“Adesso manca veramente poco a Natale” pensò la piccola bambina mentre camminava spedita. ”
L’avvicinarsi delle feste rendeva ancor più caotica la grande metropoli in giorni di frenesia generale e un gran via vai di macchine impazzite correvano accompagnando la loro scia con i suoni coloratissimi dei claxon.Come un’ enorme ragnatela si stendevano le vie della città dove la neve alta si mescolava con l’ indifferenza sullo sfondo gioioso di tante luci che spuntavano dalle finestre, balconi e alberi.
Aveva un paio di stivaletti con le suola bucate di due misure più grandi e per proteggersi dall’acqua si era infilata sacchetti di plastica e qualche paia di calze bucherellate in più.Teneva per la manina ghiacciata la sua sorellina mentre andavano a trovare la mamma all’ospedale quando si rese conto che dovevano sveltire il passo. Era quasi il tempo dell’ora delle visite. Aveva tanta paura del buio e voleva riuscire a ritornare a casa prima ancora che il buio fitto avesse ricoperto l’ultimo pezzettino di cielo. Faceva molto freddo ed il vento tagliente le mordicchiava le guancia rosso-viola ma lei non si lamentava e camminava svelta, anche se il peso delle pentoline con la roba da mangiare le faceva quasi venire il formicolio al braccio. Non aveva tempo di pensare a questo anche perché era presa dalla magia di tutte quelle luci colorate che lampeggiavano soltanto ai balconi dei più benestanti della zona. Da una finestra aperta si sentivano le canzoni di Natale e nell’ aria c’era l’odore di buon cibo.
Ha quasi fame ma…le torna in mente che dopo quelle due cosine preparate per la sua mamma, in frigo non è rimasto che un solo uovo e dovrà cucinarlo alla sorellina il giorno dopo, a Natale… [Continua...]
Angelo
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Confini
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“Eppure non ho ancora visto i ciliegi in fiore quest’anno.”
Così pensava Mara mentre gli ultimi granellini di sabbia scivolavano fra le dita dei piedi indolenziti da quanto aveva camminato.
Voleva essere l’ultima a salutare il sole in quel giorno dei primi di Maggio, mentre la luce lentamente scivolava nel buio. Respirava a stento e la paura riempiva le sue narici fino ai polmoni mentre i pensieri risalivano come vampate di calore che a valanghe le crollavano addosso. Trascinava le gambe mentre la sua forte volontà la spingeva in fretta verso l’argine. Sentiva il frastuono dei suoi battiti che aumentavano man mano che si avvicinava, e allo stesso tempo faceva fatica, colpa di tutta quella nebbia che le riempiva le puppile. Guardò verso il ponte che distava sempre troppo lontano e non era per niente decisa dove fermare la sua corsa ormai diventata camminata a bocconi.
Sentì tremare la terra sotto i piedi!
“Sarà la stanchezza..” pensò.
Voleva arrivare al fiume, scambiare due chiacchiere e fare pace con lui per l’ultima volta. Sapeva che in cambio della sua fedeltà, l’avrebbe colpito alle spalle. Per questa volta, solo per questa…
Sulle sue sponde aveva incontrato il suo amore, l’aveva amato alla follia, e ogni domenica tornavano lì tutti insieme. Facevano le scampagnate a suon di “sfrigolio” sulla barbeque mentre i pargoletti rotolavano spensierati nell’erba.
“Non avvicinatevi troppo all’acqua che vi fate la bua gridava se i piccoli sconfinavano di poco.
Gli occhi inumiditi da deboli lacrime la meravigliarono. Credeva che il suo essere impietrito aveva impedito il loro corso da quell’ultima volta che le portò in dono a Lui.
Adesso ricordava bene tutto: il loro primo incontro casuale, la fuitina, e poi… quell’ultimo bacio sulle labbra viola prima che se andasse via di fretta agghindato in gran pompa.
-Amore ti sei vestito troppo per una giornata primaverile. Ti fa freddo?
-No amore mio, mai di quanto farà ora a te.
-Mi raccomando ai bimbi, amore.
-Si, si…i bimbi. Certo, lo farò…disse lei.
-Chiedi loro di perdonare la mia lunga assenza.
-Il tempo insegnerà loro più di quanto io possa farlo, disse lei baciandogli la fronte pallida.
I bimbi… e ricordò senza volerlo i sedici piccoli fratellini che la sua mamma a suo tempo confidò a lei in quella vecchia casa che sapeva di latte e di menta.
La memoria di quell’odore le fecce scappare un sorriso amaro.
[Continua...]
Parole dal silenzio
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Ti parlero’ a bassa voce.
Se mi vorrai ascoltare
chinerai la testa verso me.
Se cosi’ non riuscirai
a capirmi,
Inginocchiati
davanti a questa voce spenta..
E se neanche cosi’
riuscirai a sentirla,
Striscia insieme a lei
fino alle origini
del silenzio.
per G.P.
Sabbia e petali di rosa
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Nel vento disinvolto
Si intravedono
Lampi distratti di circostanza.
Sabbia e petali di rosa
Riempiono l’aria galleggiano adagio.
Voragini di melma lutea
Scivolano viscide nella nebbia
Richiamano la pioggia di rame
Su vasi di argilla bianca.
Un forte grido di silenzio,
Lontana reminiscenza
Nella logica dell’abisso.
Il precipizio si concentra
Sulla soglia
Del giorno prima della genesi.
Buio profondo.
Eco
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Portami fino agli estremi
di un sogno!
Forte,
Caotico,
Un po’ passionale.
Spogliami tanto
Da far trasparire
Il mio orgoglio
Di acqua e di sale.
Taglia la carne
Un tuo ricordo,
Suono di flauto
Incanta serpenti,
Aggrovigliato, nel tempo,
Sul carro,
Porto il tuo amore
Appeso ai denti.
Fammi vibrare,
Brivido a stracci!
Calchi di un eco
Il tuo palmo dorato,
Snoda un lucchetto
Senza rimpianti
Tracce di me
Ridisegnano il patto.
Fonte
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Ti ascolto sempre attentamente
Dea mia,
Ti seguo perenemente
Come folle,
Ti accompagno al tramonto
Per poi…
Ritrovarti all’alba,
Ti regalo le mie giornate
Inopinabili
Dove ti nutro
di silenzi saldi,
Mi fai sentire diversa
Quando mi confronto
E mi affronti
Di petto.
Sei la musica
Della mia esistenza
Fugace
Fonte dell’essenza
Concentrato di pensieri
Tanti di oggi
Mai come ieri,
Ti dedico un attimo
Ogni momento
Non annegare
Nel mio fallimento
Anima mia.
Solitudine
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Ubriacati solitudine!
Bevi dalla tua coppa
di cristallo e
Addormentati con i gomiti
Sulle mie tempie.
Ti cambierò il bicchiere
Te, il mio sogno
Dove mi sembra
di non essere mai andata
O forse mai tornata…
Mi cerco e mi ritrovo
al solito bivio
Dove mio padre mi lasciò
per la prima volta
Con gli occhi spalancati sul futuro.
Ricordo
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La mia bocca custodisce
Il segreto della mente.
Il mio cuore trattiene
Il tuo amore,
E la mia anima
Il ricordo di te.
Inebriante stupore
Brivido di questo sogno,
Tristezza sfumata
Nei sussuri
Di ombre lontane.
***
Immagine: A Meadow Flower di John White Alexander, particolare




























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