Da un libro spoglio d’anima
ti trassi,
e provai quella gioia fiabesca
che da noi non si sa chiamare con alcun nome
Alla Musa
13 gennaio 2008 di 7 Commenti
Invita i tuoi amici a leggere e commentare
Scrittori nella Blogosfera
Invita i tuoi amici a leggere e commentare
Da un libro spoglio d’anima
ti trassi,
e provai quella gioia fiabesca
che da noi non si sa chiamare con alcun nome
Copyright © 2012 Blog degli Autori · Scrittori nella Blogosfera
Dolcissima! Semplicemente stupenda nel suo essere fiaba…
Ciao amici autori del blog, grazie per i commenti che mi lasciate sempre! tengo particolarmente a questa breve poesia, l’ho scritta a 14 anni, e non so perchè ma ogn volta che mi sento ispirato a scrivere ripenso a quei versi, come se davvero quella “doona che in realtà non esiste”, come perfettamente avete notato, tornasse a sussurrarmi nuovi versi, nuove parole.. Grazie di cuore
Sono d’accordo con Francesco Ballero. Questi versi sono di grande intensità. Forse li pronuncia chi assume a propria Musa una donna che in realtà non esiste ed è, appunto, fiaba. C’è anche l’idea dell’illusione d’amore. Del sentimento che non si nomina perché forse non esiste nemmeno…
intriga quella “gioia fiabesca”. Pochi essenziali versi
Ars
Poesia breve, ma intensissima. Pochi tratti, belle parole ed è armonia.
Nicla Morletti
Mi colpiscono questi tuoi versi, ma mi inquietano perchè mi interrogo se “quel libro spoglio d’anima” fosse veramente senza anima oppure con un’anima spogliata …
Grazie
Francesco
Mi piace! E’ musicale ed essenziale nella sua brevità…
un saluto