La farfalla di Emma Peliciardi

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Affetti -

Leggeri si rincorrono i pioppi
lungo la strada del ritorno
le foglie verdi in corsa
si specchiano nel tremolio dei vetri,
in silenzio il pieno d’affetti
avvolge col suo crescere lieve
le membra in quiete sciolte
mentre ascolto palpiti.

***

Calamìta

Anche se ha difficoltà
il percorso a due c’è,
non so per quale calamìta
non riesco a lasciarlo;
è come un albero a più frutti,
guardo quelli rassicuranti,
hanno una forza segreta
che li fa durare nel tempo.

*** [Continua...]

Linee e confini di Mario De Rosa

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Linee e confini -

Attimi.
Quella sedia, quel bozzetto, quel cucchiaio.
Stanze, spigoli e questo letto.

Il davanzale e quelle crepe
giù dal muro,
il marmo rotto e la piastrella,
tutta fuori posto.

Linee e confini, omaggio
di una mente troppo abituata:
è questo il ribrezzo,
la noia dell’estate.

*** [Continua...]

Volo di rondine di Marzia Serpi

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Volo di rondine -

Come la rondine
pronta a spiccare il volo,
non solcherò i tuoi cieli
non volerò nell’etere.
Il mio è un altro immenso,
è lo spazio dell’anima
è il vuoto della ragione
è il cielo della conquista.
Altri spazi,
per altri orizzonti
dove la rondine
volerà in eterno.

*** [Continua...]

Il senso della vita di Alfredo Lucifero

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Rose -

Le rose sono fiorite
quest’inverno
tornerà la giovinezza?
Un animale strano
non lascia tracce
sulle rughe del viso.

***

Onde -

Salviamo quelle onde
che non esplodono
in bianchi gigli di spuma,

salviamo quelle onde
che sembrano brividi
e rientrano in se stesse
con movimenti immortali.

*** [Continua...]

La voce che resta di Emma Mazzuca

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Sono nuda –

Sono nuda come i silenzi tra le parole d’amore
ed ogni mia ferita s’è incarnata nell’anima;
ho trascinato questo corpo sperduto
attraverso oceani di tempeste
esplosioni di vulcani
ed il suo frantumarsi è stato il segreto
di questa densa esistenza
perché da ogni gracile frammento
ha fatto sorgere un sole.

*** [Continua...]

Solo per amore di Mariarosa Lancini Costantini

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Lettera alla madre “ritrovata” -

Franz Kafka scrisse la lettera al padre, il mio non ne ha bisogno, in un altro tempo ci bastava uno sguardo per sentirci complici di un dialogo che non è mai venuto meno, oggi è venuto il momento di deporre armi inutili e chiedere perdono a una madre: la mia. Mia madre rideva raramente, non ricordo molte tenerezze, solo mutismi e una certa indifferenza verso me che non riuscivo a capire, rincorrevo la sua attenzione preparando piatti che non mangiava, ero brava a scuola, lievitavano voti che lei non ha mai visto e mentre gli anni passavano mi accontentavo di sapere che c’era, a modo suo. Mamma, solo adesso ho capito, ora che sono diventata “grande” e la vita è stata generosa ma anche beffarda, adesso che ho trovato le lettere che scrivevi, quando giovane e innamorata sognavi un futuro felice con il tuo affascinante aviere, stregato dai tuoi occhi color di cielo. Tu non sei mai stata figlia, i nonni con la loro severità, ti avevano relegato nell’angolo più nascosto di una famiglia chiusa in ataviche regole; sei diventata madre senza che nessuno ti insegnasse ad esserlo, la tua “assenza” nella mia vita di ragazza e di donna, nascondeva l’incapacità di gesti amorevoli che anche tu non ha mai avuto, la tua indifferenza non era altro che la naturale difesa di chi ha paura delle proprie cedevolezze.Ci siamo perse molte cose, mamma, sarebbe bastata una parola, la tua o la mia, un abbraccio, una confidenza, solo incomprensioni e raramente un sentore di vicinanza che svaniva subito, appena ti accorgevi di aver dato qualche cosa in più. Sai ho messo i fogli azzurrini nelle buste datate 1944, ho preso una scatola rossa, sono li con tutte le tue foto e con le mie di quando ero piccola: non ci sei mai con me in braccio, tu e papà, io e le zie, la nonna, le tate, io e Fabrizio con le cuginette in colonia a Cervia e con papà che ci faceva giocare , e tu dov’eri mamma? A distanza di anni provo un dolore sordo qui nel petto e mi chiedo se, l’amore materno non debba essere più forte di ogni ostacolo, quali erano i tuoi? Certamente il lavoro che ti teneva fuori casa tutto il giorno, le preoccupazioni che facevi fatica a condividere, le amicizie esclusive che tenevi lontano dalla sfera familiare, compensandomi poi con rari gesti gratificanti. [Continua...]

Venere luminosa di Mauro Montacchiesi

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Venere luminosa -

Amore
recitami poesie di stelle scintillanti
di primaverili campagne
di tiepidi sussulti di sole
o d’argentee betulle da luce baciate
che guardano ad est.
Così
mentre tu parli
riverbera di luce e calore
fra ialine gocce di vespro
il corallo di fuoco che ammanta il creato.
Fiore iblèo
il ghirigoro di questo tramonto
che tende le braccia all’amplesso serale.
E ad ovest ecco la lì Venere luminosa
della sera prima è la stella
tra cristalli di ghiaccio che fa capolino
a spiar l’innamorate pupille
nell’ora che più struggente volge il desio.
A lei vola un mio bacio
gemma lontana
nell’azzurro ormai blu della notte
dolce fiaccola del giorno che muore
tenero vagito della notte che nasce.
A lei chiedo
effondi le tue note d’amore
falle viaggiare sulle brezze serali
portale a noi innamorati
sempre più folli
della tua notte sempre più schiavi!

*** [Continua...]

Solo dieci poesie di Anna Maria Dall’Olio

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E ci risveglia -

E ci risveglia
carezza tra i capelli
luce d’estremo est
Quel mattino senza senso
dove andare.
.. non sapevo
mare … manifestazione …
Un amico mi convinse,

ago che punge
tra le dita nervose
il rosmarino
quanta gente tutte piene le piazze
quanta gente presto solo rimasi …
poliziotti, da solo mi difesi …

di colpo cade
rugiada dalle foglie
lama sottile
il nemico mi sparò.
Camionette come alfette.

va nella brezza
su colline d’erica
pianto di stelle.
Combattevo l’ingiustizia.
Mi distrusse la più grande.

*** [Continua...]

Er monno sbarazzino di Alba Venditti

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Er compreanno -

Ciavemo ormai la mania de festeggia’
‘gni vorta che ce stamo a invecchia’
invesce,  d’avecce er rodimento drento
che un’artr’ anno è passato
e un novo acciacco cia’ lassato.
Eppoi si festeggi devi pure da ciacca’ li sordi
ecco perché quer compleanno mai più te lo scordi.
Domanno e dico: “Nun se po’ ferma’ ‘sto compimento d’anno?
Quanti vantaggi caveremmo!!! Innanzitutto, l’eterna gioventù
eppoi er problema nun ce sta più
de decide chi se deve da invita’
altrimenti, s’offenne questo oppure quello
e pe’ riporta’ la pace se deve puro da arbitra’.
Un’artra cosa è la torta che se  offre
in segno de gioia da condivide coll’artri,
ma chi l’ha detto io quella torta
la darebbe in faccia ar novo anno
che se ne poteva da annò a passeggia’ da un’artra parte
invesce de famme invecchia’
e pe’ nun penzacce me metto a gioca’ a carte.
Er compreanno ce comporta sempre ‘na  riflessione:
“Me convie’ da riceve li regali se li devo doppo contraccambia’
e allora ditemi voi er guadagno perzonale indole sta’?”
Sapete allora che penzo nun faccio sape’ niente a nessuno
der compreanno accusì tutti un po’ più giovane me crederanno
e festeggerò con me e l’ombra mia
accosì me sento in compagnia,
ma l’ombra nun me po’ fa’ coll’artri la spia.

*** [Continua...]

Arcobaleni lunari di Elena Bartone

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Aspettami -

Aspettami, oltrepasserò
la linea dell’incerto
e arriverò da te,
là dove le Galassie
sfavillano d’assoluto.
Apri quella porta
che conduce verso mondi
d’estasi divina,
beatitudini che si snodano
tra spume di tintinnii di silenzi
e cosmiche chiaroveggenze.
Insieme scopriremo il miracolo,
la luce che giardini disvela
d’assolate ninfee,
girasoli di mattutina
iridescenza,
foglie che come calici
si protendono al cielo.
Sulle nostre anime
scenderà ogni benedizione.
La sete di divino
scioglierà nell’oblio
i vissuti vertiginosi,
i santuari della solitudine,
gli aneliti verso gioie
sconosciute al cammino terreno.

*** [Continua...]