Le dita correvano veloci sulla tastiera del computer. Marina sapeva bene di dover terminare il lavoro entro il giorno seguente e non voleva correre il rischio di non portarlo a termine. Teneva molto al proprio impiego. Praticamente era tutta la sua vita, forse perché, a parte quello, non c’era altro a tenerla impegnata e a dare un senso alla propria esistenza. All’età di trent’anni ancora non era sposata, né aveva intenzione di intrecciare una relazione con un uomo. Lei odiava gli uomini. Quando le sue colleghe parlavano dei propri fidanzati o dei ragazzi con cui uscivano, Marina era solita sbuffare dicendo: “Sciocchezze. Gli uomini sono tutti uguali. Non vale la pena di perdere tempo dietro a loro!” e questo suo risentimento le aveva fatto guadagnare l’antipatia delle altre impiegate insieme all’odioso soprannome di “zitella inacidita”. [Continua...]
Il segreto di Marina – prima puntata
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Stoppino bagnato – Ultima puntata
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Certo è che da quel giorno qualcosa (o meglio, tutto) cambiò. Giuseppe cominciò ad essere sempre meno disponibile nei miei riguardi. Si faceva desiderare ed i nostri appuntamenti divennero sempre meno frequenti.
Io ero torturata dalla sicurezza di aver sbagliato a dichiarare i miei sentimenti, ma contemporaneamente dalla certezza che prima o poi avrei dovuto addivenire ad un chiarimento con lui.
Ed arrivò eccome il fatidico elemento risolutore.
Un giorno mentre eravamo in casa, cercando di aprire lo stipetto di un mobile, vidi poggiato all’interno un anello da donna. Non è certo del suo amico, pensai.
Allora, facendo finta di niente me lo misi e vidi la sua faccia diventare scura.
“ Bello questo anello. E’ della fidanzata del tuo amico?” [Continua...]
Stoppino bagnato – IV puntata
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O forse sì, si sarebbe anche potuta chiudere lì, se io non fossi come ringiovanita tutta d’un colpo. Se la voglia, non di nuove esperienze, ma di riprendere storie passate non si fosse prepotentemente fatta strada in me.
Certo Roma-Napoli non era una distanza impossibile. Piuttosto, era impossibile la nostra disponibilità di tempo.
Io avevo due figli e lui, anche se sposato senza figli, aveva invece un lavoro che non gli lasciava molta libertà o, perlomeno, così mi piaceva credere perché lui, forse, non voleva neppure cercarsele le occasioni per raggiungermi a Roma.
Fu così che cominciò la mia spola tra Roma e Napoli. E con essa le bugie, i sotterfugi, i sensi di colpa, lo stress di trovare sempre una copertura attendibile. Ma tutto era giustificato da quei momenti da passare insieme. Quelle ore, i nostri pranzi davanti al Golfo, le chiacchiere, le confidenze, i regalini ricordo, le musiche, i caffé preparati in casa.
Eh sì, perché nel frattempo Giuseppe aveva ottenuto in prestito da un amico una casetta al mare, per incontrarci più comodamente. [Continua...]
Stoppino bagnato – III puntata
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Altro che riflettere. I miei pensieri conducevano sempre allo stesso punto: le sue labbra.
Nel frattempo il tempo scivolava via come sabbia in una clessidra, sabbia calda che facevo scivolare tra le dita, seduta sulla battigia a guardare il mare.
In spiaggia, mio figlio si divertiva, io mi abbronzavo (ero sempre più nera e mi sentivo sempre più pimpante), mi divertivo, conoscevo gente. Ma quel chiodo piantato nel cervello non ne voleva sapere di sfilarsi. La domanda che mi ponevo continuamente era: cosa succederà?
Ed effettivamente qualcosa accadde. Mio marito telefonò da Roma per dirmi che non poteva più venire a prenderci e che, quindi, dovevamo tornare in treno, da Napoli.
E penso capirete. Sapevo eccome cosa voleva dire questo per me. Poterlo rivedere.
Così fu. Ma non come pensavo e desideravo io: volevo affogarmi nei suoi baci, magari lassù a Posillipo, di fronte a tutto il Golfo, come quando eravamo giovani e ci bastava poco per trovare un posto anche se non sapevamo dove andare ad amoreggiare.
[Continua...]
Stoppino bagnato – II puntata
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E sì che ci ho pensato. Per tutta la notte.
Il tempo di chiudere gli occhi un attimo ed eccomi lì, già sveglia a pensare a quel bacio innocente o quasi… In effetti così avrebbe dovuto o voluto essere, almeno per me: innocente.
Invece, continuava a farsi strada nella mente il ricordo dei tempi passati in cui i baci che ci scambiavamo erano tanti, ma veramente tanti e sempre più passionali, sempre più invadenti, sempre più caldi.
Ne erano passati di anni, è vero. Ma erano stati riposti nei cassetti della memoria.
Solo che ora venivano fuori improvvisamente come quei clown a molla che esplodono dalle scatole-giocattolo.
Anni che sentivo come sparati a raffica su un viso senza protezione, disarmato. Il mio.
Quel tipo di bacio lo ricordavo bene, eccome. Quelle sue labbra sottili, che non promettono nulla, ma che una volta che sfiorano le tue sembrano schiudere un intero mondo di promesse.
E quella lingua che cercava, s’insinuava dentro lo scrigno dei tuoi pensieri e delle tue emozioni fino a possedere la tua stessa mente. Anche solo per quell’attimo.
Così, giusto per scacciare via quell’immagine, mi chiedevo se in fin dei conti era stato così bello anche per lui. E mi rispondevo di no.
Se solo non mi avesse scritto l’sms avrei pensato ad un timido revival, per ricordare gli ardori passati. E invece quell’algido messaggino anonimo era lì, a dirmi che era stato bello anche per lui.
Stoppino bagnato – I puntata
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L’amore crea scintille, vibrazioni, esplosioni, fiamme… ma se poi alla fine tutto si affogasse nelle lacrime?
Questa storia è successa proprio a me. Proprio a me che ho sempre detto di non volermi innamorare. A me, che lotto per le battaglie comuni a tutte le donne. A me, madre di famiglia e moglie esemplare.
Ma, come si dice, mai dire mai.
Fu così che, un giorno come tutti gli altri, incrociai per caso un mio compagno di classe del liceo. Non lo vedevo da tanto tempo. Era decisamente cambiato, ma al momento non riuscii ad avere la piena cognizione se fosse in meglio o in peggio. Già all’epoca non era bellissimo, ma aveva sempre attorno a se tantissime donne che lo corteggiavano.
Ora aveva un viso più sottile, un mento aguzzo che sembrava scavato nella roccia. Due occhialini, sintomo della incalzante miopia, ed un’andatura dinoccolata come ai tempi giovanili.
Lo guardo, lo riconosco, lui riconosce me e ci salutiamo con un bacio “a distanza”, nel senso che mentre lo bacio tengo la mano tra me ed il suo corpo. Era per autodifesa. Ricordo infatti che aveva una insinuante sensualità, se ti avesse avvicinato ti avrebbe avviluppato nella sue spire come un’anaconda.
[Continua...]
Stupidi presagi – Ultima puntata
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Quando arrivò a San Bartolomeo lui era già là, che l’aspettava, impeccabilmente vestito.
La gente si raccolse tutta intorno all’auto per farle gli auguri, per complimentarsi con lei, insomma per assolvere al loro compito di invitati.
Quando le venne incontro per aprire lo sportello, Matteo aveva la sua solita espressione sicura, come se prima non fosse successo niente, come se non avesse avuto neanche per un attimo il dubbio che lei non si sarebbe presentata.
Le prese la mano e la baciò leggermente sulla guancia sinistra, quasi a volersi scusare per lo schiaffo. Le parve un segno che se ne fosse pentito.
Salirono insieme la gradinata della chiesa fino all’enorme portale centrale: qui le consegne furono passate allo zio Federico.
Poiché era il fratello di suo padre, il quale era morto da molti anni ormai, aveva voluto essere lui ad accompagnarla all’altare in sua vece.
[Continua...]
Stupidi presagi – IX puntata
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Il suo mal di testa andava intensificandosi: dopo quella sberla le sarebbe venuto comunque.
La risposta di Matteo l’aveva lasciata letteralmente di stucco: mai si sarebbe aspettata una reazione così violenta e fisica. Si accorse che in fondo non lo conosceva bene, che non era poi così freddo e distaccato come voleva far credere. Era tutta una montatura, per nascondere il vero Matteo: che fosse addirittura un timido ridipinto di un colore vivace?
Non sapeva più che fare. Nella sua mente continuava a ripetersi le parole che le aveva detto poco prima, cercando un appiglio per ritrovare il filo del suo discorso. Non aveva detto poi delle cose sbagliate. La paura a volte gioca dei brutti scherzi, specialmente alle persone dotate di molta fantasia, come lei.
Riazzerare tutto… e ricominciare, conoscersi in modo diverso, parlare delle proprie emozioni senza nascondere nulla e nel momento in cui si provavano, nel limite del possibile, questa era la soluzione. Pensava di essere un mistero per lui, invece era solo una delle sue fantasticherie: quelle che erano uscite dalla sua bocca poco prima erano parole di qualcuno che la conosceva bene.
Lo aveva mal giudicato e la colpa di quella situazione era sua: avrebbe dovuto aprirsi di più, svelare le sue insicurezze, i suoi dubbi. Lui si era rivelato molto più maturo di lei e questo un po’ le rodeva. Decise lo stesso che si sarebbe presentata in perfetto orario alla cerimonia. Le rimaneva un’ora e mezza per rimettersi in sesto.
Fece una doccia veloce, con l’acqua appena tiepida, per svegliarsi e tonificare la pelle del viso, che sentiva bruciare sul lato sinistro.
[Continua...]
Stupidi presagi – VIII puntata
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Il problema insormontabile era il successivo: sicuramente le avrebbe domandato i motivi di questa sua decisione. Cosa avrebbe dovuto rispondere?
Forse la via più veloce era dirgli che s’era accorta di non amarlo a tal punto da assumere un impegno così definitivo, ma, giustamente, le avrebbe obiettato che poteva rendersene conto anche prima. Forse, dopo tutto, quella non era neppure la verità.
Forse tutto questo sarebbe servito per metterlo alla prova, ma non era una cosa troppo crudele se poi si fosse rivelato diverso da quello che si aspettava? E se avesse sofferto veramente? Si sentì una sadica: avrebbe provato piacere nel vederlo soffrire, perché avrebbe saputo che anche lui aveva un cuore. Fu scossa dai suoi pensieri dalla morbida voce di lui.
[Continua...]
Stupidi presagi – VII puntata
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Decise che doveva assolutamente parlare con lui di quello che le stata accadendo. In fondo aveva il diritto di essere informato della situazione che si stava creando, ma come trovare il coraggio? E tutta quella gente lì intorno a fissarla!
“Matteo, andiamo di là nella mia camera: avrei bisogno di parlarti.”
Nel suo sguardo fiero e altezzoso intravide per un attimo un lampo di terrore, forse era solo una sua impressione, ma voleva talmente credere di avergli provocato un dubbio o una paura vera e propria da vedere l’inesistente.
Poi si alzò e lui la seguì, senza proferir parola.
Nei brevi attimi che seguirono, cercò d’immaginare quello che gli stesse passando per la testa: chissà, magari pensava che lei avesse bisogno di un momento d’intimità, o che ci fosse qualche problema di organizzazione della cerimonia oppure…che avesse capito che il problema era di ben altra portata?
L’espressione del suo viso non lasciava trasparire nulla: occhi di ghiaccio.
Non sapeva da dove cominciare. Il discorso era molto complicato, ma semplice il suo assunto: non sentiva più il desiderio di sposarsi con lui. Non riusciva a capire nemmeno cosa veramente provasse per lui. Da un lato lo amava e dall’altro rappresentava tutto quello che lei odiava, ma soprattutto aveva paura.
[Continua...]





























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