Quella che sto per narrare è la storia di un vecchio manoscritto, ritrovato per caso nella casa degli avi di mio nonno. Un antico castello in collina immerso nel verde della campagna toscana, che era sopravvissuto ai secoli e aveva sfidato il tempo. Si stendevano ai suoi piedi selve di mirti e campi di girasole. Pareva sospeso tra il cielo e la terra quando mio nonno ed io giungemmo al suo portone. Sul muro, tra rose rampicanti, era ancora intatto lo stemma gentilizio di famiglia, troncato di azzurro e di oro, con la fascia trasversale rossa, le due stelle ad otto punte.
Era una sera d’estate, nell’aria un presagio di pioggia. E petali di fiori portati dal vento.
Ci aprirono il portone il nuovo proprietario Daniel Craig, agente letterario inglese, e sua moglie Margaret Rose. Dolcissima. Biondissima.
La donna, dal delizioso accento straniero, ci consegnò la chiave di un vecchio baule con lo stemma di famiglia, ritrovato per caso nei sotterranei del castello durante i lavori di restauro.
– Questo appartiene a voi – disse.
Un rapido sguardo d’intesa tra me e il nonno, e poche ore più tardi il baule era nel bagagliaio dell’auto che, sballottando qua e là, percorreva la tortuosa strada di campagna che ci avrebbe ricondotto a casa.
E fu lì dentro che, tra pizzi e collane, spade e ombrelli d’organza, trovai un vecchio manoscritto rilegato in cuoio. Nell’ultima pagina c’erano una firma e una data: Cav. Guelfo Donato, Pisa 24 giugno 1650.
Una storia sepolta nella polvere degli anni, riportata per sempre alla luce del tempo.
Una storia che inizia così. [Continua...]
I giorni della rosa di Nicla Morletti
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Si può dipingere il mondo con le parole?
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Ad una lettrice che mi ha domandato se si può dipingere il mondo con le parole, come fa un pittore con un quadro, ho risposto di sì. Lo scrittore fa della sua pagina scritta la tavolozza delle proprie idee, dei sentimenti, ma anche delle proprie tinte e dei propri toni. E dà pennellate di luce al cielo, mette sfumature d’oro sugli alberi, accende di luce lampioni sul far della sera. Ritrae nella mente messaggi e metafore. Si muovono luci e ed ombre nei paesaggi sospesi dell’anima. L’emozione d’amore descritta emana caldi colori e il rosso si fonde al giallo, all’arancione, al paesaggio circostante. La sensazione di tristezza inonda di tinte grige e scure anche il lettore, così come il timore, la paura, il dolore. Tutto ha voce e dà voce. Tutto ha melodia, ritmo, suono, ma soprattutto colore. Come in un quadro. Il quadro più bello: quello della vita.
Nicla Morletti
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Immagine: Garden Path di Richard S. Johnson, particolare
Nasce Manualedimari 2.0
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Nicla Morletti presenta la nuova versione del Portale letterario Manuale di Mari
L’autunno siede sul suo trono di foglie portate dal vento. Dio delle selve e dei boschi, dei tini e del mosto, ha gli occhi del colore del cielo mentre incede regale nelle vigne tra pampini e grappoli d’uva. E nei suoi canestri abbondano funghi e castagne che hanno il profumo di erba e di bacche. Di muschio e ciclamini.
Ed è la festa del cuore, dei caldi colori, dell’aria mite e cheta. Dei camini che di notte spargono nuvole di fumo sui tetti delle case, come nelle fiabe più belle. Quelle di quando eravamo ragazzi.
E se il web è lo specchio della vita, se esso riflette i nostri sentimenti, le nostre emozioni, i moti dell’anima, ecco che, come per incanto, noi abbiamo un dono per Voi, carissimi Autori e Lettori: un Portale tutto nuovo, ManualediMari 2.0 che naviga nelle sconfinate acque del web con la tecnologia più avanzata. Un Portale che darà ancora più visibilità a Voi tutti e alle Vostre opere, con presentazioni di libri che i lettori potranno ordinare e ricevere a casa con dedica firmata personalmente dall’autore! Ma non solo, c’è un’altra novità: gli Ebook di Manuale di Mari, veri e propri libri digitali che si possono aprire, sfogliare e leggere a pieno schermo sul monitor del PC come libri di carta! E poi tante altre novità e iniziative.
Navigate nel Portale ManualediMari e troverete sempre nuovi tesori, nuove opportunità interessanti da scoprire.
Vi aspettiamo. Un caloroso saluto a tutti e a presto, tutti qui, insieme. Appassionatamente!
Nicla Morletti
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Immagine: Close View of Red Maple Leaves di Al Petteway, particolare
Il tempio del sole di Nicla Morletti
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Si conobbero a Capri una sera d’agosto sulla veranda di un albergo. Lui, ricco aristocratico inglese, bello, simpatico, alto, disinvolto, biondo, terribilmente solo. Lei, bruna, gli occhi verdi, le curvature del corpo perfette, desiderosa d’affetto.
Sotto l’incanto della magica notte stellata, tra i profumi di zagare e limoni sospinti dal vento, si guardarono a lungo, quindi l’uomo, più audace, si avvicinò a lei, sfiorandole con la bianca camicia di seta, il seno. I capezzoli s’indurirono e lui, stavolta, li toccò con il palmo della mano.
Un brivido percorse le belle membra della donna che, turbata, si voltò di scatto posando lo sguardo sui faraglioni che, alla luce della luna, sembravano essere emersi da un mare d’argento.
Nell’aria regnava la quiete, rotta soltanto dallo strimpellare di una chitarra lontana e dal frinire dei grilli.
L’uomo si fece di nuovo coraggio e la baciò languidamente sul collo, sfiorando con una coscia quella di lei.
- Mi chiamo Eva Doretti. – Balbettò, quasi arresa.
- Che importanza ha il nome, la data o il luogo di nascita… Siamo tutti figli del tempo e come tali, legati all’eterna catena del “Samsara”.
Nelle mie vite precedenti, so di aver vissuto come schiavo, re, padrone, servo, profeta, mendicante, selvaggio, santone, sciamano.
Oggi potrei essere un ricco, un povero, un ladro, una spia, un assassino, che differenza fa? Il bello è che io sento vivere in me tutti questi personaggi, e sono contento, perché la cosa che conta per lo spirito è fare esperienza. -
- Allora tu credi nell’immortalità dell’anima! - Aggiunse lei.
- E dell’amore. – Rispose l’uomo. I suoi occhi azzurri brillarono come fari nella notte.
*** [Continua...]
Nelle mani del vento di Nicla Morletti
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Abbassai lo sguardo. Sul muro qualcuno aveva scritto: “Il mio cuore batte coi suoi flutti allo scoglio del mondo, e su di esso lascia segnate con lacrime le parole: io t’amo.”
“Resti ancora con me, fiore di primavera. Ascolti la mia storia, è infinitamente bella.”
E mentre nuvole di panna vagavano nel cielo, fece ritorno l’airone rosa. Elegante nel volo, si librava nell’aria profumata di salsedine. E l’uomo incominciò a narrare della sua vita e di Desirée, isola dell’infinito.
(…)
Accadde in un pomeriggio d’estate. In uno di quei giorni benedetti da Dio in cui capita di sentirsi felici senza saperne il perché. Basta un soffio di vento, o un profumo particolare nell’aria per capire ad un tratto che la vita è bella, mentre nella nostra mente si dilegua il ricordo di giorni densi di malinconia.
Accadde in quel breve tragitto che il battello compie ogni giorno dal paese di San Feliciano all’isola Polvese. In uno di quei traghetti che scivolano lenti nello specchio d’acqua del lago Trasimeno.
Lei era là, in piedi, appoggiata alla cabina, il viso al sole, un libro in mano, la borsa a tracolla. Il vento le modellava la veste leggera, frugava con dita invisibili tra i lunghi capelli, giocava con le forme di un corpo perfetto.
(…)
Raccolsi il pezzo di carta in un angolo di prato di quel quieto mondo. Carta da lettere ingiallita dal tempo, bella calligrafia, tratto deciso di persona che faceva supporre un carattere fermo ma pensoso, sembrava.
Lessi:
“Se questa sera ti sembrerà più quieta, se nella notte il vento muoverà le tende della tua stanza e più pallida sarà la luna, se tra le ombre del giardino scorgerai un fiore e le corolle bisbiglieranno tra i fili d’erba, allora in questa notte angeli dai capelli d’oro veglieranno su di te. E nel sospiro del vento sarò fra le tue braccia, sfiorerò la tua pelle, bacerò le tue palpebre chiuse. E tu mi sognerai nell’incanto dell’aurora.”
(…) [Continua...]
La cava abbandonata
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È un caldo pomeriggio di giugno. L’aria è quieta, il cielo terso come un cristallo. Da lontano, tra le bionde spighe, si allargano purpuree macchie di papaveri, mentre nell’aria si perde il profumo delle erbe aromatiche: mentuccia, nepitella, lentischio.
Sola, tra i caldi colori della campagna, ascolto il loro bisbiglìo incessante.
Coccinelle dalle elitre rosse si posano sui petali delle rose. Piccoli uccelli di bosco, dalla testolina nera e il becco sottile, svolazzano tra i fili d’erba.
Ad un tratto, s’innalza il loro canto: dolce, armonioso, soave, a tratti velato di malinconia. Le note si propagano per la campagna. Il vento cala. Tutto è calmo. Sembra che la natura si sia fermata ad ascoltare. Anch’io.
La capinera canta, canta ancora. Tendo l’orecchio: è un melodia disperata. Sembra voler dire: “Ascoltate la mia canzone, canto per voi!”
Ma chi altro può udire, se non io e le piccole creature del bosco! Se non io e gli abeti e le pietre della cava abbandonata che si apre davanti ai miei occhi tra cespugli di rovi?
I rovi oggi ricoprono la cava.
Là sotto, tra blocchi di travertino, ora navigano anatre su acque stagnanti. Un tempo, schiere di operai lavoravano senza sosta, dall’alba al tramonto. Sotto il sole cocente o con la pioggia. D’inverno o d’estate. Con il cuore colmo di tristezza o con un sorriso sulle labbra. Ma forse non c’era tempo neppure per provare emozioni… E i loro volti, pian piano, divenivano duri come la pietra che strappavano alla terra.
Eppure, a sera, quando tornavano a casa, prendevano di nuovo lo scalpello. Dal travertino ricavavano statue, anfore, capitelli, oggetti d’arte. Anche mio padre. Ed era una luce particolare quella che brillava nei suoi occhi in quei momenti.
Hanno costruito un intero paese con solide case, circondate da giardini con sculture di marmo, colonne, fontane e muretti di cinta di travertino.
Li ho visti, un giorno, tanti anni fa.
Li ho visti lavorare in cava, con le mani immerse nell’acqua gelida e i piedi nel fango.
Ho visto rughe fonde solcare i loro volti. Ho stretto le loro mani screpolate e forti.
Li ho chiamati, ma non mi hanno sentito. Il rumore delle macchine era assordante.
C’era là anche mio padre. Mentre lavorava cantava e nessuno poteva udirlo. Certe volte avrebbe voluto parlare, ma nessuno poteva ascoltarlo. Il suo era un canto melodioso, a tratti disperato, come quello della capinera…
Una folata di vento più forte pare risvegliare la campagna intera.
La capinera tace. I fili d’erba si muovono di nuovo. I fiori di campo piegano le loro bianche corolle. Il bosco vicino riprende il suo chiacchierìo di foglie, pettegole e gaie. Garriscono, stridule, le rondini intrecciando voli sui blocchi di pietra corrosi dalla ruggine. Si posano sui fili anneriti dal tempo, per poi volare alte verso le verdi chiome degli alberi.
Non odo più il canto della capinera.
Se n’è andata a deliziare altri con le sue note armoniose… Oppure riposa, silenziosa, nella pace del suo piccolo cuore, tra i rami di un albero, o tra quei massi secolari…
Mi guardo intorno. In lontananza altre cave, abbandonate, immerse nella quiete della campagna.
Ho l’impressione di percepire suoni, rumori, echi lontani… O è solo il sibilo del vento?
Fa caldo. M’asciugo la fronte madida di sudore. Con il dorso della mano, come erano soliti fare gli uomini della mia terra.
Rivedo i loro volti abbronzati. Odo le loro voci e il suono di una sirena…
Ed a coloro che mi hanno chiesto da chi avessi imparato a scrivere versi d’amore, ho risposto:
“Da mio padre, un uomo che scolpiva volti di pietra.”
Racconto tratto dal libro “Vento d’estate” di Nicla Morletti
Immagine: Poppy field di Steve Thoms, particolare
Blog degli Autori, nuova versione
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In quest’incedere regale del Portale Manuale di Mari, in questo navigare nelle immense onde del cuore, si aprono nuovi orizzonti della scrittura e della conoscenza. E albe nuove si susseguono rischiarando il cammino a scrittori, poeti, pensatori, giornalisti e blogger che lasciano qui, indelebile, la traccia di sé, delle loro opere. Per sempre.
Dopo lo strepitoso successo del Concorso di Emozioni, ideato da Robert, nostro Direttore Editoriale, nel suo Blog www.manualedimari.it/blog, una nuova avventura ci attende, mentre farfalle dalle ali variopinte continuano a sospingere i mondi della leggerezza del cuore nelle sconfinate acque del web.
Siamo lieti di invitarvi all’inaugurazione della nuova versione del Blog degli Autori - www.blogdegliautori.it, per un brindisi di poesia e un cocktail di solidarietà, amicizia, amore.
Vi aspettiamo numerosi in questo serbatoio cosmico di emozioni e parole. Appassionatamente. Come sempre. Con la poesia e la speranza nel cuore.
Per chiarimenti, informazioni ed assistenza preghiamo gli autori già iscritti e coloro che sono interessati a partecipare di lasciare le loro richieste nei commenti al presente articolo.
Nicla Morletti
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Immagine: dalla serie Elegance di Rob Efferan, particolare
Scatti d’immenso, festa di fine estate
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21 settembre 2008 – Partecipa a
Scatti d’immenso, festa di fine estate
Iniziativa letteraria organizzata con
il Portale Manuale di Mari e Nicla Morletti
in occasione della Quindicesima Giornata Mondiale Alzheimer.
Gli autori delle opere più belle riceveranno dei doni.
Per saperne di più e partecipare clicca qui o sull’immagine!
Premio Manuale di Mari: Verità e Sentimento
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Verità e Sentimento sono dentro di noi. Fanno parte del nostro tempo, della nostra vita, determinano inconsapevolmente le nostre azioni. E quando meno ce lo aspettiamo vengono a galla sulla superficie del nostro sentire. Sono come fiori di loto sull’acqua, sacre ninfe dai grandi fiori bianchi consacrate al sole, midollo e radice dal profumo soave della vita.
Vederli con gli occhi dell’anima è poesia, bellezza. Romanticismo.
Vedere: parola chiave. Sì, perché i poeti, i liberi pensatori, gli uomini liberi non guardano, ma vedono. Non lasciano passare la vita, ma l’afferrano, la ritraggono nella mente e nel cuore, ne catturano gli attimi come fanno i pittori sulla tela. Ne colgono il senso, i profumi, gli odori, le emozioni. Le sensazioni. Con la gioia e il dolore. Con l’amore.
Ciascuno di noi ha una poesia o un racconto nel cuore, il proprio verso d’amore da donare agli altri, da far leggere agli altri. Per comunicare con gli altri. Quale mezzo migliore del web che mette in contatto subito milioni di persone?
Partecipate numerosi a “Verità e Sentimento”, la nuova Iniziativa letteraria del Premio Manuale di Mari. Un affascinante viaggio da percorrere insieme alla scoperta di mondi nuovi, dove i protagonisti siete sempre Voi. Tutti insieme. Appassionatamente. Sulla via della conoscenza. E Vostre saranno le stelle. Vostra sarà la vita.
Vi ricordo che con VERITA’ E SENTIMENTO potete candidarvi al Premio per il Blog letterario dell’Anno e per l’Autore dell’anno! Per saperne di più visitate la pagina di presentazione dell’Iniziativa cliccando qui.
Non aspettate! Le opere pervenute saranno pubblicate subito nel popolare Blog degli Autori, già nelle prossime settimane, al termine della pubblicazione delle opere che hanno partecipato al Concorso di Emozioni 2008.
Cos’è la vita se non una storia in cerca di Autore? Adesso la Vita cerca Voi, vuole il proprio Autore per essere narrata!
Auguri a tutti Voi e buon viaggio nel mondo della verità e del sentimento!
Nicla Morletti
Enzo Biagi
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Enzo Biagi se n’è andato. In silenzio. In quest’autunno del 2007, con le foglie che si staccano lentamente dai rami degli alberi e il vento le trascina via, mentre i fiori sbocciano ancora nei giardini come a primavera.
Se ne è andato in punta di piedi. E’ scomparso un mondo di conoscenza. Ma niente e nessuno va perduto per sempre. Resta sempre qualcosa nell’aria. Resta ciò che è stato detto, ciò che è stato fatto. Resta l’eco delle parole che non muore mai. Semi di parole gettate al vento della conoscenza per far germogliare nuove piante e nascere nuovi frutti “per coloro che saranno” in questo interminabile ciclo dell’esistenza umana.
Io Biagi lo ricordo così: sul palco del Teatro del Popolo a Rapolano Terme mentre ritirava il Premio Internazionale Il Molinello alla Carriera nel 2001, e si asciugava una lacrima.
In quell’occasione disse: “Io mi considero una persona molto privilegiata. Ho fatto un mestiere che mi ha fatto compagnia e che avrei fatto per niente, anche se per fortuna gli altri di questo non se ne sono accorti. A volte per scaldarsi basta un fiammifero. Questa sera invece, in questa Terra di Toscana, ho trovato un falò.”
Poi si strinse a me, Mario Luzi e la Giuria. E il fotografo ci scattò una foto.
Così. Tra un sorriso e una lacrima.
Nicla Morletti



































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