
Una sera sotto le stelle -
La cena era appena terminata. A quell’ora d’estate la fatica della mietitura piegava le forze di grandi e piccini, ma come avveniva alla fine di ogni giorno, il nonno non volle rinunciare alla recita del rosario.
Nei brevi intervalli tra le intonazioni della sua debole voce e il coro forte di risposte della famiglia patriarcale, la campana dell’Ave Maria giungeva come un’eco lontana tra le pareti antiche della cucina di Ca’ Guercinello e la luce del giorno che moriva, scendeva dall’abbaino in una penombra carica di raccoglimento.
Concluso il momento dello spirito seguì un’intesa sulle faccende del giorno dopo, quindi Luigi uscì di casa per mettere il paletto alla porta delle stalle. Affascinato dalla calma della notte, sedette sul ciglio della strada all’incrocio col sentiero dell’aia.
Un leggero vento di brezza saliva dalla valle di Santa Barbara a temperare il caldo di quella giornata; portava il profumo del fieno appena tagliato e del grano maturo. In un casolare della valle un lume acceso vegliava nel buio: qualcuno si attardava nella stalla o in cucina per qualche lavoro da completare. Un assiolo dalle campagne di Sant’Andrea in Serradocre rompeva con i suoi acuti la quiete della notte, un altro gli ripeteva il verso dai boschi lungo le pendici del Montesanto. Sotto un cielo di stelle sempre più fitte e luminose, si disegnavano leggeri e lontani i profili dei monti e nei campi di grano si accendevano, come per un magico riflesso migliaia di piccole lucciole.
Respirando profondamente Luigi si adagiò sull’erba soffice, provando al suo contatto una piacevole sensazione di freschezza. Mentre osservava il ciclo, la sua attenzione fu attratta da una stella, che sembrava brillare di una luce sempre più intensa.
Una sera d’inverno di molti anni prima, quando morì il bisnonno Giovanni, egli si aggirava smarrito per casa insieme alle sorelle e ai cugini. Si vedeva da lontano che lui e gli altri soffrivano per la scomparsa del bisnonno. Mancavano loro anche le storie che il vecchio si divertiva a raccontare la sera attorno al fuoco.
Allora la nonna, mentre raccoglieva il filo all’arcolaio , decise che qualcuno doveva riempire quel vuoto. Riunì i suoi sedici nipoti davanti al camino e raccontò loro la storia di una stella che accompagna ognuno di noi nella vita e che brilla di luce più intensa quando un’anima lascia questo mondo.
Quella sera dell’ estate del 1914, a molti anni di distanza da quel fatto, Luigi pensò che qualcuno era scomparso sulla terra e la sua stella si era accesa lassù. [Continua...]





Francesco provò un moto dell’animo mai sentito. Una specie di tenera, dolce, estatica felicità. E sentì intorno a sé il canto della laguna, la carezza del vento e tutta quanta la vita che pulsava intorno.





























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