Quasi come un poeta

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Io sono un venditore di parole,
anche usate, che dico : abusate!
Nella bottega della mia fantasia,
le passo rapidamente al setaccio
e poi, d’istinto, giù a comporre
come bouquet di viole del pensiero,
o ghirlande di fresie e tulipani,
o fasci di rose gialle e appassionate,
o piccoli mazzi di ciclamini di bosco,
o corone ieratiche di garofani piangenti;
e mescolando pochi tipi di fiore,
doso daltonicamente i colori
e ogni tanto l’effetto non è male;
male semmai é che i fiori sfioriscono
e le parole più belle non hanno un corpo.
“I poéti,  che strane creature,
ogni volta che parlano é una truffa!”

(a Francesco De Gregori)

da “ESTATE 2005  e dintorni”.

Primum movens

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PRIMUM MOVENS (ovverosia come é iniziata questa mia disavventura letteraria).

L’occasione fa l’uomo ladro
e, certe volte, …poeta;
e come un ladro alquanto sprovveduto,
mi son messo a rubare parole alle parole,
così, sull’onda misteriosa del tempo breve
e degli spazi lunghi, quelli che avvicinano le cose;
e come un ladro meno sprovveduto, ho rubato
infinitesimi fotoni alla luce
e li ho incastonati sulla carta magica,
a trattenere il tempo fuggitivo;
poi, un caso necessario ha fatto il resto,
ma un poco anch’io.

(a Jaques Monod e, per l’occasione, a Eugenio Montale).

da “ESTATE 2005 e dintorni: sproloqui notturni in cerca di audizione e, comunque, fatalmente alle stelle”