Una incredibile novità a Luponia -
E’ già scesa la notte nel Paese di Luponia, coperto dalla bianca coltre della neve di gennaio, che dagli altissimi monti che lo circondano, nasconde tutto: le case, i campi, le piste da sci, le strade, simile ad una lucida glassa bianca su di una gigantesca torta. E’ una notte buia, limpida ma così fredda, così fredda, che, se si parlasse all’aperto, le parole si scriverebbero come nei fumetti e resterebbero sospese sulle teste delle persone in forma di nuvole per qualche minuto, finché il vento le spazzi via. Ma ora il silenzio domina sovrano, creando una sensazione magica, irreale, e ogni cosa pare stranamente sospesa in attesa di qualcosa, che renderà questa notte UNA NOTTE SPECIALE. Le strade, illuminate dai gialli lampioni antinebbia, sono completamente deserte, gli abitanti stanno tutti chiusi nelle loro case o nei bar e nei pubs o nei ristoranti e in giro non c’é anima viva.
Più esattamente, NEL PAESE , non c’è nessuno per strada, MA … dalle parti del bosco …
Sotto l’immensa volta del cielo, punteggiata dall’infinità delle luci delle stelle, non molto diversa dal cielo di carta metallizzata, spruzzato di brillantini dorati, di un presepio, qualcosa di infinitamente piccolo è apparso nei più alti strati. E’ una lucetta intermittente simile a una lucciola, che si sposta freneticamente di qua e di là, a destra e a sinistra, come in preda all’indecisione. Poi, improvvisamente, la luce pare convincersi e si avvicina maggiormente. Per un poco riprende la sua strana danza … sembra allontanarsi … Ma subito ritorna, come se le fosse stato impartito un ordine definitivo e si fionda sulla terra gelata! All’ultimo istante comincia a frenare, per scendere negli ultimi metri ondeggiando lievemente con la grazia di una libellula, anche se veramente assomiglia molto più ad una medusa lattiginosa, bianchiccia, e fluttuante. Poi la pseudo-medusa cala dalla pancia quattro piedi incredibilmente forti, e il tutto sprofonda di parecchio nella neve soffice, rivelando un peso notevole.
L’essere che è dentro di essa ne esce, rischiando di annegare nella neve stessa, data la sua bassa statura. Ne riemerge sputacchiando, e, alla luce fioca dei fari di quella specie di disco volante, che si vanno spegnendo, pare quasi nudo, tranne per una specie di mutandine bianche sorrette da due bretellone … Ma la cosa più incredibile è il colore della pelle, certamente illividita dal freddo, visto che ha riflessi verdi …. No, per l’esattezza, la sua pelle è DAVVERO VERDE, tutta verde come quella di un ramarro. Non rugosa però, ma liscia e delicata come quella di un bambino, … solo che è verde, innegabilmente di un bel verde smeraldo, non un verdino gialliccio o grigiastro o marcetto, o pistacchio, ma un bel verde forte, indice della sua buona salute e della sua gioventù. E i capelli, folti e ricci, un bel caschetto corto, da maschio, sono del viola delle violette, né più né meno, mentre gli occhi hanno il colore giallo del topazio, proprio come quello di certi gatti. A suo modo, è un bel ragazzo. Certo un tantino insolito … O tale deve sembrare a chi non sa vedere al di là del suo naso e non vuole uscire dalle sue abitudini. Indubbiamente, la bocca, e la testa sono molto grossi, mentre le braccia e le gambe paiono rametti secchi. Ma di sicuro al suo paese (chissà qual’è?) deve piacere molto, e certamente la sua mamma lo ama comunque. Perché è vero il detto che “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace” e soprattutto che si ama! E il ragazzo ha il passo sicuro di chi ha fiducia in se stesso. Al momento, veramente, arranca penosamente nella neve lasciando orme enormi e insolite. [Continua...]








































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