La musica è finita

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Siamo di fronte,tu ed io occhi negli occhi nei nostri mondi sommersi,
anima contro anima a misurare aderenze e distacchi
Metriche necessarie,naturali,il tuo presente contro il mio
il nostro presente il nostro futuro.
La stanza è in penombra il fruscio del vento scuote le ombre della quercia fuori dal vetro,
il vinile gira armonico,siamo seduti uno di fronte all’altro eppure cosi’ lontani.
La fiamma del camino brucia ma il gelo dirige,
brina nei lemmi ,nelle ossa
Il gatto riposa tranquillo mentre in noi si preannuncia tormenta.
La caffettiera borbotta
“mi offri un caffe?” le prime parole ..”meglio un po’ d’acqua” ,
intingo le dita nel bicchere
giocherello con una ciocca di capelli sbarazzina ..un ‘eclissi di respiro
celo l’imbarazzo.
Per interrompere il silenzio basterebbe allargare le braccia per stringersi
ma rimaniamo immobili.
Forse è una pretesa inutile
non servirebbe a rimarginare le cicatrici dell’accaduto.
Di nuovo la musica, quella che si ripresenta soave a stupirci
E’ un’invito, un richiamo che ci trascina nel passato
Ancora non basta,
eppure una lacrima scende, non la vede il tuo cuore
E’ il momento di andare altrove,
quell’attimo che non vorresti vedere ma che intuisci.
Il tuo sguardo si sofferma sulla mia gonna
ma è solo un lampo di secondo,poi risale sulle mie labbra in attesa
Non riesco a reggere il tuo sguardo, abbasso gli occhi m’assorbo nei tuoi respiri,
mordo le labbra,il volto si infiamma
ma il mio invito non viene accolto.
Attendo un sorriso che scorra sopra ogni cosa
una carezza degli occhi,
quell’ingrediente essenziale per frantumare i muri
che non arriva.
Qual è la nostra colpa,abbiamo forse peccato per troppo amore?
Ma ci sarà ancora lo sguardo disperso negli occhi fra noi
Le risposte le vedo nelle tue espressioni
Ma perché non sei fuggito via quando te lo chiesi?
Unendoti a me hai abbracciato la follia hai rincorso la bellezza
e immaginato l’amore
ma ci sarà ancora…fra noi?
non hai tremato di fronte al buio
non sei scappato innanzi alla ragione.
Scampoli di parole si incollano alle pareti
mi sconvolgo del tuo smarrimento,il dolore mi schiaffeggia
le cancellate sono chiuse.
Stringo i pugni le unghie penetrano,si lacera la pelle
Chiudo gli occhi…..
La musica è finita.

-Federica

(Un giorno qualunque..un momento di tristezza ..di malinconia…)

Il suono del silenzio

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il suono del silenzio 2


Attraversami nel brulichio del mondo
quando la quiete vince la tempesta
Disperditi nel crepitio del cuore
che palpita e distrai pensieri erranti.
Barlumi che furono fiume per speranze ormai avvizzite
Intanto ch’io mi afferro al pugno di rimpianti
Reminiscenze sterili divengono mordaci
Agogna un spasimo silente come un caparbio carnefice
Attacca le caviglie e ferisce la normalità.
E c’è una donna oscura sempre a sottrarsi
Mentre mi vivo aggrovigliata al sogno
nel mercato della vita
in cerca di uno scampolo di baci
tuona e scroscia nelle mie poche certezze
quelle che ho riposto nel cassetto schiuso
del tempo acerbo e infante
Sono i miei resti queste quattro briciole di svigorita donna
che conserva audaci ricordi e frastuoni vigorosi
La pace è figlia generata dal silenzio
mentre incateno l’eco che si perde e soffoco il dolore
di al vento che l’amo…

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…vedo in me…

…come vedo incalzare le onde verso la spiaggia petrosa…così gli istanti nostri si affrettano al loro fine, trasfromando ogni luogo con quello che gli corre innanzi…la mia nascita, entrata nel mare della luce tempo addietro, striscia alla maturità, di che non appena coronata…eclissi maligne ne insiadono lo splendore e il tempo, che lo diede, distrugge adesso il suo dono…e il tempo trafigge il mio fiorito serto di giovinezza d’animo e scava sue trincee in fronte alla mia bellezza…e niente lascia sorgere se non per la sua falce, per la sua mano crudele…

…come vedo in me quest’epoca dell’anno…quando foglie ingiallite, poche o nessuna, pendono da quei rami tremanti contro il freddo… vedo in me, adesso, il crepuscolo del giorno, quale dopo il tramonto svanisce all’occidente…subito avvolto dalla notte nera, gemella della morte, che tutto sigilla nel riposo…vedo in me il languire di quel fuoco che aleggia nella mia anima, come sul letto di morte su cui dovrà spirare, consunto da ciò che fu già suo alimento…questo vedo in me, che fa più forte il mio amore e… degnamente amerai chi presto ti verrà meno…

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Lui non era

Lui era il filo d’erba

nato sull’asfalto della mia anima avida di vita

Lui era il camino che bruciava d’estate

 e non scalfiva le lastre di ghiaccio che ricoprivano il mio cuore

Lui era il pallido sole filtrato dalla nebbia

Era l’aquilone legato al filo di altre vite, di altri mondi

Lui non era l’arcobaleno che aspettavo d’incontrare

 ma la fatua illusione di un’anima stanca di sentirsi invisibile

Lui non era

(Tina Galante)

Mi dici ti amo

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Rob Hefferan, Secret de Coeur

Mi dici ti amo ma non mi baci
mi baci ma non mi ami affatto
tenendo gli occhi chiusi
abbracci solo le tue lenzuola
pensi a me ma sogni un altro
e le tue mani sul mio corpo
sono piccoli e duri arnesi
cercano un piacere semplice semplice
facile da cogliere quanto da dimenticare
ma io sono per te un metro sbagliato
il pezzo che non s’ingrana e raschia
come un secchio in un pozzo secco
nel fondo della tua coscienza
e spegni la luce per non farti vedere
e tappi gli orecchi per non udir la verità
ma la mia notte ora è nei tuoi occhi
e non vederti è perdere mezza vita
avere un lungo giorno senza speranza
allora, arreso, sono qui con te
baciandoti anche se non mi ami
amandoti anche se non mi baci
un altro fiore del tuo giardino
che potrai recidere quando vuoi