Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Fu uno di quegli incontri casuali, amici di amici, mi guardò e disse: “e dimmi qualcosa”, con un sorriso ironico. Con quell’aria frizzante da inizio serata, disimpegnata ma attenta, la vedevo come un fiore in un deserto, appariscente e rigoglioso. Pensai subito a un sole caldo meridionale che te lo senti addosso in un pomeriggio pigro d’estate. Era vestita di nero quella sera, un nero gioioso, svagato, quelli da prendere così come sono, i suoi capelli corvini risplendevano nella luce calda delle lampade da tavolo, e io la guadavo intontito dal brusio del tavolo accanto. C’era uno spirito verace nei suoi gesti così delicati come la sua pelle chiara, così spontanei e ricchi di significato, era un grande privilegio osservarla nel suo splendore. Non avevo mai visto una creatura tanto bella, e rapito dal suo sguardo cercai di fermare quel momento nella mia mente per sempre. La rividi a pochi giorni di distanza alla presentazione di un disco di un musicista molto compiaciuto del suo non sens humor, era raggiante e incantata come una bambina di fronte al suo giocattolo preferito, io facendomi spazio tra la gente la cercavo con lo sguardo. Poi passeggiando per un largo viale alberato ascoltava il sommesso farfuglio dei miei pensieri e ci trovammo a parlare come se ci fossimo sempre conosciuti, con argomenti senza meta e senza pensare, iniziavamo a osservarci.