corrispondeva a Paola, con cui si era intrattenuto il giorno prima in chat. Sapeva che Paola aveva più di un nick perché glielo aveva confidato lei, perciò pensò che avesse usato uno degli altri suoi nomi per un caso.
Paola gli era sembrata una donna molto interessante, con la sua acuta intelligenza e il suo modo di fare, semplice e sincero, almeno così sembrava. Aveva voglia di risentirla e questo suo messaggio lo stimolava a scriverle qualcuna delle emozioni che erano dentro di lui.
Decise all’improvviso di scriverle, rivelandogliene alcune:

" ti ho pensata, molto, e ti sto ancora pensando. Le tue parole mi hanno mostrato una donna che sa amare e vivere, un’anima dolce che sa ascoltare gli altri e sa emozionarsi, ma soprattutto, un’anima che non ha timore di rivelarsi, e ciò mi piace molto.
spero di poterti sentire presto
riccardo"

Spedì il messaggio prima di ripensarci: non era da lui partire così decisamente. Se ne stupì, ma decise che ormai era fatta e si impedì di preoccuparsi troppo.
Non era trascorsa neanche mezz’ora che ricevette la risposta:

"Riccardo,
mi hai piacevolmente sorpresa con il tuo messaggio. Avevo sentito che non ti ero indifferente, ma mi eri sembrato tanto riservato che non mi sarei mai aspettata queste tue parole.
Questo mi fa capire che tieni a risentirmi e anch’io ci tengo.
… pensa… stavo quasi per scriverti io per prima, temendo che tu non avresti osato. e invece…
a presto
Paola"

Riccardo rilesse il messaggio altre due volte prima di intuire la verità. Evidentemente quella P. del primo messaggio non era la sua Paola. Ma, allora, chi era??
Decise di mandare due righe in risposta: ormai era decisamente curioso:

" cara P.
credo che tu mi abbia scritto per errore. Non penso che noi ci conosciamo, comunque ti devo ringraziare perché il tuo messaggio mi ha spinto a scrivere ad una donna che mi piace e senza di te non l’avrei forse mai fatto.
Grazie
Riccardo"

Fu con grande sorpresa che lesse la risposta:
"non sono "cara" in quanto il mio nome è Pierluigi, e credevo di aver individuato nel tuo nick, con la stessa iniziale della persona che stavo cercando, una donna che mi ha molto colpito e che sto cercando di rintracciare… "