Zahir*

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Nella porpora di un cielo scavato
che lo sguardo sorprende
la ragione stempera
il suo innato disincanto
per il mio animo indifferente
all’ avanzata del tempo
che d’ogni memoria insidia la tenacia
e sull’orlo di una vertigine silenziosa
chiaro, magnifico
appare il mio ebbro Zahir
ed a lui docile m’abbandono…

*”La gente in terra musulmana lo usa per(indicare) gli esseri e le cose che hanno la terribile virtù d’essere indimenticabili e la cui immagine finisce per render folli gli uomini”. (da L’Aleph, di  Jorge Luis Borges)

 

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Flami_avatar_alone

Shhh. No, non parlare. Non profanare il silenzio. Non lacerare questa cortina di nebbia.
Perchè è l’unico clima che mi permette di restarti accanto.
Non domandare, non chieder risposte. Rovinerebbe ogni cosa.
E io dovrei voltarti le spalle.
Ed è ciò che non voglio fare.
Per te, accetto quella punta di sofferenza.
Per te, accetto questo senso di solitudine. [senso di solitudine che cerco di sconfiggere ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ogni secondo]
Per te, ingoio le lacrime che talvolta mi pungono gli occhi come spilli.
Per te, ascolto anche ciò che mi è sgradito sentire.
Ho promesso di restarti accanto, comunque vada, tanto tempo fa. E rispetto quella promessa.
Perchè alla sofferenza si contrappone la gioia di poter essere al tuo fianco.
Perchè altrimenti mi chiederei ogni giorno come stai, se stai bene, se stai male.
Perchè voglio continuare a tenere la mia mano sulla tua spalla.
Perchè non infrango le promesse. Soprattutto quelle fatte a te.
Quindi, no, non parlare. Non profanare il silenzio. Non lacerare questa cortina di nebbia.
Perchè è l’unico clima che mi permette di restarti accanto.

La distrazione dell’amore

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Il bagliore di uno sguardo incerto
accende la fiammella
e divampa il ricordo di un dolore
sull’altare di questo tempio,
piccola luce che si consuma
dentro me
Distratta vestale,
precipito in una notte
senza preghiera alcuna
trascinando fino all’alba
il mio sogno zoppo,
menzogna del dio felice.

Amore Vero

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…Mi sono sempre chiesta 

se esiste davvero l’amore eterno.. 

Non sono riuscita a darmi una risposta 

e credo non sia facile rispondere.. 

Ma sono sicura che la vita 

abbia in serbo, per ognuno di noi, 

un amore.. 

Quell’amore che ti fa sognare, 

sorridere, 

piangere, 

sperare.. 

Adesso ho vicino a me 

Un amore vero.. 

Un amore che mi sta facendo sognare, 

sorridere

piangere

sperare.. 

E’ presto per dare un giudizio reale 

e concreto sul nostro futuro 

ma posso dirti che Ti Amo.. 

Che sto provando dolci sensazioni.. 

Quelle sensazioni che in passato 

mi sono mancate.. 

Ti ringrazio per tutto 

quello che mi stai dando.. 

Ti starò sempre vicina 

Comunque vada tra noi..

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Un anno e mezzo.

C’e` voluto un anno e mezzo, pieno d’altri impegni, cuori infranti, relazioni zoppicanti, sguardi rubati e frecciatine in ufficio, prima che trovassi il coraggio di provarci. Un anno e mezzo per aver il coraggio di venire da me ed offrirmi, in tutta onesta`, almeno una goccia di cio` che avrei voluto – cosi` come probabilmente anche tu - dal giorno in cui ti ho conosciuto…un anno e mezzo di sogni, attese e fantasie in cambio di una notte d’amore. Una notte d’amore e niente di piu`, senza inizio, senza fine, senza sogni ne` promesse, piena solo di me, te e tutte le cose non dette e non fatte in un anno e mezzo di silenziosa attesa. 

Mi sono bastate un paio d’ ore per pensarci su ed arrivare alla conclusione che, indipendentemente da valori, pro e contro,principi e pregiudizi, stare con te e` tutto quello che vorrei e, considerando che si vive una volta sola e questa e` un’ occasione che non si sarebbe ripresentata una seconda volta, ho avuto bisogno solo di un paio di minuti per andare contro tutti i miei valori, dirti si` e godermi ogni attimo di quelle quattro indimenticabili ore passate con te. E, nonostante la tua voglia di rivedermi ed il mio bisogno di lasciare quest’attimo cosi`, solo con il valore di quello che e` stato, abbiamo avuto bisogno di due mesi di silenzio, cortesia e lontananza, per poi distruggere tutto nel momento del mio addio. E` bastato il tuo abbraccio, i tuoi occhi, la tua voce, quel tuo modo di fare sbrigativo, il calore del tuo corpo, quel tuo modo veloce di dirmi semplicemente "Chiamami". E` bastato il contatto delle mie labbra sulla tua guancia, la mia voce rotta dall’ emozione e la paura di non rivederti piu`, gli occhi lucidi intenti a nascondere le lacrime.

……………………………….

Per il bene che mi vuoi in silenzio, per tutte le canzoni che canticchiavi in ufficio la mattina presto, per le partite giocate su internet insieme i venerdi` mattina, per i massaggi che mi facevi quando in ufficio non c’era nessun’altro, per gli sguardi rubati durante le riunioni, per le nottate passate a guardare "Seinfeld" senza smettere di pensarti per poi rivederti la mattina presto e rendermi conto che siete praticamente uguali, per quella cotoletta che ti mangiavi a pranzo e poi ti lasciava quel terribile odore d’unto su tutti i vestiti e per tutto l’ ufficio, per la stampante spaccata dal tuo piccolo attimo di perdita di pazienza, per i giorni di vacanza in cui arrivavi in ufficio con jeans e sandali da bravo kibbutznick….certo che ti chiamo, non ti preoccupare. E pur sperando con tutto il cuore che quel che c’e` tra noi – qualunque cosa sia – continui a crescere, sappi che lavorare senza di te sara` incredibilmente difficile per me.

Vorra` dire che le canzoncine dovrai canticchiarmele nel tempo libero, d’ora in poi….ti voglio bene, Elad.

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L’8 Aprile 2005 è nata mia figlia.

Il parto non è stato dei più semplici, ma neanche dei più difficili. L’ho fatto indotto alla trentottesima settimana perché era già abbastanza grossina e volevano che evitassi possibilmente il cesareo: ci sono riusciti. L’indotto è iniziato Giovedì 7 Aprile di mattina ed è terminato alle 18.26 di Venerdì 8. Non ne voleva sapere di uscire e ci sono stati attimi di panico. Mi hanno fatto una episiotomia abbastanza importante. Quando è uscita non piangeva e le hanno dato l’ossigeno. E’ stata nella culla termica tutta la notte fino alle 14.00 di sabato 9 Aprile.

Prima che la portassero nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale, dopo che l’avevano tutta fasciata – e sembrava una fagiolina nel suo guscio – me l’hanno portata e me l’hanno messa in grembo. Allora l’ho baciata in mezzo agli occhi e per la prima volta ho sentito il suo odore e la morbidezza della sua fronte.

A pochi giorni dal suo primo compleanno, le ho scritto questa poesia:

 

GINEVRA (Fine Marzo 2006)

 

Suoni languidi

e vagiti acuti

di felci intrecciate

sulla riva del mare

 

Spume odorose

del canto d’uccelli

onde socchiuse

da verdi coralli

 

Sospiri di pietre

fragorose e potenti

carezze di terra

e di sale

e di vento

 

Fiumi di lava

di sabbie fluenti

inondanti di fuoco

di ghiaccio

e di tempo

 

Sei arrivata, piccolina…

L’uomo che volava con le aquile

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Oggi è scomparso Angelo D’Arrigo, famoso deltaplanista. E’ deceduto nello schianto di un piccolo aereo durante una esibizione a Comiso. Era stato il primo a sorvolare l’Everest e si preparava a una nuova avventura nell’Antartide. Siciliano, 44 anni, una vita passata sfidando l’estremo. E’ stato un uomo di grande valore, riporto qui di seguito il post a lui dedicato in un altro Blog.

Angelo D’Arrigo

"Nel corso della sua carriera agonistica ai vertici internazionali del volo sportivo,
Angelo d’Arrigo ha avuto modo di volare in giro per il mondo.
Durante i suoi viaggi attraverso i vari continenti,
Angelo ha sorvolato mari, deserti, vulcani e catene montuose,
insieme ad aquile e rapaci di ogni specie."

 

L’uomo uccello, amico del volo e degli uccelli, è morto stamattina in un incidente aereo.
Il suo sito ufficiale  contiene documentazioni da sogno.
Lascio immaginare la tristezza e il pianto, ma lì tutto è meraviglioso e dà il senso dell’eterno.