Natale insieme nella Blogosfera 2010, nel Blog di Nicla

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“Guardai fuori della caverna e vidi che aveva cessato di piovere. Una famigliola di cinghiali sbucò dal bosco, si fece largo tra i pruni, ci passò davanti per poi scomparire tra fronde e felci, oltre il sentiero.
Clarissa si strinse a me e nel candore che la pioggia aveva lasciato sul mondo, mi disse piano: – A tutte le stelle vorrei dare il tuo nome. Al cielo, alla luna. Al vento della sera che dolce mi accarezza. Ai fiori e alle ginestre della terra darei il tuo nome. E alle nubi, all’aria. Al vasto mare.”

da I giorni della rosa, il nuovo romanzo di Nicla Morletti

***

Natale insieme nella Blogosfera 2010: scrivi un breve racconto, una poesia, un pensiero oppure, semplicemente, un commento alle parole di altri autori. Ritroviamoci come sempre nel Blog di Nicla Morletti per scambiarci in questo modo gli auguri per le festività.

Gli interventi si postano direttamente nei commenti del blog. Segui questo link.

Rimescolo i sogni

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Rimescolo i sogni

Stasera rimescolo nella mia mente i sogni con i giochi della vita,
quando diventavano sempre più pericolosi,
e m’incammino per mete sconosciute,
in mezzo alla neve che gela le mie lacrime.
Ho rimosso il nome di quel posto,
ma ricordo un volto amico vicino alla pensilina,
un odore di intensi pensieri,
rimasti lì in fondo a quel viale,
una siepe complice delle mie paure,
il mare vicino che risucchiava la mia allegria,
il tintinnio della pioggia  sulla mia pelle,
e quel volto che amico non era più.

Continuo a camminare verso mete dove la vita ha altri colori.

“Il valore nelle orme del cuore” di Maria Lampa

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Maria Lampa - Il valore nelle orme del cuore - Marcelli Editore

Forse non c’è da andar molto lontano per cercare la spiegazione di ciò che succede nella vita di tutti i giorni, nei rapporti inter-personali.
A me piacciono le grandi filosofie, le scuole di pensiero, le teorie e mi documento costantemente, ma poi concludo guardandomi meglio intorno e nella praticità e la semplicità trovo tutte le risposte che cerco.
Un oggetto che mi ispira e apprezzo molto è la calamita: sono innamorata delle sue proprietà e della sua funzionalità.
La calamita viene usata come strumento per provare la natura di alcuni acciai, perché si attacca solo su parti che contengono ferro in piccole e grandi quantità, ed è divertente avvicinarla ad un cesto in cui ci sono tanti oggetti di diversi tipi di metallo e osservare che pesca solo quelli compatibili, trascurando quelli che sono totalmente diversi da essa.
Nella vita sociale è la stessa cosa e il fenomeno è il medesimo.
Ci sono esseri umani che mi piacciono al solo vederli, quando li incontro provo una emozione piacevole, di simpatia, di curiosità e scatta automaticamente l’interesse a conoscerli meglio.
So per certo che quelle persone hanno almeno una caratteristica simile alla mia e questo provoca attrazione e fa da collante nel caso possa o voglia approfondire la conoscenza.
Diventa calamita anche un ideale, un interesse, una iniziativa che coinvolge e “incolla” diverse persone e le fa diventare gruppo, o addirittura un team, una squadra vincente, facendo nascere il senso di appartenenza che stimola e dà sicurezza e soddisfazione.
Ci sono altre persone che ho voglia di allontanare, pur non conoscendole, o che non attirano la mia attenzione: credo che siano distanti da me e molto differenti.
Per molti anni mi sono intestardita a coltivare amicizie dove non c’era un legame di attrazione: sono stati momenti di profonda sofferenza e mi sono fatta venire mille sensi di colpa, in ogni occasione che si presentava l’insuccesso, mentre il dispendio di energia era immenso, e il dispiacere mi provocava addirittura dolore fisico.
Non riuscivo a capire che eravamo su due diverse lunghezze d’onda, mi era impossibile comprendere che l’accanimento, l’insistere e il persistere non potevano modificare il dato di fatto della totale diversità di interessi e di valori che avevamo.
Con questo non voglio dire che stabilisco rapporti solo con coloro che hanno similitudini con il mio modo di pensare, anzi spesso imparo molto di più da coloro che sono all’opposto e che la pensano in modo decisamente differente.
I rapporti affettivi, profondi sono solo con persone con cui condivido idee ed emozioni e il legame è garantito dall’attrazione, dall’effetto calamita, dall’avere qualcosa in comune, una parte della stessa natura. (…)

Un altro oggetto che mi aiuta a comprendere i rapporti umani è il ventaglio.
Ce ne sono di tutti i tipi, di vari colori e grandezze, diversi modelli e con raffigurati fiori e paesaggi, ornati di trine e merletti, o semplici a colore unico.
Quando è chiuso io ho una immagine diversa da quella che osservo quando è completamente aperto.
Nei momenti in cui io sono chiusa, riservata, schiva, gli altri hanno una certa idea di me e in base a ciò che vedono giudicano, valutano e si comportano di conseguenza.
Quando mi fido un po’ di più e mi apro, portando all’esterno idee, emozioni, proposte, dubbi, allora gli altri percepiscono di me una immagine un pochino più ampia, articolata, più ricca di dettagli.
Questo permette il nascere di amicizie, lo scambio di una parte di me.
Solo quando decido e riesco ad aprire il mio ventaglio totalmente, offro la possibilità al mondo circostante di conoscere esattamente il disegno che vi è sopra stampato, fatto di fisico e pensieri, emozioni e obbiettivi, aspirazioni e desideri, paure e soddisfazioni, incertezze e grinta travolgente, entusiasmi e tentennamenti, sicurezze e fallimenti, e tanti sogni da realizzare.
Ognuno di noi è un ventaglio e nella società si incontrano ventagli chiusi, e altri leggermente aperti e alcuni completamente spalancati.
Valuto con cautela la persona chiusa, che nasconde gran parte di sé, e aspetto che abbia voglia aprirsi, tanto da capire di che disegno è fatta, quali colori predilige, quanti desideri coltiva, per poter arricchire il ricco rapporto inter-personale che cerco.
Non posso dimenticare tutto il tempo che ho vissuto chiusa, serrata, incastrata nei miei pensieri neri e funesti, arrabbiata con il mondo intero e so che questo non capita solo a me.
Ci vuole calore, affetto, sostegno, per fidarsi del mondo e riuscire ad aprire il ventaglio della vita!
Io ho avuto la fortuna di incontrare ed avere accanto in momenti strategici, delle amicizie che mi hanno insegnato e aiutata ad aprirmi piano, piano e mi sono vicine anche oggi che credo di aver acquisito l’abilità di aprire o chiudere per scelta consapevole, a seconda delle persone, delle situazioni e del contesto.
La calamita funziona e attira il ventaglio quando è aperto, perché può toccare tante caratteristiche visibili. Pertanto ritengo che sia opportuno per me vivere con il ventaglio aperto, per avere maggiori possibilità di contatto e maggiori opportunità di moltiplicare le conoscenze e le amicizie.

***

Dal libro Il valore nelle orme del cuore di Maria Lampa

Le mie sorelle

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Le mie sorelle hanno nei capelli la luce della notte per brillare,
hanno spalle larghe per gli affanni, lacrime da versare,  sorrisi da donare.
Hanno rose rosse sul petto e un giglio nella mano,
conoscono i sentieri nel deserto, i passaggi per andare lontano.
Donne, sorelle sole  unite oltre poderose mura,
solcano con vigore le profondità del mare, trasformano la paura.
Volano come falchi verso il calore del grande astro,
si purificano nei colori che accendono il melograno,
colorano d’alabastro.
A piedi scalzi al levar del giorno danzano
sulle lacrime della notte sparse sul verde manto,
fortunata è chi può stringersi alle altre, far scivolare libero il canto.
Donna, sorella, sopra ai pensieri avvelenati volteggia,
ai grigi tormenti che gravano l’esistenza,
scova rinforzo, come fanno le api,
in chi, come te, sa ascoltar la voce della ginestra.
Dicembre 2007

Enzo Biagi

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Enzo Biagi

Enzo Biagi se n’è andato. In silenzio. In quest’autunno del 2007, con le foglie che si staccano lentamente dai rami degli alberi e il vento le trascina via, mentre i fiori sbocciano ancora nei giardini come a primavera.
Se ne è andato in punta di piedi. E’ scomparso un mondo di conoscenza. Ma niente e nessuno va perduto per sempre. Resta sempre qualcosa nell’aria. Resta ciò che è stato detto, ciò che è stato fatto. Resta l’eco delle parole che non muore mai. Semi di parole gettate al vento della conoscenza per far germogliare nuove piante e nascere nuovi frutti “per coloro che saranno” in questo interminabile ciclo dell’esistenza umana.
 
Io Biagi lo ricordo così: sul palco del Teatro del Popolo a Rapolano Terme mentre ritirava il Premio Internazionale Il Molinello alla Carriera nel 2001, e si asciugava una lacrima.
 
In quell’occasione disse: “Io mi considero una persona molto privilegiata. Ho fatto un mestiere che mi ha fatto compagnia e che avrei fatto per niente, anche se per fortuna gli altri di questo non se ne sono accorti. A volte per scaldarsi basta un fiammifero. Questa sera invece, in questa Terra di Toscana, ho trovato un falò.”
 
Poi si strinse a me, Mario Luzi e la Giuria. E il fotografo ci scattò una foto.
 
Così. Tra un sorriso e una lacrima.
 
Nicla Morletti

Memories

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Agosto.
La strada è una piastra arroventata che ci cuoce.
Torniamo dal mare.
Abbiamo passeggiato in riva all’acqua, nuotato sino al largo appaiati come delfini innamorati, letto spalla a spalla seduti sulla rena cocente della spiaggia.
Un giro di lazzi giochi e parole.
Piccinerie, scemenze, astrusità.

Il retaggio della nostra fondatezza.

Al tramonto torniamo a casa.
Bivacchiamo nelle stanze fluorescenti arredate in sintonia, con un gusto diverso per ogni stagione.
Camere trasformate in telescopi con l’obiettivo rivoltato su noi stessi, impigliato in rizomi nodosi e selvatici, d’inaudita e spregiudicata bellezza.

Chiudo tutte le finestre e accendo il condizionatore.
Sale dal pianoterra l’adagio appassionato di Barbra Streisand che annienta il bordo della mia disciplina emotiva.
“Memories light the corners of my mind
Misty water-colored memories of the way we were”… [Continua...]

Donne e fiori, un binomio vincente!

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La bella notizia del Blog degli Autori di questa settimana è che Punto Flora, il nostro fantastico Partner per l’Iniziativa Regala un fiore, festeggia il primo anno di vita. Un bellissimo anniversario per una giovane impresa tutta al femminile, come potete vedere nella foto.

Ditemi voi come si fa a non affidare nelle mani gentili dello Staff di Punto Flora l’omaggio per la persona amata?

Grazie Punto Flora, da parte di tutti gli amici, i lettori e gli autori di questo Blog! Brindiamo con voi al vostro bell’anniversario e vi doniamo la Rosa Rossa del mese di settembre!

Un fiore rosso che vi porterà tanta fortuna!

Tu mi Ami

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Tu mi aiuti e mi sostieni
Quando chiedo di Te
Quando Ti cerco
Nel buio dei miei pensieri
Ogni qual volta ho bisogno d’aiuto
Tu corri al mio fianco
Come aquila di verità aleggi verso me
Tu mi sei vicino
Il Tuo respiro è qui
Il Tuo dolore è qui
Il Tuo sacrificio è qui
Nel mio cuore
Nella mia anima
Nel mio spirito
Perché Tu sei Tutto per me
Perché malgrado tutto
Nonostante le mie debolezze
Tu mi ami
E io so di non essere sola
Il Tuo braccio è ancorato al mio
E allora il mio pensiero si manifesterà
E le mie gesta parleranno di Te
E le primizie del tempo Ti renderanno gloria

21.02.2006

Anche tu

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Anche tu sei la luce
che rischiara od offende
dallo scuro socchiuso.
 
Anche tu sei la voce
su deserti e su piazze
che urla o sussurra.
 
Anche tu sei l’odore
di canicola estiva
o di terra bagnata.
 
Anche tu sei il sapore
del miele e del fiele
che stilla il respiro.
 
Anche tu sei impressione
di cedevole vello
o di carta vetrata.
 
Anche tu sei la melma
su cui scivola il piede,
sei la stella al crepuscolo,
 
sei l’ondata veemente
che s’infrange sul porto,
sei la luna sul colle.
 
Anche tu sei l’appoggio
sei il fulcro dei giorni
appagati o sbandati.

Anche tu come me.

© francesco ballero – 2005

Forte il vento

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Sotto la pioggia
di un temporale
incontrai un angelo
Camminai a tratti
vicino alla sua ombra.
Mi parlò della speranza
e dei miei sogni,
del rosario
delle mie preghiere
dell’ inquietudine del cammino

Intonava un canto…
soave, giungeva al mio orecchio.

Ci fermammo sotto un
albero secolare.
Appassionata sentivo
i battiti del suo cuore
che vibravano dentro il mio.

La pioggia cadeva a dirotto,
non mi bagnava.
Forte il vento
si alzò: dubbio.

Ma il cielo era puro
nonostante piangesse.

Copyright ©
Eleonora Ruffo Giordani (dedicata a (*) mio angelo nel Getsemani di questa esistenza…)