Di parole e sogni

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Di parole e sogni
resta solo l’aria
umida di te.
Giorni interminabili
attenti ai suoni
e notti grondanti
di passione recisa,
nell’attesa di attimi rubati,
io, ladra di sguardi,
sento urgente
una metamorfosi di pelle:
conserverò le squame
per farne una corazza,
la indosserò nei tempi bui
e tu non potrai ferirmi
mai più.

 

Opera pubblicata nell’Antologia del Concorso di Emozioni 2007

Sinfonia incompiuta

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Fremiti sulla pelle,
tocchi di medusa,
dita di pianista folle.
Un fluire di note:
le tue carezze.
Volevo quella musica,
la volevo senza tregua.
Corde di violino
i miei gemiti vibranti,
striduli, fastidiosi.
Urlavano PRENDIMI,
NON FERMARE LA MUSICA!
Non lasciarmi così,
trova le giuste note
o questa sinfonia d’amore
rimarrà incompiuta.

Come sempre, per amore.

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Non pattinarmi sul cuore
che le ferite bruciano,
ma se proprio devi
fallo in fretta,
passa veloce.
Non danzar in cerchi e piroette
ogni tuo salto è sincope,
ogni trottola m’uccide.
Per non morire
dovrò sparare all’orchestra,
chè la musica cessi
e tu abbia il tuo plauso.
Così sarò io a pagare,
come sempre, per amore.

L’amor maturo mi dona

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S’è schiuso d’autunno
il mallo del mio cuore,
sciolto nel crepuscolo
tra le foglie giace.
Velluto al tatto,
questo è il mio tempo.
Sol di broccato
vestirò i miei giorni,
finchè il tuo alito
mi scalderà l’anima.

Stupidi presagi – Ultima puntata

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Quando arrivò a San Bartolomeo lui era già là, che l’aspettava, impeccabilmente vestito.
La gente si raccolse tutta intorno all’auto per farle gli auguri, per complimentarsi con lei, insomma per assolvere al loro compito di invitati.
Quando le venne incontro per aprire lo sportello, Matteo aveva la sua solita espressione sicura, come se prima non fosse successo niente, come se non avesse avuto neanche per un attimo il dubbio che lei non si sarebbe presentata.
Le prese la mano e la baciò leggermente sulla guancia sinistra, quasi a volersi scusare per lo schiaffo. Le parve un segno che se ne fosse pentito.
Salirono insieme la gradinata della chiesa fino all’enorme portale centrale: qui le consegne furono passate allo zio Federico.
Poiché era il fratello di suo padre, il quale era morto da molti anni ormai, aveva voluto essere lui ad accompagnarla all’altare in sua vece.
[Continua...]

Stupidi presagi – IX puntata

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Il suo mal di testa andava intensificandosi: dopo quella sberla le sarebbe venuto comunque.
La risposta di Matteo l’aveva lasciata letteralmente di stucco: mai si sarebbe aspettata una reazione così violenta e fisica. Si accorse che in fondo non lo conosceva bene, che non era poi così freddo e distaccato come voleva far credere. Era tutta una montatura, per nascondere il vero Matteo: che fosse addirittura un timido ridipinto di un colore vivace?
Non sapeva più che fare. Nella sua mente continuava a ripetersi le parole che le aveva detto poco prima, cercando un appiglio per ritrovare il filo del suo discorso. Non aveva detto poi delle cose sbagliate. La paura a volte gioca dei brutti scherzi, specialmente alle persone dotate di molta fantasia, come lei.
Riazzerare tutto… e ricominciare, conoscersi in modo diverso, parlare delle proprie emozioni senza nascondere nulla e nel momento in cui si provavano, nel limite del possibile, questa era la soluzione. Pensava di essere un mistero per lui, invece era solo una delle sue fantasticherie: quelle che erano uscite dalla sua bocca poco prima erano parole di qualcuno che la conosceva bene.
Lo aveva mal giudicato e la colpa di quella situazione era sua: avrebbe dovuto aprirsi di più, svelare le sue insicurezze, i suoi dubbi. Lui si era rivelato molto più maturo di lei e questo un po’ le rodeva. Decise lo stesso che si sarebbe presentata in perfetto orario alla cerimonia. Le rimaneva un’ora e mezza per rimettersi in sesto.
Fece una doccia veloce, con l’acqua appena tiepida, per svegliarsi e tonificare la pelle del viso, che sentiva bruciare sul lato sinistro.
[Continua...]

Stupidi presagi – VIII puntata

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Il problema insormontabile era il successivo: sicuramente le avrebbe domandato i motivi di questa sua decisione. Cosa avrebbe dovuto rispondere?
Forse la via più veloce era dirgli che s’era accorta di non amarlo a tal punto da assumere un impegno così definitivo, ma, giustamente, le avrebbe obiettato che poteva rendersene conto anche prima. Forse, dopo tutto, quella non era neppure la verità.
Forse tutto questo sarebbe servito per metterlo alla prova, ma non era una cosa troppo crudele se poi si fosse rivelato diverso da quello che si aspettava? E se avesse sofferto veramente? Si sentì una sadica: avrebbe provato piacere nel vederlo soffrire, perché avrebbe saputo che anche lui aveva un cuore. Fu scossa dai suoi pensieri dalla morbida voce di lui.
[Continua...]

Stupidi presagi – VII puntata

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Decise che doveva assolutamente parlare con lui di quello che le stata accadendo. In fondo aveva il diritto di essere informato della situazione che si stava creando, ma come trovare il coraggio? E tutta quella gente lì intorno a fissarla!
“Matteo, andiamo di là nella mia camera: avrei bisogno di parlarti.”
Nel suo sguardo fiero e altezzoso intravide per un attimo un lampo di terrore, forse era solo una sua impressione, ma voleva talmente credere di avergli provocato un dubbio o una paura vera e propria da vedere l’inesistente.
Poi si alzò e lui la seguì, senza proferir parola.
Nei brevi attimi che seguirono, cercò d’immaginare quello che gli stesse passando per la testa: chissà, magari pensava che lei avesse bisogno di un momento d’intimità, o che ci fosse qualche problema di organizzazione della cerimonia oppure…che avesse capito che il problema era di ben altra portata?
L’espressione del suo viso non lasciava trasparire nulla: occhi di ghiaccio.
Non sapeva da dove cominciare. Il discorso era molto complicato, ma semplice il suo assunto: non sentiva più il desiderio di sposarsi con lui. Non riusciva a capire nemmeno cosa veramente provasse per lui. Da un lato lo amava e dall’altro rappresentava tutto quello che lei odiava, ma soprattutto aveva paura.
[Continua...]

Stupidi presagi – VI puntata

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Quando finalmente riaprì gli occhi, la prima cosa che vide fu il volto di Matteo che la fissava con aria dubbiosa a una distanza di pochi centimetri. Il suo viso, di solito perfetto e curato, da così vicino lasciava intravedere alcune imperfezioni della pelle e alcune piccole rughe al lato degli occhi che lo facevano apparire più “umano”.
Non riusciva a capire: il suo atteggiamento era provocato da paura per il suo stato, da preoccupazione per lei o dal timore che qualcosa mettesse a repentaglio la sua organizzazione dell’evento tanto atteso?
“Francy, finalmente! Che spavento hai fatto prendere a tutti! Come ti senti?”
Che fosse veramente preoccupato?
“Non so, non so proprio cosa mi sia successo, all’improvviso mi sono sentita come presa in un vortice e sono svenuta. Forse uno sbalzo di pressione o chissà ché.”
“Ma adesso come stai?”
[Continua...]

Stupidi presagi – V puntata

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Intanto l’intensità del temporale stava diminuendo. Mise in moto il suo macinino, che stranamente rispose subito alla sollecitazione e fece manovra per tornare verso casa.
Chissà la manfrina che avrebbe dovuto sopportare da sua madre! Sparire così, senza dire dove andava, il giorno delle sue nozze poi! Desiderò di sparire sul serio. Dopo l’acquazzone il volto della campagna non era più lo stesso di quella mattina, i rumori giungevano più attutiti, gli animali si erano rifugiati nei pollai o nei fienili: tutto sembrava desolato.
Imboccò il viottolo del suo cortile quando mancava un quarto a mezzogiorno. Casa sua era in subbuglio.
Vide sua zia Beatrice attraverso la finestra aperta della cucina che parlava animatamente con sua madre: sapeva di essere il loro argomento! Non appena sentirono il rumore del motore uscirono entrambe sul terrazzo sul piede di guerra: sul loro viso si leggeva chiaramente che erano sul punto di dirgliene quattro.
Infatti, non fece in tempo ad aprire la portiera che già le loro grida le occuparono la cavità cranica.
Con una smorfia di dolore Francesca si portò le mani alle tempie e l’ultima cosa che pensò, prima di accasciarsi a terra, era che stava esplodendo.
 

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“Stupidi presagi” di Mynona è un racconto a puntate pubblicato nell’ambito dell’Iniziativa “E giunse Amore” lanciata dal Blog degli Autori insieme a Zenzerocandito. Per maggiori informazioni e partecipare segui questo link.