Premio Letterario Il Molinello, si partecipa fino al 15 ottobre

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Slide-Molinello2010

Ci siamo. Il 15 ottobre 2009 scade il termine per partecipare al Premio Letterario Internazionale Il Molinello, l’evento clou di tutta la stagione letteraria per moltissimi autori, scrittori, poeti, giornalisti e protagonisti del mondo della letteratura e della cultura.

Per tutti noi che nel corso dell’anno ci teniamo in contatto quasi esclusivamente attraverso il web e messaggi di posta elettronica il Molinello rappresenta una occasione unica.

All’inizio di primavera, infatti, finalmente potremo ritrovarci, incontrarci, stringerci la mano e guardarci negli occhi nel bellissimo Teatro del Popolo di Rapolano Terme, dove si svolge la prestigiosa Cerimonia di premiazione del Molinello. Molti autori saranno premiati e saliranno su questo prestigioso palco insieme a personaggi di primissimo piano, come è successo nelle scorse edizioni con Giorgio Saviane, Indro Montanelli, Enzo Bettiza, Vincenzo Cerami, Giorgio Albertazzi, Piero Angela, Luciano De Crescenzo, Maria Luisa Spaziani, Alberto Ronchey, Corrado Augias, Enzo Biagi e molti altri e, più recentemente, con Lidia Ravera, Silvana Giacobini, Luciano Luisi, Magdi Cristiano Allam, Sergio Rubini.

Grandissima emozione, dunque, per i vincitori ma anche per tanti altri autori che partecipano alla Cerimonia, sfogliano per la prima volta la preziosa Antologia in cui è stata raccolta e pubblicata anche la loro opera e condividono questa indimenticabile esperienza umana ed artistica, seduti in platea, nella magica atmosfera del Teatro in cui risuonano ancora le parole di grandissimi personaggi della storia culturale e letteraria italiana.

Vi invitiamo calorosamente a partecipare, sperando di potervi incontrare e salutare personalmente in occasione della prossima Cerimonia di premiazione a Rapolano Terme, cittadina toscana nella zona delle Crete Senesi. Un territorio a sud di Siena caratterizzato da acque sulfuree miracolose e verdeggianti colli. Un paesaggio affascinante dove la mano dell’uomo non ha spezzato la bellezza incontaminata della natura. Invia le tue opere edite ed inedite entro il prossimo 15 ottobre. Troverai tutte le informazioni nel Bando del Premio disponibile nel sito ufficiale del Molinello: www.ilmolinello.it

Potete leggere e prelevare il bando anche nel Blog di Nicla Morletti e nella home page del Portale Manuale di Mari, dove è possibile guardare alcune foto e video delle scorse edizioni.

Chi ha bisogno di chiarimenti e informazioni può contattare Nicla Morletti, Segretario generale del Premio, scrivendo a nicla.morletti@alice.it e telefonando al numero 347.4702973.

Mille volte il dolore

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Mille volte il dolore,
se il dolore ha la luce dei tuoi occhi,
mille volte la solitudine,
se la solitudine è sapere
che da qualche parte ci sei,
mille volte la malinconia,
se la malinconia
è la tua gentilezza che riempie il mondo
e i vuoti d’ anima lungo le stelle.
Tu sei necessaria. Alla mia esistenza
come l’acqua che disseta i deserti,
il tempo che porta via le stagioni,
e mette i segni sopra alla pelle.
Esisterai sempre,
in questo mio cuore!
Se anche non ci vedremo magari più,
sarai un alito di silenzio
che si confonde
col sorriso delle nuvole.
Ad ogni giorno che passa,
ad ogni lacrima,
ad ogni temporale.
Sarai un chiarore-
che da qualche parte si mette nel cielo.
A ricordarmi che la vita è bella.
-Almeno quanto sei tu.

Di sera

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Non è vero che non si paga
con la moneta della propria anima
la sorte di non  parlare con te.
Non è vero che il tempo scorre lieve
e non lascia segni la tua assenza.

Qui tu manchi –

come le ultime nuvole
che annegano nel cielo d’oriente,
le parole finali d’un libro
cancellate agli occhi di una donna,
come gli occhiali rotti
nell’inciampare di un vecchio,
o il tabacco finito,
nel giorno che un figlio parte.
Sei l’inizio di una storia
che mai si potrà leggere,
un filato di seta
che non si può carezzare,
un vento che non si respira;
sei il giorno e le stelle,
che non hanno più un tramonto
dove incontrarsi.

-Perché hanno perso l’amore.

Cosa fa la bellezza

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Guardo la bellezza
aprire gli occhi
velati di curiosità,
sebbene le ombre,
e interrogare il mondo
tenendo le labbra serrate
su rosari di pensieri
ancora senza forma.

La tengo fra le braccia
e ne ammiro il mistero:
la bellezza deve avere
qualcosa di inspiegabile,
puro, potente e sublime,
da attirare a sé
lo sguardo del cuore.
poi, è un attimo, non so quando,
che cominciano a rivelarsi
lacrime di gioia.

Lungomare

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Ci curveremo sul mare a un eremo
di infinito orizzonte
poi che s’addenseranno quiete le ombre.
Ma ora nell’aria dell’estate accesa
a ogni passo fugace si allontana
la morte e noi corriamo al tintinnare
giocoso di onde per spiagge remote.

Ogni conchiglia è nostra,
ci trattiene l’involucro di un tempo
volubile
e il colore che già volge all’autunno.

Da sempre ci sospende e ci riprende
il mutarsi dei fiori e delle foglie
e da sempre ogni sera
il sole ci saluta e se ne va
oltre l’onda che dondola le barche.

© francesco ballero – luglio 2009

La cura (1996)

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Non invitarmi mai
dove tu stai ballando,
dove la stoffa fine
sfiora le tue caviglie.
Non incrociare il mio sguardo
mentre ti muovi leggera,
mentre la tua lievezza si fa note
e tasti scuri di pianoforte;

non invitarmi mai.

Non guardarmi
mentre i tuoi piedi si librano
nell’ estasi dolce
d’una danza infinita,
mentre la tua figura
diventa un origami di seta,
e il divino
canta la sua canzone.

Non sorridermi
quando  la bellezza del tuo corpo
si fa scrigno per le parole
e si intravvede il seno bianco
sotto alla camicia.

Abbiamo perso qualcosa di grande
a non guardarci negli occhi noi due,
a non incontrarci nelle pause di questa musica,
stringendoci alla voce calda di Battiato,
confusi al groviglio
-dei tuoi capelli.

Chissà com’eri già bella tu,
nel millenovecento
novantasei.

Solo un momento

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Solo un momento
deponi i dubbi
ignora il grido
muto del cuore
guardami
nel modo in cui
sai fare tu
fammi sognare
il paradiso come
non lo vedrò mai
l’inferno senza
perdizione
e quando sarà
tempo di andare
non paventeremo
lo spettro svelato.
Dovunque conduca
il suo sentiero buio
se resteremo vicini
saremo imbattibili.

Dalla silloge  ”Uno squarcio di sogno“  di Daniela Quieti – Ed. Tracce 2010

Sabbia e petali di rosa

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Nel vento disinvolto
Si intravedono
Lampi distratti di circostanza.

Sabbia e petali di rosa
Riempiono l’aria galleggiano adagio.
Voragini di melma lutea
Scivolano viscide nella nebbia
Richiamano la pioggia di rame
Su vasi di argilla bianca.

Un forte grido di silenzio,
Lontana reminiscenza
Nella logica dell’abisso.
Il precipizio si concentra
Sulla soglia
Del giorno prima della genesi.

Buio profondo.

Fatti bella stasera

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Fatti bella stasera
che sono caduti a terra
i petali delle rose
e i gelsomini sono fioriti
sulla tua strada.

Fatti bella ma non troppo

sennò ti bacio prima di partire
e non avrebbero i tuoi occhi lo specchio caldo
che sono le onde del mare.
Sopra questi pensieri che ci confondono,
la trama scura dei tuoi capelli,
scorderemo  ogni cosa
nella lusinga delle tue parole.
Come se tu non fossi già -
la creatura  più incantevole
di questo mondo.

Fatti bella…

L’amore plasmato dalla tua figura
s’addenserà in grani di zucchero dolce
-per le nostre labbra.

Per me il tuo ricordo è come vento solamente di pagine strappate

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Per me il tuo ricordo è come vento
solamente di pagine strappate.

M’arriva qui nel mezzo di pianura
talvolta quel profumo di pinastro,
da strisce di colline alla finestra
l’illusione del mare.

Declinano di estati fuggitive
fragori d’onda nel migrar di luci,
a manciate dagli alberi le foglie
teneramente sole.

Solo di me perdura in lontananza
come un sospiro cupo di battelli.

1-3 luglio 2009