Sul filo di lama di Marcellino Lombardi

Nell’ambito della Rubrica “Leggiamo Insieme” – Presentazione di libri on line, presentiamo “Sul filo di Lama” di Marcellino Lombardi.
“Una raccolta di racconti vivaci, briosi, piacevoli. Lo stile è frizzante, acuto, genuino. Moderno.” Scrive Nicla Morletti, nella recensione pubblicata nel Portale Manuale di Mari.
Leggiamo e commentiamo un racconto tratto dal libro. L’autore leggerà i nostri commenti e risponderà in questo Blog.

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Da “SUL FILO DI LAMA” DI MARCELLINO LOMBARDI


Un insolito caso di buona sanità si è verificato ieri in un ospedale della Morturia. Un malato, dopo essere entrato in sala operatoria per una normale operazione di appendicite, non è deceduto durante l’intervento a causa di un grossolano errore commesso dal celebre chirurgo dott. Macellaio. Il medico, considerato da tutti un luminare, dopo aver aperto il paziente, invece di asportare il cuore al posto dell’appendicite come aveva sempre fatto nel corso della sua lunga e brillante carriera, ha asportato l’organo malato compromettendo irrimediabilmente la mancata riuscita dell’intervento.
La notizia, appena diffusasi, ha suscitato scalpore e incredulità nell’ambiente medico. Lo stesso chirurgo che ha eseguito l’intervento si è detto sconcertato per l’imprevisto esito dell’operazione.
“Non ci posso credere” sono state le prime parole che il dott. Macellaio ha pronunciato all’uscita della sala operatoria. “Anni e anni di sacrifici buttati via” ha proseguito tra le lacrime lo sfortunato protagonista della vicenda. “Avevo fatto tanto per farmi un nome e adesso è finito tutto. Chi si fiderà più di me?” è stata la sua amara conclusione.
“Ho capito subito che qualcosa non andava come doveva” ha dichiarato un medico che era in sala operatoria con lui rincarando la dose. “Quello che ho visto operare il paziente non era il dott. Macellaio che conosco io. Era troppo concentrato. Non una barzelletta, non una risata. Nel tentativo di riportarlo in sé gli ho chiesto della sua ultima avventura con la nuova infermiera del primo piano e lui, invece di sciorinarci, con dovizia di particolari piccanti, il consueto racconto scandalistico della sua ultima conquista erotica, mi ha detto che la sala operatoria non era il luogo adatto per certe conversazioni. Dopo quella risposta ci siamo guardati in faccia e abbiamo capito che non era più lui. Abbiamo proseguito l’intervento nel timore che il peggio potesse accadere e, purtroppo, l’ irreparabile è accaduto. Ora è inutile star qui a piangere lacrime di coccodrillo perché c’è scappato il vivo”.
A fine intervento, i familiari della mancata vittima hanno manifestato tutta la loro rabbia e la loro indignazione. “Ora tornerà a casa e dovrò dividere di nuovo con lui la macchina” ha gridato nei corridoio il figlio. “E adesso, chi glielo dice al mio amante che mio marito non è morto?” ripeteva distrutta tra sé sua moglie.
Sul fronte dei provvedimenti c’è da registrare la sospensione del chirurgo dall’esercizio della professione medica disposta dalla direzione dell’azienda sanitaria. “Abbiamo adottato questa misura prevista dalla legge, in tempi brevissimi, per salvaguardare il buon nome dell’ospedale e per dare la possibilità al nostro chirurgo di prendersi un periodo di riposo necessario per smaltire le stress che forse aveva accumulato negli ultimi tempi” ha spiegato con molta calma il direttore dell’ospedale dott. Mattatoio. Sono sicuro della buona fede del dott. Macellaio, e sono convinto che presto tornerà ad operare. Bisogna dare una seconda chance a chi ha errato senza volerlo. In qualità di ente, abbiamo disposto un’indagine interna per accertare cosa è realmente accaduto” ha precisato il dott. Mattatoio.
L’avvocato del paziente vivo per errore ha già comunicato che, di concerto con i familiari del suo assistito, sta valutando la possibilità di adire le vie legali. “Ottenere giustizia sarà comunque una sterile consolazione che non potrà ripagare la madre e il figlio dell’incalcolabile danno che gli è stato inferto” ha sottolineato sempre lo stesso legale.
Solo a tarda sera il dott. Macellaio ha potuto far rientro a casa scortato da un’auto delle forze dell’ordine resasi necessaria per sottrarlo al linciaggio di una folla inferocita che, scossa da questo insolito caso di buona sanità, aveva assidiato l’ospedale.
Su quanto accaduto la magistratura ha aperto un’inchiesta.

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Marcellino LombardiProfilo di Marcellino Lombardi
Marcellino Lombardi è nato nel 1971 a Napoli, vive in Provincia di Caserta. Si è laureato in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli. Durante il periodo universitario ha coltivato le proprie passioni artistiche facendo l’organizzatore teatrale e scrivendo poesie che ha presentato, ottenendo significativi riconoscimenti, a manifestazioni letterarie per autori inediti. Nel 2006 è stato finalista al Premio Città di Empoli “Domenico Rea” per racconto breve. Nel 2007 ha pubblicato, per Editrice Nuovi Autori (Milano), la raccolta di racconti “Sul filo di lama”. Grazie a questa raccolta gli sono state conferite la Menzione al Merito nell’ambito della VIII Edizione – Anno 2008 – del Premio Internazionale “Terra del Vesuvio”, e la Menzione d’Onore nell’ambito della Edizione 2008 del Premio Internazionale di Poesia e Narrativa “Prato: Un Tessuto di Cultura”. Ha pubblicato poesie e racconti in diverse antologie. Attualmente scrive sulla testata comica on-line Linventato.it
Web link: http://www.manualedimari.it/content/view/198/161

Commenti

  1. Daniela Quieti Daniela Quieti scrive:

    Complimenti per il bel racconto, così originale, ironico, emblematico.

    Daniela Quieti

  2. Roberto Bianchi ROBERTO BIANCHI scrive:

    buongiorno gentilissimo marcellino
    sono roberto bianchi la ringrazio sentitamente per il suo bel commento
    ma devo dire che scorrendo le pagine web su di lei io non valgo che un dito mignolo
    complimenti

  3. Antonio scrive:

    Originale punto di vista unito ad una scrittura senza sbavature.
    A mio parere il racconto poteva anche dilungarsi di più su alcuni particolari (descrizione dell’operazione, dichiarazioni, personaggi di contorno) e la scelta dei cognomi terrificanti non mi convince a pieno.
    Ma il risultato è comunque ottenuto: il racconto colpisce e fa sorridere a mezza bocca, mentre si riflette sulla reale malasanità della nostra italietta.

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