Daniela. Canzoni damore per te di Amerigo Balsamo

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

(…) E la mia vita, è continuata dopo di te, e senza di te, ma quanto dolore, quanta solitudine, quanta frustrazione.
Due giorni dopo la tua morte, in preda ad una frenetica rabbia, feci un mucchio di tutte le tue cose, di tutti i tuoi vestiti, della tua biancheria intima, e alla rinfusa scaraventai tutto dentro grossi sacchi per l’immondizia, neri come il mio umore, li accantonai in un angolo della stanza da letto, e gettai sopra al mucchio anche le tue due pellicce di visone, che ben poche volte nella tua vita avevi indossato; ecco, tutto era pronto per farti uscire dalla mia vita, anche le tue cose.
L’indomani avrei portato tutto alla parrocchia, per non avere più davanti agli occhi nulla di ciò che ti era appartenuto, per cancellare, come con un esorcismo, la tua presenza attraverso ciò che era stato tuo, e che mi avrebbe ricordato alla sola vista, al solo tatto, te, che non c’eri più.
Ma non servì a nulla!
Quella notte, incapace di dormire, guardando quei sacchi ricolmi delle tue cose, piansi lacrime amare, e ad un tratto mi alzai dal letto e li svuotai interamente ammucchiandone il contenuto sul pavimento, perché ero stato colpito come da un pugno allo stomaco, pensando che buttando via il “tuo”, fosse come buttare via te, farti morire un’altra volta.
Però quando venne il mattino, mi dissi che continuando per quella strada, la mia mente sarebbe scoppiata, e così raccolsi tutto di nuovo in quei sacchi e, senza ripensamenti, li caricai in macchina e li portai alla loro destinazione.
Dopo, mi sentii più libero, ma fu solo una libertà ingannevole, effimera, di breve durata.
Per molto tempo mi sono mosso da un punto all’altro della nostra casa, sentendo ancora la tua presenza, ogni attimo di ogni giorno, toccando tutto quello che tu avevi toccato.
Mi abbandonai infine a questo continuare a vivere senza di te, ma come se tu ci fossi ancora, sorprendendomi a volte a parlarti ad alta voce, come se tu potessi udirmi e rispondermi.
Mi resi conto a questo punto che avrei dovuto reagire a tutto questo, per non uscire di senno, cosa che non potevo permettermi, avendo la responsabilità dei nostri figli ancora in età di formazione e che il mio atteggiamento avrebbe potuto danneggiare, e reagii, ma ogni mattina dovevo guardarli e ingannarli facendo loro credere che io avevo superato l’impatto della tua morte, che la vita continuava, anche per me, e che loro dovevano seguire il mio esempio, contagiati dalla mia falsa naturalezza.
Mi era estremamente difficile fingere nei loro confronti la naturalezza della vita che continuava, ed ogni volta che restavo solo, il mio affannoso dolore riconquistava il terreno perduto e mi riprendeva con tutta la sua intensità.
Mi illusi che loro ci credessero, ma questa ricetta non funzionò, e lo capii più tardi quando, anni dopo, da alcuni loro atteggiamenti mi resi conto che pur essendo già grandi, dimostravano di aver ancora bisogno di una madre…

***

Leggiamo e commentiamo insieme questo brano tratto dal libro Daniela. Canzoni d’amore per te di Amerigo Balsamo, recensito da Nicla Morletti nel Portale Manuale di Mari.

I paesaggi dell’anima di Marusca Capanni

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Silenzio

Fare silenzio
zittire i rumori
come occhi nella notte
che pian piano scorgono
così nel mio silenzio
posso ascoltare
e pian piano sentire

voci sparse, confuse
forse solo sibili senza senso
oppure forti e nitidi richiami

arrivano da lontano
dal profondo
da luoghi remoti
forse mai visitati

dolci melodie
che invitano a passi di danza
imperiosi comandi
che lasciano senza fiato
dolorosi lamenti
che anelano carezze

echi di cose lontane
si infrangono sul muro dei sentimenti
sospiri a fior di labbra
per vergogne nascoste.

Sono io, nel mio silenzio
un concerto vibrante.

***

Sabbia

A piedi nudi per meglio sentire
la soffice carezza della sabbia
riscaldata dagli ultimi raggi
ancora troppo avari.

L’onda improvvisa, gelata
rompe questo tiepido abbraccio
portando con sé il presente.

***

Attesa

Corridoi infiniti
teste senza volto
occhi che non vedono.

Paura e speranza si mescolano
in un’alternarsi di porte
che si aprono
e si chiudono.

***

Figlia

Profumi di vita
di gelsomino fiorito
di erba appena tagliata.

Emozioni nuove, sconosciute
come un torrente impetuoso
ti percorrono
nei tuoi occhi paure e
desideri lontani.

Ti guardo… una donna
e il cuore esulta tremando
per tanta bellezza.

***

Leggiamo e commentiamo insieme queste poesie tratte dal libro I paesaggi dell’anima di Marusca Capanni, recensito da Nicla Morletti nel Portale Manuale di Mari.

Secret Themes

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Ardente mi accoglie il paese di mare
e al tuo abbraccio possente mi sciolgo,
mangime per pesci e gabbiani
attorniati al tuo carisma di conoscitore
dei flussi delle maree e delle insidie
di albe rinate
Nelle profondità oscure degli abissi
amante fantasma ti perdo
tra colonne fosforescenti di inesplorate galassie
a navigare vascelli carichi di alchimie
e di mercanzie impossibili alla luce

Allo zenit del mezzogiorno poi mi ricopri
di rena dorata i fianchi e la schiena,
ipnotizzata sirena dalle pagliuzze
acute del tuo sguardo,

bisbigliano le onde con il vento,

allento il respiro al profumo impigliato
ai riccioli infidi di concubine danzanti..

In fuga varco un cancello divelto
oltre il quale, tra zolle di terra smosse
in forzieri da polvere e sapienza difesi
rifulgono a fuoco marchiati

i nomi dei temi segreti

Luna

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Guardando la luna di Dorella Dignola

Sei bianca e rotonda
stanotte luna e il tuo
chiarore disegna
nera la città.
Ombra sulla via;
solo là in fondo,
dove la curva cela
il proseguire,
scende il cammino
sulla riva del lago:
una lanterna,
barche capovolte
e l’incedere regale
dei cigni, azzurrino
sotto il tuo raggio
chiaro, sull’acque,
a collo chino.
Quieta serata invernale,
e il palpitar di vita
nelle case indovino,
calde d’amore,
silenti di dolore;
vive e tese al divenir
del giorno nuovo;
promessa di vita
e di continuità.
Or che sei nota,
conosciuta, saputa,
hai un po’ perduto
l’arcano fascino
ispiratore!
L’occhio umano
ti dissacra
voragini e pianure,
ma ancora sei per noi,
dolce ed attraente,
lampada struggente.
Senza te non sono
i mari e buie le notti.
Senza te questa nostra
Terra non sarebbe,
Luna!

Immagine: Guardando la luna di Dorella Dignola

Solitudine

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Ubriacati solitudine!
Bevi dalla tua coppa
di cristallo e
Addormentati con i gomiti
Sulle mie tempie.

Ti cambierò il bicchiere
Te, il mio sogno
Dove mi sembra
di non essere mai andata
O forse mai tornata…
Mi cerco e mi ritrovo
al solito bivio
Dove mio padre mi lasciò
per la prima volta
Con gli occhi spalancati sul futuro.

Stelle

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

E giunse il giorno del tuo primo bacio.

Mentre io vagavo, lo sguardo al fossato,
tra me ed i gigli un lamento impudico,
un cigolare di singhiozzi striduli,
con il sole eccoti dentro i capelli.

Dolce il profumo della nostalgia
nel cogliere di un sogno la freschezza,
quando bambino guardavo le stelle
piovere a grappoli nel mio giardino.

francesco ballero – maggio 2009
indegnamente ispirata da alcuni versi di Stéphane Mallarmé

Agli occhi miei la quiete

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

null

***

M’Esilio al mio parlarti
in trame mute d’occhi
di quel vociare di mani ai vetri
e piogge di rientro

ricordo
del percorso e quel tacerlo al fato
riavuto in tempi andati

e la valigia
che sapeva il non partire
mutò la scena

oggi
che il tempo al vento
assegna i suoi profumi alle stagioni
nel rosariare degli anni al non averti

mi penso e chiedo
ch’es-senza fosse stata, ora qui
chissà

agli occhi miei la quiete.
***

~ © Nunzio Buono ~

Et ardo

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

In the grow di Pino-Daeni, particolare

Bollente al cospetto del tuo sguardo
si fa il mio sangue, l’anima bruciando,
mentre il cuore, trafitto dal dardo
dell’amore, tonfa e si dimena.

Et ardo, ardo tacitamente sognando
con la mano tua tenera di sirena
che giace nella mia, assaggiando
i dolci profumi della sera.

Dolcemente i tuoi occhi d’avena
carezzano i miei, timidi alla mera
luce della rotonda luna piena.
L’universo intero odo con noi. Et ardo.

***
Immagine: In the grow di Pino Daeni, particolare

Infiniti

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Dalla serie Desire di Rob Efferan

Socchiusi hai gli occhi e mi attendi,
poi le tue mani a riparo di te
le riapri per spiarmi alla luce che trema
sul mio volto imbrunito.
La tua veste è di porpora
nell’inverno che evapora i profumi.

E la luna è sul mare ad allungare i sogni,
non altra luce ha traccia così fonda
dove i miei passi assecondano le onde,
tra un lamento di giunchi
e un vento di mimose.
Frusta l’aria una musica di schiuma,
non si ferma lì e viene da lontano.

Ma tu sei qui le tue braccia schiuse.
Ci fermeremo ad uno schietto fremere
di un ballo d’erba e balbettio dell’alba
e sverneremo in possibili paesi,
piccoli i passi lungo fitte siepi.

© francesco ballero 1 aprile 2009
versi in bozza, soggetti ad ogni possibile revisione

***
Immagine: dalla serie Desire di Rob Efferan, particolare

Nel cuore del tango

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Luce autunnale di Bill Brauer

Ho avuto una visione eterea di noi
avvinti da musica travolgente.

Fiumana di fremiti sulla pelle.

Rivolo di brivido accarezza la tela
con figura sensuale.

Una gamba allaccia la mia.

Si sfà sangue cremisi
e viaggia sui binari roventi
nel cuore del tango

in cromia di luce riflessa
di rosso crepuscolo.

***
Immagine: Luce autunnale di Bill Brauer