Io e te

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disegno by danith

Scaldarti il cuore
quando è freddo fuori
e la notte muore
sollevarti sul mare
dal buio dell’anima
di certe stelle amare
sicura di amare
di te anche il vacillare
quello che appare
senza farti cadere
che ti rende più forte
libero nel tuo volare

Meri

In un abbraccio di cielo e terra

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Udire

il silenzio
infranto dal fragore
di un bacio
in un abbraccio di cielo e terra…

Amare Ancora

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Brandelli di cuore
esposti al sole
di una estate
ormai morta.
Inutile sfuggire
ogni cosa,
ogni domanda,
ogni attimo irrisolto.
Voglio sentir
la tua pelle
come lenta marea,
scorrere sulla mia
Malinconici contorni
svaniscono
tra arti intrecciati
e accenni di tango.

Capiscimi

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In silenzio
piango
richieste d’aiuto.

Il tuo abbraccio
mi avvolge.

Senza chiedere.

Mi nutri
d’Amore.

Haiga

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Quieta respirai

nelle crete senesi

Amore puro

Tu mi Ami

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Tu mi aiuti e mi sostieni
Quando chiedo di Te
Quando Ti cerco
Nel buio dei miei pensieri
Ogni qual volta ho bisogno d’aiuto
Tu corri al mio fianco
Come aquila di verità aleggi verso me
Tu mi sei vicino
Il Tuo respiro è qui
Il Tuo dolore è qui
Il Tuo sacrificio è qui
Nel mio cuore
Nella mia anima
Nel mio spirito
Perché Tu sei Tutto per me
Perché malgrado tutto
Nonostante le mie debolezze
Tu mi ami
E io so di non essere sola
Il Tuo braccio è ancorato al mio
E allora il mio pensiero si manifesterà
E le mie gesta parleranno di Te
E le primizie del tempo Ti renderanno gloria

21.02.2006

La tua voce

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Non lasciarmi ad attendere un cenno
della felicità che potremmo vivere assieme;
perché ne morirei, come il fiore
assetato perisce nel deserto.
Ma ancora lo spirito manterrò vivace,
se per un solo istante udrò la tua voce;
e nei pensieri eterni scolpirò quel suono,
come il canto delle sirene e come
l’ovvietà del tuono nel temporale.
La vita degli uomini è fatta di attese;
rendile brevi e fugaci come battiti d’ali,
morbide e sinuose come farfalle,
dolci e succose come frutti maturi.

Luci ed ombre

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luci ed ombre giocano sulle rive del tempo
taciti e lenti scorrono gli istanti ..

in essi abito il tuo cuore

( immagine tratta da corp.delta.bc.ca )

Se mi amassi

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Se mi amassi!
Renderei interminabili
i tuoi giorni…
Riempirei di roventi
emozioni le tue notti…
 
Se mi amassi…
 
Immolerei sull’altare della brama
La mia anima…
Metterei le ali ai tuoi piedi
Per poter percorrere il mondo
In un baleno…
Visiteremmo terre inesplorate.
In sconfinati deserti
Troveremmo la vita.
Nei ghiacciai il fuoco
Che non brucia.
E tra le onde del mare
Quell’acqua che non bagna.
 
Se mi amassi…
 
Ti porterei lassù dove
Osano le aquile.
Raccoglierei in me
Il dolce tuo piacere.
Ti donerei me stessa.
In te esisterei.
Unica certezza.
Ma tu comprenderesti
Il valore di questo amore
Se mi amassi?

«DEDICATO A DEMETRA»

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- Ti piace, non è vero?
La domanda giunse inattesa all’orecchio di Demi e la fece sobbalzare.
Anche senza voltarsi sapeva già che Chiara l’aveva raggiunta alla finestra che si affacciava sul cortile interno della scuola.
Era come un angelo custode, Chiara.
E sembrava saper leggere dentro alle persone.
- Lo stai ancora guardando con lo sguardo sognante, Demi, non negare.
Demetra – per gli amici, Demi – si voltò verso la sua compagna di banco e una piccola valanga di riccioli castani si scossero in segno di diniego, intorno al suo capo un’aureola dorata rubata al sole.
- Quante volte te lo devo dire? A me non piace nessun ragazzo! Sono tutti dei cretini, tutti a fare battutine idiote sui miei capelli!
Lo sapevano tutti: mai stuzzicare Demi sui suoi capelli, erano il suo tallone d’Achille, la sua disperazione. Eppure, – lei non lo sapeva ancora -, erano anche uno dei suoi punti di forza.
Demi era una ragazzina di 13 anni dal volto grazioso e pulito, la cui mente era in continuo fermento. Il corpo slanciato da adolescente possedeva la medesima armonia del volto. I suoi occhi guardavano il mondo come attraverso la lente di una macchina fotografica, ne assorbivano ogni fotogramma per poi metterlo su carta con tocchi composti, ma fermi. Quello che posava sul mondo era lo sguardo dell’artista.
- Oh, sta rientrando!, disse Chiara.
Entrambe le ragazze erano ora affacciate alla finestra della loro classe, concentrate sullo stesso punto in movimento.
- Certo che rientra, la ricreazione è finita! Uffa, ora ci toccherà sorbirci la prof. di matematica con tutte le sue paranoie sugli esami e sul fatto che quest’anno dobbiamo studiare di più…, Demi ora dava le spalle alla finestra.
- Meno male che ha i capelli color carota che gli fanno da fanale, così non corri il rischio di perderlo di vista, eh, Demi?
La ragazza si sentì avvampare. Ma perché, poi?
Stava per ribattere che No, non le interessava quel ragazzo pieno di lentiggini!, quando udì la sua voce che, rispondendo ad un richiamo sconosciuto, rispose:
- No, ti sbagli! I suoi capelli sono biondi!, ma perché ora stava quasi urlando?
Si impose di abbassare il tono:
- Anzi… sono del colore del miele…
Chiara le sorrise. Aveva ottenuto la risposta alla sua domanda.

Per leggere il seguito, andate qui

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legami slegati

rivedo nel nodo ormai sciolto nel tempo
legami slegati .. spazzati dal vento ..
son sguardi , sorrisi .. corolle appassite
son gocciole terse .. di sogni vestite ..

Raccolgo il legame sfuggito a quel vento
in un gesto d’amore .. che fine non ha ..

vocedelsilenzio

( immagine tratta da biodiversity.georgetown )

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Sfogliando la tua anima

ho trovato parole che sapevano di noi.

Il nostro amore come un fiore,

colorato e seducente,

il nostro amore come un fiore…

ormai appassito.

                                  LacrimaNera

La nostra casa ( ricordo per Enzo Baldoni)

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© Danith

Il ventre della balena è la nostra casa. Ce l’hai lasciata in usufrutto e noi ce ne stiamo occupando. Una casa allegra, sicura, essenziale, accogliente, con un grande divano pieno di cuscini che ci contiene tutti. Quando la balena sorride ci apre la vista sul mondo che attraverso i suoi occhiali appare esattamente com’è. Un saporito ed appetitoso minestrone fatto di contraddizioni, chiaroscuri, sfumature. Un posto dove vale sempre e comunque la pena continuare il nostro viaggio…e che la panza ed il culo ci accompagnino sempre! Sogni belli, Enzo. Meri  Omaggio di un amico

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[ Foto Silvia Ganora ]

Nelle pagine bianche della mia anima

hai sciolto la carezza serica

dei tuoi semi di luce

edelweiss

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tra luci ed ombre sei comparsa
illuminata da un pallido sole
come candida neve
in vellutato silenzio…

nel ripido e pericoloso sentiero
sei presente, mi osservi , rifletti
qualche lacrima di rugiada
e poi il sorriso…

il tuo candido e sereno sorriso
che mai più scorderò…


( immagine tratta da
qui)

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Egregio

Lo scriver tuo, a volte, è con l’incuria di un vago tratto senza la figura, la pigrizia di un gesto senza destinazione, come un assopimento nel tempo uggioso o come il tremolare d’una lacrima racchiusa in una goccia di paura. Altre volte, il tuo scriver è come il metterti a coglier fiori o a passare la punta delle dita sull’acqua. Altre ancora, lo scriver tuo è una macchina registratrice, con il dito che indica la linea d’una lettura, come la forza implicita di voltare la pagina di un libro casuale. Ma, ti accade, talvolta, di levare il tuo scritto come una lama contro un fiore od il tuo io come chi muore, resiste e vuol vivere. Forse, scrivi sempre come vivi. Poiché, il tuo cervello è officina ardente, intransigente con le leggi che regolano qualcosa che va arrestando l’uomo. Tuo codice è lo scritto quasi quotidiano che per tutti scrivi, chiunque essi siano. E , certo, il tuo scriver è vigoroso perché pieno, ma pieno sino all’orlo, di forme distinte.

E, perciò, puoi leggere con biasimo le parole devote che altri usano per dar lustro alle loro raccolte virtuali, su soggetti sì poco egregi. Egregio, invece, è il tuo acume come la tua figura. E, trovando il tuo pregio ineguagliato, tu sei costretto a ricercare altrove qualche più fresco segno della raffinatezza di quest’era. Tu veramente egregio sei veracemente espresso nelle piane veraci parole di te su quel bianco sfondo.

Ma, così, ti accorgi quanto tasto comune è inadeguato, della virtù trattando, a esprimer quella che fiorisce in te.

Copii, ordunque, ella quello che in te sta scritto, non sciupando ciò che sì chiaro fece natura. Da tal copia, al suo ingegno verrà fama, facendo che il suo stile ancor più si ammiri. Solo, rispetta altri per le alate parole che ti serberanno e me pei pensieri muti che son vera eloquenza.

(Dedicato a QuotaZero)

Ti dipingo un mondo a colori

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photo «some red's glow»

Se il mondo
fosse una tela bianca
vorrei dipingerlo per te.
Traccerebbe il pennello
un orizzonte lontano
dove campeggia
il sole del tramonto
che si specchia dritto nel mare
e poi s’incresperebbe appena.
Un altro pennello
colorerebbe le scogliere
sul mare, la sera.
E riflessi infiniti
a pelo d’acqua.
Poi, in piccole linee scure,
vedresti un gabbiano volare.
In mezzo al mare
uno scoglio, e su di esso
la silhouette di un faro.
Il fascio della sua luce,
tu seguilo, ti indicherà la rotta.
E colori su colori,
perchè vorrei tu fossi felice.
Felice di poco,
anche di niente,
di una tela bianca
che è un piccolo mondo
dipinto per te…

Per Te, soltanto per Te

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Come goccie di rugiada
i tuoi occhi plendevano.
Profondi come la notte
racchiudevano stelle di rara bellezza.

Ora lacrime, come emoraggia
percorrono i profili del tuo viso.
Inerte ad ogni piacere,
flessibile solo al pianto.

Ho cercato di curare,
con dolcezza estrema
il racncore che ti avvolge,
che ti comprime le vene .

Per te ho cantato,
rompendo il silenzio,
distruggendo il vuoto,
quello buio della tua anima.

Riemergi dal pensiero del non essere amata,
e dalla bocca sprigionerai farfalle.
Noi due insieme,
 come l’ape e il suo candido fiore

[dedicata ad un'amica speciale]

Concerto

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Non lo sai

che i musicisti

vivono di petali

come dediche aggrappate alla lontananza

e giunge, ma non ti giunge,

nelle terre di esperia attendi

raggomitolato e sfogli paure antiche

ma non è ancora per te

il silenzio

che di notte

spegne

per note gli accordi senza nome, senza corde

io ci sarò

con fiori d’alba

Tra vita e vita

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Sei l’acqua che nessuna colpa può sporcare
la lacrima che di trasparenza si fa luce
assomiglia a te l’aria che io respiro
la vita che sei è nel mio presente
l’infinito è la vita che sarai
(a voi non capita mai? A volte in un istante afferri cose che un istante dopo non comprendi più: ho avuto la fortuna di fermare quell’idea e l’ho scritta… Dedicata ad una idea…)