Vita sfuggia

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Chi di noi non inventa sui ricordi
coreografie di colori
sulle note di una musica
suadente e indimenticabile?
Emozioni e sensazioni intense
per seguire la voce dell’anima…
Silenzi per sognare i ricordi più dolci
quando uno sguardo profondo
sul senso del vuoto e dell’assenza,
ci accorgiamo che dentro il cuore
e tra le mani c’è soltanto cenere.
Desideri di perdute o velate memorie,
preziose ore di vita sfuggite
sull’eco di un ricordo indimenticato
in istanti di assoluto silenzio.

***
Immagine: The Lady Clare di John William Waterhouse, particolare

Notturno XV

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Riposando il capo spalancato tra le stelle
si rovescia il brillare della nebbia
sui gradini fatti di buio e luce della vita

Il raggiungere il silenzio
come dito che ascolta il viaggio sulle labbra
è come un osare i pensieri della luna

qui è un tenerti stretta e rilasciarti
notte, in una danza che è il gioco imperfetto
di una penna che rifiuta tutte le catene
imposte e pretese dal giorno.

***
Immagine: Nocturne di Virgil Elliot, particolare

Natale 2010

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…e ancora mi chiedo
il perchè di tanto affanno
nel rinnovare apparenze
per rammentare una Nascita,
indelebile segno dei nostri ieri
del presente e del divenire.

…Betlemme è sempre più lontana,
il vento di Giudea non soffia più
sui viaggi convulsi della dimenticanza.

…andrò oltre il tempo
frangendo muri di storia
per udire, come l’umile pastore,
il primo vagito del Bimbo.
venuto al mondo nello spazio angusto
– di una capanna-

nella notte chiara e solenne
apro le pareti del cuore
e m’affido al mistero del Santo Natale.

***
Immagine: Natività di Gerrit Van Honthorst, detto Gherardo delle Notti

I capelli degli angeli

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Li chiamano capelli d’angelo
quei fili argentati che a Natale
coprono le spalle degli abeti.
Ma i volti, gli occhi
dell’innocenza soffocata dal dolore
dove si nascondono,
perché non hanno quella luce
perché non entrano
nei cuori e nelle case?
Forse non vogliono,
forse ci aspettano nei boschi
tra le nebbie dicembrine
nelle trine ricamate
lungo i rami.
Forse, gli angeli sono malinconici
piangono, a Natale.
E sciolgono i capelli sulle spalle
per farci innamorare
della vita
che scorre luminosa
sotto le lacrime.

(tratta da “Verticalità”, Book Ed. 2009)

***
Immagine: Candle in the Wind di Steve Hanks

Inno alla vita

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Si aspetta trepidanti
che giunga il Nuovo Anno
come se fosse un bimbo
per tanti mesi atteso.

il passato s’accantona
come una cosa smessa,
cercando di scordare
quello che ci ha deluso

giornate ormai lontane,
portate via dal tempo,
come se fosse vento
che fa volar le foglie.

S’accoglie l’Anno Nuovo
che avanza trionfante
tra fuochi d’artificio
brindisi ed allegria,

miriadi di stelle
di sogni e di progetti
nel mare di speranza
in un inno alla vita!

***
Immagine: Heartreaders di Thomas Canty, particolare

Le cose perdute

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Nel tempo
le cose perdute
mi ritornano
alla mente,
nuove
tirate a lucido,
nitide.
D’imperio
si presentano
nude
senza retorica,
immagini conosciute
nelle forme,
affettuose
nei ricordi …
Seguo con le dita
i contorni
le accarezzo
le bacio
con il pensiero,
annuso
l’odore insistente
che viene da lontano
le assaporo
con la bocca
e mordo gli spigoli
di un passato
ancora troppo recente
per dimenticarlo
del tutto…

Erba, 6 gennaio 2011

***
Immagine: My sweet rose di John William Waterhouse, particolare

Filastrocca degli angeli

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Rivela i tuoi desideri al vento
che li rivelerà agli alberi
che li sospingeranno attraverso
le radici
nel cuore vivente della Terra
per risalire e tornare
a parlare a un ruscello
che parlerà al mare
che li rivelerà al vento…

***
Immagine: Angel di Abbott Handerson Thayer, particolare

Natale insieme nella Blogosfera 2010, nel Blog di Nicla

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“Guardai fuori della caverna e vidi che aveva cessato di piovere. Una famigliola di cinghiali sbucò dal bosco, si fece largo tra i pruni, ci passò davanti per poi scomparire tra fronde e felci, oltre il sentiero.
Clarissa si strinse a me e nel candore che la pioggia aveva lasciato sul mondo, mi disse piano: – A tutte le stelle vorrei dare il tuo nome. Al cielo, alla luna. Al vento della sera che dolce mi accarezza. Ai fiori e alle ginestre della terra darei il tuo nome. E alle nubi, all’aria. Al vasto mare.”

da I giorni della rosa, il nuovo romanzo di Nicla Morletti

***

Natale insieme nella Blogosfera 2010: scrivi un breve racconto, una poesia, un pensiero oppure, semplicemente, un commento alle parole di altri autori. Ritroviamoci come sempre nel Blog di Nicla Morletti per scambiarci in questo modo gli auguri per le festività.

Gli interventi si postano direttamente nei commenti del blog. Segui questo link.

Giochi di luce e d’ombra di Lidia Colla

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Il tempo -

Scivola lungo il fiume,
nella nebbia,
l’iridato silenzio dei germani.
E il tempo.
Guizzando fugge
su pattini d’argento

***

Ti ho fatto, figlio

Ti ho fatto, figlio,tenero
come ali di colomba.
Ti ho parlato dell’uomo.
Ti ho parlato di un mondo giusto,
o che tale poteva diventare.
Ti ho parlato, figlio,
di libertà e di amore.

E invece
dovevo metterti artigli
e un becco aguzzo.

Dovevo farti uno stomaco di struzzo,
per digerire i sassi da ingoiare…
Mostrarti le tortuosità dei sentieri,
dirti che non tutti, al mondo,
sono uomini veri.

E io…ti ho indicato le stelle.

*** [Continua...]

Labirintismo di Mauro Montacchiesi

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Di un fiore di Venus -

Lentamente lascio calare le palpebre.
La mia mente inizia la sua catabasi,
inizia a percorrere le profonde, tortuose anse,
dei segreti, impenetrabili sentieri del mio labirinto.
La mia mente non vede, la mia mente ha percezioni
oggettivamente icastiche di quella realtà che non vede.

***

Un sofocleo atelantropo

Tra utopia e chimera,
tento un’endoscopia del mio labirinto
e lì mi vedo come una stella nana,
compagna di viaggio
di una stella che non ha mai brillato!
E lì mi vedo come la deflagrazione
di un Big Bang che non si è mai espanso!
Sentimenti, pensieri, volontà:
sono elementi alieni al mio labirinto,
forse mai geneticamente immanenti!
E lì mi vedo, come Kirk,
il Comandante di un’Enterprise mai costruita,
che naviga, senza navigare,
in un cosmo mai generato,
che naviga, senza navigare,
nelle psichedelie di un metempirico quid,
che ha fatto di me un sofocleo atelantropo!

***

Anabasi

Anabasi di un urlo agghiacciante
klimax che flebile nasce da
imi precordi d’un labirinto plumbeo
urlo agghiacciante
che invade la mente
la mente
fiume abiotico velato di bruma
urlo agghiacciante
che rompe gli argini
che si aderge libero impetuoso
nell’etra priva di voci di suoni
nell’etra muta
urlo agghiacciante
finalmente libero dai limiti asfittici della materia
urlo agghiacciante
sinapsi tra
imi precordi d’un labirinto plumbeo.

***

Nell’essenza del nulla

Sentire
la vacua deflagrazione pristina alla genesi
dell’ indistinto
dello zero in cui è celata ogni probabilità
del non identificato
dell’uovo cosmico
che racchiude l’ermafrodito.

***

Dal libro Labirintismo di Mauro Montacchiesi – Edizioni Il Convivio, 2010
Ordina questo libro con dedica autografa dell’autore (Prezzo: € 12,00)