Lacrime di Sara Ciampi

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Lacrime di Sara Ciampi

Lacrime -

Una piacevole brezza marina spirava lievemente quell’agosto sulla spiaggia affollata di bagnanti felici e spensierati.
D’improvviso un palloncino colorato, sfuggito dalle mani d’un fanciullo, si librò alto nel ceruleo cielo perdendosi nell’azzurro infinito.
Urlava e piangeva affranto quel bimbo tra l’indifferenza della gente, mentre la dolce e amorevole madre con grande tenerezza affettuosamente tergeva le sue lacrime di disperazione.
Ma quello strazio era nulla di fronte alla furia del vento burrascoso della vita che rapisce per sempre gli ameni sogni, la cara gioventù, la nostra fugace e mortale esistenza piena di speranze e di chimere.
E quanto atroci sono le lacrime versate dall’intera umanità, tormentata da dolori e sofferenze e colpita da terribili mali, che solo la carezza del tempo pietosamente riesce ad asciugare!

*** [Continua...]

Panorama di Giovanni Manzo

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Panorama di Giovanni Manzo

Fonte di luce -

Dio, fonte di luce e d’amore.
Improvviso nasce dentro.
Lentamente cresce come fiore
baciato dalla rugiada.
Rende il pensiero profondo,
aiuta ad attraversare
campi aridi e nebbiosi.
Bello è avere la sua carezza.
La sua parola amorosa
conforta, dolcemente guida.

***

Sole che sorge

Il sole che sorge
fa capolino
dai monti all’orizzonte.
Sale lento
sempre più caldo e splendente;
bacia copre di gioia il viso.
Tinge le nuvole di rosa.
La sua luce riflessa
dà un’aureola al cielo.

*** [Continua...]

Làbrys-Opus Hybridum de Labyrinthismo di Mauro Montacchiesi

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Làbrys-Opus Hybridum de Labyrinthismo di Mauro Montacchiesi

Dalla Silloge poetica “Labirintismo” -

01) …di un fiore di Venus

Lentamente lascio calare le palpebre.
La mia mente inizia la sua catabasi,
inizia a percorrere le profonde, tortuose anse,
dei segreti, impenetrabili sentieri del mio labirinto.
La mia mente non vede, la mia mente ha percezioni
oggettivamente icastiche di quella realtà che non vede.
La mia mente ha percezioni sinestetiche
del buio che non vede, del freddo che non sente,
dell’umidità che non la penetra.
Poi, disperatamente, nel fondo del mio labirinto,
percepisce una botola che si disintegra,
una botola che la fa precipitare ancora più giù,
oltre quel fondo che credeva invalicabile confine,
centripetata da un maelstrom,
che la risucchia, nella percezione di un bènthos
e lì, paradossalmente, in un caleidoscopio di metazoi,
vede, sente, s’inebria di un fiore di Venus,
blandito da tèpide acque.
Questo simbolo di amore eterno,
ha ridato speranza alla mia mente,
che vagava in una brughiera di superficie,
che è colata a picco,
che non ha toccato il fondo soltanto perché è andata,
attraverso, oltre il fondo,
che è stata centripetata da un maelstrom,
per scoprire, per capire,
che ovunque, che inopinato, si può trovare l’amore.

*** [Continua...]

Se tu sei Dio di Maria D’Ambra

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Se tu sei Dio di Maria D'Ambra

PERDITA D’IDENTITÀ -

Fra velo e veli contesi dallo strip
a Paris in guèapière e falpalas
ero ancora io ibrido genietto.
Quando i pennelli intrisi d’imperizia
scivolarono nel fascino di Montmartre
c’ero ancora :Narciso più che mai.
Un istante ancora e Narcise smise d’ammirarsi,
scellino bucato nell’acqua della Senna.
Marie fu seulement perdutamente amour:
perse la tête per la douce langue
pour la France
e pourquoi non?
per l’elegance dell’homme presque marron glacé.
***
Divenni Juliette noire sottobraccio a Sartre,
bianco e rosa nei petali di Renoir,
e viola,quasi glicine di paradiso,
sotto il parasole frou frou di Degas.
Traslai Monna Lisa a le Folies Bergeres
e sulla Vie en rose di Edhit Piaf
volteggiai fra le braccia di Delon
intrisa dagli aromi di Chanel.
***
Durante la magia del Louvre
fra elisir di trine e merletti ero aigrette
e mi spencolavo Urlo dall’Eiffel.
La petite fille di Gilbert e Montand
ora s’appelle mademoiselle Giselle
firmandosi Monet Manet Lautrec.
***
Fra i girasoli di Van Gogh
mi ritrovai appassito crisantemo.
Poi il tonfo.
La tela dalla grana très chic
si nega al clichè e si rifugia plissè.
Né Marie né D’Ambrà.
Semmai
firmarsi tomber de style, fiasco, falò
o
cadeau pour la “pattumiere”.

***

[Continua...]

Petali Rossi di Robert

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Petali Rossi di Robert

Un piccolo mondo di rose -

Un bel giorno sbocceranno le rose
Nei miei sguardi, ad ogni tuo sorriso
Mi chiamerai l’uomo delle rose
Iride di verità saranno i miei occhi
E lunghi remi le mie mani
Tra le onde di riccioli scuri.
Un bel giorno, che non c’è stato
Ti porterò in riva al mare
Indomita Principessa dei sogni
Seguendo una passerella di riflessi di luna
Ti mostrerò un regno segreto
Dove un abbraccio vale mille parole
E un dolce bacio infinite poesie
Dove l’attesa fremente
E’ una scala verso l’eternità
Donandoti in versi muti
Quel piccolo mondo di rose
Del sentimento che non si nomina
Ma nel nostro cuore si stringe forte
Parole non dette come mai dette

*** [Continua...]

Il respiro dell’anima (Suggestioni da Pessoa) di Wilma Ambrosio Ruccia

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I -

Considero la vita una locanda
ove fermarsi per la diligenza
verso l’abisso. È una prigione?
Forse solo una stanza, dove altri

fan, conversano in attesa… Seduta
sulla porta occhi riempio, orecchi
di colori e suon di paesaggi… Canto,
sol per me, vaghe canzoni. Per tutti

una diligenza arriverà
scesa la notte… Godo la brezza
e l’anima che mi è data. Ciò
che lascerò sul libro dei clienti,

se sarà letto, potrà intrattenere.
Se nessuno lo leggerà… Sarà
uguale.

*** [Continua...]

Preludi a mezzogiorno di Alessandro Roggero

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Preludio n. UNO -

Dietro il carro della sera
che cigola lentamente
ci sono cinque voci
di cani legate.

Per ognuna una vena si rompe
nel collo degli alberi.

Di là c’è il mare
e una barca che scia nella luna.

Voglio essere anch’io
come la foglia che si sospende
o il sasso che rotola senza peso
nell’ arenaria.

Più emozione che tempo:
in tutto c’è la sera con la sua quiete.

In me l’amore
e la voglia di quasi morirne.

*** [Continua...]

Poetando Pessoa di Vincenzo Mercolino

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Cometa -

Dentro di me
c’è una finestra
affacciata sulle stelle.

Qui attendo una cometa
per seguire la sua scia
ed abbandonarmi all’infinito.

***

Richiesta

Cosa altro potrei chiedere al destino
se non il tuo sorriso,
per avere ciò che basta al mio sogno
ed al mio sostegno,
al mio scrivere
ed al mio vivere.

Ed infine
al mio prossimo morire.

*** [Continua...]

Il Vangelo secondo un poeta di Serafino Schipani

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Il Creatore -

Alita Iddio
la sua presenza
sulla lacrimevole vita
e diffonde
misericordia
come il sole la luce.

***

L’abbrivio

Amava guardare le stelle
Abramo
adagiato sulle dune
nelle limpide notti
d’oriente.
Intuiva nella volta celeste
la presenza di Dio
e udiva
nell’immane silenzio
la sua voce tra gli astri,
voce
inaudita
che prometteva una terra ferace
e una discendenza inestinguibile
a lui
ormai senescente
e a Sara
cui già contaminava
l’avvenente bellezza
una ruga comparsa
sulla sua pelle d’ambra.
Sara rise alla promessa
sotto il peso di troppe
sterili stagioni
ed inutili amplessi.
Ma non rise il Patriarca
docile al divino
come l’agnello
che gli dormiva accanto
nelle notturne visioni.
Un vagito si levò
nella steppa
tra lo stupore dei nomadi
e Isacco
perpetuò
quello storico cammino
appena avviato
dopo che
Abramo,
pronto all’olocausto
di quel figliolo
unica speranza,
lo riebbe da Dio
che il proprio
Unigenito Figlio
avrebbe mandato,
lui sì,
fino all’estremo sacrificio
per la salvezza dell’uomo.

*** [Continua...]

Il frullo della libellula di Mario Rusca

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Eco d’amore -

Gracchiava nel suo nero
il corvo sulla neve
e tu assorbivi luce
dal sole di gennaio.

Larici ancor spogli
razziavan pensieri
da cobalti di cieli.

Interrogai i silenzi…

Dai boschi della Miara
evanescente l’eco
di ritrovato amore.

***

Sotto la neve primule

Nel bianco della neve
d’un giorno di gennaio
su sci ho calpestato
tenero giallo di primule in letargo.

Mi sorridevi tu
nel ricordo dell’allora
Tu, di sempre l’emozione,
stella filante dagli occhi d’argento.

Ti amo
anche per questo fotogramma lontano.

*** [Continua...]

L’onda non ha volto di Caterina Tisselli

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Solitudine - 

Scandire il passato
di primaverili prati
—–e fissare il sole oscurato
—–da nubi di noia
indifferenza del mondo
ricoperta di solitudine.

***

Paesaggi dell’anima

Scruto fra le tue pupille
di occhi azzurri
—–i dilemmi della vita
—–inforco sottili lenti a contatto
come pensieri genuini
di semplici fanciulli,
—–osservo il traffico intenso
—–delle metropoli
intrise di gas e strade ricoperte
di foglie nel periodo autunnale
—–credo nell’ alba mattutina
—–che fa vibrare le corde del cuore
al ritmo della semplicità
tra le vie intricate e corrotte
—–dell’animo
—–quotidiano. [Continua...]

Quaderno senza titolo di Michele Miano

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Verso sera -

Pioggia sottile, sottovoce,
sembra alitare strane parole,
preannuncia fresca la sera,
profumata.
E il cielo sembra annegare
in un mare di stelle.

***

Primavera

Primavera ritorna
e il dolore mi addenta
con morsi di gelo.
E’ il vento che scuote profonde solitudini.
Lieve cielo
terra che respiro.
Sospeso ad un filo di vento
scioglimi da questo peso
Volteggiate rondini
come bianche colombe;
le vostre ali mi scavino un nido nel cuore;
cuore che mi travolge e spezza. [Continua...]

Se te fùse morto ‘n màe di Amilcare Mario Grassi

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Perché mamma quel ridere buio -

Perché mamma quel ridere buio
di marmi il freddo nel sentire?
Non era di carne il tuo toccare
donna strappata bambina
ai sogni e alle voglie
e io bambino senza colori
a cogliere presto del vivere lo sparire
i corvi neri sopra ai tuoi occhi.

Perché nè mà kór rìdee scùo

Perché nè mà kór rìdee scùo
de marmi ‘r frédo ndér sentìe?
I n’éa de càrna ‘r tù tocàe
dòna strapà fantìna
ai sómi e àe vòge
e me bibìn senza colói
a cògee fìto der vìvee le spaìe
i còrvi néi sóvre ài tù òci.

*** [Continua...]

Maremàje di Anita Piscazzi

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Nella parte più nera di me c’è il sud -

Nella parte più nera di me c’è il sud
quel sud da raccogliere come si fa coi granchi
quando c’è risacca e il vento spolvera
nude braccia e nude mani.

Potrei donarti solo le stagioni nostalgiche
quelle che si colorano come i limoni
sfiancati al sole
e sul ramo potrai puntellarti
e stare attento che l’upupa non ti sfiori
se la notte sarà forte e rosa

ma se rimpolperai l’aspro frutto t’ingannerà
il ghigno del fiore
fino ad abbagliarti

e Filomena
canterà il suo sfiatato lamento
che non saprà sigillare parole
in orchidee carminie.

Ma non vedrò niente
che ti possa affamare il desiderio
come pianto di madre senza figlio
che rampolla allo sguardo
mostrando il ventre al sole.

Laverò i tuoi piedi e li carezzerò
con i capelli di Flora
fino a gioire al passo che sentirò
sulla soglia. [Continua...]

Cascata di luce nel cuore di Anton Nikë Berisha

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Desideravo catturare l’esultanza della luce -

Impara a vivere nel tuo spirito,
in esso scoprirai un mondo intero.
FI. TJUTÇEV -

Sulla scia dell’alba dei giorni
cullavo la sete della vita
come madre Drane (1 )
con me sulla culla -
miraggio di bianchi sogni.

Il calore del sole ricamavo
con la lucentezza delle stelle
e con la carezza delle onde del Bianco Drin (2),
che fluttuano giorno e notte
presso il villaggio degli zii,
a Gramçel (3),
Giardino d’Eden del mio cuore.

Su invito delle stagioni
abbracciavo lo splendore della neve
sulla vetta del vecchio Lepeten (4 )
e del divino Pasbtrie (5),
col respiro del cuore
galoppavo il fiabesco cavallo
nascosto dentro me:
la vita era un sogno ed il sogno vita.

Con bracieri accesi nelle pupille
catturavo sferzate di luce
e la danza della brillantezza delle stelle
che cascate d’amore
versavano nel mio spirito.

Nel volo trasognante della vita
mi arrampicavo sull’incantevole arcobaleno
trasformandomi nel gioco
di scambio dei suoi colori. [Continua...]

Riflessioni di Remo Papini

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Il valzer della vita -

Iddio creò il mondo,
formandone una sfera circolare
per poi invitar tutti ad abitare
e quindi anche a ballare.

Se guardi bene l’orizzonte
vedi tra cielo terra e mare
tutto sempre in forma circolare
un invito ancora per poter ballare.

Il tuo sguardo,
puoi porlo all’infinito
viene sempre in mente
il solenne invito.

Ovunque ti guardi intorno
vedi sempre un girotondo,
qualunque cosa fai
sempre in ballo tu sarai.

Ti accorgerai però,
e anche ben presto
che il ballo del Creatore
se n’è andato in perdizione.

La musica è cambiata
è iniziata l’altra serenata
quella del guastafeste,
quella dell’infido uomo
che può dir peste!…

*** [Continua...]

Concerto annullato di Federico Lama

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Settembre -

Mai prima
così amica mi fu la natura
nell’aspergere aromi sottili
e nitore d’aria serena
sui cristalli di mare
mentre il caldo ormai esausto
fa luogo a più fresche correnti
e non viste sui tronchi rugosi
le cicale si sono zittite
perché ormai il tempo loro è passato.
Gode il corpo disteso
del fresco calore autunnale
e la vita si attacca alla carne.
Le cicale son certo
la prossima estate
non viste sui tronchi rugosi
faranno scrosciare le ali
e di assordante frinire
canterà furiosa l’intera collina
mentre ancora gli ulivi si specchiano in mare.
Lì voglio tornare
assetato di sole
a scrosciar le mie ali
incurante dell’autunno incombente
perché ora
***********comunque
**********************è estate.

*** [Continua...]

Specchio di Daria Orma

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Specchio -

Dov’è altezza non io potrò contemplare ogni cosa,
dov’è profondo è mistero ed ho timore,
poiché meno pesa l’esistenza alla coscienza
se in superficie resta, e non mi duole.
Non dico perché esporsi dà fatica,
vorrei essere specchio e non mostrarmi.
Conduce alla fuga questa astuta via,
intesa forse qual vigliaccheria.

***

Pavone

Vive d’agi illimitati e colorate vesti
tra mille luci e vento profumato,
e, senza mai voltarsi, con gli occhi verso il sole,
se stesso compiacendo ci racconta
che morto già e sbiadito
è il vivere consueto
degli altri animali della terra.

*** [Continua...]

Lune doppie di Andrea Venzi

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L’elemento del buio -

La navata deserta, sbrecciata
le pareti chiazzate di ruggine,
il tetto sfondato. Uno squallido
antro rifugio di qualche sbandato.
Le colonne reggono il vuoto
del cielo che manda una notte
gelida e illune. La nebbia s’insinua
all’interno con le ombre rintanate
ed ostili. Il battito d’ali d’un predatore
notturno lascia il posto a una cascata ‘
di fiori appassiti risucchiati dai muri
in concrezioni gessose che formano
scritte, paccottiglia di simboli vuoti.
Basta col vuoto, basta alle acque profonde
d’un sogno svanito, al risveglio nel muto
fragore del gelo. So di non essere solo.
Dal fiume sale un vapore leggero che
si spande lungo la valle e uno sciame
di bianche figure, di rigidi spettri
che salgono verso la strada. Verso
i bagliori d’un cielo incupito
dai lampi d’una notte perpetua
che inghiotte le ombre come cocci
di vetro che grondano sangue
e gocce di latte nel denso spessore
del buio.

***

[Continua...]

Ritorna la giovinezza – Parole in musica di Giovanni Mariotti

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Ritorna la giovinezza -

Siamo qua in compagnia
degli amici di un tempo
quando eravamo bimbi
felici e liberi…
giù per la via!…

V’è un po’ di commozione…
Ma tanta allegria,
guardando il nostro paese
ove si correva allegri
e spensierati!…

Cosa ci importa adesso
se il tempo è passato,
cosa ci importa se
i capelli il colore
han cambiato!…

Ora… per noi, in compagnia,
ritorna la giovinezza,
il ricordo della felicità,
dell’amore, della poesia!…

Evviva!!! Tutti insieme,
beviamo e cantiamo!…
il tempo verrà
salutiamo, con un brindisi
di auguri, di speranza,
d’amore e bontà!…

***

Ar lume de lampàa

I sòrta
dar Gôrfo dei poeti
er gôzo der pescadòe
en zima la ghêno e reti,
aòa chi pasa dar Varignano
con veemensa ed ordòe !

Mia…
la s’azènda a lampàa
e cian cianin
trai maòsi spaìsa;
aòa è luntàn,
grâma l’è a vista
per l’infuriae
der màe;…

O sentì
en côrpo ar chèe,
ma… i se scôrza en lumìn,
ie er gôzo…,
che s’è costà
all’isola del Tin!

*** [Continua...]