Prigioniera del tempo di Laura Gay

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“Ti ho vista parlare con Messer Cesare”, disse Cristiano mentre si avviava con Elisa verso il palazzo di Santa Maria, “Mi sembra di averti già detto che quell’uomo è pericoloso.”
La ragazza sbuffò esasperata. A volte il suo nuovo amico era peggio dei suoi genitori.
“Di cosa hai paura, si può sapere?”
“Temo che possa farti del male. Cesare è abituato a prendere quello che vuole. Anche con la forza.”
“Non dire assurdità!” Reagì con rabbia Elisa. Era stufa che le venisse detto cosa doveva fare e che si cercasse di proteggerla. In fondo, Cesare non le sembrava così pericoloso. O almeno, con lei si era sempre comportato bene.
Affrettò il passo e aggiunse seccata: “Non c’è bisogno che mi accompagni. Conosco la strada.”
Quindi proseguì da sola nel buio della notte. All’improvviso, mentre attraversava i giardini vaticani, si ritrovò in un labirinto di siepi e cespugli di rose. Si accorse di aver sbagliato strada perché era certa di non essere mai stata in quel punto nascosto del giardino, quindi si volse e cercò di tornare sulla retta via, quando si ritrovò innanzi Giovanni Borgia, vestito con una casacca color amaranto e una calzamaglia giallo oro. Era completamente ubriaco e camminava con passo instabile.
“Ma che graziosa fanciulla!” Esclamò, squadrandola da cima a fondo, con un sorriso divertito.
Elisa fece per cambiare strada, ma lui fu più veloce e la trattenne per un braccio.
“Non scappare, bellezza. Non vuoi dare il tuo benvenuto al primogenito del papa?” [Continua...]

Il vecchio diario

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Trovai il mio vecchio diario nella vecchia soffitta di mia nonna, quando mi ci recai per mettere in ordine le sue cose, prima di vendere la casa. Nonna Agata era mancata da qualche mese ed essendo l’unico suo parente rimasto in vita toccava a me occuparmi delle formalità.
Sorrisi cominciando a sfogliare quelle vecchie pagine ingiallite e d’un tratto i ricordi di quell’estate della mia gioventù, ormai trascorsa, mi assalirono portandomi un dolce vento di malinconia.
Era l’estate dei miei sedici anni ed io ero stato mandato dai miei a trascorrere le vacanze dalla nonna, nella sua casetta al mare.
Quello fu il periodo del mio primo amore. Mentre rileggevo, la mente riandò a quella mattina in spiaggia, quando incontrai per la prima volta i dolci occhi celesti di Margherita ed il mio cuore perse un battito mentre recuperavo il pallone da calcio che avevo inavvertitamente lanciato nella sua direzione, durante una partita con gli amici.
Margherita aveva la mia stessa età ed era una ragazza timida con lunghi capelli biondi e buffe efelidi sul nasino all’insù. Ero convinto di non aver mai visto nulla di più bello in vita mia.
Accorgendosi della mia confusione gli amici cominciarono subito a prendermi in giro ma a me non importava, giacché lei aveva risposto al mio sguardo con un sorriso talmente luminoso da abbagliarmi.
Da quel giorno io e Margherita passammo insieme ogni giorno. Facevamo lunghe passeggiate sulla spiaggia e la sera ci sedevamo sulla riva ad osservare il tramonto, bisbigliandoci frasi d’amore e fantasticando sulla nostra vita futura, un po’ come fanno tutti gli innamorati.
Era l’età dell’innocenza, quel periodo della vita in cui tutto sembra possibile e si è convinti che l’amore duri tutta la vita.
Cosa sia successe in seguito quasi non saprei dirlo. Dopo le vacanze io tornai nella mia Torino e lei si trasferì a Napoli con la sua famiglia. I primi tempi ci scrivemmo qualche lettera nostalgica ma poi le nostre vite presero strade diverse.
Di quell’amore romantico ora sono rimaste solo queste pagine di diario a cui raccontavo ogni mio pensiero. Una lacrima mi solcò il viso. Forse la mia vita sarebbe stata diversa se avessi avuto il coraggio di ritrovare Margherita. Forse sarebbe stata più felice.

A Natale tutto può succedere

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Era la vigilia di Natale ed io me ne stavo sdraiata sul divano, avvolta in una pesante coperta di lana, sgranocchiando patatine. Fuori nevicava e si udivano le urla gioiose dei bambini che si rincorrevano, tirandosi palle di neve.
Un tempo anch’io mi divertivo in quel modo. Un tempo anch’io amavo il Natale.
Ora non più. Provavo un’indicibile amarezza mentre scorgevo le coppiette camminare mano nella mano, con buste di plastica piene di regali. O scambiarsi baci sotto il vischio.
Mi sentivo disperatamente sola, in questo periodo dell’anno, e tutto ciò che desideravo era chiudermi in casa, aspettando che le feste finissero e la vita riprendesse il suo tran tran quotidiano.
La mattina precedente, in ufficio, le mie colleghe si erano scambiate pacchettini colorati, augurandosi un Natale pieno di gioia e serenità.
Come da routine, si erano scordate di me. Sul posto di lavoro io sembravo invisibile e nessuno si preoccupava di rivolgermi una parola gentile. Semplicemente ero trasparente.
E, a dire il vero, non è che fuori dall’ambiente lavorativo le cose fossero diverse.
Da quanto tempo non festeggiavo con un gruppo di amici? Da quanto non ricevevo un invito a uscire? Non lo ricordavo più…
Ingoiando un’altra patatina, sospirai odiandomi per la piega che avevano preso i miei pensieri.
Se Babbo Natale fosse esistito, gli avrei chiesto in regalo una vita diversa. E magari anche un corpo diverso. Io mi giudicavo troppo grassa per poter piacere a qualcuno. Del resto, passare le sere sdraiata su un divano a sgranocchiare schifezze di certo non aiutava a possedere una linea invidiabile. [Continua...]

“Edmond e Charlotte. Le scelte dell’amore” di Laura Gay

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Nell’ambito della Rubrica “Leggiamo Insieme” – Presentazione di libri on line, presentiamo “Edmond e Charlotte. Le scelte dell’amore” di Laura Gay.
Scrive Nicla Morletti, nella recensione pubblicata nel Portale Manuale di Mari: “Adoro i romanzi storici, la ricostruzione di fatti e personaggi. E Laura Gay dimostra in queste pagine tutto il suo talento nel narrare storie avvincenti di un passato lontano. Anche il tono e il linguaggio usati sono quelli giusti. Lo stile limpido e scorrevole.”

Leggiamo e commentiamo insieme un brano tratto dal romanzo. L’autore leggerà i nostri commenti e risponderà in questa stessa pagina.

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Da “EDMOND E CHARLOTTE. LE SCELTE DELL’AMORE” DI LAURA GAY

Parigi, gennaio 1809

Erano le prime luci dell’alba e una carrozza percorreva a gran velocità le vie di Parigi. I passeggeri erano appena arrivati dall’Italia, dopo un lungo ed estenuante viaggio, ma i loro visi non denotavano stanchezza, bensì una grande emozione. Il duca Nicolas de Soissons rientrava per la prima volta in patria, dopo molti anni vissuti nei suoi possedimenti nel Granducato di Toscana, mentre per la nipote Charlotte, la capitale francese rappresentava una piacevole novità.
«Zio, siamo quasi arrivati?» Chiese la fanciulla con l’impazienza dei suoi quattordici anni e l’uomo si voltò a guardarla con le lacrime agli occhi. Rivedere la sua città natale, dopo tutto quel tempo, lo commuoveva profondamente. La sua voce era leggermente incrinata quando rispose: «Ormai non manca molto, tesoro. Siamo vicini a casa.»
La Maison de Soissons era stata fatta costruire dalla sua famiglia diversi anni prima ma egli era stato costretto ad abbandonarla durante la Rivoluzione, per fuggire all’estero con i suoi cari. Solo ora che le acque erano più tranquille e grazie all’intercessione di una sua vecchia conoscenza ne riprendeva, finalmente, il possesso. La carrozza si fermò davanti a un grande edificio, circondato da un incantevole giardino, ed un uomo zoppicante, che tuttavia mostrava una certa autorità, si avvicinò per accogliere i nuovi arrivati. Sceso dalla carrozza, il duca de Soissons, strinse la mano di quello che aveva l’aria di essere un caro amico.
«Vi ringrazio per tutto quello che avete fatto per me, Talleyrand.» Disse con gratitudine «Senza il vostro aiuto non sarei mai riuscito a rientrare in possesso della mia casa.»
Dopo la Rivoluzione, infatti, tutte le proprietà un tempo appartenute agli aristocratici erano state confiscate e dichiarate beni nazionali.
L’uomo zoppicante sorrise. [Continua...]

Il segreto di Marina – ultima puntata

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Jack Vettriano, The Last Great Romantic

Quella sera Luca fu un perfetto gentiluomo. La portò in uno dei ristoranti migliori della città e la trattò come una regina. Per la prima volta non parlarono di lavoro bensì di loro due; Marina aveva dimenticato come poteva essere piacevole la compagnia di un uomo come Luca e si sorprese a ridere a crepapelle ascoltando le storielle e gli aneddoti che raccontava. Era una persona incredibilmente affascinante Luca. Allegro, vivace, intelligente… l’uomo perfetto, insomma. Aveva sempre pensato che non potesse esistere uno come lui e invece dovette ammettere che si sbagliava di grosso. Quella sera riuscì anche a farle dimenticare il dolore per aver perso definitivamente l’affido di Marco. Poi, dopo la splendida cena, lui la prese sottobraccio e fecero una lunga passeggiata sul lungomare, al chiaro di luna. Molto romantico. Ecco, Luca era anche questo: un inguaribile romantico! [Continua...]

Il segreto di Marina – quarta puntata

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Quando Marina fece ritorno a casa fu molto sorpresa di trovare il signor Ferri ad attenderla in piedi davanti al portone. Si scambiarono un’occhiata incerta, studiandosi a vicenda. Lui si accorse che aveva l’aria stanca e che aveva pianto. Lei invece capì che non c’era alcun rancore nel suo sguardo, nonostante la discussione del giorno precedente.
“Simona mi ha raccontato tutto”, esordì Luca affranto, “Mi dispiace per tutto quello che ha dovuto passare. Non avevo alcun diritto di dirle le cose che ho detto.”
“Invece aveva ragione. Sono una vigliacca.” Le lacrime affiorarono all’improvviso e lui si ritrovò a prenderla fra le braccia per consolarla.
“Che è accaduto?” le chiese infine dolcemente.
“Il giudice ha deciso di affidare a me il piccolo. Di solito in questi casi si propende per la madre naturale, tanto più che ho una buona posizione economica e un ottimo lavoro. La famiglia che lo aveva in affido era piuttosto povera, il capo famiglia è un semplice manovale, di sicuro non avrebbero potuto garantirgli una buona istruzione, né uno stile di vita adeguato.” [Continua...]

Il segreto di Marina – terza puntata

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Il giorno dopo Marina non andò al lavoro. Luca si chiese se fosse dovuto al loro colloquio della sera prima e si sentì in colpa. Forse aveva sbagliato a condannarla e comunque non aveva il diritto di volersi intromettere nella sua vita. Chi era lui per giudicare? Preso da mille dubbi trovò il coraggio di convocare nel suo ufficio Simona, la ragazza che lavorava nella scrivania di fianco a Marina. Sapeva che tra loro c’era un buon rapporto; Simona era l’unica con cui Marina si confidava a volte.
“Ho visto che la signorina Gervasi è assente stamattina”, disse cercando di celare il tumulto che aveva nel cuore, “Per caso è malata?”
“Non esattamente, signor Ferri”, rispose la ragazza titubante.
“Allora qual è il problema?”
“Non so se posso dirglielo.”
Luca si stava innervosendo. “Suvvia, non faccia la misteriosa. Le è accaduto qualcosa?”
“In realtà le è accaduto qualcosa, ma cinque anni fa.”
“Non capisco…” [Continua...]

Il segreto di Marina – seconda puntata

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Jack Vettriano, Man in the Mirror

Nei giorni che seguirono, Luca la volle inaspettatamente al suo fianco per un lavoro che stava seguendo lui personalmente. Si trattava di una cosa di estrema importanza ed ella si stupì del fatto che il capo richiedesse proprio la sua collaborazione, visto che c’erano sicuramente persone più meritevoli. Trovò persino il coraggio di farglielo notare e lui le rivolse il suo sorriso disarmante: “Lei non ha sufficiente fiducia in se stessa. In questo ufficio è la migliore, glielo garantisco, ed è quindi di lei che ho bisogno per questo progetto.” Ma Marina non era sicura che quello fosse il vero motivo per cui l’aveva scelta. Già in passato era stata vittima delle attenzioni di alcuni colleghi che avevano finto interesse per lei da un punto di vista lavorativo per poi finire a fare i cascamorti. Si augurò che non fosse il caso di Luca; con lui sarebbe stato più complicato respingere le avances, in fondo era pur sempre il suo capo e non desiderava che ci andasse di mezzo il proprio lavoro. Con sua grande sorpresa, tuttavia, egli si comportò con lei in maniera ineccepibile. Era la persona più seria e corretta che avesse mai incontrato e non si prese con lei alcuna confidenza non desiderata. Anzi, si stabilì fra loro una perfetta complicità e lentamente la sua diffidenza nei suoi confronti scomparve per lasciar posto a una grande stima. L’ultimo giorno, quello della consegna del progetto, tuttavia accadde qualcosa che incrinò il loro rapporto professionale: Luca la invitò a cena fuori. [Continua...]

Il segreto di Marina – prima puntata

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Le dita correvano veloci sulla tastiera del computer. Marina sapeva bene di dover terminare il lavoro entro il giorno seguente e non voleva correre il rischio di non portarlo a termine. Teneva molto al proprio impiego. Praticamente era tutta la sua vita, forse perché, a parte quello, non c’era altro a tenerla impegnata e a dare un senso alla propria esistenza. All’età di trent’anni ancora non era sposata, né aveva intenzione di intrecciare una relazione con un uomo. Lei odiava gli uomini. Quando le sue colleghe parlavano dei propri fidanzati o dei ragazzi con cui uscivano, Marina era solita sbuffare dicendo: “Sciocchezze. Gli uomini sono tutti uguali. Non vale la pena di perdere tempo dietro a loro!” e questo suo risentimento le aveva fatto guadagnare l’antipatia delle altre impiegate insieme all’odioso soprannome di “zitella inacidita”. [Continua...]