Quasi come un poeta,
un lirico piuttosto,
poligamo, impunito, impenitente,
17 volte almeno,
o 17 volte 17;
ma una sola era
la ‘dea ex machina’:
mia madre,
‘dea ex anima’.
Era il 28 febbraio 2010 alle ore 04, o2
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Quasi come un poeta,
un lirico piuttosto,
poligamo, impunito, impenitente,
17 volte almeno,
o 17 volte 17;
ma una sola era
la ‘dea ex machina’:
mia madre,
‘dea ex anima’.
Era il 28 febbraio 2010 alle ore 04, o2
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A mia madre, che mi insegnò a scrivere con la mano destra
Mancino, daltonico, del Capo di Lèuca,
‘acquario’ un po’ geniale, forse,
di certo sregolato e appassionato,
<indefinito presente>,… indefinito ma PRESENTE io,
ho ricevuto in dono da mia madre
il piacere curioso di scrivere piano e bene,
di scrivere CHIARO insomma;
ed è con la metà sinistra del cuore
che accarezzo e corteggio il senso delle parole,
provando a imbrigliarne i toni più sfumati.
Era il 24 dicembre 2008
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