Le volte del tempo

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Robert Doisneau - The cellist

Tra archi di pietra
ascolto suoni di me
arrivare da luoghi lontani
nascosti – nella polvere del tempo.

Sui sassi di una strada buia
tra linee di finestre vuote
la mia casa stava dentro un fazzoletto bianco
vela di un aquilone

in un cielo gravido di attese

Vuoto di parole

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Vuoto di parole.
Nei solchi dell’anima
tacciono i suoni.
La puntina cerca la traccia smarrita
dentro bicchieri colmi di attimi fuggenti.
Fili di colore evaporano
in un caleidoscopio di ombre.

Un foglio bianco.

Respirando l’alba
nella luce di una nuova carezza.

Ti ho cercato a lungo

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Ti ho cercato a lungo
nell’irrequieto mormorio dell’anima

ore trascorse a stringere insieme
frammenti di parole taciute

minuti intessuti di fragile desiderio
ore bagnate di vibrante attesa

e Tu eri lì

ad un passo dagli occhi

racchiuso in un bocciolo di luce

Un filo… tanti colori

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Un filo
tanti colori
avvolti intorno all’anima
volano e si sciolgono
dentro un cielo che diventa
mare
e un mare che è tutto il Mio cielo…

È buia, fredda la notte

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Le tre età della donna (particolare) - Gustav Klimt
È buia, fredda la notte -
senza luna e senza cielo.
Piccolo cuore bambino.
Tace il suono delle carezze – smarrito
dentro una pozzanghera di stelle.
Lacrime silenziose
scaldano gli occhi – colmi di tagliente bruciore.

Il respiro della notte

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Amami -

nel silenzio della notte che ci accoglie con il suo respiro.
Asciuga la rugiada che bagna la mia pelle
con il rumore delle tue carezze

Il passo della sera

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[ Christian Coigny ]

Lento – l’incedere del passo della sera
trascolora i miei occhi
in un intreccio di ombre e luci.
Insieme -
in armonica danza -
respirando
il sapore del caldo fiume che sfiora i confini dell’anima.
Denso – il mio sentire
scorre tra colori trapunti di gemme
dove – in un calice di silenzio
ho raccolto per te
l’onda trasparente del mio amore.

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[ Foto Christian Coigny ]

Urlano le tue carezze nel silenzio dei miei occhi.
Graffi di malinconia nell’anima
e l’infinito mio respiro – in onde di colore
si colma nel battito del tuo cuore.

L’Uomo Onda

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Adorava il tramonto: nelle sue sfumature percepiva l’essenza del silenzio. Erano queste le ore  in cui poteva incontrare l’Uomo Onda. Aspettava trepidante quell’ora per lasciare ogni cosa e correre da lui, dentro la sua spiaggia di luce. Si sedeva sullo scoglio levigato dal tempo e chiudeva gli occhi per ascoltare i suoni portati dal vento, come note di una sinfonia di colori e lasciava che l’acqua le accarezzasse la pelle. Lei che si sentiva come una conchiglia di pace, respirava quell’incanto in larghe sorsate. L’Uomo Onda aveva catturato i suoi occhi riempiendoli d’amore dolce. Lui. Il suo cielo. Un cielo terso e profumato di sole che aveva il sapore rosso delle ciliegie mature. L’Uomo Onda era entrato nella sua vita a poco a poco e l’aveva riempita di profonda verità, la verità dell’amore puro, l’amore che sa donare amore. Due anime solitarie e silenziose che incontrandosi avevano imparato ad amare, amandosi.  L’ Uomo Onda possedeva una casa sospesa nel tempo ed in questa casa c’era una stanza a forma di onda che lui aveva dipinto con la poesia di se stesso. Lei in quella stanza trovava la dimensione della realtà che diviene sogno. Ogni sera lui intrecciava le dita con quelle di lei e la conduceva là, percorrendo il breve tratto di mare in silenzio. La teneva per mano con delicatezza, come si fa con i cristalli preziosi per paura che lei potesse rompersi. La adorava per i brividi di piacere simili a sorrisi che lei sapeva donare. Si sentiva spesso come un bambino con lei e questo a lui piaceva, gli donava una gioia grande che lo faceva sentire libero come mai prima era stato. Così come lei aveva ritrovato il gusto di ridere di se stessa ed essere un po’ bambina. Con il tempo aveva imparato a conoscerne ogni fragilità e a condividere con lui le proprie, grata per ogni momento passato insieme che si imprimeva nel cuore come una filigrana indelebile: ne sentiva la consistenza liquida tra le pieghe dell’anima e per ore poteva ascoltarne l’eco. Così l’Uomo Onda e la sua conchiglia di pace, chiusi in quella stanza cantavano la silenziosa armonia delle carezze ed ogni notte addormentandosi abbracciati solo da un lato, sognavano una ghirlanda di baci intrecciati in fili sottili di ombra e di luce.

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[ Foto Gabriella Carta ]

Scoprire – d’un tratto

di non desiderare altro

che il tocco delle tue dita

posarsi sul mio viso

trasformandosi in suoni lenti

di sottile pioggia d’oro.