Ti hanno chiesto la sottomissione e l’obbedienza
il silenzio, il dolore e la vita
ti hanno strattonata in un mare di illusioni
ti hanno rinchiusa in squallidi pregiudizi
ti hanno usata e gettata
ti hanno regalato diamanti
facendoti regina per squallidi minuti
ti hanno osannata per occhi affamati
ti hanno vestita e spogliata con squallide tinte
ti hanno messa ai margini della strada
ti hanno bendata e legata
sfruttata e picchiata
ma non hanno capito
che si sono sempre illusi
non eri tu ad essere legata e violentata
ma il sogno di un maschio fallito.
Donna
Principessa velata
Non solo di occhi
Non solo di pelle
Nei profili scoprirti
Dipinta di stelle
Dall’eterno ritorni
Di vocazione amante
Carezza che formi
Ogni uomo viandante
Di questa pianura
Affamata d’amore
Principessa velata
Maieuta del cuore
Tratta da “I colori del vento” ed. Il Filo
Semplicemente donne di Roberto Sarra

Che differenza c’è tra il sorriso enigmatico della Gioconda e il cuore infranto della Maddalena, tra l’intrepida Giovanna D’arco e la fragile Marilyn Monroe? Qual è il comune denominatore, tra la Madonna e Oriana Fallaci? La ragazza che aspira a diventare Miss a qualche concorso di bellezza e colei, che ogni giorno si alza presto la mattina, per portare i propri figli a scuola e per preparare loro e al proprio marito un pasto caldo?
Ad accudire la casa e a dare conforto ai propri cari nei momenti più difficili?
Cosa accomuna una monaca di clausura e una donna disinibita ed emancipata?
Qual è il filo che lega una missionaria come Madre Teresa di Calcutta, a una donna in carriera?
Che dire poi della mitica Eva, regina del biblico paradiso terrestre, diavolo o acquasanta? Colpevole o innocente? Peccatrice o ignara pedina di un destino troppo grande da poter comprendere?
Cosa spinge una donna a scegliere tra la carriera, il successo o semplicemente la famiglia?
In un mondo ostinatamente ancora diviso a metà, tra misoginia e femminismo, tra lotte per il riconoscimento delle pari opportunità, tra chiusure e aperture al gentil sesso, tra diatribe, ricerche scientifiche ed esasperanti competizioni su chi sia superiore, chi il più intelligente, chi il più forte…
Manca ancora un qualcosa che sia di stimolo all’umanità intera, per far comprendere cosa sia la complementarità e il valore che esprime.
Nella realtà quotidiana, quella del vissuto di ogni giorno, tanti sono gli interrogativi che possono spalancarsi nella mente di ognuno di noi, ma uno sopra tutti, ancora più grande è quello di chiedersi cosa spinge un uomo a scrivere un libro sulle donne cercando di indossarne per una volta i panni, di rileggere la loro storia con altri occhi? Me lo sono domandato anch’io, non certo con la convinzione di poter capire l’universo femminile, sarebbe presunzione o forse un incredibile pretesa. [Continua...]
Le donne

Rachel Deacon – Two Women
Cercale nell’eden dei sogni
nell’arena infuocata del cuore
tra fiori gialli e bei versi
trafitte da amori lontani
sole, tradite, abbandonate
come parole a lungo sussurrate
che il vento della sera porta via
mai dette mai pensate mai sognate
in loro scoprirai il giusto richiamo
come la nota perfetta nell’universo
che completa la melodia dell’amore
che scardina i cuori più chiusi
le donne, muse della tua vita
sono in quella falce di luna
che rischiara la tua notte
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Regine d’amore

Regine
vorrei fossero tutte le donne
consapevoli e sicure
come querce ampie ed ombrose
della propria forza
flessuose e gentili
con chi di loro abbisogna
come fronda di salice
l’acqua accarezza
acute ed attente
come aquile a scrutar dal cielo
ogni vibrar dell’erba
e come volpi
astute nell’evitar l’inganno.
Regine senza paura
ché paura ogni virtù cancella.
Regine d’amore
che sanno
loro cuor donare
con infinita dolcezza
ma
senza mai obliar saggezza.
Cecilia
La fuga
I sogni diventano lividi all’alba
La loro dolcezza svanisce col sole
Col buio ogni lucciola sembra una stella
Col sole tu scappi lontano da me
La notte ti strego, lo sento, sei mio,
Ma al sole mattino già scappi lontano…
Per tutte le volte che siete scappati
Vorrei solamente capire il perché
Cosa faccio, cosa dico che vi terrorizza tanto?
Che cos’è che vedete laggiù in fondo nei miei occhi?
Un’unione troppo grande per poterla sopportare?
Troppe cose da scoprire senza perdersi a vagare?
Non concedo ipocrisia
Metto tutto giù sul piatto
E’ con l’anima negli occhi
Che mi ripresento a voi
Non ho voglia di giocare
Con le regole mai scritte
Per cui l’uomo è cacciatore
Per cui non dovrei parlare
Per cui io dovrei aspettare
Di vedere cosa fai
Prima di poter sapere
Cosa c’è oramai tra noi
I sogni diventano lividi all’alba
La loro dolcezza svanisce col sole
Col buio ogni lucciola sembra una stella
Col sole tu scappi lontano da me
La notte ti strego, lo sento, sei mio,
Ma al sole mattino già scappi lontano…
Per tutte le volte che siete scappati
Vorrei solamente capire il perché
Perché mai è tanto strano che ti voglia rivedere?
Non è stato solo sesso ma tu non lo vuoi sentire
L’ho sentito solo io quel tuo battito di cuore
Ora ti vorrei parlare ma tu invece vuoi scappare
E allora sai cosa ti dico
Che il perdente qui sei tu
Se non sai come capire
Che non mi troverai mai più
Non si trova tutti i giorni
Una donna come me
Compagna, madre
Amante, figlia
Donna solo e totalmente
Senza mai mezze misure
Senza chiedere il permesso
A chi scappa via da me
I sogni diventano lividi all’alba
La loro dolcezza svanisce col sole
Col buio ogni lucciola sembra una stella
Col sole tu scappi lontano da me
La notte ti strego, lo sento, sei mio,
Ma al sole mattino già scappi lontano…
Per tutte le volte che siete scappati
Vorrei solamente capire il perché
Haiga
Colli innevati.
Come fiorenti spose
bianco vestite.
Non scrivo poesie

Non scrivo poesie
tra pentole e caffè
sulle sedie
rigide della cucina
e nei panni
buttati nel bagno.
Mi muovo solitaria
nella preghiera
dei giorni di casa
fra gesti precisi
felici
della mia abitudine.
Così sudo e consumo
la fretta delle ore
che stridono
musiche alla sera
per la cena
di ogni giorno.
Malinne
Malinne si vestiva da altro,
giocando a non distinguersi.
Imparava gli altrui passi a fatica,
lasciando assopire la sua secolare eleganza.
Malinne era sposa.
Infausto decoro si dipingeva sugli abiti,
sul sorriso dolore a brandelli di carne.
Malinne era madre.
Redivivo pargolo che lei credeva primo.
Il ritorno dell’amato putto
ormai impiccato all’empireo dei respinti.
Malinne non più donna.
Garbo sottratto alle mani,
mollezza delle gote.
*****

Luna greca
Notte, dolce signora,
vesti il mio corpo
con un raggio di luna
stanotte
non voglio dormire da sola.
Apro la finestra
in cerca di luce
ma un’aria greca,
sottile e dispettosa
s’insinua arrogante
e m’invita a danzare
negarmi non posso
è dolce, sensuale
è calda ed è forte
ma io non voglio danzare!
Non vuoi?
o si che lo vuoi
Anche se neghi,
sei già che ti muovi
ora puoi fermarti,
ma non lo farai
ti piace essser presa
e questo lo sai
è il ritmo che incalza
il padrone che hai.
Sei solo una schiava
ma sorridi ed incanti
ti senti nell’aria
una dama sottile
tempesta di neve
poi brezza sui campi.
Dolce sospiro
tra i fiori mai colti
poi ancora bufera
tra i giovani giunchi
ti pieghi, li pieghi
e poi ti trasformi
in scirocco e maestrale
sui prati tagliati
Non porti più nome,
età o nazione
sei musica e danza
notte e poesia
Quando finisce
cadi in silenzio
esausta sul fieno
lasciandoti andare,
senza respiro
lasciandoti amare
come una donna
per sentirti una dea
come se fosse
la prima volta.
flik/anita
..grazie..

grazie mamma
perchè tenti di ripescarmi dal mare dell’inquietudine
perchè ogni volta ci provi a ricucirmi l’anima
e alle volte ci riesci
e sei sempre li
immobile
per me
per noi.
Danze di Luna
Cantano i lupi
l’argento della luna
invitando alla danza
le ultime streghe.
Si alzano gli uomini
dai talami stanchi
seguendo il profumo
di desideri perduti,
nessuno può udire
quei passi silenziosi
nessuno può vedere
brillare quegli occhi.
Danzano le streghe
al ritmo di musiche arcane
sono donne anche loro
sono loro le donne
che paura non hanno
di ridere e danzare
di accendere passioni
di incendiarsi per godere.
Sono loro le donne
che ti guardano negli occhi
e sanno ciò che vuoi
non ti chiedono amore
né amore ti daranno
sono streghe e tu lo sai.
Ma nelle notti di luna
tu le cercherai
e inventerai la luna
nelle notti che non c’è.
Scivolerai dal letto
inventandoti una scusa
mi lascerai da sola
credendomi dormire
ma sotto la luna…..
….tu verrai da me.
flik/anita
I fiori d’acciaio
Cammineremo ancora con passo leggero
sul cuore degli altri…
Attraverseremo i loro occhi ridendo
col respiro che ci solleva il seno
Avremo parole solide
per sostenere le nostre incertezze
e braccia forti
per quelle di chi amiamo.
Avremo vecchie ferite
e un’ assenza nuova
da perdonarci
come l’addio più grande.
Passerà una folata di vento
che confonderà i nostri pensieri
e perderemo qualcosa
come un milione di sogni
ogni volta che piangeremo
Attenderemo un bacio
sulle nostre labbra papaveri
e per due mani
che si poseranno sui nostri fianchi
avremo un cuore melagrana da aprire
Disegneremo la nostra vita
che a pensarla adesso
è uno schizzo appena
e la coloreremo
con la fantasia dei pastelli a cera
E ci sarà un dolore ostinato
che ci accompagnerà
finchè il suo passo
affonderà nella coltre
di una fresca nevicata
Avremo tutto questo
ed altro ancora
per un giorno dopo l’altro
in cui inventare qualcosa che
se non è felicità
che almeno le somigli un po’.
Su un promontorio scosceso, dominato da quel selvaggio disordine cercavamo i gradini di pietra di un antica mulattiera. Le nuvole gettavano ombra ad intervalli brevi lasciando un fresco respiro tra i rumori del prato. Era una casa modesta nascosta nel verde, tra palme e tombe romane incustodite, ma la sua posizione fiera abbracciava un orizzonte movimentato di montagne che dolcemente si immergono nell’acqua. Avevamo tutti quella piacevole sensazione di stare in un posto protetto, nascosto da tutto e rivolto verso il sole. Quell’odore di muffa e il salnitro fiorito sulle pareti mi faceva pensare a un momento armoniosamente violato, era facile trovare il proprio angolo, e ognuno di noi sembrava averlo catturato istintivamente. Tutto quello che succedeva sembrava racchiuso come da una parentesi magica e io mi sentivo piacevolmente a mio agio rispetto a una condizione così insolita. Loro erano in una predisposizione speciale, di quelle situazioni dove ti lasci andare piacevolmente invischiato in quella dolcezza così spontanea. Mi sentivo circondato di attenzioni, quei gesti squisitamente femminili, quel modo di manifestare il proprio carattere così diverso tra di loro mi faceva sentire beato. Sdraiati al sole accarezzavo i corpi nudi senza chiedermi di chi fossero, e aggrovigliati nel desiderio come rami di edera attorno a un tronco d’albero ci lasciavamo trasportare da questo senso di pace. Condividere i rituali che spesso si compiono senza nemmeno rendersene conto acquistava un valore diverso nel farli insieme, un divertente modo di ritrovarsi nella quotidianità. Pensavo che forse un impulso di gelosia avrebbe smontato quel delicato equilibrio, ma a loro andava bene così continuando a giocare amalgamandosi in quel comune senso di trasgressione.

Stelle senza pietà
Passano i giorni
scorrono le ore
tutte uguali
immutabili e tristi
Dove sei amor mio?
Quale oscuro mistero
ti allontanò da me?
Lo chiedo alle stelle
che silenti mi guardano
senza un sorriso
né pietà
- Maya -
Madre per sempre
Conchiglia ti schiudi
per dare alla luce
della vita la perla
donata dal tuo seno
a noi
viandanti nel mondo
Dal mare del ventre
ai sentieri della terra
con amore accompagni
il cammino di un figlio
col cuore per mano
tu Madre per sempre
-Maya-
A tutte le mamme.

Danzo
Danzo con la luna
stanotte
Sciolgo le chiome
lasciando che un’indolente pioggia
m’accarezzi leggera
e danzo
a piedi nudi
sulle note
dell’anima tua.
- Maya -
Un anno e mezzo.
C’e` voluto un anno e mezzo, pieno d’altri impegni, cuori infranti, relazioni zoppicanti, sguardi rubati e frecciatine in ufficio, prima che trovassi il coraggio di provarci. Un anno e mezzo per aver il coraggio di venire da me ed offrirmi, in tutta onesta`, almeno una goccia di cio` che avrei voluto – cosi` come probabilmente anche tu - dal giorno in cui ti ho conosciuto…un anno e mezzo di sogni, attese e fantasie in cambio di una notte d’amore. Una notte d’amore e niente di piu`, senza inizio, senza fine, senza sogni ne` promesse, piena solo di me, te e tutte le cose non dette e non fatte in un anno e mezzo di silenziosa attesa.
Mi sono bastate un paio d’ ore per pensarci su ed arrivare alla conclusione che, indipendentemente da valori, pro e contro,principi e pregiudizi, stare con te e` tutto quello che vorrei e, considerando che si vive una volta sola e questa e` un’ occasione che non si sarebbe ripresentata una seconda volta, ho avuto bisogno solo di un paio di minuti per andare contro tutti i miei valori, dirti si` e godermi ogni attimo di quelle quattro indimenticabili ore passate con te. E, nonostante la tua voglia di rivedermi ed il mio bisogno di lasciare quest’attimo cosi`, solo con il valore di quello che e` stato, abbiamo avuto bisogno di due mesi di silenzio, cortesia e lontananza, per poi distruggere tutto nel momento del mio addio. E` bastato il tuo abbraccio, i tuoi occhi, la tua voce, quel tuo modo di fare sbrigativo, il calore del tuo corpo, quel tuo modo veloce di dirmi semplicemente "Chiamami". E` bastato il contatto delle mie labbra sulla tua guancia, la mia voce rotta dall’ emozione e la paura di non rivederti piu`, gli occhi lucidi intenti a nascondere le lacrime.
……………………………….
Per il bene che mi vuoi in silenzio, per tutte le canzoni che canticchiavi in ufficio la mattina presto, per le partite giocate su internet insieme i venerdi` mattina, per i massaggi che mi facevi quando in ufficio non c’era nessun’altro, per gli sguardi rubati durante le riunioni, per le nottate passate a guardare "Seinfeld" senza smettere di pensarti per poi rivederti la mattina presto e rendermi conto che siete praticamente uguali, per quella cotoletta che ti mangiavi a pranzo e poi ti lasciava quel terribile odore d’unto su tutti i vestiti e per tutto l’ ufficio, per la stampante spaccata dal tuo piccolo attimo di perdita di pazienza, per i giorni di vacanza in cui arrivavi in ufficio con jeans e sandali da bravo kibbutznick….certo che ti chiamo, non ti preoccupare. E pur sperando con tutto il cuore che quel che c’e` tra noi – qualunque cosa sia – continui a crescere, sappi che lavorare senza di te sara` incredibilmente difficile per me.
Vorra` dire che le canzoncine dovrai canticchiarmele nel tempo libero, d’ora in poi….ti voglio bene, Elad.
A te “donna”
Nel risveglio del mattino
sospiri dolcemente
per il giorno che ti attende…
tu madre,compagna
tu figlia ,sorella
tu amica e nemica.
Nel tempo remoto
schiava,regina
madonna ,eroina
femmina desiderata,
angelica presenza
agognata e cantata.
Tu "donna"di ieri
dolce e timida
remissiva e paziente
tu "donna" di oggi
ribelle e indipendente
aggressiva e intrigante
tu desiderio di uomo-amante
Tu "donna" nel tuo cammino
di corsa frenetica
ricorda…
sei nata dall’AMORE
e VALORE tu sei…
tu essere umano complice
di quel progetto d’amore
della storia infinita
che è la nostra vita.
Angela, 8 marzo 2006
Poesia postata nei commenti agli Auguri a tutte le donne
da parte del Blog di Manuale di Mari




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