Magnète

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Come un magnète
attratto da metallo
nella combinazione
di forze contrapposte,
inevitabilmente
aderisco a te per colmare
distanze in attimi 
fugaci di felicità.
I tuoi piedi nelle mie mani
sono il riflesso surrogato
di un corpo carezzato
su uno specchio che rimanda
ad altri più abili contatti.
Piccolo gesto atteso
l’invito al gioco da giocare
avvolti di silenzio in due.
Rifugio nel respiro
le mie quattordici boccate
di coscienza a lenire la ferita
che sottile corre aperta
senza fiato dentro i meridiani,
profondi solchi lascia
la tristezza, sa di salato
e ha l’acido del rimpianto.
Poi sale pace lenta
dolce e consolatoria
come sonno.

 

Febbraio 2007
 
© I.T e P.S.

Lettera a Teseo

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Hai ucciso il Mostro.
Grande Teseo!

Nel ritmo delle parole e dei gesti
il travaglio di un cammino
pestato su pietraie
e poco tempo per riposare.

Volentieri abbandono
quelle terre.

Ora riesco a scorgere
la fine della strada
avviandomi
a raggiungerla.

Io che non sono
un’ Arianna perfetta.

Conquisterò con te dolci declivi
di morbide colline
lasciandomi dietro paludi
e deserti senza oasi.

Nessun filo si è spezzato:
hai trovato la stanza
del Minotauro.
Grande Teseo!

Macchie marroni i miei occhi
specchi di Provvidenza.

Ecco, adesso posso lasciarmi andare
al torpore lieve di questa notte.
Tacere, caduto il velo
per parte di Verità.

Tienimi stretta, nel silenzio
di orme e di pensieri.

Aspetto

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Amore mentre il sole esplode
dietro questi occhi chiusi
Ancora amore
aspetto
la tua mano gridando
forte intanto
nella mia notte
Amore
per non sentire
più paura mentre avanza
il desiderio di scappare
Amore
da questa danza di parole
e voglia di silenzio
Amore abbracciami
trasformami
dammi ancora il tuo tempo
per offrire a te
a me un cambiamento
un risultato

Amore per restare

I.T

Dicembre 2006

Vortice e vuoto

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Dal primo soffio aspetto
tu mi raggiunga
a liberarmi dal peso
della tua assenza.
Vivi compenetrata in me
nelle innumerevoli tracce
invisibili
dei tuoi passaggi ancestrali.
Con lama incandescente bruci
la mia carne fino al midollo.
Trapassi il mio petto
come tuono il cielo.
Diffondi suono, anch’esso antico:
il tuo sapore non passa
per il gusto né per l’olfatto,
ma dal tatto fino ai nuclei
cellulari
di ogni angolo nanometrico
del mio corpo.
Possa tu un giorno
riconoscermi
misurarti
con questo amore
naturale senza fine.

I.T.

Marzo 2006

Il Sentiero

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Sale l’intenso profumo di fico
amico, ombra e ristoro,
oro di tramonti e di albe terse
sei tu che mi accogli.

Gli scogli più difficili
li ho già conosciuti,
scimitarre orientali
capaci di recidere
radici di abitudini sbagliate.

Stagliate sul mio cielo
stelle di galassie agognate,
nate per essere conquistate,
avvistate dal primo istante.

Terre e piante da frutto, profumo
diffuso nell’aria, che dalle narici
incide i segni indelebili e infallibili
abilitati a restare a lungo, stabili
in canali primordiali:
Conoscenza,
la Sapienza per divenire.

Vengo, allora, alla tua fonte fresca
con cadenza di passi doverosa.
Osando onori,
e oneri,di brocche fragili:
magici recipienti di puro amore.

Eroe per me tu, vivo e vitale, ti porto
storto in diagonale sui miei fianchi
stanchi, ma laboriosi
sposi a te
Teseo.

I.T.
Gennaio 2007

Paola

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Un tempo infinito, è finito.
Torno a casa.
Corpo caldo nel sonno
profuma della notte
appena sfiorita.
E’ giorno.
E la tua finestra è spalancata
su un cielo terso
di città deserta e odorosa di caffè.
Apro la porta e ti vedo,
allungata
sotto le coperte: desiderio
in attesa di essere appagato.
Senza fiato
plasmo il mio corpo al tuo
nutrendo di passione e adrenalina
ogni angolo
e pianura
e le cellule, a miliardi.
Sonnacchiosa mi risucchi
nel tuo sogno.
E io sparisco nei tuoi splendidi trent’anni.