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	<title>Blog degli Autori &#187; Ebook</title>
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	<description>Scrittori nella Blogosfera</description>
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		<title>Sguardi di innocenza di Roberto Sarra</title>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 10:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Sarra</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fiera del libro per l'estate 2010]]></category>
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Quando nasce una nuova vita è sempre un grande avvenimento, lo è per l’umanità che si arricchisce di un ulteriore elemento, lo è per la storia poiché abbiamo modo di riempirne nel bene o nel male un’altra emozionante pagina, lo è infine, si spera, nella grande maggioranza dei casi per i genitori del nascituro che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-5105" href="http://www.blogdegliautori.it/roberto-sarra/sguardi-di-innocenza-di-roberto-sarra/sguardi-di-innocenza/"><img class="alignnone size-full wp-image-5105" style="border: 1px solid black;" title="Sguardi di innocenza di Roberto Sarra" src="http://www.blogdegliautori.it/wp-content/uploads/2010/05/sguardi-di-innocenza.jpg" alt="" width="250" height="380" /></a></p>
<p>Quando nasce una nuova vita è sempre un grande avvenimento, lo è per l’umanità che si arricchisce di un ulteriore elemento, lo è per la storia poiché abbiamo modo di riempirne nel bene o nel male un’altra emozionante pagina, lo è infine, si spera, nella grande maggioranza dei casi per i genitori del nascituro che vedono coronare un sogno e lasciare in eredità qualcosa di se stessi e della propria esistenza, da trasmettere ai posteri.<br />
La nascita di un figlio è un miracolo che la natura compie ogni volta. Un bambino è uno specchio dove riflettersi e forse ritrovarsi, al di là delle apparenze per sentirsi più appagati, nella consapevolezza di aver contribuito alla prosecuzione della specie e nel contempo nella realizzazione di un progetto molto più grande di noi. Un qualcosa che esce dai confini della normalità, per assumere connotazioni straordinarie e concretizzarsi in un sentimento di estrema sublimazione.<br />
Ogni anima che si affaccia all’interno della nostra storia, ci dona l’intima certezza di aver collaborato ad una piccola parte della creazione del mondo, aggiungendo un tassello importante, anche se minuscolo a quel grande mosaico chiamato vita.<br />
Non ci sono ricordi visivi, in quei magici attimi che ci ritraggono all’interno di quel caldo, inesplorato paradiso, che è il corpo che ci ospita quando non siamo ancora qualcosa di definito, forse neanche immagini mentali, solo reminescenze oscure e confuse o semplici intuizioni.<br />
Un posto caldo, un nido, un’utopia che si materializza, che ci culla nel suo tenero calore, suoni flebili, melodiche armonie mischiate a volte a voci rassicuranti ora pacate ora intense ora debolmente sfumate.<br />
Il primo vero limbo dorato, un’oasi di tepore fisico ed affettivo, perlomeno si spera, quel contatto intimo, quella finestra che presto si spalancherà sul mondo, su un qualcosa per noi ancora sconosciuto e inesplorato.<br />
Un’irrinunciabile opportunità, per avventurarsi in una nuova storia dove immergersi come in un grande mare, in un oceano di emozioni, sensazioni ed interazioni.<br />
Cosa ci sarà là fuori, cosa ci attende?<br />
L’interrogativo è grande ed esprime appieno l’inquietante fascino dell’ignoto.<br />
È buio all’interno di quel nido, di quella roccaforte dai contorni addolciti, ma si sta bene, si vive in una dimensione paragonabile al paradiso a quella perduta valle dell’Eden che vorremmo tutti ritrovare.<br />
L’anima è pimpante ma nel contempo pacata, forse, semplicemente felice, tutto è ignoto, immobile, e rende palpabile il significato di un qualcosa di eterno.<span id="more-5103"></span><br />
Per un attimo mi pare di andare a ritroso nel tempo e provare quelle sensazioni che la nostra mente probabilmente non potrà mai registrare, poiché non ancora del tutto funzionante:<br />
<em>“Sento un qualcosa che  pulsa, qualcosa che  impareremo presto a chiamare cuore, forse tutto nasce da lì da quel grande, intenso attimo d’amore che cosparge tutto l’universo e che ci rende unici.<br />
Un gesto grande come l’immensità del creato che accende come d’ incanto l’avventura della vita.<br />
Poi d’improvviso un battito insistente che scandisce con delicata prepotenza il tempo, quello stesso tempo che diventerà il compagno di viaggio di tutta l’esistenza, una realtà onnipresente, onnipossente che traccerà indelebilmente  tutto  il nostro percorso.<br />
Odo dei rumori attorno a me  come  lo scorrere di fiumi, lunghi, immensi  corsi  d’acqua  che scorrono  nel buio, lentamente.<br />
Come qualcosa di speciale che ti dà un senso di grande tranquillità, qualcosa di indefinibile, di indescrivibile<br />
Me ne sto qui in attesa ad aspettare, ma cosa aspetto? Per un attimo ho avuto la sensazione di muovermi, di sentirmi, di esserci, di esistere di essere essenza, parte importante di qualcosa di grande, di sublime, di infinito.<br />
Cosa sono, io chi sono? Me ne sto qui raggomitolato, avviluppato, nascosto al riparo al sicuro, come se qualcosa all’esterno mi spaventasse e al tempo stesso incuriosisse.<br />
Chiuso nel mio rifugio, è questo il mio mondo, il mio piccolo universo personale dove vivo, respiro, ascolto.<br />
Una dimensione utopica,  dove fuggire per stare soli con se stessi, per nascondersi dal sole, dalla  luce potente  e accecante dei suoi raggi, un riparo dalla pioggia.<br />
Qualcuno deve averlo costruito appositamente per me. Sento un qualcosa  di grande, di ineludibile, qualcosa  di<br />
intenso e nello stesso modo di immenso. Un qualcosa che ti fa stare bene che ti scalda dentro  e che ti impernia l’anima.<br />
Chi è il mandante di tutto ciò, chi trasmette questa strana cosa, che ti piace così tanto che ti ammalia, quel sottile dolcissimo sentimento che ti circonda  e ti protegge tutto?<br />
È incredibile assaporare quel magico afflato che ti riscalda in un aurea dorata, è un qualcosa di indescrivibile, di leggero, di magnifico! Dicono che  si chiami amore,  pare che traspiri da tutti i pori e che sia capace di insediarsi prepotentemente nelle cellule, nei gangli nervosi per poi sublimarsi nella mente, trasformarsi in aria, in ossigeno vitale ed arrivare così d’un fiato fino al cuore.<br />
Tutto è pacatezza,  calore, bellezza, tutto è armoniosamente dolcezza.<br />
Ma&#8230; cosa sono queste scosse, no, non voglio muovermi  sto bene,  cosa succede, chi turba i miei sogni, mi sento strano sta cambiando tutto qui. Cosa c’ è laggiù? Mi fanno male gli occhi, sono tutto un dolore non vedo nulla, solo accecanti riflessi di luce ora bianca, ora gialla.<br />
Mi gira tutto intorno sono come dentro un mulinello, un frullatore non so più che mi succede”.</em><br />
Come d’incanto la scena cambia in un istante, muta, si trasforma, ci proietta in una dimensione nuova, in un’ambientazione diversa, ci scaraventa all’esterno di quel mondo ovattato, protetto, ed all’interno di un’arena, pronti come gladiatori a combattere per la nostra  stessa esistenza ogni giorno, ogni istante, facendoci conquistare con fatica ogni respiro, ogni singolo battito del cuore.</p>
<p>Dal libro <a href="http://www.manualedimari.it/portal/saggi-e-altri-generi/vita-e-societa/sguardi-di-innocenza-di-roberto-sarra" target="_blank"><em><strong>Sguardi di innocenza</strong></em></a> di <strong>Roberto Sarra, </strong>presentato da <strong>Nicla Morletti </strong>nel<strong> <a href="http://www.manualedimari.it" target="_blank">Portale Manuale di Mari</a></strong>.<strong><br />
</strong></p>
<p><strong>***<br />
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<p><object style="width:490px;height:347px" ><param name="movie" value="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf?mode=embed&amp;documentId=100501103520-6db512356ca541879adc41aabac6406a&amp;docName=sguardi-di-innocenza&amp;username=manualedimari&amp;loadingInfoText=Sguardi%20di%20innocenza%20di%20Roberto%20Sarra&amp;showFlipBtn=true&amp;backgroundColor=A4112B&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml" /><param name="allowfullscreen" value="true"/><param name="menu" value="false"/><embed src="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf" type="application/x-shockwave-flash" style="width:490px;height:347px" flashvars="mode=embed&amp;documentId=100501103520-6db512356ca541879adc41aabac6406a&amp;docName=sguardi-di-innocenza&amp;username=manualedimari&amp;loadingInfoText=Sguardi%20di%20innocenza%20di%20Roberto%20Sarra&amp;showFlipBtn=true&amp;backgroundColor=A4112B&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml" allowfullscreen="true" menu="false" /></object></p>
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		<title>L&#8217;incontro di Paola Pica</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 20:35:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Pica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprima inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Blog degli Autori]]></category>
		<category><![CDATA[Ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
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		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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E poi più niente. Solo lei nel buio di quella strada tortuosa che si inerpicava su per la collina; così pittoresca di giorno, eppure così triste di notte. Tristezza, ecco cosa l’aveva invasa.  E solitudine.  Paura, anche.
Strano, avevano sempre tentato tutti di farla riflettere sulle cose terrificanti che potevano accaderle per quella strada, ma mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4970" href="http://www.blogdegliautori.it/paola-pica/lincontro-di-paola-pica/incontro/"><img class="alignnone size-full wp-image-4970" style="border: 1px solid black;" title="incontro" src="http://www.blogdegliautori.it/wp-content/uploads/2010/02/incontro.jpg" alt="" width="253" height="380" /></a></p>
<p>E poi più niente. Solo lei nel buio di quella strada tortuosa che si inerpicava su per la collina; così pittoresca di giorno, eppure così triste di notte. Tristezza, ecco cosa l’aveva invasa.  E solitudine.  Paura, anche.<br />
Strano, avevano sempre tentato tutti di farla riflettere sulle cose terrificanti che potevano accaderle per quella strada, ma mai e poi mai aveva provato paura.<br />
…Incontri terribili dovuti ad una gomma bucata, oppure abbordaggi da parte di giovinastri e maniaci.  Se ne raccontavano, o forse semplicemente se ne temevano, pensava lei, di tutti i colori.  Ma niente le aveva mai infuso il senso di paura che aveva provato nell’incontrare se stessa quella sera.  L’aveva vista lì, sul ciglio erboso della curva, con l’andatura altera e trasognata, ma con lo sguardo vigile senza più rimpianti. Vigile, s’era detta nel guardarla, ma poi aveva deciso che era semplicemente acceso da qualche pena recente.  L’aveva guardata ancora e aveva scorto le belle gambe, i tacchi alti, il corpo ben fatto che aveva fatto sognare molti…poi, d’un tratto, il tonfo al cuore e la paura…Era buio pesto, come poteva aver notato tutti quei particolari?  Lo sguardo, perfino.<br />
Eppure l’aveva vista bene e sapeva che quello sguardo teso, inosservato da chi s’era sempre fermato alle fattezze fisiche, era lo specchio sempre più cupo eppure vivo della sua anima che continuava a ribellarsi. Solo allora, d’un tratto, le era venuta la certezza che la donna era la sua immagine speculare: stesso abito aderente, stessi capelli ondulati e rossi nel collo rialzato dell’ampia giacca nera.  Rossi!&#8230;Come poteva aver notato il colore, in quel buio pesto in cui neppure un faro aveva illuminato la corsia opposta?  Aveva guardato nello specchietto retrovisore e lei era là, non solo una sagoma che spariva nella notte, ma nettamente delineata nei particolari di forma e di colore.<span id="more-4971"></span></p>
<p>***</p>
<p>Brano tratto dal libro <a href="http://www.manualedimari.it/portal/narrativa/anteprima/lincontro-di-paola-pica" target="_blank"><strong>“L&#8217;incontro”</strong></a> di <strong>Paola  Pica</strong>,  recensito da <strong>Nicla Morletti</strong> nel <a href="http://www.manualedimari.it"><strong>Portale Manuale di Mari</strong></a>.</p>
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<p>Per prenotare la produzione e pubblicazione dell’ebook relativo al   tuo libro nel Portale Manuale di Mari e nel Blog degli Autori <a href="http://www.manualedimari.it/portal/contatti/redazione/" target="_blank"><strong>contatta la Redazione</strong></a>.</p>
<p><object style="width:490px;height:347px" ><param name="movie" value="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf?mode=embed&amp;documentId=100220152316-715203fbf9c947b093057014b345d41f&amp;docName=incontro&amp;username=manualedimari&amp;loadingInfoText=L'incontro%20di%20Paola%20Pica&amp;showFlipBtn=true&amp;backgroundColor=A4112B&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml" /><param name="allowfullscreen" value="true"/><param name="menu" value="false"/><embed src="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf" type="application/x-shockwave-flash" style="width:490px;height:347px" flashvars="mode=embed&amp;documentId=100220152316-715203fbf9c947b093057014b345d41f&amp;docName=incontro&amp;username=manualedimari&amp;loadingInfoText=L'incontro%20di%20Paola%20Pica&amp;showFlipBtn=true&amp;backgroundColor=A4112B&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml" allowfullscreen="true" menu="false" /></object></p>
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		<title>Il capro espiatorio di Paola Pica</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 18:08:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Pica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprima inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Blog degli Autori]]></category>
		<category><![CDATA[Ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Libri con dedica]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicato dagli autori]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>

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“Come, come?&#8230; Continua.  Questa idea del capro espiatorio non è male; direi che mi interessa un bel po’, mi intriga”.
Erano secoli che non lo sentiva interessarsi ad uno qualsiasi dei suoi argomenti, che sempre, immancabilmente, venivano liquidati da un “Ah, sì…” e dal silenzio che a questo seguiva, quando non ne scaturiva un litigio violento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4967" href="http://www.blogdegliautori.it/paola-pica/il-capro-espiatorio-di-paola-pica/capro-espiatorio/"><img class="alignnone size-full wp-image-4967" style="border: 1px solid black;" title="capro-espiatorio" src="http://www.blogdegliautori.it/wp-content/uploads/2010/02/capro-espiatorio.jpg" alt="" width="262" height="380" /></a></p>
<p>“Come, come?&#8230; Continua.  Questa idea del capro espiatorio non è male; direi che mi interessa un bel po’, mi intriga”.<br />
Erano secoli che non lo sentiva interessarsi ad uno qualsiasi dei suoi argomenti, che sempre, immancabilmente, venivano liquidati da un “Ah, sì…” e dal silenzio che a questo seguiva, quando non ne scaturiva un litigio violento e totalmente privo di presupposti…la pura e semplice risposta ad una sollecitazione terapeutica e catartica, appunto.<br />
Ma questo colloquio non avveniva nello studio di un analista.<br />
L’idea del capro espiatorio non era certo sua o, meglio, non solo sua, anche se lei c’era arrivata da sola, attraverso il suo cammino solitario di dolore, il suo male di vivere.<br />
I trattati di psicologia ne erano e ne sono pieni.  Così le avrebbe detto di lì a poco il terapeuta con cui avrebbe confrontato questa sua supposizione, che, dopo il primo colloquio, sarebbe diventata una calma certezza, perché supportata dal sapere ufficiale.<br />
Non era nuova a scoperte come questa.  Le sue supposizioni erano spesso risultate conformi a teorie consolidate. E anche questo aveva sempre fatto rabbia a tutti, specialmente nella sua famiglia.<br />
Che lei avesse ragione in qualche sua affermazione, per quanto ricordava, non era mai stato riconosciuto apertamente e serenamente da nessuno di loro, tranne che da suo padre, naturalmente…Magari tacevano, consapevoli del vecchio detto, ma di un bel “Hai ragione” non aveva memoria.<br />
Ed Elena aveva, anche se da poco, superato i quaranta.<br />
“Che intendi, quando dici “capro espiatorio”, espiatorio di che?”.<span id="more-4968"></span></p>
<p>***</p>
<p>Brano tratto dal libro <a href="http://www.manualedimari.it/portal/narrativa/anteprima/il-capro-espiatorio-di-paola-pica" target="_blank"><strong>“Il capro espiatorio”</strong></a> di <strong>Paola  Pica</strong>, recensito da <strong>Nicla Morletti</strong> nel <a href="http://www.manualedimari.it"><strong>Portale Manuale di Mari</strong></a>.</p>
<p><strong>Vuoi sfogliare e leggere alcune pagine di questo libro?  Clicca sull’immagine dell’ebook qui sotto.</strong><strong> Se ti  colleghi con un terminale mobile <a href="http://www.blogdegliautori.it/ebook/Il-capro-espiatorio.pdf">CLICCA  QUI</a>.</strong><br />
<a href="http://www.blogdegliautori.it/autori/paola-pica">Leggi altri  libri</a> di Paola Pica.</p>
<p>Per prenotare la produzione e pubblicazione dell’ebook relativo al  tuo libro nel Portale Manuale di Mari e nel Blog degli Autori <a href="http://www.manualedimari.it/portal/contatti/redazione/" target="_blank"><strong>contatta la Redazione</strong></a>.</p>
<p><object style="width:490px;height:347px" ><param name="movie" value="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf?mode=embed&amp;documentId=100220152131-37c11da93e3e4758934b0acb6268f1c1&amp;docName=ilcaproespiatorio&amp;username=manualedimari&amp;loadingInfoText=Il%20capro%20espiatorio%20di%20Paola%20Pica&amp;showFlipBtn=true&amp;backgroundColor=A4112B&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml" /><param name="allowfullscreen" value="true"/><param name="menu" value="false"/><embed src="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf" type="application/x-shockwave-flash" style="width:490px;height:347px" flashvars="mode=embed&amp;documentId=100220152131-37c11da93e3e4758934b0acb6268f1c1&amp;docName=ilcaproespiatorio&amp;username=manualedimari&amp;loadingInfoText=Il%20capro%20espiatorio%20di%20Paola%20Pica&amp;showFlipBtn=true&amp;backgroundColor=A4112B&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml" allowfullscreen="true" menu="false" /></object></p>
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		<title>Uno squarcio di sogno di Daniela Quieti</title>
		<link>http://www.blogdegliautori.it/danielaquieti/uno-squarcio-di-sogno-di-daniela-quieti/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 12:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Quieti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog degli Autori]]></category>
		<category><![CDATA[Ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Fiera del libro per l'estate 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicato dagli autori]]></category>

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		<description><![CDATA[
Scusami se so darti solo
uno squarcio di sogno
sbiadito d’anima e di cielo.
Ampi strappi schiudono
la cavità del mio essere
attraversato da fremiti elettrici
folgorato da luce bruciante
battuto da vento gelido.
Fragili desideri sorgono
perseguitati da bugiardi idoli.
Ma come fata morgana
una superstite isola mi adula
una corrente celeste mi consegna
alla riva di un nuovo istante
oltre l’asfalto percorso da ore avare
dilatate dal filo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4939" href="http://www.blogdegliautori.it/danielaquieti/uno-squarcio-di-sogno-di-daniela-quieti/uno-squarcio-di-sogno/"><img class="alignnone size-full wp-image-4939" style="border: 1px solid black;" title="Uno squarcio di sogno di Daniela Quieti" src="http://www.blogdegliautori.it/wp-content/uploads/2010/01/uno-squarcio-di-sogno.jpg" alt="" width="250" height="380" /></a></p>
<p>Scusami se so darti solo<br />
uno squarcio di sogno<br />
sbiadito d’anima e di cielo.<br />
Ampi strappi schiudono<br />
la cavità del mio essere<br />
attraversato da fremiti elettrici<br />
folgorato da luce bruciante<br />
battuto da vento gelido.<br />
Fragili desideri sorgono<br />
perseguitati da bugiardi idoli.<br />
Ma come fata morgana<br />
una superstite isola mi adula<br />
una corrente celeste mi consegna<br />
alla riva di un nuovo istante<br />
oltre l’asfalto percorso da ore avare<br />
dilatate dal filo di un tempo<br />
che mi conduce a te<br />
nel pensiero di una fresca acqua<br />
di una carezza sul cuore<br />
di un antico pane.</p>
<p>***<span id="more-4940"></span></p>
<p>Dal libro di <a href="http://www.manualedimari.it/portal/poesia/recensioni/uno-squarcio-di-sogno-di-daniela-quieti" target="_blank"><em><strong>Uno squarcio di sogno</strong></em></a> di <strong>Daniela Quieti</strong>, recensito da <strong>Nicla Morletti</strong> nel <a href="http://www.manualedimari.it"><strong>Portale Manuale di Mari</strong></a>.<strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Vuoi sfogliare le pagine di questo libro e leggere i primi capitoli? Clicca sull’immagine dell’ebook</strong> <strong>qui sotto. Se ti colleghi con un terminale mobile <a href="http://www.blogdegliautori.it/ebook/Uno-squarcio-di-sogno.pdf">CLICCA QUI</a>.</strong><a href="http://www.manualedimari.it/portal/contatti/nicla-morletti-modulo-ordini/" target="_blank"><strong><br />
</strong></a></p>
<p>Per prenotare la produzione e pubblicazione dell’Ebook relativo al tuo libro nel Portale Manuale di Mari e nel Blog degli Autori <a href="http://www.manualedimari.it/portal/contatti/redazione/" target="_blank"><strong>contatta la Redazione</strong></a>.</p>
<p><object style="width:490px;height:347px" ><param name="movie" value="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf?mode=embed&amp;documentId=100127122050-a40ea85da92b4d5fac8228b45314795e&amp;docName=uno-squarcio-di-sogno&amp;username=manualedimari&amp;loadingInfoText=Uno%20squarcio%20di%20sogno%20di%20Daniela%20Quieti&amp;showFlipBtn=true&amp;backgroundColor=A4112B&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml" /><param name="allowfullscreen" value="true"/><param name="menu" value="false"/><embed src="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf" type="application/x-shockwave-flash" style="width:490px;height:347px" flashvars="mode=embed&amp;documentId=100127122050-a40ea85da92b4d5fac8228b45314795e&amp;docName=uno-squarcio-di-sogno&amp;username=manualedimari&amp;loadingInfoText=Uno%20squarcio%20di%20sogno%20di%20Daniela%20Quieti&amp;showFlipBtn=true&amp;backgroundColor=A4112B&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml" allowfullscreen="true" menu="false" /></object></p>
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		<item>
		<title>L&#8217;armonia di Letizia di Franca Fasolato</title>
		<link>http://www.blogdegliautori.it/francafasolato/larmonia-di-letizia/</link>
		<comments>http://www.blogdegliautori.it/francafasolato/larmonia-di-letizia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 19:51:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franca Fasolato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprima inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Blog degli Autori]]></category>
		<category><![CDATA[Ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[
La notte ha calato la sua guancia nera sulla terra, la luna illuminata rischiara i bianchi mandorli in fiore, i ciliegi fioriti, le rondini assonnate, le gemme dischiuse e i giardini profumati. Le stelle più giovani danzano nel cielo attorno alla polare, mentre le altre rigorose disegnano l&#8217;orsa maggiore e minore.
La collina verde e lussureggiante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4865" title="armonia-di-letizia" src="http://www.blogdegliautori.it/wp-content/uploads/2009/11/armonia-di-letizia.jpg" alt="armonia-di-letizia" width="266" height="380" /></p>
<p>La notte ha calato la sua guancia nera sulla terra, la luna illuminata rischiara i bianchi mandorli in fiore, i ciliegi fioriti, le rondini assonnate, le gemme dischiuse e i giardini profumati. Le stelle più giovani danzano nel cielo attorno alla polare, mentre le altre rigorose disegnano l&#8217;orsa maggiore e minore.<br />
La collina verde e lussureggiante tace, dorme. Le ore scandiscono il tempo da milioni d&#8217;anni senza stancarsi.<br />
I pianeti sorridono all&#8217;universo, mentre gli uomini vivono e combattono ogni giorno le loro scoperte, fatiche, angosce, contraddizioni, felicità e infelicità, tematiche irrisolte, ambizioni, verità e menzogna d&#8217;ogni tempo.<br />
Il Potere Creatore, forza potente unificatrice d&#8217;ogni forma di vita, che in ogni religione e cultura cambia nome e volto ha prestabilito così, sottomettendo l&#8217;uomo sin dalla notte dei tempi e la sua vita ai Poteri Regolatori Cosmici garantendo così l&#8217;unità dell&#8217;universo stesso per non ritornare nel caos originale.<br />
Solo Lui, unico impenetrabile mistero da miliardi di anni, rimane lo stesso codice segreto cercato e temuto, perché niente può contrapporsi a Lui.<br />
Ad un tratto il firmamento s&#8217;illumina, i pianeti si spostano, le stelle non danzano, ma cantano nel rumore dei tuoni dei fulmini, la luna arrossisce le guance, il sole da ovest si dirige di corsa ad est per sorgere. Questa infinità di mini esplosioni sconvolge fortunatamente per poco tempo l&#8217;ordine perfetto cosmico. Inspiegabilmente, dopo poco, tutto come una magia, si riordina nel suo insieme, per competenze e divisione.<br />
Dentro al buio della notte è ancora silenzio, ma il grido di dolore e gioia di una madre partoriente squarcia le finestre e le porte, il tetto di una semplice dimora per abbracciare e ringraziare il sole, la luna, le stelle e i pianeti.<br />
E&#8217; nata Letizia una bimba dolce, bella, bruna, che dopo il pauroso pianto dona già il suo sorriso alla vita, al Creatore a Colui che l&#8217;ha rivoluta nel mondo.<span id="more-4866"></span></p>
<p>***</p>
<p>Dal racconto inedito <a href="http://www.manualedimari.it/portal/narrativa/anteprima/larmonia-di-letizia-di-franca-fasolato" target="_blank"><em><strong>L&#8217;armonia di Letizia</strong></em></a> di <strong>Franca Fasolato</strong>, recensito da <strong>Nicla Morletti</strong> nel <a href="http://www.manunaledimari.it/"><strong>Portale Manuale di Mari</strong></a>.</p>
<p><strong>Per leggere l&#8217;intero racconto clicca sull’immagine dell’ebook</strong> <strong>qui sotto. </strong><strong>Se ti colleghi con un terminale mobile <a href="http://www.blogdegliautori.it/ebook/Armonia-di-letizia.pdf">CLICCA QUI</a>.</strong><a href="../autori/paola-pica"><br />
</a></p>
<p>Per prenotare la produzione e pubblicazione dell’Ebook relativo al tuo libro nel Portale Manuale di Mari e nel Blog degli Autori <a href="http://www.manualedimari.it/portal/contatti/redazione/" target="_blank"><strong>contatta la Redazione</strong></a>.</p>
<p><object style="width:490px;height:347px" ><param name="movie" value="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf?mode=embed&amp;documentId=091129181147-eb934b7f32294d908c661a5037ca8a52&amp;docName=armonia-di-letizia&amp;username=manualedimari&amp;loadingInfoText=L'armonia%20di%20Letizia&amp;showFlipBtn=true&amp;backgroundColor=A4112B&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml" /><param name="allowfullscreen" value="true"/><param name="menu" value="false"/><embed src="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf" type="application/x-shockwave-flash" style="width:490px;height:347px" flashvars="mode=embed&amp;documentId=091129181147-eb934b7f32294d908c661a5037ca8a52&amp;docName=armonia-di-letizia&amp;username=manualedimari&amp;loadingInfoText=L'armonia%20di%20Letizia&amp;showFlipBtn=true&amp;backgroundColor=A4112B&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml" allowfullscreen="true" menu="false" /></object></p>
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		<title>Errori di valutazione di Paola Pica</title>
		<link>http://www.blogdegliautori.it/paola-pica/errori-di-valutazione/</link>
		<comments>http://www.blogdegliautori.it/paola-pica/errori-di-valutazione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 14:12:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Pica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprima inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Blog degli Autori]]></category>
		<category><![CDATA[Ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Fiera del libro per l'estate 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Prosa]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>

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		<description><![CDATA[
L’ho odiata quasi dal primo momento in cui l’ho vista; perché sono un incantatore e lei, invece, non sarebbe mai caduta nella mia rete.  Lo sentivo; lo sapevo.
Me la presentò Francesca un giorno d’inverno, in cui avevo saputo “ufficialmente” da lei che una sua cugina ci sarebbe venuta a trovare, per un caffè a metà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-5172" href="http://www.blogdegliautori.it/paola-pica/errori-di-valutazione/errori-di-valutazione-2/"><img class="alignnone size-full wp-image-5172" title="Errori di valutazione di Paola Pica" src="http://www.blogdegliautori.it/wp-content/uploads/2009/11/errori-di-valutazione.jpg" alt="" width="245" height="380" /></a></p>
<p>L’ho odiata quasi dal primo momento in cui l’ho vista; perché sono un incantatore e lei, invece, non sarebbe mai caduta nella mia rete.  Lo sentivo; lo sapevo.<br />
Me la presentò Francesca un giorno d’inverno, in cui avevo saputo “ufficialmente” da lei che una sua cugina ci sarebbe venuta a trovare, per un caffè a metà mattina.<br />
La cosa mi meravigliò un bel po’, perché era la prima volta che Francesca riceveva una visita.<br />
Mi disse che s’era rifatta viva la sera prima al telefono, dopo dieci anni che non si vedevano né si sentivano.<br />
Di quell’annuncio non ci sarebbe stato bisogno, ma lei non lo sapeva: ho detto “ufficialmente” perché avevo ascoltato tutta la loro conversazione da uno dei tanti telefoni comunicanti che avevo fatto istallare in casa.<br />
Sorvolo sul ricordo di quella telefonata, perché mi fa stare ancora male.  Sentire il calore con cui Francesca si era congedata dalla cugina, dopo la fredda accoglienza dell’inizio della telefonata, mi aveva infatti dato una fitta di gelosia furiosa.  La voce della mia donna del momento, ormai nota a tutti per le sue  reazioni di ghiaccio, mi era risuonata nelle orecchie come una stilettata; perché ciò significava che, nonostante tutto il mio lavoro, forse era ancora possibile che qualcuno le facesse vibrare qualcosa dentro, qualcosa di diverso e non destinato a me.<br />
Ma che voleva questa, risuscitata da chissà quale loro passato condiviso e a me sconosciuto?<br />
Le mie donne sono sempre state solo mie e devono apparire fredde e irraggiungibili a chiunque altro, uomo o donna che sia; perché le emozioni accomunano le persone e c’è sempre il pericolo che un po’ di calore risvegli desideri sepolti di solidarietà e condivisione.<span id="more-4815"></span></p>
<p>***</p>
<p>Dal libro <a href="http://www.manualedimari.it/portal/narrativa/anteprima/errori-di-valutazione-di-paola-pica"><em><strong>Errori di valutazione</strong></em></a> di <strong>Paola Pica</strong>, recensito da <strong>Nicla Morletti</strong> nel <a href="http://www.manunaledimari.it/"><strong>Portale Manuale di Mari</strong></a>.<br />
Nell&#8217;immagine: la copertina del libro stampato nel mese di giugno.</p>
<p><strong>Vuoi sfogliare le pagine di questo libro e leggere i primi capitoli? Clicca sull’immagine dell’ebook qui sotto.</strong><strong> Se ti colleghi con un terminale mobile <a href="http://www.blogdegliautori.it/ebook/Errori-di-valutazione.pdf">CLICCA QUI</a>.</strong><br />
<a href="http://www.blogdegliautori.it/autori/paola-pica">Leggi altri libri</a> di Paola Pica.</p>
<p>Per prenotare la produzione e pubblicazione dell’Ebook relativo al tuo libro nel Portale Manuale di Mari e nel Blog degli Autori <a href="http://www.manualedimari.it/portal/contatti/redazione/" target="_blank"><strong>contatta la Redazione</strong></a>.</p>
<p><object style="width:490px;height:347px" ><param name="movie" value="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf?mode=embed&amp;documentId=091109144129-4514d3366dd942b7b90054a6347ebb70&amp;docName=errori-di-valutazione&amp;username=manualedimari&amp;loadingInfoText=Errori%20di%20valutazione%20di%20Paola%20Pica&amp;showFlipBtn=true&amp;backgroundColor=A4112B&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml" /><param name="allowfullscreen" value="true"/><param name="menu" value="false"/><embed src="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf" type="application/x-shockwave-flash" style="width:490px;height:347px" flashvars="mode=embed&amp;documentId=091109144129-4514d3366dd942b7b90054a6347ebb70&amp;docName=errori-di-valutazione&amp;username=manualedimari&amp;loadingInfoText=Errori%20di%20valutazione%20di%20Paola%20Pica&amp;showFlipBtn=true&amp;backgroundColor=A4112B&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml" allowfullscreen="true" menu="false" /></object></p>
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		<item>
		<title>Il riflesso della luna sull&#8217;acqua di Antonio De Santanna</title>
		<link>http://www.blogdegliautori.it/antonio-de-santanna/il-riflesso-della-luna-sullacqua/</link>
		<comments>http://www.blogdegliautori.it/antonio-de-santanna/il-riflesso-della-luna-sullacqua/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 21:20:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio De Santanna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog degli Autori]]></category>
		<category><![CDATA[Ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Fiera del libro per l'estate 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>

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		<description><![CDATA[

Le strade vanno e vengono senza un ordine apparente. Giungono da lontano per incontrarsi da qualche parte e poi andarsene per proprio conto. Ma a ben guardare sono tutte legate da un filo sottile ed il disordine che a prima vista appare è soltanto il dettaglio di un disegno vasto e grande.
“Giacomo! Sei davvero tu?” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a rel="attachment wp-att-5141" href="http://www.blogdegliautori.it/antonio-de-santanna/il-riflesso-della-luna-sullacqua/riflesso-della-luna-2/"><img class="alignnone size-full wp-image-5141" title="Il riflesso della luna sull'acqua di Antonio De Santanna" src="http://www.blogdegliautori.it/wp-content/uploads/2009/09/riflesso-della-luna1.jpg" alt="" width="241" height="360" /></a><br />
</em></p>
<p><em>Le strade vanno e vengono senza un ordine apparente. Giungono da lontano per incontrarsi da qualche parte e poi andarsene per proprio conto. Ma a ben guardare sono tutte legate da un filo sottile ed il disordine che a prima vista appare è soltanto il dettaglio di un disegno vasto e grande.</em></p>
<p>“Giacomo! Sei davvero tu?” disse la donna sgranando gli splendidi occhi verdi pieni di stupore.<br />
“Guarda chi si rivede! Claudia!” esclamò l’uomo sorpreso.<br />
“Non mi par vero. Avrei immaginato piuttosto d&#8217;incontrarti al polo, tra gli esquimesi e gli orsi bianchi, ma mai qui, ad un congresso sulle nuove strategie di mercato.”<br />
“Come vedi la vita è piena di sorprese. Che ci fai da queste parti?”<br />
“Curo l’organizzazione del congresso. Tu, invece, che ci fai qui?”<br />
“Faccio l’inviato di cortile per un giornale di provincia.”<br />
“L’inviato di cortile? Che vuoi dire?”<br />
“Che razzolano più pavoni che aquile da queste parti.”<br />
“Non hai perso smalto col passare del tempo.”<br />
“Beh, lo smalto è un genere che tratti tu e non voglio portarti via l&#8217;esclusiva.”<br />
“Non cominciare, per favore! Faccio solo un lavoro che mi piace e che mi permette di conoscere gente nuova ed idee nuove.” rispose la donna accennando una smorfia amabile.<br />
“Fai solo cose senza senso che spacci per una vita creativa.” disse l’uomo sorridendo dello sberleffo, che aggiunse: “Hai messo su famiglia?”<br />
“Con un marito che vedo poco e male.”<br />
“Mica l&#8217;imprenditore con cui condividevo le grazie che generosamente elargivi?”<br />
“Risparmiami almeno il sarcasmo, per favore. Ti avevo chiesto qualche giorno per decidere se restare con lui o rompere il fidanzamento e per tutta risposta mi hai voltato le spalle e te ne sei andato. Ci sono rimasta male e sono tornata alla vita di tutti i giorni. Che altro potevo fare?”<br />
“Ti sei solo incaparbita nel recitare la favola della principessa e del ranocchio che non fa parte del tuo repertorio e che ti ha creato qualche problema di troppo.”<br />
“Posso aver fatto degli errori, ma non è tutto scontato come vuoi far credere e troppe domande sono rimaste senza risposta.”<br />
“O troppe domande hanno ricevuto una risposta scomoda ed hai preferito tornartene su strade più agevoli e sicure.”<br />
“Non essere indisponente, per favore. Serve solo a ferire. Ho cercato tante volte, invano, di scoprire le ragioni di certi tuoi comportamenti, ed ora, che si presenta l&#8217;occasione per un chiarimento, sono in un mare di guai e temo di non avere neppure le parole adatte per chiederti di rinviare il nostro incontro al dopo congresso.”<br />
“Stai facendo un bel giro di parole per defilarti ancora una volta con eleganza da certe questioni spinose.”<br />
“Non sto mettendo le questioni personali in secondo piano rispetto il lavoro e non sto nemmeno tentando di riaprire vecchi discorsi definitivamente chiusi. Stai fraintendendo.” disse la donna accendendosi in viso.<br />
<span id="more-4725"></span>“Sei tu a fraintendere bisogni con ambizioni. Bisognerebbe evitare di barare, quando ci si rivolge al cuore, perché i bluff potrebbero tornare indietro come boomerang e fare molto male.” esclamò Giacomo pronto a ribattere colpo su colpo.<br />
“Non sei per nulla cambiato. Ti piace sempre togliere gli appoggi e veder cadere la gente, vero?”<br />
“Che t&#8217;aspetti da un barbone che vive in mezzo alla spazzatura in cerca di qualche barlume di verità?”<br />
“Il tuo gioco al ribasso è il vero bluff. Se scendessi dalla torre d&#8217;avorio dove te ne stai compiaciuto e parlassi davvero con la gente, troveresti quegli spiragli di luce che dici tanto di andar cercando.” ribatté Claudia per nulla turbata dallo sguardo tagliente dell’uomo.<br />
“Potrei fare allora un salto nel salotto di casa tua e tra stuoli di camerieri, posate argentate e tazze di thè, potrei parlare con qualche deliziosa signora del male di vivere. Che ne pensi?”<br />
“In fondo hai ragione a farmi terra bruciata attorno. Ho un marito ricco, ho una posizione sociale invidiabile e mi circondo di cose belle e costose che non bastano mai. Che voglio ancora? E&#8217; che… qualcosa non torna. Non riesco a colmare in nessun modo il vuoto che ho dentro ed anche se certe volte mi dico che tutto va bene, che sono sciocchezze e che si tratta soltanto di stanchezza, non ne sono poi tanto sicura.” rispose Claudia, mettendo in campo una dolcezza inaspettata.<br />
“Non si possono separare i piaceri del mondo dai veleni che contengono. Prendere gli uni vuol dire prendere gli altri. Mi spiace Claudia.” commentò Giacomo accettando di buon grado la tregua.<br />
“Forse l&#8217;ho sempre saputo e l&#8217;ho accuratamente rimosso.”<br />
“Mi rincresce, ma prima o poi arriva il momento…”<br />
“Dottoressa… dottoressa Neri, mi scusi se la disturbo. Il professor Roggero ha fatto sapere di non poter intervenire oggi pomeriggio al congresso. Dovrebbe mettersi subito in contatto con il palco per il riordino della scaletta.” interruppe il commesso con discrezione, facendo in modo che Giacomo non sentisse.<br />
Claudia si ricompose sfoggiando uno splendido sorriso di circostanza. Diede un cenno di assenso e, quando vide il commesso tornare sui suoi passi, riprese a parlare cercando con gli occhi un appiglio.<br />
“Devo andare. Non posso fare diversamente. Davvero.”<br />
“Non ti sto trattenendo.”<br />
“Torno prima che posso. Mi aspetti?”<br />
“No. Vado.”<br />
“Non imparo mai. Sono proprio una testa dura. Che posso dire?”<br />
Giacomo non rispose. Voltò le spalle alla donna e se ne andò.<br />
Claudia sembrò restare sospesa in aria, come un acrobata in cerca di un punto d&#8217;equilibrio, ma fu solo l&#8217;impressione di un momento, poi, decisa, prese la via del palco.</p>
<p>***</p>
<p>Dal libro <a href="http://www.manualedimari.it/portal/narrativa/novita/il-riflesso-della-luna-sullacqua-di-antonio-de-santanna" target="_blank"><em><strong>Il riflesso della luna sull&#8217;acqua</strong></em></a> di <strong>Antonio De Santanna</strong>, recensito da <strong>Nicla Morletti</strong> nel <a href="http://www.manualedimari.it"><strong>Portale Manuale di Mari</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vuoi sfogliare le pagine di questo libro e leggere i primi capitoli? Clicca sull’immagine dell’ebook</strong> <strong>qui sotto. Se ti colleghi con un terminale mobile <a href="http://www.blogdegliautori.it/ebook/Il-riflesso-della-luna-sullacqua.pdf">CLICCA QUI</a>.</strong><a href="../autori/paola-pica"><br />
</a></p>
<p>Per prenotare la produzione e pubblicazione dell’Ebook relativo al tuo libro nel Portale Manuale di Mari e nel Blog degli Autori <a href="http://www.manualedimari.it/portal/contatti/redazione/" target="_blank"><strong>contatta la Redazione</strong></a>.</p>
<p><object style="width:490px;height:347px" ><param name="movie" value="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf?mode=embed&amp;documentId=091109164729-c3a0fbe730d54c4eab512171c6ea379b&amp;docName=il_riflesso_della_luna_sull_acqua&amp;username=manualedimari&amp;loadingInfoText=Il%20riflesso%20della%20luna%20sull'acqua%20di%20Antonio%20De%20Santanna&amp;showFlipBtn=true&amp;backgroundColor=A4112B&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml" /><param name="allowfullscreen" value="true"/><param name="menu" value="false"/><embed src="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf" type="application/x-shockwave-flash" style="width:490px;height:347px" flashvars="mode=embed&amp;documentId=091109164729-c3a0fbe730d54c4eab512171c6ea379b&amp;docName=il_riflesso_della_luna_sull_acqua&amp;username=manualedimari&amp;loadingInfoText=Il%20riflesso%20della%20luna%20sull'acqua%20di%20Antonio%20De%20Santanna&amp;showFlipBtn=true&amp;backgroundColor=A4112B&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml" allowfullscreen="true" menu="false" /></object></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il tempio del sole di Nicla Morletti</title>
		<link>http://www.blogdegliautori.it/nicla-morletti/il-tempio-del-sole/</link>
		<comments>http://www.blogdegliautori.it/nicla-morletti/il-tempio-del-sole/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 19:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicla Morletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog degli Autori]]></category>
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		<category><![CDATA[Leggiamo Insieme]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Prosa]]></category>
		<category><![CDATA[Giallo]]></category>
		<category><![CDATA[Mistero]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>

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		<description><![CDATA[
Si conobbero a Capri una sera d&#8217;agosto sulla veranda di un albergo. Lui, ricco aristocratico inglese, bello, simpatico, alto, disinvolto, biondo, terribilmente solo. Lei, bruna, gli occhi verdi, le curvature del corpo perfette, desiderosa d&#8217;affetto.
Sotto l&#8217;incanto della magica notte stellata, tra i profumi di zagare e limoni sospinti dal vento, si guardarono a lungo, quindi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-5079" href="http://www.blogdegliautori.it/nicla-morletti/il-tempio-del-sole/il-tempio-del-sole-2/"><img class="alignnone size-full wp-image-5079" title="Il tempio del sole di Nicla Morletti" src="http://www.blogdegliautori.it/wp-content/uploads/2009/08/il-tempio-del-sole.jpg" alt="" width="285" height="414" /></a></p>
<p>Si conobbero a Capri una sera d&#8217;agosto sulla veranda di un albergo. Lui, ricco aristocratico inglese, bello, simpatico, alto, disinvolto, biondo, terribilmente solo. Lei, bruna, gli occhi verdi, le curvature del corpo perfette, desiderosa d&#8217;affetto.<br />
Sotto l&#8217;incanto della magica notte stellata, tra i profumi di zagare e limoni sospinti dal vento, si guardarono a lungo, quindi l&#8217;uomo, più audace, si avvicinò a lei, sfiorandole con la bianca camicia di seta, il seno. I capezzoli s&#8217;indurirono e lui, stavolta, li toccò con il palmo della mano.<br />
Un brivido percorse le belle membra della donna che, turbata, si voltò di scatto  posando lo sguardo sui faraglioni che, alla luce della luna,  sembravano essere emersi da un mare d&#8217;argento.<br />
Nell&#8217;aria regnava la quiete, rotta soltanto dallo strimpellare di una chitarra lontana e dal frinire dei grilli.<br />
L&#8217;uomo si fece di nuovo coraggio e la baciò languidamente sul collo, sfiorando con una coscia quella di lei.<br />
- Mi chiamo Eva Doretti. &#8211; Balbettò, quasi arresa.<br />
- Che importanza ha il nome, la data o il luogo di nascita&#8230; Siamo tutti figli del tempo e come tali, legati all&#8217;eterna catena del &#8220;Samsara&#8221;.<br />
Nelle mie vite precedenti, so di aver vissuto come schiavo, re, padrone, servo, profeta, mendicante, selvaggio, santone, sciamano.<br />
Oggi potrei essere un ricco, un povero, un ladro, una spia, un assassino, che differenza fa?  Il bello è che io sento vivere in me tutti questi personaggi, e sono contento, perché la cosa che conta per lo spirito è fare esperienza. -<br />
- Allora tu credi nell&#8217;immortalità dell&#8217;anima! -  Aggiunse lei.<br />
- E dell&#8217;amore. &#8211; Rispose l&#8217;uomo. I suoi occhi azzurri brillarono come fari nella notte.</p>
<p>***<span id="more-4539"></span></p>
<p>Dal libro <em><strong>Il tempio del sole</strong></em> di <strong>Nicla Morletti</strong></p>
<p><strong>Vuoi sfogliare le pagine di questo libro e leggere i primi capitoli? Clicca sull&#8217;immagine dell&#8217;ebook</strong> <strong>qui sotto.</strong> <strong>Se ti colleghi con un terminale mobile <a href="http://www.blogdegliautori.it/ebook/Il-tempio-del-sole.pdf">CLICCA QUI</a>.</strong> Per ordinare il libro al <span style="color: #cc0000;"><strong>prezzo speciale di Euro 7,50</strong></span> <a href="http://www.manualedimari.it/component/option,com_contact/task,view/contact_id,12/Itemid,3/" target="_blank"><strong>CLICCA QUI</strong></a>.</p>
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<p><object style="width:490px;height:347px" ><param name="movie" value="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf?mode=embed&amp;documentId=090804205050-3963ca486387434ba3da79fadf379f64&amp;docName=il_tempio_del_sole&amp;username=manualedimari&amp;loadingInfoText=Il%20tempio%20del%20sole&amp;showFlipBtn=true&amp;autoFlip=true&amp;autoFlipTime=2500&amp;backgroundColor=A4112B&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml" /><param name="allowfullscreen" value="true"/><param name="menu" value="false"/><embed src="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf" type="application/x-shockwave-flash" style="width:490px;height:347px" flashvars="mode=embed&amp;documentId=090804205050-3963ca486387434ba3da79fadf379f64&amp;docName=il_tempio_del_sole&amp;username=manualedimari&amp;loadingInfoText=Il%20tempio%20del%20sole&amp;showFlipBtn=true&amp;autoFlip=true&amp;autoFlipTime=2500&amp;backgroundColor=A4112B&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml" allowfullscreen="true" menu="false" /></object></p>
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		<title>Il tarlo nella mente di Paola Pica</title>
		<link>http://www.blogdegliautori.it/paola-pica/il-tarlo-nella-mente/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 05:26:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Pica</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fiera del libro per l'estate 2009]]></category>
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		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>

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		<description><![CDATA[
La “libertà ritrovata” intorno ai quaranta ha quasi sempre un effetto inebriante sugli uomini, che si ritrovano a disposizione di nuovo gli stimoli giusti per far fronte alla normale crisi dell’età.  Volare di fiore in fiore fornisce loro l’afrodisiaco necessario a rivitalizzare quel ritmo che Madre Natura stava per placare, indirizzandolo verso piaceri più pacati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-5083" href="http://www.blogdegliautori.it/paola-pica/il-tarlo-nella-mente/il-tarlo-nella-mente-2/"><img title="Il tarlo nella mente di Paola Pica" src="http://www.blogdegliautori.it/wp-content/uploads/2009/06/il-tarlo-nella-mente.jpg" alt="" width="237" height="380" /></a></p>
<p>La “libertà ritrovata” intorno ai quaranta ha quasi sempre un effetto inebriante sugli uomini, che si ritrovano a disposizione di nuovo gli stimoli giusti per far fronte alla normale crisi dell’età.  Volare di fiore in fiore fornisce loro l’afrodisiaco necessario a rivitalizzare quel ritmo che Madre Natura stava per placare, indirizzandolo verso piaceri più pacati e duraturi.  La solita vecchia storia: perché fermarsi, adesso che il bello è non solo cominciato di nuovo ma sembra non avere fine?<br />
Quando si erano incontrati, infatti, Germano aveva quarantasette anni e era un professionista arrivato, con la disponibilità economica di cui un dentista gode di solito in Italia; era di bell’aspetto…aveva, praticamente, tutto…compresa una figlia adolescente, da usare come alibi, quando non sapeva come liberarsi di qualche donna un po’ troppo pressante.  A sentirlo parlare, passava con Veronica, la ragazza in questione, quasi tutti i sabato sera e spesso partiva con lei per il finesettimana.<br />
(…)<br />
Attraverso il vano della porta, dal soggiorno,Sara lo aveva visto chiaramente di spalle prima e poi, mentre si dirigeva nella loro direzione nell’alone di luce della lampada sulla consolle dell’ingresso, per un attimo, e mentre entrava nella luce piena della lampada a stelo sulla sinistra della porta.  Il suo metro e ottanta abbondante si stagliava nitido adesso e il taglio perfetto della sua giacca lo faceva, forse, apparire un po’ più sottile di come non doveva essere.  Il sorriso era il più candido che ricordasse di avere mai visto…ma era un dentista, no?<br />
Stretta di mano a tutti, anche a lei, la nuova a tavola quella sera, a cui riservò anche una specie di piccolo inchino, quasi impercettibile, con la testa, mentre gli occhi scuri si infilavano letteralmente nei suoi.<br />
Come da copione, dopo i saluti e le strette di mano:<br />
- Scusate il ritardo, ma Veronica mi ha chiesto di accompagnarla al Gilda oggi pomeriggio, senza chiedermi di andarla anche a riprendere.  La sua telefonata in proposito mi ha beccato mentre facevo la doccia e mi preparavo per venire qui.  Credevo di farcela…ecco perché non ho chiamato.-<br />
Coro: &#8211; Va be’…va be’…tanto lo sapevamo. –<br />
(…)<span id="more-4451"></span><br />
Sara si limitava ad assistere alla scena senza parlare ma, a differenza degli altri, non credette neppure per un attimo alla storia della figlia.  Non avrebbe saputo dire perché; lo sentiva e basta.  Comunque, non era affar suo.<br />
(…)<br />
- Ecco, lo vedi? Un altro Casanova che se ne va in giro, a piede libero, sbandierando agli amici che non ha niente di fisso; il che significa che ha sicuramente due o tre storie “leggere” e parallele.  Claudia, si vede che sei al sicuro, nel tuo nido, da tanto tempo…il mondo non gira così… Tanto mi basterà la prima occhiata, per sgamarlo.  Questo tipo di uomini ce l’ha scritto in faccia.  E’ come se fosse marchiato con una C scarlatta in fronte…te l’ho detto: C, come Casanova. –<br />
E, infatti, quella C Germano ce l’aveva ben stampata in fronte, quando finalmente arrivò per cena quella sera.  Almeno, così pensò Sara, congratulandosi con se stessa per avere azzeccato la diagnosi già soltanto con la descrizione di lui fatta dai suoi amici.<br />
(…)<br />
Stringendogli la mano, mentre gli occhi di lui penetravano nei suoi, Sara scorse una luce strana in quelle pupille, come di un fiammifero acceso su uno sfondo completamente buio.<br />
E lei non poteva certo sapere che la sensazione che la sua vista e il contatto fisico della stretta di mano stavano dando a Germano era lo stesso tipo di scossa che lui aveva provato circa venti anni prima, quando Karina gli aveva aperto la porta di casa, in quella lontana sera di vigilia natalizia.  Né Sara né nessun altro, in quel momento, poteva essere a conoscenza di uno stato d’animo simile…neppure i due amici fidati e intimi di Germano, cioè i padroni di casa.<br />
Da quando si era separato, lui aveva provato quella sensazione così violenta un’altra volta soltanto e la ragione per cui continuava a passare da una relazione all’altra era che stava alla ricerca continua di quel brivido lungo la schiena, che lo faceva sentire vivo.<br />
Lo aveva avvertito per tutta la durata della cena e se lo riprocurò con le due telefonate che vi avevano fatto seguito: furono proprio quelle a dargli la sicurezza che avrebbe cercato di avere una storia con Sara.<br />
(…)<br />
Germano viveva come sdoppiato: se da una parte aveva una grande sicurezza in se stesso, che gli veniva dal bell’aspetto, dal valore professionale e dalla conseguente floridezza economica, dall’altro aveva il bisogno continuo di verificare che tutte queste sue armi di conquista, queste sue certezze, funzionassero sempre, potenziando l’attrazione sessuale che lui era in grado di esercitare. Continue conferme, ecco cosa ricercava, senza però avere messo a fuoco questa sua condizione latente e costante di squilibrio emotivo.</p>
<p>***</p>
<p>Brani tratti dal libro <strong>&#8220;Il tarlo nella mente&#8221;</strong> di <strong>Paola Pica</strong>, recensito da <strong>Nicla Morletti</strong> nel <a href="http://www.manualedimari.it/"><strong>Portale Manuale di Mari</strong></a>.</p>
<p><strong>Vuoi sfogliare e leggere alcune pagine di questo libro? Clicca sull’immagine dell’ebook qui sotto.</strong><strong> Se ti colleghi con un terminale mobile <a href="http://www.blogdegliautori.it/ebook/Il-tarlo-nella-mente.pdf">CLICCA QUI</a>.</strong><br />
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<p><object style="width:490px;height:347px" ><param name="movie" value="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf?mode=embed&amp;documentId=100112113453-41cf1e2302e34209999f589c7c78a409&amp;docName=iltarlonellamente&amp;username=manualedimari&amp;loadingInfoText=Il%20tarlo%20nella%20mente%20di%20Paola%20Pica&amp;showFlipBtn=true&amp;backgroundColor=A4112B&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml" /><param name="allowfullscreen" value="true"/><param name="menu" value="false"/><embed src="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf" type="application/x-shockwave-flash" style="width:490px;height:347px" flashvars="mode=embed&amp;documentId=100112113453-41cf1e2302e34209999f589c7c78a409&amp;docName=iltarlonellamente&amp;username=manualedimari&amp;loadingInfoText=Il%20tarlo%20nella%20mente%20di%20Paola%20Pica&amp;showFlipBtn=true&amp;backgroundColor=A4112B&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml" allowfullscreen="true" menu="false" /></object></p>
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		<title>L&#8217;uccello rapace di Paola Pica</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 05:13:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Pica</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fiera del libro per l'estate 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Leggiamo Insieme]]></category>
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		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>

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		<description><![CDATA[
Questa è la storia di un omicidio commesso senza armi né veleni; ma solo con l’istillazione del dubbio e della paura dell’abbandono.
Lo avevano trovato morto una mattina, solo, nell’appartamento che, a detta di conoscenti, lei aveva lasciato un paio di giorni prima, sbattendo la porta come al solito, diretta verso la casa dei genitori, al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-5085" href="http://www.blogdegliautori.it/paola-pica/luccello-rapace/uccello-rapace/"><img class="alignnone size-full wp-image-5085" style="border: 1px solid black;" title="L'uccello rapace di Paola Pica" src="http://www.blogdegliautori.it/wp-content/uploads/2009/06/uccello-rapace.jpg" alt="" width="253" height="380" /></a></p>
<p>Questa è la storia di un omicidio commesso senza armi né veleni; ma solo con l’istillazione del dubbio e della paura dell’abbandono.<br />
Lo avevano trovato morto una mattina, solo, nell’appartamento che, a detta di conoscenti, lei aveva lasciato un paio di giorni prima, sbattendo la porta come al solito, diretta verso la casa dei genitori, al sud.<br />
Questa era stata la sua tattica fin dai primi tempi; da quando, cioè, aveva capito che lui ne soffriva fino a sentirsi male e che, una volta concessagli al telefono la promessa del ritorno, lui era pronto a darle qualsiasi cosa lei chiedesse.<br />
Era vero che, fortuna per lui (se si può in qualche modo essere considerati fortunati, per poi morire così), la sua fine era arrivata prima che lei riuscisse ad ottenere la piena autonomia sul suo conto in banca…ma ora lei, finalmente, ne era legittima erede, anche se non l’unica.<br />
Ma questo è solo l’epilogo di una storiaccia che si era svolta sotto gli occhi di tutti, per più di dieci anni, senza che nessuno dei suoi amici fidati avesse il coraggio di farsi avanti a cercare di fargli aprire gli occhi, che lei aveva abbagliato tanto tempo prima, con il suo sederino nel famoso bikini giallo, sul bordo della piscina di quell’albergo lussuoso sul lago di Como.<br />
Di quell’albergo lui era stato il legale e lei la mogliettina, tutt’altro che devota, del giovane direttore.<br />
(…)<span id="more-4450"></span><br />
Quella sera, di ritorno da uno dei suoi soggiorni di una settimana “a casa dei miei”, si era presentata, prima in ufficio da Maurizio e poi da noi, con una volpe argentata, “regalo di mia madre, anzi, ci ho messo anche qualche soldo io…”.<br />
(…)<br />
Infatti, la settimana seguente, una sera Corrado tornò a casa da studio e mi disse, togliendosi la giacca:<br />
- E così, abbiamo trovato chi è che regala pellicce a Giuliana…Maurizio l’ha scoperto per caso ieri sera e, dopo avere distrutto mezzo appartamento, ha passato la notte in albergo.-<br />
(…)<br />
Andai a prenderla il giorno dopo e tutto quello che mi disse, dopo essere salita in macchina, fu:<br />
- Penso che tu abbia saputo da Corrado che Maurizio non dormirà qui per un po’…o forse per sempre.  Vedremo.  Non so proprio chi dei due resisterà.  Io ho bisogno di un po’ d’aria, comunque.-<br />
Inutile fare domande.<br />
(…)<br />
…forse lei aveva cominciato ad intrigarlo in quel momento.  E chi poteva dirmi quali altri trabocchetti gli fosse andata disponendo a studio?&#8230; Certo, le sue gonne si erano fatte sempre più mini, a detta anche di amici con cui ne avevamo riso e una volta anche discusso con Corrado, il quale aveva fugato ogni nostro timore di mancata professionalità da parte sua, dicendo che non era Giuliana la segretaria che lo accompagnava in tribunale per le udienze e che, comunque, non si sentiva di imporre un abbigliamento più castigato a qualcuno che conosceva già e che, bene o male, aveva ancora un marito che poteva mettere divieti di censura simili.  Gli avevo dato ragione e non ne avevamo parlato più.<br />
(…)<br />
Avrei dovuto risparmiarmi quel momento di dolore; ma i condannati a morte non vedono l’ora che tutto sia finito e così era per me.<br />
Aprii la porta e una folata del profumo di Giuliana mi investì, già dal piano di sotto.  Sì, perché avevano dimenticato acceso il grande ventilatore del soffitto della camera da letto e l’aprirsi della porta d’ingresso aveva procurato un risucchio di quell’aria profumata già in movimento.  Mi sentii svenire ma entrai ugualmente.  I vestiti di Giuliana, che conoscevo bene, erano sparsi già al piano di sotto, insieme ai suoi sandali e alla camicia di Corrado.  Per le scale era poggiato un piatto con due coppe di gelato vuote e della frutta.  Continuai a salire e vidi il letto disfatto e il baby-doll di Giuliana appeso alla spalliera della mia poltrona preferita, insieme ad una piccola borsa da viaggio: evidentemente, quella di rimanere non era stata una decisione improvvisa, frutto magari di un gioco troppo audace con il fuoco…Anche questa volta Giuliana si era bene organizzata per la notte fuori casa, cosa che sapeva fare fin troppo bene, come sapevamo tutti.<br />
Entrai in bagno e quella che ebbi fu la sensazione di vedere un ambiente in cui una persona si muove abitualmente, con tutti i suoi oggetti personali poggiati qui e là, alcuni vicino ai miei, come per un uso quotidiano: il maledetto profumo, il bagno schiuma, creme e oggetti per il trucco erano stati tutti tirati fuori dal beauty-case e poggiati in giro, come quando si sa che si tornerà in una camera d’albergo per più di una notte.</p>
<p>***</p>
<p>Brano tratto dal libro inedito <a href="http://www.manualedimari.it/portal/narrativa/anteprima/luccello-rapace-di-paola-pica" target="_blank"><strong>&#8220;L&#8217;uccello rapace&#8221;</strong></a> di <strong>Paola Pica</strong>, recensito da <strong>Nicla Morletti</strong> nel <a href="http://www.manualedimari.it"><strong>Portale Manuale di Mari</strong></a>.</p>
<p><strong>Vuoi sfogliare e leggere alcune pagine di questo libro? Clicca sull’immagine dell’ebook qui sotto.</strong><strong> Se ti colleghi con un terminale mobile <a href="http://www.blogdegliautori.it/ebook/uccello-rapace.pdf">CLICCA QUI</a>.</strong><br />
<a href="../autori/paola-pica">Leggi altri libri</a> di Paola Pica.</p>
<p><object style="width:490px;height:347px" ><param name="movie" value="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf?mode=embed&amp;documentId=100111172315-5f878f33f3e644988b0eeb37b893c0b8&amp;docName=luccello-rapace&amp;username=manualedimari&amp;loadingInfoText=L'uccelo%20rapace%20di%20Paola%20Pica&amp;showFlipBtn=true&amp;backgroundColor=A4112B&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml" /><param name="allowfullscreen" value="true"/><param name="menu" value="false"/><embed src="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf" type="application/x-shockwave-flash" style="width:490px;height:347px" flashvars="mode=embed&amp;documentId=100111172315-5f878f33f3e644988b0eeb37b893c0b8&amp;docName=luccello-rapace&amp;username=manualedimari&amp;loadingInfoText=L'uccelo%20rapace%20di%20Paola%20Pica&amp;showFlipBtn=true&amp;backgroundColor=A4112B&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml" allowfullscreen="true" menu="false" /></object></p>
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		<title>Soffi di vita di Giuseppina Mira</title>
		<link>http://www.blogdegliautori.it/giuseppina-mira/soffi-di-vita/</link>
		<comments>http://www.blogdegliautori.it/giuseppina-mira/soffi-di-vita/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 07:57:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Mira</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog degli Autori]]></category>
		<category><![CDATA[Ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Fiera del libro per l'estate 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Leggiamo Insieme]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogdegliautori.it/giuseppina-mira/soffi-di-vita-di-giuseppina-mira/</guid>
		<description><![CDATA[
NON TI CHIEDERANNO -
Non ti chiederanno
se ami
Lo capiranno dalla luce
del tuo cuore
Dalla tua finestra aperta
sulle loro fessure
***
NEL DESERTO
Nel deserto
finalmente l’acqua
Lo sciabordio
della vita
sfida
il silenzio
***
NON RATTRISTARTI
Non rattristarti
se attorno a te
vedi solo grandi alberi
A me importa che tu sia
profumato
piccolo albero
***
LA VITA
La vita
si è prosciugata
Siamo inzuppati
di dolore
Attendiamo una pioggia
di sole
***
RIDONO LE LUCCIOLE
Ridono le lucciole
tra le siepi della vita
e le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Soffi di vita di Giuseppina Mira" src="http://www.manualedimari.it/images/cover/soffi-di-vita.jpg" alt="" width="308" height="434" /></p>
<p>NON TI CHIEDERANNO -</p>
<p>Non ti chiederanno<br />
se ami<br />
Lo capiranno dalla luce<br />
del tuo cuore<br />
Dalla tua finestra aperta<br />
sulle loro fessure</p>
<p>***</p>
<p>NEL DESERTO</p>
<p>Nel deserto<br />
finalmente l’acqua<br />
Lo sciabordio<br />
della vita<br />
sfida<br />
il silenzio</p>
<p>***</p>
<p>NON RATTRISTARTI</p>
<p>Non rattristarti<br />
se attorno a te<br />
vedi solo grandi alberi<br />
A me importa che tu sia<br />
profumato<br />
piccolo albero</p>
<p>***<span id="more-4444"></span></p>
<p>LA VITA</p>
<p>La vita<br />
si è prosciugata<br />
Siamo inzuppati<br />
di dolore<br />
Attendiamo una pioggia<br />
di sole</p>
<p>***</p>
<p>RIDONO LE LUCCIOLE</p>
<p>Ridono le lucciole<br />
tra le siepi della vita<br />
e le stagioni hanno squarci<br />
d’aurore</p>
<p>***</p>
<p>Poesie tratte dal libro <a href="http://www.manualedimari.it/content/view/177/160/"><strong>&#8220;Soffi di vita&#8221;</strong></a> di <strong>Giuseppina Mira</strong>, recensito da <strong>Nicla Morletti</strong> nel <strong>Portale <a href="http://www.manualedimari.it" target="_blank">Manuale di Mari</a></strong>.</p>
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</strong></a></p>
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		<title>Un uomo per bene di Paola Pica</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 07:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Pica</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Blog degli Autori]]></category>
		<category><![CDATA[Ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Fiera del libro per l'estate 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Leggiamo Insieme]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Libri con dedica]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>

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		<description><![CDATA[
DE PROFUNDIS
dell&#8217;anima 	mia e del mio dolore, e senza più il minimo dubbio su quanto c&#8217;era da 	capire, ti metto a parte della mia condizione mentale.
Ho 	ingenuamente creduto che, una volta che io avessi azzerato tutti i miei 	circuiti di legittime ripicche nei tuoi confronti e di presunta 	malafede da parte tua, in nome del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-5086" href="http://www.blogdegliautori.it/paola-pica/un-uomo-per-bene/un-uomo-per-bene-2/"><img class="alignnone size-full wp-image-5086" title="Un uomo per bene di Paola Pica" src="http://www.blogdegliautori.it/wp-content/uploads/2009/06/un-uomo-per-bene.jpg" alt="" width="287" height="394" /></a></p>
<p>DE PROFUNDIS</p>
<p>dell&#8217;anima 	mia e del mio dolore, e senza più il minimo dubbio su quanto c&#8217;era da 	capire, ti metto a parte della mia condizione mentale.<br />
Ho 	ingenuamente creduto che, una volta che io avessi azzerato tutti i miei 	circuiti di legittime ripicche nei tuoi confronti e di presunta 	malafede da parte tua, in nome del perdono e di quell&#8217;amicizia di cui 	parli così frequentemente, tu mi avresti ripagato &#8220;elargendo&#8221; alla 	nostra relazione (e quindi a me) ciò che è patrimonio usuale e comune 	di un uomo e di una donna che stanno insieme&#8230; non importa su quale 	livello di clandestinità o di ufficialità. Credevo cioè di avere 	diritto a vedere il nostro soddisfacente scambio fisico farsi, da 	semplice istinto brutale, comunicazione anche delle nostre anime; e 	che, una volta cancellato il credito per il maltrattamento di allora, 	avremmo respirato e saremmo volati in alto, finalmente liberi&#8230;anche 	se così prigionieri della tua situazione esistenziale: ti avevo già 	dedicato la mia libertà, in nome della qualità e non della quantità del 	nostro rapporto, per usare una frase davvero non originale.<br />
Che cosa chiedevo? Che cosa pretendevo che tu aggiungessi a quello che già avevamo?<br />
Semplicemente 	qualche parola che mi alleviasse il peso non della tua non presenza, 	che era già implicita nei patti iniziali, ma del non avere la minima 	possibilità di iniziativa nel contattarci. Bada bene, come ti ho detto 	l&#8217;ultima volta che ti ho visto, poggiandoti dolcemente una mano sul 	ginocchio, mentre eravamo seduti in giardino, il numero delle 	telefonate sarebbe potuto rimanere lo stesso o addirittura diminuire. 	Quello che, per soddisfare la mia esigenza in questione, andava 	integrato al nostro quadro generale era solo qualche tua parola su NOI, 	sul nostro rapporto fisico, su come vivevi la mia assenza&#8230; che 	credevo ti pesasse. Parole che mi avrebbero aiutato a tenere acceso il 	fuoco del mio erotismo con te nei &#8220;momenti&#8221; lunghissimi del tuo essere 	altrove e che, quindi, ti avrebbero fatto accogliere da me senza alcun 	ulteriore bisogno di chiarificazione, nei nostri incontri futuri. Dopo 	tutto, era il nostro rodaggio, no? E a tale proposito ti ho subito 	portato l&#8217;esempio delle tue telefonate infuocate, avvenute fra il 	nostro incontro &#8220;ravvicinato&#8221; ma non totale del nostro primo venerdì a 	studio e il secondo, del sabato mattina seguente, da me, anch&#8217;esso non 	completo e seguito da parole sussurrate da te al telefono con un tale 	calore da farmi sentire in pena per te&#8230; che avevo portato a uno 	stadio avanzato di eccitazione, senza sapere quando saremmo stati in 	grado di soddisfarci a vicenda.<br />
Tutto questo ti avevo cominciato a 	dire, dopo avere esordito esprimendoti il mio desiderio di sanare le 	sabbie mobili e di incontrarci subito dopo sul nostro terreno solido di 	mutuo piacere.<span id="more-4293"></span><br />
Mi sentivo sicura che avresti capito, che avresti 	addirittura gioito nel vedere che non ero di quella specie di donne che 	covano il rancore per l&#8217;orgasmo non raggiunto&#8230; Ti ricordi, vero?, che 	avevi raggiunto il tuo piacere senza il tempo di penetrarmi? Per quanto 	mi riguarda, avevo solo posticipato il mio, ma avrei avuto bisogno, nei 	giorni da mercoledì a lunedì, di qualcuna delle tue parole di fuoco.<br />
Mi 	è successo altre volte, in occasione di rapporti affrettati, non c&#8217;è 	niente di strano, ma l&#8217;uomo in questione ha sentito, LUI, l&#8217;esigenza di 	chiamarmi e ripetermi al telefono quanto il mio corpo gli piacesse e 	quanto stesse bene con me e stesse già fantasticando sul piacere da 	darmi al prossimo nostro incontro.<br />
Con grazia ho cercato di farti 	capire il mio bisogno&#8230;che, dopo tutto, si sarebbe tramutato in 	ulteriore piacere per te. Ma io sono &#8220;spigolosa&#8221;, quando mi permetto di 	notare qualcosa che vorrei fosse un po&#8217; diverso nel tuo operato. Come 	quando mi permetto di dire uno dei miei &#8220;va be&#8217;, va be&#8217;&#8230;&#8221;, del tutto 	privi di qualsiasi recriminazione, al tuo troncare una nostra 	telefonata per causa intervenuta. Interruzione repentina non seguita da 	nessuna richiamata da parte tua, fra l&#8217;altro. Ma io sono &#8220;spigolosa&#8221;&#8230;<br />
Tu 	non ammetti critiche al tuo operato, che deve essere perfetto ai tuoi 	occhi. Ai miei, quasi lo era, bastava qualche aggiustamento minimo: ma 	il mio tentativo ha fatto scaturire quello che sai.<br />
Non c&#8217;era alcun 	bisogno di puntualizzare, in quella sede, quanto il tuo sentimento per 	me fosse poco profondo, e di come me ne avessi avvertito, dicendomi 	subito che il tuo schema di vita escludeva qualsiasi altra convivenza. 	Hai addotto, come dote ulteriore al tuo parlare, la sincerità, che per 	me, in quel caso, è stata solo un esempio di calo di classe.<br />
Avevo 	già ampiamente recepito il messaggio nei nostri primi colloqui e lo 	avevo trovato inopportuno e poco fine, quando questo veniva inviato a 	una probabile amante e non a una fidanzata. E poi, chi ti dice che io 	la desiderassi, una convivenza con te? Che fosse nelle mie mire? Pensi 	che la tua storia con Susanna non mi sia servita a capire che tipo sei, 	nei confronti della tua facciata sociale? Se tu smettessi di vederti e 	di ascoltarti da fuori, cioè come credi che ti vedano gli altri, forse 	daresti all&#8217;ultima parte della tua vita un tocco di profondità che te 	la farebbe apprezzare davvero. Da quel nostro sabato mattina, in cui ti 	presentasti da me nonostante il carceriere nei dintorni, e mi dicesti 	che ti colmavo &#8220;tutti i canali&#8221; (sesso, cultura, sensibilità, mi 	facesti capire) e che sarei stata &#8220;la mia ultima, con cui chiudere in 	bellezza&#8221;, avevo atteso invano altre parole del genere e, 	nell&#8217;impazienza, acuita dalla lontananza senza possibilità di contatto 	da parte mia, mi sono permessa di suggerirti un modo per ottimizzare il 	nostro piacere.<br />
NON TE NE CHIEDO SCUSA, scusami.<br />
Anche un 	rapporto leggero e non finalizzato alla convivenza, come poteva essere 	il nostro, per mantenersi vivo, può, anzi deve, ingioiellarsi con 	qualche telefonata a luci rosse, non credi?<br />
Ma tu sei perfetto. Lo 	sembri anche quando parli dell&#8217;amicizia quasi ventennale che ci lega. E 	che cosa era, se non una prova di amicizia, chiederti con garbo quello 	che gli altri amanti mi hanno dato spontaneamente? Credevo che, forse, 	la tua età matura ti avesse fatto un po&#8217; glissare sulla dolcezza e il 	calore a distanza, dopo che ci eravamo spinti un po&#8217; più in là; e ho 	pensato che, siccome ci conosciamo bene, non dovevo avere remore a 	spiegarti il mio bisogno.<br />
Ma tu sei perfetto. Anche quando non fai 	altro che parlare di Susanna, come se io fossi il commilitone di 	picchetto con te, per una lunga notte di guardia. Ma ti sei reso conto 	che mai, dico mai, hai alluso a lei con accenni che fossero al di fuori 	delle vostre performance sessuali? E ti sei reso conto che vivi in quel 	ricordo, facendo scontare agli altri il dolore che quella fine ti ha 	causato? Non pensi che, se ti avesse amato così come sei, sarebbe 	rimasta accanto a te, senza procurarti tutti i guai che hai avuto per 	lei? Dopo tutto, per citare le tue stesse parole, sapeva che eri un 	uomo sposato e per bene, no? E, soprattutto, lo era anche lei, sposata.<br />
Ingenuamente, 	sono stata sicura di poterla eguagliare dentro di te&#8230; mi sarebbe solo 	servito di poterti accendere i sensi più liberamente&#8230; non hai più 	vent&#8217;anni.<br />
Io ti volevo anche bene. Te ne ho sempre voluto, anche se 	superare il grande vuoto degli ultimi dieci anni, o quasi, &#8220;è stato 	come scalare la montagna più alta del mondo&#8230;&#8221;.<br />
E stata proprio la 	nostra lunga amicizia che mi ti ha fatto scegliere, nonostante la 	grande differenza d&#8217;età e la conoscenza delle condizioni di una 	relazione con te; condizioni che non andavano ripetute ogni momento a 	me, tua amante nuova di zecca e che ti aveva fatto dono di se stessa 	incondizionatamente, nonostante la tua ristrettezza di tempo da 	dedicarle e, soprattutto, nonostante il precedente fallimento della 	nostra storia. Ma tu sei perfetto.<br />
E a questo proposito cito il mio 	amico Fabrizio, che divide gli uomini sposati e traditori (lo è stato 	anche lui) in due categorie: quelli che sanno di dover essere grati al 	fato e alla donna che li ama nonostante la grande limitazione di una 	situazione part-time e quelli che, ritenendo la loro non libertà un 	diritto acquisito e scontato, &#8220;si concedono&#8221; come un dono prezioso a 	colei che li vuole nonostante tutto e che, quindi, non merita 	nessuna riconoscenza per il suo adattarsi alla situazione. Se mai, lei 	viene dall&#8217;uomo in questione cattolicamente giudicata al negativo, 	perché non solo lo ha indotto in tentazione, ma vorrebbe anche che lui 	privasse del suo tempo, e non solo del sesso, la sua compagna legittima.<br />
A 	quale delle due categorie pensi di appartenere? Perché mi ha sempre 	stupito la disinvoltura con cui tradisci e con cui ne parli. Ti ripeto 	che, ingenuamente, ero a conoscenza di tutto e volevo bruciarmi le ali 	con te.<br />
Volevo essere il tuo &#8220;tutto, sempre&#8221; del libro che ti sto 	regalando insieme a questo scitto. Ho voluto rileggerlo dopo circa 	dieci anni, quando, cioè, è partita questa nostra seconda storia, 	perché credevo che tu fossi nella dimensione emozionale del 	protagonista questa volta: un uomo &#8220;per bene&#8221;, che ha sempre voluto 	salvare la facciata e che (per la prima volta per lui, ancora una volta 	per te) si ritrova a lottare con un sentimento troppo forte. HO PECCATO 	DI PRESUNZIONE, oltre ad incorrere nello stesso errore di dieci anni 	fa, quando già lo pensai a proposito di te.<br />
Comunque, è quello, e soltanto quello, l&#8217;unico tipo di marito che vedo come autorizzato a tradire i propri voti di fedeltà.<br />
E, 	pensando alla &#8220;lei&#8221; di quella storia tragica, a quel &#8220;tutto, sempre&#8221;, 	che offriva a colui che aveva ridotto in schiavitù, sto pensando alla 	confezione regalo con cui ti avevo preparato l&#8217;offerta del mio corpo 	proprio l&#8217;ultima volta che siamo stati insieme&#8230; e che tu certamente 	ricordi.<br />
Quello, per me, doveva essere solo l&#8217;inizio.<br />
Con l&#8217;amore di sempre, ti aspetto. Eleonora.</p>
<p>È 	sera e mi sto rigirando questa lettera fra le mani da questa mattina: 	ogni tanto la rileggo, cercandovi almeno un minimo indizio,una 	sbavatura nel tono accorato e veritiero, eppure corretto, che mi aiuti 	ad odiare chi me la scrisse quasi dieci anni fa. Ma non riesco a 	trovarvi alcun cedimento nella classe che distingueva colei che ho 	illuso per ben due volte nella mia vita: la prima, alle soglie dei miei 	sessanta anni; la seconda, dieci anni dopo.</p>
<p>***</p>
<p>Dal libro <a href="http://www.manualedimari.it/portal/narrativa/anteprima/un-uomo-per-bene-di-paola-pica"><em><strong>Un uomo per bene</strong></em></a> di <strong>Paola Pica</strong>, recensito da <strong>Nicla Morletti</strong> nel <a href="http://www.manunaledimari.it"><strong>Portale Manuale di Mari</strong></a>.</p>
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		<title>L&#8217;asciugamano nello zaino di Cinzia Corneli</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2009 18:02:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Corneli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog degli Autori]]></category>
		<category><![CDATA[Ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Fiera del libro per l'estate 2009]]></category>
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		<category><![CDATA[Libri con dedica]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>

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		<description><![CDATA[
Un castello di sabbia non puoi costruirlo troppo lontano dal mare perché la sabbia non è quella giusta.
Ma non puoi costruirlo nemmeno troppo vicino alla riva perché c&#8217;è sempre il rischio dell&#8217;alta marea.
Comunque vada ogni notte lo riconduce a sé perché risucchiato dalle onde o dal vento che spazza via tutto.
Inghiottito dove è nato, dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-5095" href="http://www.blogdegliautori.it/cinzia-corneli/lasciugamano-nello-zaino/asciugamano-zaino/"><img class="alignnone size-full wp-image-5095" title="L'asciugamano nello zaino di Cinzia Corneli" src="http://www.blogdegliautori.it/wp-content/uploads/2009/05/asciugamano-zaino.jpg" alt="" width="302" height="414" /></a></p>
<p>Un castello di sabbia non puoi costruirlo troppo lontano dal mare perché la sabbia non è quella giusta.<br />
Ma non puoi costruirlo nemmeno troppo vicino alla riva perché c&#8217;è sempre il rischio dell&#8217;alta marea.<br />
Comunque vada ogni notte lo riconduce a sé perché risucchiato dalle onde o dal vento che spazza via tutto.<br />
Inghiottito dove è nato, dalle stesse cose con cui è stato creato.<br />
A questo penso oggi, tristemente rannicchiata di fronte al mare impetuoso.<br />
Lui non c&#8217;è più. Lui.<br />
Le gambe piegate e cinte da un mio braccio, l&#8217;altro con il gomito sopra il ginocchio che mi sorregge il mento.<br />
Non è una giornata di sole.<br />
I piedi nudi cosparsi di sabbia graffiante e bagnata, un maglione che mi ripara dal vento gelido che non viene solo dal mare, i capelli scompigliati che hanno ancora voglia di giocare sul viso scavato, uno zaino a terra che porta addosso e mostra i segni del tempo vissuto.<br />
Dentro c&#8217;è un asciugamano stanco, un grande telo color verde militare.<br />
Una penna instancabile getta fiumi di parole al vento.<br />
<em>(Capitolo I)</em><span id="more-4419"></span></p>
<p>Fin da piccola ero stata sempre innamorata, il classico ragazzino vicino di casa. Il mio aveva capelli scuri ed occhi chiari. Un visetto tenero e dolce, ai miei occhi un tenebroso.<br />
Immaginavo di diventare una moglie brava ed affettuosa, mamma di tanti bambini. Lui al mio fianco, forte come una roccia, per tutta la vita. Una vita che non avrebbe mai più conosciuto ostacoli.<br />
Quelli incontrati fino ad ora sarebbero stati solamente un brutto ricordo, un dimenticatoio che non avrei mai più aperto.<br />
Briciola, la mia gattina striata di bianco e grigio, era sempre accanto a me. Ronfando beatamente, assecondava tutti i miei pensieri.<br />
Il mio diario iniziava a custodire poesie, riflessioni e racconti. Un cassetto andava riempiendosi di diari, fragili sogni compressi che in seguito avrei liberato.<br />
Un pomeriggio come tanti altri, quel ragazzino che stava diventando uomo, guardando altrove, mormorò con disinvoltura forzata la richiesta di fidanzamento.<br />
In un lampo risuonarono le parole di mia madre &#8220;Non far capire ad un uomo che lo ami, fatti desiderare a lungo, solo mettendolo alla prova capirai se ti ama davvero&#8221;.<br />
Così, innamoratissima ed emozionata per la richiesta attesa da anni, risposi con un secco no.<br />
Le innumerevoli volte che fu rinnovata la sofferta dichiarazione d&#8217;amore ebbero i loro frutti, un bel giorno trovai il coraggio per dire si.<br />
Seguirono mesi e mesi trascorsi nella visione magica della relazione vissuta in quel momento. Del suo futuro inossidabile, che solamente la spensieratezza di un adolescente può avere.<br />
Soprattutto per aver potuto davvero constatare che l&#8217;amore immaginato da piccola sagomato da coccole, carezze ed affetto, era proprio così.<br />
E la scena impetuosa di quel miserabile che anni prima aveva tentato vigliaccamente di sopraffarmi con la forza e la meschinità aveva finalmente preso la sua giusta dimensione.<br />
Vinsi da bambina una battaglia molto più grande di me, sia fisicamente che psicologicamente.<br />
Per vincere avevo dovuto lottare, correre, urlare, scappare.<br />
Ma non sapevo che avrei assaporato davvero la gioia ed il senso della vittoria solo dopo aver conosciuto i veri gesti dell&#8217;affetto più profondo.<br />
Con questa mia prima infatuazione, con la quale avevo conosciuto le tenerezze e dolcezze dell&#8217;amore, avevo davvero concluso la mia battaglia.<br />
E vinto.<br />
Un giorno cominciai ad essere assalita dai dubbi, fino a quando dissi basta e imparai l&#8217;amaro peso delle parole di chi ti dice che senza te non vive.<br />
Prendevo anche consapevolezza che l&#8217;amore da me provato, quello vero, si annida profondamente nel mio cuore. Indimenticabile, unico come chi, immancabilmente, sogno e idealizzo.<br />
Sentii il mio sogno svanire lentamente. Anni e anni idilliaci crollati senza una vera ragione, come senza ragione erano nati. Anzi, prima ancora di nascere.<br />
La malinconia si stava sostituendo alle illusioni, aggravata da una situazione familiare divenuta assolutamente insostenibile.<br />
Sapevo essere perfettamente uguale a quella di un mio compagno di classe, con il quale però, non avevo mai legato.<br />
Mancava ancora un po&#8217; al suono della campanella.<br />
Ci ritrovammo a conversare della vita, dei dubbi, dell&#8217;amore, della scuola, della famiglia. Tutto in meno di mezz&#8217;ora ed in meno di mezz&#8217;ora m&#8217;innamorai nuovamente.<br />
Sottolineò che tre giorni dopo sarebbe stata Pasqua e per nulla al mondo avrebbe rinunciato a vedermi. Ammirando estasiata i suoi boccoli dalle mille sfumature castano chiaro, il sorriso smagliante e la dolcezza innata, balbettai che avrebbe fatto piacere anche a me.<br />
Ed insieme allo scambio degli auguri iniziò la nostra storia. Che fosse nata sotto una buona stella mi sembrò un dato ineccepibile, l&#8217;essere sbocciata in quella ricorrenza non poteva essere che di buon auspicio.<br />
Invece altro non ero che una foglia verde aggrappata alla sua pianta, speranzosa che l&#8217;autunno avesse tardato ad arrivare.<br />
E ritrovarmi a terra, a marcire anzitempo.<br />
Il distacco. Che dolore immenso.<br />
Ricordo le mie viscere non essere più dentro di me. Ricordo che qualcuno mi strappava di dosso qualcosa, ma non ricordo né chi, né cosa. Ricordo che ero senza fiato, senza parole, senza pensieri. Ricordo che piangevo. E che impazzivo mentre venivo frantumata dai cingoli di un carro armato.<br />
Partii, in vacanza al mare.<br />
Quattro ore in treno senza sedersi perché senza prenotazione, la temperatura altissima perché l&#8217;impianto di condizionamento fuori uso ed un&#8217;aria asfissiante perché stracolmo di viaggiatori, non mi fecero dare per vinta. Nemmeno il tempo di salutare e posare i bagagli che, trascinando mia sorella, mi ero catapultata in spiaggia per abbronzarmi a più non posso. Potevo confidare solo in un&#8217;intensa abbronzatura per avere la minima possibilità di riconquistare il mio fidanzatino.<br />
Corsi talmente concitata alla spiaggia da scontrarmi con il ragazzo dell&#8217;ombrellone accanto al mio&#8230;<br />
<em>(Capitolo II)</em></p>
<p><em>***</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Dal libro <a href="http://www.manualedimari.it/portal/narrativa/amore-e-vita/lasciugamano-nello-zaino-di-cinzia-corneli"><em><strong>L&#8217;asciugamano nello zaino</strong></em></a> di <strong>Cinzia Corneli</strong>, recensito da <strong>Nicla Morletti</strong> nel <a href="http://www.manunaledimari.it/"><strong>Portale Manuale di Mari</strong></a>.</p>
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		<title>L&#8217;eco di un lungo silenzio di Cinzia Corneli</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2009 15:44:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Corneli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Fiera del libro per l'estate 2009]]></category>
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		<category><![CDATA[Libri con dedica]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>

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		<description><![CDATA[
- Noi -
così tornavo a cercarlo -
Così tornavo a cercarlo.
Disperatamente, sperando che il suo nome non fosse nella lista senza speranze.
Mi facevo largo tra la folla, davo e prendevo gomitate come un&#8217;estranea qualsiasi.
Indossavo il suo pullover, lo aveva dimenticato nella mia casa una notte di tanti anni fa. Mi andava largo, ma sentivo stringermi dagli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-5093" href="http://www.blogdegliautori.it/cinzia-corneli/leco-di-un-lungo-silenzio/eco-di-un-lungo-silenzio/"><img class="alignnone size-full wp-image-5093" title="L'eco di un lungo silenzio di Cinzia Corneli" src="http://www.blogdegliautori.it/wp-content/uploads/2009/05/eco-di-un-lungo-silenzio.jpg" alt="" width="252" height="380" /></a></p>
<p>- Noi -</p>
<p><em>così tornavo a cercarlo</em> -</p>
<p>Così tornavo a cercarlo.<br />
Disperatamente, sperando che il suo nome non fosse nella lista senza speranze.<br />
Mi facevo largo tra la folla, davo e prendevo gomitate come un&#8217;estranea qualsiasi.<br />
Indossavo il suo pullover, lo aveva dimenticato nella mia casa una notte di tanti anni fa. Mi andava largo, ma sentivo stringermi dagli spasmi che correvano nelle mie vene.<br />
Lo indossavo spesso, tutte le volte che la nostalgia pulsava troppo forte.<br />
Lo avevo indossato sempre, ogni volta che ero scappata per la strada sperando d&#8217;incontrarlo, e tutto era solamente freddo.<br />
Mentre pregavo perché Lui fosse vivo, e correvo all&#8217;impazzata per trovare un segnale della sua esistenza, venivo distolta dalla presenza di una zingara.<br />
Una visione in cui riconoscevo la stessa persona nella quale ero imbattuta anni indietro, durante uno dei peggiori momenti della mia vita. Ero rimasta frastornata dal suo colorito grigiastro, quasi malaticcio, e da un mucchio di stracci collocati ai bordi della strada.<br />
I capelli corvini, con una riga nel mezzo, raccolti in un grande ciuffo spettinato. Un&#8217;ampia gonna nera plissata, sopra una camicia a fiori, ingrandiva il punto di vita già abbondante.<br />
Passanti frettolosi avevano sorvolato con noncuranza, io ero rimasta irretita dai suoi movimenti. E nel seguirla, prendevo tristemente atto che anch&#8217;io avevo mendicato.<br />
Non soldi, ma carezze e baci.<br />
&#8220;Signora fate la carità, ho tanti figli, fate la carità bella signora&#8230;&#8221;, ripeteva con uno stillicidio irritante.<br />
Volevo andarmene, invece mi ritrovavo che osservava, senza parole, la spezzata linea della mia vita.<br />
La mia mano si ritraeva, ma lei insisteva nel trattenermi e aveva ripreso a parlare.<br />
Una cantilena, un lamento ininterrotto che rompeva il mio<br />
silenzio assoluto.<br />
Una monotonia con cui, quasi magnetizzandomi, ripeteva &#8220;Bella signora, lei soffre per un uomo lontano. Vedo che tornerà molto malato, ma smetta di amarlo signora, smetta di amarlo. Anche se&#8230; vedo un figlio&#8230; e poi, sì, vedo anche fortuna&#8230;&#8221;.<br />
Non avevo voluto ascoltare più.<br />
Avevo messo frettolosamente degli spiccioli nel suo barattolo e con uno strattone mi ero allontanata.<br />
Ma non aveva terminato il suo numero, voleva altri soldi, così, benché distante, la sentivo ancora borbottare.<br />
Le immagini alterate riprendevano la loro forma e quel lontano brontolio, adesso, era smantellato dalle mie preghiere.<br />
Filtravano da un veloce movimento delle labbra, mentre disarcionavo spine, mentre sfidavo una roulette russa e una corsa forsennata contro il tempo.<br />
&#8220;Dio mio fa che sia salvo, fa che sia salvo!&#8221;, imploravo ininterrottamente, seguitando ad avanzare quasi cadendo in avanti.<br />
E in quella spirale di angoscia era come se fossi ferma, e la strada sembrava corrermi incontro.<span id="more-4418"></span></p>
<p>- Tu e Federico -</p>
<p><em>parole come acqua dalle pietre</em> -</p>
<p>Federico è nella tua Caserma.<br />
Gli basta dare un&#8217;occhiata a quelle parole leggermente scolorite, distese inerti sotto le tue mani, per irrigidirsi mente lo interroghi.<br />
E smarrirsi, da non parlare più.<br />
Tu inizi a spazientirti, lo guardi quasi con disprezzo.<br />
Sei abituato a trattare con ragazzi arroganti, ribelli, sbandati.<br />
Lui non è così, ma per te è uno qualsiasi e scambi il suo mutismo per strafottenza.<br />
&#8220;Maresciallo&#8221;, prosegue poi Federico, mestamente, di fronte alla tua glaciale freddezza e alle tue minacce.<br />
&#8220;Maresciallo&#8230;&#8221;, è tutto ciò che riesce a dire.<br />
E lo fa con lo sguardo ancora posato su quella vecchia agendina, che hai come abitudine di estrarre dal cassetto e fogliare ogni volta che devi ingannare del tempo.<br />
Le parole fitte ma ben leggibili &#8220;&#8230; <em>Ti hanno visto anche gli Angeli. Loro no. Non se ne sono mai andati&#8230;</em>&#8220;.<br />
Ora anche tu lo fissi smarrito.<br />
&#8220;Cosa&#8221;, dici.<br />
Scivolano parole come acqua dalle pietre.</p>
<p>***</p>
<p>Dal libro <a href="http://www.manualedimari.it/content/view/268/161/" target="_blank"><strong><em>L&#8217;eco di un lungo silenzio</em></strong></a><em><strong> </strong></em>di <strong>Cinzia Corneli</strong>, recensito da <strong>Nicla Morletti </strong>nel <strong>Portale </strong><a href="http://www.manualedimari.it/"><strong>Manuale di Mari</strong></a>.</p>
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		<title>Nelle mani del vento di Nicla Morletti</title>
		<link>http://www.blogdegliautori.it/nicla-morletti/nelle-mani-del-vento/</link>
		<comments>http://www.blogdegliautori.it/nicla-morletti/nelle-mani-del-vento/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 May 2009 17:48:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicla Morletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog degli Autori]]></category>
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		<category><![CDATA[Libri con dedica]]></category>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
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		<description><![CDATA[
Abbassai lo sguardo. Sul muro qualcuno aveva scritto: &#8220;Il mio cuore batte coi suoi flutti allo scoglio del mondo, e su di esso lascia segnate con lacrime le parole: io t&#8217;amo.&#8221;
&#8220;Resti ancora con me, fiore di primavera. Ascolti la mia storia, è infinitamente bella.&#8221;
E mentre nuvole di panna vagavano nel cielo, fece ritorno l&#8217;airone rosa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-5084" href="http://www.blogdegliautori.it/nicla-morletti/nelle-mani-del-vento/nellemanidelvento/"><img class="alignnone size-full wp-image-5084" title="Nelle mani del vento di Nicla Morletti" src="http://www.blogdegliautori.it/wp-content/uploads/2009/05/nellemanidelvento.jpg" alt="" width="259" height="373" /></a></p>
<p>Abbassai lo sguardo. Sul muro qualcuno aveva scritto: &#8220;Il mio cuore batte coi suoi flutti allo scoglio del mondo, e su di esso lascia segnate con lacrime le parole: io t&#8217;amo.&#8221;<br />
&#8220;Resti ancora con me, fiore di primavera. Ascolti la mia storia, è infinitamente bella.&#8221;<br />
E mentre nuvole di panna vagavano nel cielo, fece ritorno l&#8217;airone rosa. Elegante nel volo, si librava nell&#8217;aria profumata di salsedine. E l&#8217;uomo incominciò a narrare della sua vita e di Desirée, isola dell&#8217;infinito.</p>
<p>(&#8230;)</p>
<p>Accadde in un pomeriggio d&#8217;estate. In uno di quei giorni benedetti da Dio in cui capita di sentirsi felici senza saperne il perché. Basta un soffio di vento, o un profumo particolare nell&#8217;aria per capire ad un tratto che la vita è bella, mentre nella nostra mente si dilegua il ricordo di giorni densi di malinconia.<br />
Accadde in quel breve tragitto che il battello compie ogni giorno dal paese di San Feliciano all&#8217;isola Polvese. In uno di quei traghetti che scivolano lenti nello specchio d&#8217;acqua del lago Trasimeno.<br />
Lei era là, in piedi, appoggiata alla cabina, il viso al sole, un libro in mano, la borsa a tracolla. Il vento le modellava la veste leggera, frugava con dita invisibili tra i lunghi capelli, giocava con le forme di un corpo perfetto.</p>
<p>(&#8230;)</p>
<p>Raccolsi il pezzo di carta in un angolo di prato di quel quieto mondo. Carta da lettere ingiallita dal tempo, bella calligrafia, tratto deciso di persona che faceva supporre un carattere fermo ma pensoso, sembrava.<br />
Lessi:<br />
<em>&#8220;Se questa sera ti sembrerà più quieta, se nella notte il vento muoverà le tende della tua stanza e più pallida sarà la luna, se tra le ombre del giardino scorgerai un fiore e le corolle bisbiglieranno tra i fili d&#8217;erba, allora in questa notte angeli dai capelli d&#8217;oro veglieranno su di te. E nel sospiro del vento sarò fra le tue braccia, sfiorerò la tua pelle, bacerò le tue palpebre chiuse. E tu mi sognerai nell&#8217;incanto dell&#8217;aurora.&#8221;</em></p>
<p>(&#8230;)<span id="more-4406"></span></p>
<p>Nell&#8217;isola era calato il vento e da un punto dell&#8217;orizzonte avanzavano lente le nubi.<br />
Desirée si umettò le labbra che divennero più lucide. Vidi una vena pulsarle nel collo e una goccia di sudore scendere giù lentamente fino a lambire il seno.<br />
Cercai di immaginare cosa celasse quell&#8217;abito di  stoffa cedevole che le avvolgeva le gambe, di leggere la plasticità delle forme di quel corpo sconosciuto e così vicino. Profumo di  iris, viola, ciclamino: &#8220;Spring flower.&#8221;</p>
<p>(&#8230;)</p>
<p>Io e Desirée ci ritrovammo stretti stretti a ballare un lento sulla piazza del villaggio in mezzo ad altri turisti, fra i bambini che si rincorrevano, fra aquiloni di carta e palloncini colorati.<br />
Sentivo la morbidezza del suo corpo così vicino al mio, il suo respiro, il suo profumo: Spring flower. La musica pareva divenire sempre più dolce. Ci muovevamo all&#8217;unisono, lentamente, delicatamente, avvolti nella luce rossastra di un tramonto struggente. Lei reclinò la testa ed io le passai una mano tra i capelli.</p>
<p>***</p>
<p>Alcuni brani tratti dal libro <a href="http://www.manualedimari.it/portal/narrativa/autori-italiani/nelle-mani-del-vento-di-nicla-morletti" target="_blank"><strong>Nelle mani del vento</strong></a>, l&#8217;ultimo romanzo di <strong>Nicla Morletti</strong>.</p>
<p><strong>Vuoi sfogliare le pagine di questo libro e leggere i primi capitoli? Clicca sull’immagine dell’ebook</strong> <strong>qui sotto. Se ti colleghi con un terminale mobile <a href="http://www.blogdegliautori.it/ebook/Nelle-mani-del-vento.pdf">CLICCA QUI</a>.</strong> Per ordinare il libro e ricevere una copia con dedica autografa dell’autrice al <span style="color: #cc0000;"><strong>prezzo di Euro 15,00</strong></span> <a href="http://www.manualedimari.it/portal/contatti/nicla-morletti-modulo-ordini/" target="_blank"><strong>CLICCA QUI</strong></a>.</p>
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<p><object style="width:490px;height:347px" ><param name="movie" value="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf?mode=embed&amp;documentId=091203220649-c7daa9387349446e922e642c7b12ec99&amp;docName=nelle_mani_del_vento_ebook&amp;username=manualedimari&amp;loadingInfoText=Nelle%20mani%20del%20vento&amp;showFlipBtn=true&amp;backgroundColor=A4112B&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml" /><param name="allowfullscreen" value="true"/><param name="menu" value="false"/><embed src="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf" type="application/x-shockwave-flash" style="width:490px;height:347px" flashvars="mode=embed&amp;documentId=091203220649-c7daa9387349446e922e642c7b12ec99&amp;docName=nelle_mani_del_vento_ebook&amp;username=manualedimari&amp;loadingInfoText=Nelle%20mani%20del%20vento&amp;showFlipBtn=true&amp;backgroundColor=A4112B&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml" allowfullscreen="true" menu="false" /></object></p>
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		<title>Quelle strane note del Leoncavallo di F. P. Percoco</title>
		<link>http://www.blogdegliautori.it/francesco-paolo-percoco/quelle-strane-note-del-leoncavallo/</link>
		<comments>http://www.blogdegliautori.it/francesco-paolo-percoco/quelle-strane-note-del-leoncavallo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 May 2009 21:24:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Paolo Percoco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog degli Autori]]></category>
		<category><![CDATA[Ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Fiera del libro per l'estate 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Leggiamo Insieme]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>

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		<description><![CDATA[
Trattengo tra le dita una piccola rosa appassita, schiacciata tra le pagine di un quaderno a righe scritto con inchiostro ormai marroncino: il fiore sembra conservare gelosamente i suoi ricordi, con i petali ancora scarlatti che s&#8217;intrecciano con uno sfilacciato nastrino di seta rossa un tempo avvolto intorno al gambo ormai minutissima polvere. Frammenti fragilissimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignnone" title="Quelle strane note del Leoncavallo di F. P. Percoco" src="http://www.manualedimari.it/images/cover09/strane-note-leoncavallo.jpg" alt="" width="281" height="414" /></em></p>
<p><em>Trattengo tra le dita una piccola rosa appassita, schiacciata tra le pagine di un quaderno a righe scritto con inchiostro ormai marroncino: il fiore sembra conservare gelosamente i suoi ricordi, con i petali ancora scarlatti che s&#8217;intrecciano con uno sfilacciato nastrino di seta rossa un tempo avvolto intorno al gambo ormai minutissima polvere. Frammenti fragilissimi di un amore che doveva essere stato grandissimo, ritrovati casualmente in un cassetto di una scrivania americana del primo &#8216;900, ma mai ricercati perché ne ignoravo l&#8217;esistenza.<br />
Avrò aperto e rovistato in questo cassetto mille volte, rimestato tra le sue carte altre mille volte, sbirciato tra caleidoscopi e binocoli di cartoncino, bussole, rotelle conta passi, piccoli pesi di vecchie bilance, minuscoli block notes con disegnate, ora a penna ora matita, con o senza pentagramma, note su note musicali, foglietti volanti con una scrittura criptica che mai sono riuscito a decifrare.<br />
Solo ora guardo con tenerezza questa nuvola di bambagia ingiallita e diradata, che apro con attenta tenerezza, racchiusa tra le pagine riempite con una calligrafia impossibile sino all&#8217;inverosimile, dove il batuffolo si è rincantucciato per tanti anni.<br />
Nulla di più potevo aspettarmi se non l&#8217;immagine di mio nonno e della tante cose che si divertiva a raccontare così come gli erano accadute.<br />
Le pagine di questo quadernetto sono ora per me come la cassetta di un film, un magnifico film che proietto nella mente mentre scorro i fogli bruniti.<br />
&#8220;Libro di Memorie &#8212; Ricordo&#8221; e, più giù sotto, un &#8216;immagine a rilievo che raffigura una lira formata da violette intrecciate a un mirto ancora oggi verdissimo, con tre corde dorate tuttora come ieri, ormai cent&#8217;anni or sono, e tra esse un &#8220;t&#8217;amo&#8221; scritto in minutissima grafia che una volta scoperto e letto appare alla mente come un enorme manifesto.<br />
Portandomi questo quaderno sul petto, guardo il cielo dove le nuvole, spinte dal vento dolce, s&#8217;intrecciano e si diradano come bambagia sgranata ed ecco che mi pare che dalla rosa evapori, come un effluvio, una figura che si forma e si dissolve, si riforma e si scioglie ancora, disegnando un signore vestito inappuntabilmente, con le due punte di un bianchissimo fazzoletto che sbirciano dal taschino della giacca, un sottile bastone da passeggio ancorato sul gomito; un artista tormentato dalla musica, signorile, sottilmente arguto, se vogliamo, stravagante ma piacevolmente gradito a chi gli era intorno.<br />
Sul quaderno è scritta una data: a Sava, 9 Gennaio 1889, ma il diario parte con la narrazione da Francavilla Fontana nel Settembre dello stesso anno.</em><span id="more-4392"></span></p>
<p>Finito, con eccellenti risultati, il liceo a Ostuni, spinto dalla passione per la musica che sembrava endemica in ogni componente della mia famiglia, chiesi a mio padre, Fortunato, di poter continuare ad approfondire il mio approccio con la dolce musa delle sette note. Questo voleva dire chiedergli di andare sino a Napoli posto che solo lì vi erano alte scuole e posto che, in quel tempo, oltre Napoli, che godeva dei privilegi di essere stata, bene o male, una capitale, non vi era nulla.<br />
Dopo l&#8217;esperienza dei miei due fratelli maggiori, Peppino e Raffaele, che mandati a Parigi tornarono con molta arte ma poco mestiere, mio padre tentennò non poco prima di concedere anche a me il permesso di lasciare la ricca campagna che avevamo a Francavilla per tentare la sorte in altri lidi.<br />
Ma fu proprio la condivisa passione per la grande musica che convinse il mio genitore dallo sguardo sempre severo reso, più cupo dai lunghi basettoni che gli incorniciavano il viso fin quasi al mento.<br />
Sì, studiare bene significava andare dove si faceva cultura e si coltivavano i musicisti del domani.<br />
Il forte desiderio di avere intorno chi faceva e chi suonava musica a livelli professionistici costrinse il mio burbero genitore a consentirmi di lasciare il mio paese, grave e sonnacchioso, per migliorare il mio sapere musicale in un centro dove le scuole fossero di altissima qualità: egli si mise a sognare e, sognando, immaginò che almeno uno dei suoi figli sarebbe diventato un grande compositore&#8230; Mascagni&#8230; Puccini&#8230; Boito e visto che gli altri figli non pareva che riuscissero nell&#8217;intento, non gli restava che tentare con me che ero l&#8217;ultimo nato.<br />
Mi chiamò, quindi, un giorno di settembre, prima di pranzo sul terrazzino assolato posto a mezzogiorno, mentre le donne di casa si affaccendavano, aprendo e schiudendo ripetutamente la finestra avendo cura di mantenere gli scuri chiusi per mantenere la stanza da pranzo in una penombra di frescura.<br />
La sala era squarciata da lampi di luce accecante che fiondavano improvvisamente all&#8217;interno per attirare verso Tortale le avide ed appiccicosissime mosche della vendemmia che venivano spinte fuori dai grembiuli agitati con ritmo sapiente.<br />
Duro in volto e guardandomi fissamente don Fortunato Cavallo, aggiustandosi l&#8217;eterno scollino blu, mi disse:<br />
&#8220;I tuoi fratelli in appena quattro giorni arrivarono a Parigi ma poi, dopo gli studi, per tornare a casa hanno impiegato anni. Ora non si muoveranno più e amministreranno con me la proprietà; loro la musica se la faranno a casa e se vorranno ascoltarla durante le esecuzioni, se la canteranno e se la suoneranno da soli o, al massimo, sentiranno la banda del paese nella cassarmonica in piazza…<br />
Tu, però&#8230; da te voglio    &#8221; s&#8217;interruppe come folgorato fissando il muro tinteggiato a biacca dove il sole penetrando in un anfratto dell&#8217;intonaco ombreggiato dalla<br />
pergola, aveva disegnato ombre tremolanti.<br />
&#8220;Mascagni, vedi?&#8221;<br />
&#8220;Dove?&#8221; Chiesi sorpreso.<br />
&#8220;Là, là sul muro.&#8221;<br />
&#8220;Mascagni sul muro!?&#8221;<br />
&#8220;Il profilo di Mascagni, non lo vedi?&#8221;<br />
&#8220;Ah, sì&#8230;.mi pare.&#8221;<br />
&#8220;Oòh Ercolì! Come mi pare? E&#8217; lui&#8230; è apparso come le ombre cinesi.&#8221;<br />
Nel frattempo la pergola, con la complicità del sole, quasi comprendendo il mio patema d&#8217;animo, aveva cambiato lo scenario sul muro bianco illuminato dove ora un grosso geco arrivato da chi sa dove, se stava pacione sul muro sotto il sole ancora cocente e senza alcuna cautela, e pareva molto interessato a quel che stava dicendo mio padre.<br />
&#8220;Papà, io non vedo niente se non una ributtante lucertolaccia da muro.&#8221;<br />
&#8220;E per forza, tu sei moscio! Ora non c&#8217;è più.&#8221;<br />
&#8220;Se ne è andato&#8230; Mascagni?!&#8221; esclamai timidamente, immediatamente pentendomi di averlo detto.<br />
Mio padre, per mia buona sorte, non aveva capito o sapientemente fece finta di non capire; si avvicinò al muro quasi accarezzandolo ed emise un profondo sospiro: &#8220;Mascagni!&#8221; continuò come in trance: &#8221; Sì, proprio voglio che tu diventi un nuovo Mascagni o anche&#8230; un Donizetti.&#8221; La lucertola, spaventata dall&#8217;avvicinarsi delle mani di mio padre che accarezzava il muro, schizzò in un attimo verso l&#8217;ignoto.<br />
Mi raggelai nel caldo settembrino e non osai dire parola alcuna, rincuorato dagli occhi di mia madre Annunziata che ci aveva raggiunti per invitarci a tavola e che sembrava nata per addolcire il mio genitore.<br />
&#8220;Pasta e rape si freddano e se aspettiamo ancora un po&#8217; non saranno più buone.&#8221; intervenne la Tata.<br />
&#8220;Né Mascagni né Donizetti e neanche César Frank che adoro, ma te stesso.&#8221; Disse mia madre che guardava alternativamente ora me ora il marito facendo ondeggiare i penduli orecchini che portava perennemente, il cui dondolio mi aveva sempre incantato sin da bambino.<br />
&#8220;Lui, il Maestro Mascagni, è diventato grande perché ha partecipato al concorso Sonzogno e aveva appoggi del conte Florestano di Larderel, lo sanno tutti.&#8221; suggerì mio fratello Peppino che se ne stava in disparte.<br />
&#8220;Perché tu non potevi partecipare?&#8221; Gli rispose duro mio padre puntandogli il dito indice sul petto come fosse uno schioppo.<br />
&#8220;Anche se lo avessi potuto fare&#8230;. a che prò, visto che dietro di me non ci sarebbe stato nessun conte.&#8221; Fu la riposta di mio fratello.<br />
&#8220;Lui a venticinque anni è già famoso!!&#8221; disse mio padre con un crudo tono di voce che faceva sembrare ogni parola un macigno da lapidazione.<br />
L&#8217;andamento del discorso andava facendosi assai scabroso e mia madre intervenne provvidenzialmente:<br />
&#8220;Ercolino, tu ci devi dare la tua musica: te stesso. Venite, ora andiamo a tavola.&#8221;<br />
&#8220;Sì, ma non a Parigi dove ci sono solo scompiglio e tumulto : esposizioni, funzioni di Babel..(!) Gran balli, Can Can, donnette e donnacce e strani figuri trasandati, barbuti e astrusi che si fanno chiamare artisti. Artisti! Poveracci che imbrattano tele o strimpellano note senza assonanza per sbarcare il magro lunario. Di che arte poi?! Pittori, puah! Quadri? Puah! Macchie, solo macchie. Musicisti? Saltimbanchi direi! Ma i musicisti sono ben altro!</p>
<p>***</p>
<p>Dal libro <a href="http://www.manualedimari.it/portal/narrativa/storia-e-vita/quelle-strane-note-del-leoncavallo-di-f-p-percoco" target="_blank"><strong><em>Quelle strane note del Leoncavallo</em></strong></a><em><strong> </strong></em>di <strong>Francesco Paolo Percoco</strong>, recensito da <strong>Nicla Morletti </strong>nel <strong>Portale </strong><a href="http://www.manualedimari.it/"><strong>Manuale di Mari</strong></a>.</p>
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		<title>Linea di confine di Luigi Catzola</title>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2009 17:23:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Catzola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Quando il carrello dell&#8217;aereo toccò terra, una profonda emozione avvolse il mio corpo. Tutto. Ma non perché eravamo finalmente atterrati. Sentii un afflusso di sangue improvviso avvamparmi il volto. Avvertivo il respiro un po&#8217; affannoso che accompagnava ritmicamente non solo il mio battito cardiaco, ma anche le immagini che mi si presentavano alla mente e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.manualedimari.it/images/cover09/linea-di-confine.jpg" alt="" width="280" height="414" /></p>
<p>Quando il carrello dell&#8217;aereo toccò terra, una profonda emozione avvolse il mio corpo. Tutto. Ma non perché eravamo finalmente atterrati. Sentii un afflusso di sangue improvviso avvamparmi il volto. Avvertivo il respiro un po&#8217; affannoso che accompagnava ritmicamente non solo il mio battito cardiaco, ma anche le immagini che mi si presentavano alla mente e che rappresentavano, da un po&#8217; di tempo, un mio pensiero fisso. Ero impaziente di rivederle e di provare le emozioni che avevo già provato la prima volta che le vidi. Esse, si susseguivano in sequenza nella mia mente, ora una alla volta, ora sovrapposte in modo confuso, ma sempre ero conscio dell&#8217;effetto di ansia che esse mi producevano. Erano disegni che oramai conoscevo bene a memoria e che erano divenuti un pensiero continuo che riaffiorava con periodicità. Era un pensiero che ricorreva nella mia mente da un po&#8217; di tempo. Tra poche ore avrei finalmente potuto rivedere la sua espressione, il frutto della sua creatività e del suo tormentato vivere.<br />
Ero stato a Parigi 3 settimane prima e da allora non riuscivo più a liberarmi di quelle visioni, di quelle immagini, di quei disegni che avevano così profondamente turbato le mie emozioni, e accompagnato, ma senza disturbare, alcune notti insonni spese a riflettere su quanto sentivo il bisogno di conoscere meglio, e condividere, i suoi momenti creativi. Momenti che racchiudevano, nella policromia e nelle forme, nelle geometrie e nei materiali usati, la perfezione dell&#8217;essere imperfetti. L&#8217;imperfezione che rende possibile l&#8217;ambire alla perfezione. L&#8217;imperfezione che rende possibile comporre nel proprio immaginario, la creazione perfetta. Imperfezione che regala tormento. Tormento dell&#8217;impossibilità di avere l&#8217;estasi perfetta che possa accompagnare la propria opera. Desideravo potermi impossessare di quei momenti fulminanti che avevano estasiato la sua creazione. Volevo possederli anch&#8217;io. Miei! E avrei voluto tanto poterli capire e averne condivisione emotiva. Con le sue stesse violente passioni che guidassero anche il mio animo. Come quando la violenza della tempesta ti trascina e le tue forze sono spese nella ricerca continua di coniugare il tuo corpo con i moti vorticosi della tempesta, senza doverla subire, in un gioco armonico di estrema difficoltà acrobatica, ma di indubbio ed estatico piacere. Volevo catturare i suoi momenti.<span id="more-4286"></span></p>
<p>***</p>
<p>Dal libro <a href="http://www.manualedimari.it/portal/narrativa/recensioni/linea-di-confine-di-luigi-catzola" target="_blank"><em><strong>Linea di Confine</strong></em></a> di <strong>Luigi Catzola</strong>, recensito da <strong>Nicla Morletti</strong> nel <a href="http://www.manualedimari.it/portal" target="_blank"><strong>Portale Manuale di Mari</strong></a>.</p>
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</a></p>
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		<title>I racconti di CasaLuet di Susanna Trippa</title>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2009 16:38:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna Trippa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fiera del libro per l'estate 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Fiera del libro per l'estate 2010]]></category>
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		<category><![CDATA[Libri con dedica]]></category>
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		<description><![CDATA[
Era uno di quei mattini d&#8217;estate, ce ne sono una manciata in un anno, in cui ogni cosa è intatta, perfetta al suo posto.
L&#8217;incanto 	di queste prime ore della giornata ci riporta a quando, bimbetti di 	quattro o cinque anni, ce ne siamo accorti per la prima volta.
Nel 	cortile sotto casa, le scarpette di tela [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-5087" href="http://www.blogdegliautori.it/susanna-trippa/i-racconti-di-casaluet-di-susanna-trippa/racconti-casa-luet/"><img class="alignnone size-full wp-image-5087" title="I racconti di CasaLuet di Susanna Trippa" src="http://www.blogdegliautori.it/wp-content/uploads/2009/05/racconti-casa-luet.jpg" alt="" width="281" height="394" /></a></p>
<p>Era uno di quei mattini d&#8217;estate, ce ne sono una manciata in un anno, in cui ogni cosa è intatta, perfetta al suo posto.<br />
L&#8217;incanto 	di queste prime ore della giornata ci riporta a quando, bimbetti di 	quattro o cinque anni, ce ne siamo accorti per la prima volta.<br />
Nel 	cortile sotto casa, le scarpette di tela e le calzine leggere, 	nell&#8217;aria ancora fresca s&#8217;insinuava piano il tepore del sole; guardando 	in alto a ricercarne i raggi, vedevamo volteggiare fringuelli e passeri 	mentre l&#8217;aria vibrava dei loro suoni.<br />
Al di là della rete l&#8217;orto che 	profumava di odori, il grande albero che al momento giusto dava 	albicocche raccolte in cassette di legno.<br />
L&#8217;occhio, che seguiva 	incantato i movimenti ipnotizzanti della farfalla, si era poi fermato 	sulle campanule bianche, con leggere screziature rosa, che i teneri 	gambi verdi avevano attorcigliato alla rete.<br />
Le campanule, la 	farfalla, l&#8217;aria, si rassomigliavano nella stessa leggerezza e il loro 	ricordo si sarebbe ripresentato nel corso degli anni a venire, ogni 	volta che sensazioni di eguale leggerezza l&#8217;avessero richiamato.<br />
Fu in una di quelle mattine che lo vide.<br />
Si 	era affrettata ad uscire, chiudendosi piano la porta alle spalle, 	sapendo come erano brevi e preziosi quei momenti; ed era scesa, prima 	giù per i gradini di pietra fino all&#8217;orto, poi lungo il prato in forte 	discesa, oltre filari di vite, amarene e gli ultimi abeti, percorrendo 	tutto il terreno in pendio fino alla via giù sotto.<br />
Si fermò sul bordo della strada polverosa.<br />
Lui stava là, immobile, piantato in mezzo alla via.<br />
Probabilmente, 	avrebbe pensato in seguito, celato ai suoi occhi da rovi di more, 	l&#8217;aveva sentita arrivare ma non si era mosso, o si era invece fermato 	al suono dei passi.<br />
Boccheggiò guardandolo, per la sorpresa di essere quasi aspettata.<br />
La 	faccia era come di un bambino nell&#8217;espressione, quasi all&#8217;inizio di un 	sorriso incerto; ma era un uomo, poteva avere venticinque&#8230; 	trent&#8217;anni; le sembrò paffuto, quasi grasso; la camicia a quadretti 	bianchi e verdi era diligentemente abbottonata sotto al collo fino 	all&#8217;ultimo bottone; le mani pendevano lungo i fianchi; di una, la 	sinistra, muoveva piano le dita.<br />
Mentre fissava quelle dita che si 	muovevano, anche se molto molto lentamente, le sua labbra pronunciarono 	un buongiorno, ma la fronte le si era imperlata di sudore e sentì nella 	bocca, divenuta arida, quel buongiorno come un sasso pesante, che per 	conto suo rotolava all&#8217;esterno.<br />
Guardò in alto, lungo il terreno da cui era scesa, come a cercare la sua casa, che però da lì non si poteva vedere.<br />
Lui 	non rispose, né meravigliato né niente; lo sguardo ancora con la 	medesima espressione, come nell&#8217;inizio incerto di un sorriso; poi si 	mise a camminare adagio verso il paese.<br />
Si mosse subito anche lei, 	ma nell&#8217;altra direzione; prima della curva si girò un attimo a 	guardarlo, con la coda dell&#8217;occhio però e a più riprese, perché temeva 	si voltasse a sua volta.<span id="more-4285"></span><br />
Le mani, non sapeva più a quella distanza 	se si muovevano ancora le dita della sinistra, erano le terminazioni di 	due braccia forti che sbucavano dalle mezze maniche, ed altrettanto le 	spalle e la schiena, evidenziate da una camicia troppo stretta.<br />
Il 	collo, che sbucava strizzato dal colletto della camicia, era largo e 	corto nonostante un&#8217;attaccatura alta di capelli tagliati cortissimi.<br />
Non 	le sembrò più quasi grasso ma forte e vigoroso invece; ricordò 	l&#8217;espressione del viso, oltre quella nuca, e accelerò il passo.<br />
L&#8217;espressione 	del viso, quasi innocente, pensò ancora, quasi come quella di un 	bambino; le veniva solo questo paragone, come prima.<br />
Ma la mattina era dolce, dolcissima; l&#8217;aria profumava, e ancora fresca, piano piano accoglieva tiepidi raggi di sole.<br />
Ai 	lati della strada: erbetta verde smagliante, fiori coloratissimi eppure 	teneri, ronzio delicato di calabroni, farfalle in ghirigori liberi, e 	ancora riquadri di prati fino all&#8217;orizzonte più vicino, e le mucche e i 	loro campanacci, più in là un suono meccanico&#8230; Forse una trebbiatrice.<br />
La sensazione di quel mattino di prima estate, non più all&#8217;inizio, era ancora viva e forte, ma sarebbe durata ancora per poco.<br />
Alla 	sua sinistra si aprì una zona d&#8217;ombra: il torrente, che dalla sorgente 	più in alto attraversava i boschi verso la grotta, lì era quasi in 	secca.<br />
Sul terreno pietre e sassi, esili rivoli d&#8217;acqua, fanghiglia, 	rifiuti tra i rami spezzati; a cupola, sopra tutto questo, osservava un 	groviglio di arbusti e rampicanti.<br />
Avanzò in quel punto, oltre la 	strada; avvertiva quasi freddo, l&#8217;ombra si faceva più fonda e le 	sembrava che il lembo di sottobosco non ripulito, che aveva davanti, 	fosse cupo, come ad annullare la dolcezza del mattino.<br />
Aguzzando gli 	occhi a monte, oltre la copertura di foglie e rovi, immaginò il 	susseguirsi dei boschi fino alla dorsale dei colli e alla piccola sella 	tra questi.<br />
Lassù, all&#8217;interno delle colline, ben protetta da una 	ricca vegetazione, si stendeva un insieme di cavità, gallerie, cunicoli 	che, ora ampi ora stretti, formavano quella che da tempo si chiamava 	Buca del Vento.<br />
Solo vent&#8217;anni prima vi si poteva entrare 	liberamente; ora solo una parte della grotta era aperta al pubblico, in 	orari precisi e in visita guidata.<br />
Un più che tranquillo 	divertimento per famiglie. Ma inquietanti racconti del passato 	narravano di persone che lì si erano perdute e vi avevano trovato la 	morte, come due frati cappuccini che, appesi con una corda per 	esplorare una cavità, erano precipitati nel baratro e non più tornati; 	un altro, cammina cammina, per meandri sotterranei era arrivato, si 	diceva, fino al lago, e qui era stato trascinato via dalle acque 	profonde.<br />
Leggende, a cui nessuno credeva più, narravano di suoni 	strani all&#8217;interno della grotta; fruscìi e gemiti che qualcuno avrebbe 	sentito e, fuggendo a gambe levate giù in paese, avrebbe poi raccontato 	di avere udito le voci di quei poveretti che nella grotta avevano perso 	la vita.<br />
Gemiti e fruscìi apparentati alla voce del vento: da qui, il nome della grotta.<br />
Più 	realisticamente, nominata &#8216;Buca del Vento&#8217; perché l&#8217;entrata si trovava 	sulla dorsale della collina, in un punto più di altri esposto ai colpi 	del vento di nord-est.<br />
Piuttosto vasta e di discreto interesse 	scientifico, venne detta anche &#8216;dei pipistrelli&#8217;, per la quantità 	enorme che ve ne trovarono i primi studiosi verso la fine del &#8216;700.<br />
Come 	gran parte delle cavità dei tempi preistorici, utilizzata solo di rado 	come abitazione, era stata prevalentemente un luogo per sepolture 	collettive.<br />
E l&#8217;acqua ancora adesso scorre al suo interno, lei pensava, forse la stessa di queste misere pozzanghere ai miei piedi.<br />
Solo 	ricordi di sepolture preistoriche e leggende, ma l&#8217;ombra fredda di quel 	groviglio squallido di fanghiglia e rami spezzati era reale e la 	sentiva proprio addosso, come mani gelide che cercassero di trascinarla 	oltre la strada, facendola arrampicare, a carponi e a forza, su sassi e 	pietre lungo i boschi, su su fino alla dorsale.<br />
E lì&#8230; si scosse: di quali sciocchezze stava mai fantasticando?<br />
Uscì dall&#8217;ombra e ritornò decisa sulla strada.<br />
Era trascorso poco tempo, ma oramai la mattina era entrata nella seconda fase; l&#8217;incanto iniziale era terminato.<br />
Tra poco il caldo avrebbe affaticato l&#8217;aria.<br />
Camminò fino al Gren, poi guardò l&#8217;orologio: Chiara stava per tornare.<br />
Chiara: dodici anni e gli ultimi giorni di scuola.<br />
Avrà fame, caldo e sarà stanca; e quindi anche un po&#8217; noiosa, concludeva tra sé, con un mezzo sorriso, affrettandosi verso casa.<br />
Come sempre, occuparsi di lei era un deciso colpo di spugna sul più piccolo accenno di nube.</p>
<p><img src="file:///C:/Users/mdm/AppData/Local/Temp/moz-screenshot.jpg" alt="" />***</p>
<p>Dal libro <a href="http://www.manualedimari.it/portal/narrativa/racconti/i-racconti-di-casaluet-di-susanna-trippa" target="_blank"><em><strong>I racconti di CasaLuet</strong></em></a> di <strong>Susanna Trippa</strong>, <strong>recensito</strong> da <strong>Nicla Morletti</strong> nel <a href="http://www.manualedimari.it"><strong>Portale Manuale di Mari</strong></a>.</p>
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