Quel maledetto bullone, completamente arrugginito, non voleva proprio saperne d’uscire dalla sua sede, Elena si sollevò un poco dall’incomoda posizione che era stata costretta ad assumere nella stretta sentina. Con il dorso della mano coperto d’unto cercò di detergersi l’abbondante sudore che le imperlava la fronte, afferrò un pesante mazzuolo e uno scalpello da legno, e iniziò ad aggredire con veemenza il legno ormai putrido della chiglia.
Il sole di giugno scaldava senza pietà la coperta del piccolo sloop, ed Elena, ormai stanca e accaldata s’issò dal boccaporto e uscì sul ponte lasciando cadere rumorosamente i suoi attrezzi sul fondo della barca, incrociò le lunghe e magre gambe coperte da uno sdrucito paio di jeans, e iniziò ad arrotolarsi meticolosamente una sigaretta con una mistura di sua personale produzione.
L’”Ogigia” era alata in secco nel piccolo squero dove un anziano maestro d’ascia costruiva ancora gozzi e lance tradizionali. Alcuni grossi puntelli di legno sorreggevano il bianco scafo, mantenendolo in una posizione leggermente più in alto rispetto alle altre barche che affollavano il minuscolo piazzale.
Dalla posizione elevata del ponte dell’Ogigia, Elena aveva una perfetta visione dell’imboccatura del porto e del mare che si estendeva vuoto e calmo fino all’orizzonte; socchiudendo leggermente le palpebre, per difendersi dal forte riverbero, aspirava con indolente voluttà la dolce e inebriante mistura.
Guardando il mare pensava a quanto questo fosse inestricabilmente legato alla sua vita. [Continua...]
Rotta a Zig Zag, Incontri tra i naviganti degli oceani di Luigi Ottogalli
12 luglio 2010 di 14 Commenti
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