Cinque frammenti di un delirio

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Giornate vuote
nell’attesa di un momento.
Lacrime nascoste
in ore disperate.
Cosa c’entravi tu
nella mia vita?
Eppure sei entrato,
piano piano,
come un’infiltrazione,
neve che si scioglie sul tetto
e penetra nei muri,
lasciando umidità e rabbia.
Ma avevo bisogno di quel dolore,
per evolvere da me stessa.
Notti insonni nel desiderio,
giorni nervosi da riempire
nell’immenso vuoto di te.

Ora
ti sorrido.

Non copiare! Per diffondere questo post usa i normali servizi per la condivisione:
  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • email
  • PDF
  • Print
  • Tumblr

Commenti

  1. mynona dice:

    Credo che amare valga sempre la pena. Certo, se si potesse non soffrire troppo…:-))

  2. Lilaria dice:

    un amico m ha chiesto se è meglio lasciarsi
    o non essersi mai amati

    credo…
    solo chi ha amato molto, puo capire cosa sia la vera sofferenza
    credo…
    si soffra piangendo sole per un mese
    solo per chi ne vale la pena
    solo per chi, anche per poco tempo, ci ha dato tanto
    infilandosi come una spina sottopelle
    quando da bimbe giocavamo felici nei prati

  3. FrancyBlog dice:

    Ora ti sorrido…
    E credo che non possa essere altrimenti :D
    Molto efficaci le immagini usate per descrivere quest’evoluzione, descritta attimo x attimo…
    “Ma avevo bisogno di quel dolore,
    per evolvere da me stessa.”
    Molto sentita

  4. giarre dice:

    una bella poesia
    a volte entrano fanno soffrire e se ne vanno
    ma siamao noi lasciare la porta aperta

    menomale che ora gli sorridi

  5. Il dolore è sempre un’evoluzione di noi stessi.
    Purtroppo. O per fortuna.

  6. Venexiana dice:

    In bocca al lupo a tutti voi per questa nuova avventura. Con amicizia, Manuela

Scrivi il tuo commento

*