Arciere

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E l’Amore mi prese come un arciere con arco saettante
come una preda  danzante nell’ingenuità dell’attimo fuggente.
Mi colse fanciulla, tra le membra d’incanto.
Giunse tra gli sterpi e le rose, tra le spine e le stelle,
fu aquila rapace e gentil verdone.
Mi rapì lo sguardo aquilone di nube e gioco di sole.
Ed arrivò freccia che affondò lenta,
nel cuore morbido
di lattea età.
Dolce strazio, amabil tentazione.
E poi l’Amore volò altrove, e pagai il dazio  della libertà.
Si ruppe del filo l’aquilone,
e del senno la ragione,
e l’arciere mi uccise,
solo a metà.
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Attacco Frontale

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Orme fiutate
da segnali di fumo
Evidenti respiri
prigionieri di arcani sogni
Diademi di orchidee
addormentate su muschi selvatici
Invasioni di follia
fremiti nel vento
Morire stasera
in un attacco frontale.

-StregaLunare-


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In rime confuse questi pensieri
scrivo, s’intrecciano notturni
i sogni intrappolando, il sonno allontanando.
Luci e ombre annodate,
come un pittore le ho immaginate
ai miei pensieri aggrovigliate;
sconosciuta è questa via
sarà questa sol follia?
ancor la questione è posta
ma non le trovo una risposta
che i nodi scioglierebbe
de’ miei pensieri imprigionati
troppo stretti annodati.
Sognanti pensieri intrecciati
dalla notte confortati
della mente illusione,
ma del cuore la passione;
ridondanti fantasie
intrecciate a magie
che appaion sì reali,
così diverse, ma tutte uguali.

La storia del Vento

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Il vento, correva il …vento, tra le fronde asperse di luce autunnale, si scioglieva piano sulle guglie dei pensieri, portandoli con sé. Arrivava silente, nei vicoli della città, e faceva il suo lavoro. Rubava le ombre e le brutte storie, nascoste tra i capelli della gente, incurante. Incessante. Eppur nessuno avrebbe mai osato lontanamente immaginare tutto quanto. Ma tutto serbava un suo ruolo, anche una foglia dondolante a ciglio strada racchiudeva in sé un affascinante mistero.
E il vento lo sapeva bene, quanti foulard di giovani donne di zucchero, aveva fatto cadere ai piedi di solitari giramondo di sale. Quante volte aveva carezzato le malinconie degli amori, nei parchi di ogni regione, quante anime errabonde, a cui aveva asciugato lacrime, e donato dolcezze: un petalo, una piccola libellula colorata, un soffio birichino.
Un giorno si apprestava a far il suo lavoro, come sempre, da sempre. Un giorno in cui l’azzurro danzava tra il candore d’avorio dei morbidi cirri. Il giorno in cui fece una scoperta.
Sulla fredda panchina di pietra, vide una vita spenta. Le sue ali erano chiuse. Perché il vento le vedeva le ali di ogni essere vivente. Così ancorate al suolo, vuote di sogni, pesanti di vita, ali di ferro, senza leggerezza. Ali di chi dimentico del cielo volgeva lo sguardo solo dinnanzi alla propria ombra. Molti, forse quasi tutti avevano scordato le lezioni di volo impartite prima della nascita dal Creatore luminoso degli universi.
Ma ciò che vide quel giorno, fu tremendo anche per il vento, che conosceva bene i sentieri incantevoli e quelli di tenebra dell’esistere.
Aveva un’ala sola, l’altra era fiaccata, ma era grande grandissima, da volare oltre ogni confine, se solo quella creatura avesse voluto. Un tempo.
Il vento si accostò lento lento alla sua mente, e soffiò tra i suoi pensieri, per scorgere la radice del male che vibrava come una canna d’organo. Quell’anima piangeva, il suo cuore versava lacrime nere, come la notte priva di stelle. Un duro lavoro. Un lavoro che avrebbe richiesto molto impegno. La volontà, risvegliarla. Vivere ancora, amare di nuovo, brillare come nelle notti quelle stelle fanno, senza sapere come, ma per natura.
Si alzò una folata forte ma buona, calda immensa. Si diresse verso un nonsorriso poco distante. Un’altra panchina, due traverse più in là, un’altra anima infranta, con un’ala sola anche lei.
Il vento aprì le danze, rubò con un gesto dispettoso il cappellino che quest’altra creatura aveva posto di lato a sé, di paglia intrecciata, con una margherita incastonata su un lato.
Cominciò a danzare, come sulle note di un Tchaikovsky. La giovane anima, si accorse del furto e si destò dai suoi pensierinonvivi. Fuggiva veloce il copricapo da un destino spento, tra rapidi balzi roteando, con grande disinvoltura ora sulle siepi, ora tra le auto che sfrecciavano veloci.
Lesto il vento cercava di farsi vedere e trovare ed inseguire da quegli occhi tanto grandi quanto tristi. E più soffiava, più si illuminavano nella folle corsa verso il sogno. Cominciò a sorridere la donna con un ala sola, sorrideva, e muoveva la sua ala compiendo piccoli balzi.
Il vento rise anch’esso, disegnando nell’aria un gabbiano fatto di piccole foglie e ritagli di quotidiano, che cominciò a muovere le ali, a seguito del cappellino che puntò dritto verso il cuore che piangeva, posandosi tra le mani di quell’uomo silente. Si accese il giorno d’incanto quando quelle due anime a confronto riconobbero la fonte similare del loro dolore, e ritrovarono la chiave di un nuovo volo, abbracciandosi.
Una bambina curiosa intanto osservava da non troppo lontano un uomo ed una donna con un cappellino che sbucava dalla borsa, che tenendosi per mano passeggiavano, con i capelli spettinati e coronati da foglie e piume.
Sorrise consapevole, al Vento.
I bambini lo sanno che non si muove foglia se
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Al concerto

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ZA- Il concerto si terrà lunedì. Ci andiamo? – mi chiese quasi pregando…
- Bho, non saprei… – risposi un po’ indecisa – non è che mi piacciano così tanto… e poi di loro conosco sì e no, forse solo tre brani! – continuai.
- Non fa nulla… Dai, andiamo… per favore… mi piacerebbe tanto esserci…. -  cinguettò lei, stringendo e scuotendo leggermente le mie mani tra le sue.
Come poter resistere ancora ad una richiesta talmente accorata? Così, dopo aver racimolato altre tre amiche, sono passata in agenzia a prendere i biglietti per tutte e il lunedì sera eravamo davanti l’ingresso dello stadio già dalle 21:15 mentre il concerto sarebbe iniziato non prima delle 22:00. E sì, dimenticavo: dovevamo prendere i posti migliori! Mi guardavo intorno curiosa mentre mi chiedevo perché mai mi fossi lasciata convincere. Attorno a me frotte di ragazzine urlanti che spingevano incalzando, ancor prima di entrare…E poi caldo, caldo per la ressa ed oltretutto serata umida che mozzava il respiro. Comunque ormai ero lì…tanto valeva prendere ogni cosa con filosofia, anche il dolore per i piedi pestati! Finalmente entriamo e manco a dirlo corriamo verso i primi posti. Riusciamo ad arrivare in terza fila. Bene. Lei è soddisfatta, agitata, emozionata, non riesce a star ferma. Io la guardo felice del suo essere felice. Alle 22:15 circa, inizia il riscaldamento con il lancio di gadget, magliette e cappellini e…vari attentati alla mia incolumità: più di una volta ho rischiato che qualcuno salito sulle spalle di qualcun altro mi cadesse addosso! Per farla breve, il concerto si svolge tra applausi e urla, eccitazione, cori e battiti ritmici di mani alzate, cellulari accesi e foto&video camere . Beh, loro sul palco erano carini, simpatici e abbastanza disinvolti. I brani, anche quelli sconosciuti, orecchiabili. Devo confessarlo: in fondo non sono pentita di essermi trovata lì.
- Forse perchè lo spettacolo è risultato piacevole contro ogni aspettativa… – potreste dire voi…
- Piacevole soltanto? Grandioso…Uno spettacolo davvero grandioso! – rispondo io.
Per me non c’è stato spettacolo migliore di quei due occhioni lucidi ed emozionati che brillando di gioia tra la folla, andavano vagando alla ricerca dei miei! Non ho potuto fare a meno di abbracciare lei , il suo entusiasmo ed i suoi sedici anni…
- E’ stato bellissimo… – continuava a ripetere emozionata. Credo di averle regalato un momento, uno di quelli da ricordare in futuro per sorridere con nostalgia di attimi spensierati. L’ho fatto con poco e lei me l’ha restituito, senza saperlo, tramite i suoi occhi.
- Leggi qua – mi ha detto – porgendomi il cellulare. Sul display un SMS: “Grazie, sei una vera amica”. Le ho chiesto di chi fosse il messaggio e lei tutta contenta: – E’ di Maria. Non è potuta venire perchè era in vacanza con i suoi, così quando hanno cantato il nostro brano preferito l’ho chiamata al cellulare per farglielo ascoltare…e lei mi ha mandato questo…-
I suoi occhi brillavano ancora e la sua voce sorrideva. Bellissimo spettacolo davvero…

Memorie

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           Si dipinse lo sguardo

                                        denso-
rubino nell’animo d’ogni tempo.
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Un momento di noi

 

Ti lasci condurre dai miei occhi penetranti

verso il piacere che ti coinvolge.

Desiderio, respiri, movenze…

Anima che vibra all’unisono.

La notte e le stelle

brillano per noi,

mentre il vento tiepido di quest’estate

ci accarezza nei sorrisi appagati.

In un abbraccio mi racchiudi,

riscaldando la mia anima

che ti appartiene, per sempre.

 

© – "Nicoletta Perrone"

 

Checcossèlamor

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Vagare per lembi di luna

Sul volto del muto silenzio

Non sento risposta che basti

Assenzio la notte

Che tace

Nel mistero del nulla 

Brindiamo

Silenti

Corriamo  ridenti nel fuoco

Accendendone fatui

Voluti dal cuore

Che riflette se stesso

Urliamo al

Difetto di fiore

Che fiorisce nell’ombra

E perisce col sole

Profumo

Che la mente non placa

Aria di mare

Ch’avvolge

E riappare

Scheggia profonda

Radice che affonda

Nel cupo volere

Ricchezza

Del non possedere

Del Creatore

Suprema bellezza

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*

 Psiche

Emozioni…

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Emozioni

come rivoli di luce

illuminano l’ Anima

non puoi ascoltarle

ma puoi sentirle

col cuore che

si apre alla Vita

al dolce legame

che tesse trame di luce

nella gioia di un sorriso

nella serenità di una carezza donata

nella passione di un bacio soffiato

che affido ai miei pensieri

sono sicura

giungerà a Te

sulle ali del sentimento

che ogni giorno

condividiamo….

bellissima

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Maternità

 

Disegno divino o

miracolo della vita,

accarezzi la donna

dandogli in dono prezioso,

la procreazione.

La felicità è

il cantico di madre

in visione predominante

del frutto celeste

che esprime singhiozzando,

sussurrando dolcemente…

Sei entrato nella mia esistenza

come un piccolo spiraglio di sole.

Hai bussato alla porta

del mio cuore

con la delicatezza

di un Angelo

a cui si può dare

solo amore.

© – "Nicoletta Perrone"

Dedicata a mio nipote, la nuova luce della casa