Tra cielo e terra di Giulia Meloncelli

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Copparo -

Ed ogni volta rimango sorpresa
Nel percorso del canale
che lungo la campagna si snoda
sempre mi sorprende
vedere un anatroccolo che nuota
Sulla bicicletta
nel silenzio
rotto solo dagli alberi che muovono le foglie
io rimango ancora affascinata
da un pesce
che fa un salto a pelo d’acqua
per catturare la piccola preda
che sprovveduta si posa sull’acqua
da una farfalla
che leggera mi vola accanto e che
solo il ronzio di un calabrone
che si sente arrivare
fa rompere il nostro comune percorso
Mi immergo in questa campagna
I frutteti mi fanno da guida
Il volo di poche rondini
mi fanno alzare la testa
il cielo è azzurro
il sole su lui si confida
Guardo da questa sella
il lento passare dell’acqua
che giù, non troppo lontano
nel mare farà capolino
Il campanile da lontano ovunque mi segue
alto ed aguzzo fra il verde che mi circonda
pare quasi di un altro pianeta
Questa mia campagna
da qui all’orizzonte
è proprio il paese delle meraviglie
Potrei proseguire all’infinito dentro di lei
non fare più ritorno
ma sempre qualcosa mi sveglia dal sogno
e come Alice nel mondo faccio ritorno

*** [Continua...]

Medicina e recenti Miracoli. Scienza e fede di Giulio Tarro e Mauro Pasqualino

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Il Miracolo, poter esprimere con una definizione ben chiara il termine in esame, non è sempre facile, è un’impresa, a dir poco difficile. I miracoli sono la manifestazione del sovrannaturale o, a rigor di termini, fenomeni ai quali le leggi della natura obbediscono ad un volere superiore – cioè alla volontà di Cristo. Nel vocabolario della lingua italiana leggiamo: cosa, fatto, avvenimento o evento straordinario. Esso appare ed è al di sopra delle normali regole della natura, non spiegabile dalla ragione umana, dal sapere scientifico e dalle conoscenze della mente dell’uomo.
L’amore in Cristo, ovvero la fede, comprende ciò che la ragione non sa spiegare, là dove la scienza può spiegare tutto, senza nulla comprendere, se posta dinanzi a guarigioni miracolose, essendo esse, frutto del volere Divino.
L’effetto che produce la volontà Divina, può essere definito con i termini: Miracolo; Grazia; evento Mirabile. Le tre parole, hanno un differente significato, dato dall’entità stessa del fenomeno che l’uomo assiste o riceve dal Cielo.
La differenza tra Miracolo e Grazia, vi è: La Grazia è un avvenimento o evento, tanto atteso e desiderato ma, non stravolge le regole della natura e migliora la qualità della vita del beneficiario. Il Miracolo, determina un fenomeno non spiegabile, nel modo più assoluto, dalla ragione umana, in quanto è volontà Suprema e, stravolge le leggi della natura. Poi, abbiamo l’evento mirabile, esso è dato da un qualcosa non comune, certamente non è la Grazia né è il Miracolo, bensì un qualcosa di poco meno alla Grazia, che al contempo è degno di essere ammirato. [Continua...]

La punta dei libri un paese sul mare di Alessandra Maltoni

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«Ehi, c’è la zia!», urla una vocina acuta di bimbo. Siamo in Via Anastagi, in pieno centro storico, non lontano dal luogo in cui riposa un grande poeta e dalla finestra del secondo piano di una vecchia casa si scorge una testina bionda, due occhi tondi vivaci e azzurri come il cielo: è Aldo.
«La zia, la zia, siamo p-onti!», dalla felicità esclama Aldo: omette sempre la lettera ‘r’, ancora non riesce a pronunciare la ‘r’ e, invece di dire ‘pronti’ dice ‘p-onti’: e per lo stesso motivo suo fratello Carlo lo chiama ‘Ca-lo’ o ‘Ca’.
«Via, via Ca-lo, dobbiamo anda-e, si pa-te!»
Poi, si sente un trambusto dentro la casa e un rumore di passi e salti veloci scendere una scala interna.
«Ap-o io la po-ta … urnh, dai».
«No, apro io: sono più grande»; il grande portone in legno verde si spalanca, ecco Aldo e dietro Carlo con la sua bici la ‘spider rossa’ .
Dovete sapere che il giorno prima Aldo ha combinato un disastro.
Il bimbo è rimasto solo con l’anziana bisnonna: svelto più di un missile, è riuscito a chiudere la porta e a lasciare la nonnina intrappolata in cortile e per salvare tutti sono arrivati i pompieri!
«Ieri, cosa è successo?», mormora zia, ancor prima di salutare. [Continua...]

Fuori… Classe di Lorenza Lucchi

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«In a dream a long time ago
We fell in love but what did we know
Years seemed to pass as time took its toll
you ‘re here at last, so why must you go
But tonight you belong to me yeah
Yes, tonight you belong to me,

… Oh, tonight you belong to me, yeah … »

La celebre canzone dei Kiss che raramente la radio mandava, echeggiava nell’abitacolo della Panda blu che Raul aveva preso in prestito dalla madre, mentre stava rientrando a casa. Doveva riaccompagnare i due amici e compagni di gioco, dopo la partita di allenamento del tardo pomeriggio, come ogni tanto accadeva; lui, invece, giocava regolarmente in una piccola società calcistica della sua zona. «Hai già fatto tutto per domani?» chiese uno dei passeggeri a bordo dell’auto. «No, mi manca il ripasso di letteratura, ti rendi conto?» rispose con freddezza Raul.
«Auguri…! Cos’hai da rileggere: anche Foscolo e tutto il romanticismo?» incalzò Flavio.
«No, il romanzo storico e le poesie del Manzoni».
«Va beh! Ci vediamo domani mattina».
«A domani… e portami il cd che ti ho chiesto» aggiunse ancora il conducente.
«Sì, dai, okay e vai piano…». [Continua...]

Mi chiamo Assunta ma son disoccupata di Fiammetta Franchi

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Dal Capitolo I – Le due figlie gemelle di Talassotera Pico e Bona Saura -

Assunta e Desolata erano due gemelle, identiche nell’aspetto, come carattere non si somigliavano per nulla, e questo fatto rendeva meno gravoso ai parenti il riconoscerle negli atti quotidiani.
Assunta, fin da piccola era decisa, volenterosa e piena di giudizio, per contro, Desolata era incolore e in ritardo su tutto, persino nel reclamare i soldi della paghetta settimanale.
Erano nate in una famiglia della “media borghesia” (solo media, perché al loro paese ben poche famiglie avevano la disponibilità economica per consentire ai figli di raggiungere il conseguimento di un diploma superiore) da madre casalinga e padre titolare di una modesta libreria, che più volte aveva tentato di esportare Il Capitale all’estero, ma all’epoca, l’opera Marxiana era ormai considerata extraterrestre anche nell’ex-Unione Sovietica per cui ne vendette solo poche copie.
Provò successivamente a pubblicare un suo scritto, dove raccoglieva le più grandi fandonie dette dal più grande statista di tutti i tempi, intitolandolo La Sacra Bubbola, ma anche quello non conobbe sorti migliori.
Così, quando Assunta e Addolorata ebbero raggiunta la maggiore età, si trasferirono con i genitori da uno sperduto paesino del Sud, a uno sperduto paesino del Nord, per vedere di trovare un lavoro o un marito, in grado di dar loro una sicurezza per il futuro.
Ma una cosa che, purtroppo, spesso non sa chi parte da uno sperduto paesino del Sud, per raggiungere uno sperduto paesino del Nord, è quanto a Sud possa essere il Nord, quando due ragazze, di qualsivoglia origine, prive di ogni esperienza lavorativa, cercano di farsene una, rispondendo a qualcuno di quegli annunci dei giornali, (annunci che spesso vengono riproposti identici per mesi, tanto da far sorgere dubbi consistenti sulla loro autenticità) dove immancabilmente viene richiesta “esperienza lavorativa”. [Continua...]

Oltre le parole di Enrico Fattizzo

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Sapore di fiele(Enfat, 04/08/1999) -

Corre il tempo smanioso
e con esso la vita,
angosce divenute assordanti
mi incalzano sempre più.
Un nugolo di speranze oramai
evanescenti come i sogni,
le neonate gioie si nutrono dalle
amare mammelle del dolore.
L’oblio di ciò che sono si radica
nel beffardo malessere per
il quale non v’è catarsi.
Lame lucenti come stelle
mi carezzano trafiggendomi dolcemente;
un giorno sarò polvere così
pesante che giammai potrà librarsi,
ed inerme sarà il soffio del gran vento.

*** [Continua...]

Temibili insidie di Franco Bianchi

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Dal Capitolo I – Assam – India (1980-1988) -

Dopo le elezioni del gennaio del 1980, nelle quali Indirā Gāndī, che aveva sessantadue anni, era stata eletta per la settima volta, le agitazioni in India erano proseguite, accentuandosi in alcuni Stati.
Il signor Ludovico Deltèverd, proprietario della SICTcon sede a Lugano, aveva continuato a recarsi sistematicamente negli anni seguenti e non senza disagi nello Stato dell’Assam, per seguire i problemi della coltivazione, della raccolta e della lavorazione del tè, fino alla spedizione del prodotto agli acquirenti esteri.
Nel 1986, vi era tornato nel mese di settembre, alla fine del terzo raccolto, per occuparsi soprattutto della cura del prodotto e dell’approntamento delle spedizioni.
Suo figlio Adriano, diciottenne, si era appena iscritto alla Facoltà di Medicina e lo aveva seguito con sincero interesse in quel viaggio. Era la prima volta che lo accompagnava in India ed era rimasto autenticamente affascinato da quel Paese pieno di misteri, di contraddizioni e di consuetudini profondamente diverse, oltre che dilaniato da pericolose ostilità interne.
Egli aveva preso l’abitudine di recarsi nei centri di ritrovo dei giovani dove trascorreva parte del suo tempo a conversare con i suoi coetanei e, in una di quelle occasioni, aveva conosciuto una giovane studentessa di nome Devaki che aveva iniziato a frequentare con discrezione, prudentemente.
In Europa, si raccontava che in India le adolescenti venissero ancora promesse, sulla base di accordi tra famiglie, molto tempo prima che l’emozione di una simpatia giovanile potesse sbocciare nella loro anima ed egli stesso aveva notato quanto fosse evidente, nell’agire quotidiano, il profondo rispetto che le persone nutrivano per le proprie tradizioni e per i valori dominanti rappresentati dall’autorità della famiglia, dell’appartenenza sociale e della fede religiosa. [Continua...]

Cardiogramma di Cosetta Piccola

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Seduzione-

L’arrivo di Roberto fu simile a un temporale estivo notturno, un temporale che, anche se annunciato, sembra esageratamente repentino e violento. Come tutto il resto dell’estate, forse. Forse.
Il temporale è annunciato dall’aria che s’incupisce, da orrendi nuvoloni scuri che s’ammassano nel cielo e poi da lampi che si preferirebbe chiamare saette per quel loro guizzare nel cielo, unico e irrepetibile. Poi, dopo la burrasca d’acqua, notte o giorno, tutto sembra più pulito, più desiderabile, più fresco, come se il peso dell’estate fosse, all’improvviso, più sopportabile.
Questo e tante altre cose fu l’arrivo di Roberto, unico maschio giovane tra tante donne o meglio, tante femmine, piccole e grandi.
Ognuno si sentiva a suo modo elettrizzato, compreso nella parte, tranne il Padre che intuiva, con il fiuto atavico del maschio, nascosto sotto il rasoio Giletti monouso e il filo interdentale, lo spiazzamento causato da un altro suo pari, sebbene della sua tribù e, malgrado tutto, suo ospite. La Madre correva avanti e indietro perché poco era il tempo che le restava dopo il lavoro, ma in realtà nella sua parte più intima, forse neppure da lei conosciuta, c’era l’ansia finalmente di accudire un giovane maschio che suo non era, e neppure figlio, ma la natura umana, si sa, va avanti più spesso per contrasti che per logica.
«Dove lo mettiamo?» tutti si dissero e dissero, dando per scontato che sarebbe rimasto lì a studiare, dato che era il posto vicinissimo all’università e non era il caso che pagasse altri soldi o che stesse solo ecc. ecc. Certo non poteva stare nella stanza delle Sorelle, tra due letti a castello, un armadio, le sedie, le mensole e l’età delle ragazze, così ingombrante: quindici e diciassette anni. [Continua...]

Indagine sul Dio Sole di Emilio Ceccarelli

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… Quando iniziò la Preistoria? È bello, anche se non scientifico, affermare che la Preistoria “si perde nella notte dei tempi”. R. Furon, massimo studioso francese di preistoria, afferma nel suo Manuale di Preistoria, che “creata da dilettanti, [ ... ] è divenuta una scienza [ ... ] ma non ha perduto nulla della sua popolarità [ ... ], la Preistoria copre, nel tempo e nello spazio, un campo immenso. L’evoluzione dell’umanità [ ... ] è in corso da circa un milione d’anni”. Solo nel 1800 archeologi e paleontologi, principalmente francesi e inglesi, fecero le prime vere indagini scientifiche, confrontando e integrando conoscenze e scoperte geologiche, paleontologiche, archeologiche e astronomiche. Fecero, in termini moderni, ricerche comparate, organiche e sistematiche interpretando, per quanto concerne la preistoria dell’uomo, i primi reperti quali selci scheggiate, ossa, denti e asce in pietra levigata. Il crescente coinvolgimento d’istituti e ricercatori specialistici e la disponibilità d’aggiornati testi sul tema, consentono di approfondire e dare attendibilità scientifica ad argomenti lasciati troppo spesso a imprecise informazioni giornalistiche o a controverse congetture di parte.
Sulle orme degli esploratori che portarono alla luce le testimonianze delle civiltà sepolte, rapiti dal loro fascino misterioso, sono state create migliaia di raccolte museali in cui i visitatori possono rivivere l’emozione delle scoperte. [Continua...]

Sarò come Garrincha di Lucio Schiuma

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Chiusosi lentamente il portone di casa alle spalle, Marco rimase per un attimo immobile sul marciapiede. Poi alzò lo sguardo e scrutò il plumbeo cielo invernale. Quindi abbassò le palpebre e, fra sé e sé, espresse il classico desiderio che ogni adolescente formula in vista di una giornata scolastica che si annuncia particolarmente impegnativa:
“Che Dio me la mandi buona!”
Appena riaprì gli occhi, una gelida folata di vento lo investì trafiggendogli il viso come tante punture di spillo, quasi a conferma delle raggelanti sensazioni che aveva iniziato ad avvertire già dalla sera precedente. Si guardò intorno, decisamente preoccupato. Un infisso dell’abitazione attigua, lasciato incautamente aperto, sbatteva in continuazione. Le cartacce turbinavano nell’aria trasportate da un vento impetuoso. Tutto lasciava presagire che quella che si preparava ad affrontare sarebbe stata una giornata davvero sferzante. Sotto ogni punto di vista. Ad attenderlo al varco, quel freddo venerdì di fine gennaio, c’erano le temutissime interrogazioni di fine quadrimestre.
Per darsi forza, Marco prese un lungo respiro. Infine si alzò il bavero del giubbotto e, a testa bassa, si decise a incamminarsi verso la scuola. Dopo solo pochi passi, però, si fermò. Il vento era veramente sostenuto, tanto da rendere arduo persino il semplice atto del camminare. Portò entrambe le mani alle cintole dello zaino che teneva in spalla e, agganciando a queste i due pollici, riprese il suo tragitto. Un piccolo accorgimento aerodinamico, grazie al quale si sentì subito più bilanciato e maggiormente ancorato a terra. [Continua...]