Poesie di Carla Palma

- ALBA -

Una bellissima alba
spunta dal mare e ci saluta
con un buongiorno a tutti.

Una bellissima alba
ci riscalda il cuore
ci abbraccia e ci trasmette calore.

Una bellissima alba
non dice mai addio
è sempre unica.

***

- ESSERE -

Vorrei essere un uccello,
che vola sulle nazioni
cercando la pace.

Vorrei essere un uccello,
che vola sul mare
cercando la vita.

Vorrei essere un uccello,
che porta amore
e speranza nei cuori di tutti.

***

- SOGNO -

Sogno un cielo pieno di stelle,
che brillano, illuminando
il cammino della vita.

Sogno una vita piena d’amore,
con tante persone al mio fianco
sempre pronte ad accogliermi.

Sogno un mondo,
che aiuti il prossimo,
con amore per il futuro.

Sogno un mondo senza fine,
colmo d’energia
e con un cuore immenso.

Sogno tutti i problemi della vita
come se fossero un movimento
continuo dentro di noi.

Sogno un gran universo,
nel quale regna l’amore
per tutto e per tutti.

***

- VORREI -

Vorrei sognare un mondo
di pace e speranza.

Vorrei che i miei desideri
si avverassero.

Vorrei un grande cuore
pieno d’amore.

Vorrei essere sempre
una portavoce di pace.

Vorrei unire tutti i cuori,
le mani in un immenso girotondo.

***

Carla Palma è una brava e giovanissima poetessa che ha vinto il Premio Letterario Il Molinello 2010 per la Sezione Giovani. Una poetessa pura e fine, dai versi gentili che scaldano il cuore. “L’alba spunta dal mare” ed è gioia ogni giorno vivere. L’autrice invia un messaggio di pace agli uomini della terra e sogna cieli pieni di stelle a illuminare il cammino. Il suo mondo è senza fine, colmo di energia e speranza, “con un cuore immenso”. (Nicla Morletti)

***

Immagine: Donna all’alba di Caspar David Friedrich

(C) Riproduzione riservata
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Atlantide – Sugli abissi del cuore di Maria Pia Dell’Omo

Caducità dell’eterno -

E cadono le stelle,
figlie di un pianto immemore,
tra le mille danze della luna,
in un vortice di arcani saperi
ed ancestrali dubbi.
E mi trovo su questa terra scura,
come un blocco di marmo candido.
Il passare delle stagioni non segna
il volto quanto il mio animo
solitario che disgrega e lascia cadere
i pezzi del mio inconscio,
mentre si riducono in briciole,
polvere che si annega
nelle immensità del cielo, che sospira
con un dolce vento eterno, che culla
le mie consapevolezze e i miei perché.
E ti ritrovo nei miei gesti e nei miei
pensieri e rivivo le nostre vite insieme
tra profumi d’incenso e di sandalo.
Foresta solitaria e vergine i cui alberi
s’innalzano al cielo dal suolo antico,
il mio mondo. Volti, nomi, dolori, gioie e sorrisi,
le mie vite. [Leggi tutto...]

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Pensieri e Parole di Fabiola Lucidi

IL COLORE DELLA NOTTE -

La notte è scesa,
calano le ombre,
a poco a poco si acquietano
i rumori.

L’oscurità nasconde ai miei
occhi ogni contorno.

Nel buio assoluto sento
amaramente il peso della
solitudine.

Ah la vita… la vita
basta un barlume di speranza
per vedere giorni migliori
anche contro l’evidenza.

Così…
basta un filo di luce
per vedere la fugace danza
di una farfalla.

*** [Leggi tutto...]

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Croste di Gianna Maria Campanella

OLTRE -

Abbagliata dal sole,
calpestata da vento:
il tempo un buco nero,
la vita un giardino chiuso
dove nulla turba
l’immota quiete.

Impulsi a lungo assopiti
svelano spazi nuovi.

Si frantuma la pienezza del tempo
in mille vuoti da costruire;
ali di speranze battono
oltre il muro di confine…

E non importa del dio che s’adira.

*** [Leggi tutto...]

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Percorsi d’anima e la Fuga di Bach di Lidia Viviani

LA FRANCIA IN FAMIGLIA -

Scalata fra i gigli di Francia,
diretta per la Vie en Rose.
Passato di accordi d’accordo
con canti di bimbi e di anziani
si lega alle note – ricordo.
Passato che voglio evocare
bevendo un ghiacciato Pernod,
avvolta nel manto mio blu.

***

STELLE DI GELSOMINO

Gelsomini
ghirlande al tuo balcone
ti attendono
al mutar delle stagioni.
Bianche stelle
ricordano il tuo cuore
riflesso puro
del divin bagliore.

***

PIETRO PESCATORE

Pietro pescatore
traghettava su barca di sole
e vide una donna
dal freddo smarrita,
in una mantella bianca:
era la sua Anita.
Un abbraccio
e il suo calore
fu di margherita.

***

Dal libro Percorsi d’anima e la Fuga di Bach di Lidia Viviani

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Stelle lucenti di Luigi Palma

I CINQUE SENSI DELLA MONTAGNA -

Tesoro inestimabile,
longevo spettacolo
con scoscesi sentieri,
dimora della tranquillità.

I sassi odorosi
di vecchio muschio,
si fondono con i fiori
emananti gioiose fragranze.

Gli allegri cinguettii
formano una polifonia,
accompagnata dal fruscio di foglie
e lo scorrere dei ruscelli.

Il gusto naturale
d’ogni sapore selvatico
caratterizza il paesaggio,
riempiendolo di genuinità.

La vetta domina,
le intrise selve
ricche d’infinite bellezze
ed ammira la valle.

La ruvida roccia
è inumidita da gocce di rugiada
pendenti dalla felce,
illuminata dal sole lucente.

Luglio 2009

***

MARE D’AUTUNNO

O dolce fragor,
sentir cullare il cuor,
con tenacia e amor.
Ormeggiano le barche,
del molo antico,
sentir un vocio amico.
Le onde sbattono impazzite,
come ballerine alla lampara.
Schiuma bianca,
mai si stanca
di schiantarsi
contro le rocce
levigate dal mare.

Ottobre 2004
(8 anni)

***

PER LEI

Mi basta la tua voce
sentir il tuo dolce respiro
il tuo canto soave
e capisco il significato
della parola “Amore”.
Quando ti abbraccio
vengo avvolto da un leggero tepore
e sento il tuo cuore
battere, battere, incessantemente.
I tuoi occhi, il tuo sguardo,
delicato come una goccia di rugiada,
deciso come la tua speranza,
forte come le radici di una quercia,
puro come la sincerità;
fa pensare alla vitalità
che scorre in tè.

Gennaio 2009

***

Dal libro Stelle lucenti di Luigi Palma

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La spugna di Lella De Marchi

la spugna – prologo -

dove mi passa la voce del mondo?

non sono piena, il mio corpo non è
materia pesante uguale compatta,
il mio corpo non è cemento, non sono

vuota, il mio spazio non è il vuoto
totale buio profondo, il mio spazio
non è il fondo, io sono piccola

piccola piccola, sono fatta di cose
sottili leggere vicine dovunque
vaganti piastrine, tu sfiorami

con un soffio, toccami con la voce
muovimi fammi vibrare
la superficie, passami la voce
del mondo tra i pori di questa spugna

***

il punto esatto

qual è il punto esatto in cui tutto comincia?

dev’esserci un punto immerso nel tempo
dal tempo bagnato e disfatto per sempre
in cui tutto comincia,
big bang che si crea dal caos sparo
nella notte voragine che inghiotte
assordante silenzio, dev’esserci un punto
per cercarlo ti trovi a camminare
all’indietro dalla fine all’inizio
sempre di spalle, e mentre cerchi non sai
nemmeno se esiste, che mentre cerchi
non vedi, non hai occhi didietro,
dev’esserci un punto immerso nel tempo
dal tempo bagnato e disfatto per sempre
in cui tutto comincia,
un punto perfetto come quando facciamo
l’amore, la nostra forma d’amore,
quella che più ci appartiene, l’unica sete
che non ci abbandona, un punto perfetto
come quando proviamo piacere, dove
siamo fedeli devoti possiamo
giurare senza spergiuro, anche nel tempio

qual è il punto esatto in cui tutto comincia?

***

sulle vie di Shibuya

questa mattina sulle vie di Shibuya
mentre camminavo in cerca di un caffè
mi sono vista riflessa nei vetri
di un negozio e mi sono sembrata
qualcun altro, mi sono fermata
un attimo a pensare poi sono ripartita
con la vita di qualcun altro addosso,
- ferma così sopra ai miei gesti,
intrappolata per una attimo dentro
al mio reticolato -, questa mattina sulle vie
di Shibuya non mi sono da subito
riconosciuta

perché tutto ritorna, persino sul mio corpo,
come inciso sulla pietra?

***

l’estraneo sottocutaneo

dammi spazio per essere ciò che non sono
mai stata, l’estraneo sottocutaneo,
l’attimo sbandato dentro al tempo
da un calcolo errato germinato,
per caso o per necessità,
qualcosa che come un virus
nuovamente riavvicini le nostre nudità,
dammi spazio per essere ciò che non sono
mai stata, concedimi fedele
al nostro tempo che ci aspetta

***

Dal libro La spugna di Lella De Marchi

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Fuori e… Dentro di Giulia Meloncelli

Eppure -

Se c’è un posto
questo è quello giusto
Se c’è un tempo
adesso è proprio il momento
ma sono certa che
sono sempre stata qui
prima che fosse il mio tempo
prima che lo raggiungessi

***

Inverno

Ti sfuggo come un nemico
ma come un nemico
a volte sei attraente
In quei momenti
la nebbia che tutto nasconde
la brina che tutto ricama
mi attraggono come d’incanto
Nei suoi disegni
non sono persona sgomenta
Nel silenzio
che intorno s’allarga
un’intima gioia sconfina
l’alito mio diventa nebbia
che la brina cattura
ed anch’io divento natura

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Canti di mestizia di Sara Ciampi

Notte di luna piena -

Che calda notte d’estate!
Affacciata al mio balcone
contemplo la natura
mentre odo nel più profondo silenzio
un dolce concerto di grilli.

Nelle tenebre
ogni creatura dorme tranquilla
baciata dalla carezza della luna.

Raggi argentei
imbiancano la nuda terra
dai monti fino al mare.

E’ là, in quella distesa d’acqua
così cupa, così impenetrabile,
la luna viene riflessa
in tutta la sua bellezza.

O luna, regina delle stelle,
imperatrice del firmamento,
perché adesso ti nascondi
in mezzo a quelle nuvole?

Forse, o magnifico astro,
ti celi tra nubi così scure
perché anche tu provi ribrezzo
nell’osservare la Terra
colma di ingiustizie e dolori.

E che raccapriccio alla vista della morte!
Pallida luna,
come ti comprendo! E in poco tempo
tutto il paesaggio piomba
nel tenebrore più assoluto.

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Come un cane… Con un cane di Luca Gamberini

Crescendo -

Ci sei sempre tu nei miei pensieri
mentre cammino a passo lento per i soliti sentieri
ci sei tu, oggi
come c’eri ieri
non raccolgo mai quello che semino
mi perdo tra un sorriso e una poesia
fatico a ritrovarmi seguendo la tua scia.
Credo di sapere,
di percepire il tuo dispiacere
non ho nessuna forma di appartenenza
fuggo da te perché non posso vivere senza.
Contraddico il mio volere
fuggo da te perché è quello che mi riesce meglio fare.
Forse stai sola con me
perché non sai vivere sola con te,
lunga è la notte in attesa del tuo ritomo
poi ti stenderai accanto
e in un attimo sarà di nuovo giorno
chissà, se sarà quello in cui ti ritroverò
e, pur lontano che sia
non credo questa notte le stelle ti porteranno via.
Mentre mi avvicino
vorrei gridare al cielo che ti amo
ma non riesco neppure a stringerti la mano
un calicantus mi inebria di luce e profumata nostalgia
l’immenso dei tuoi occhi mi riempie di poesia.
Vorrei dedicarti ora le frasi più dolci e sincere
ma dai tuoi occhi e dal tuo viso stanco non posso che fuggire
cercando nella solitudine il mio equilibrio fragile e sottile.
Domani dovrò fare senza te
già me lo hai insegnato
e da una parte o da un’altra dovrò dimostrare che ho imparato.
Cercherò nei ricordi una cordata di serenità,
ora, so che non posso essere felice senza un velo di nostalgia
questo è quello che ho imparato
anche se forse non sei mai andata via.

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