
Cadenze d’un tempo lontano
intercorron a odierno parlato
fin all’aere si senton riecheggi
di anime stride e gorgheggi
sinuose parole ridondan
su prati, vallate e deserti
tra cieli, foreste o mari aperti
s’intendon da tutti col cuore
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Cadenze d’un tempo lontano
intercorron a odierno parlato
fin all’aere si senton riecheggi
di anime stride e gorgheggi
sinuose parole ridondan
su prati, vallate e deserti
tra cieli, foreste o mari aperti
s’intendon da tutti col cuore
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A palpebre chiuse il tuo volto ho d’innanzi
rimiro i tuoi occhi in ricordi lontani
con mani dischiuse accarezzo i tuoi tratti
e musica dolce accompagna quei sogni.
Nel cuore ed in testa sarai sempre, ovunque
dandomi la forza di seguire i miei passi
la vita continua, passa e rinnova
ma un sogno mancato è più ben dura prova
per chi come noi non si è solo capito
per chi ha pensato e di tutto ha tentato
rimane aloe amaro sia in bocca che in cuore
memoria gelata di un amor senza fine.
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La porta dischiusa
par far passar vento
la luce soffusa
mi indica il tempo
trascorso fin ora
in un lieve torpore
che va dall’aurora
al calar delle ore
intesa di sguardi
un momento soltanto
sorrisi maliardi
si prospettano a incanto
ma è solo un istante
che tiene tenace
quel volto mirante
scompare e lì tace
la fonda memoria
di un giorno lontano
che segnò la storia
di un essere umano.
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Con Arco incantato
io scaglio una freccia
sfiorando il carnato
mi apro una breccia
tra gnomi e fatine
folletti danzanti
sincere maestrine
che calmano i pianti
di chi non sopporta
la vita di sempre
di chi non concorda
con gente al presente
con chi or vorrebbe
soltanto vagare
col cuor alle strette
con mente può fare
i suoi eterni viaggi
che salvan pensiero
creando miraggi
che oscurando il vero
non fanno patire
a veder certe cose
ti lascian partire
tra viali di rose
nascondon l’infausto
presente aberrante
creando quel guasto
che a volte è servente
cercando di avere
la testa per aria
e di non pensare
a gente venaria
che pensa soltanto
che i soldi son tutto
e cerca d’intanto
il bene e l’affetto
essendo puerile
scadente e e merone
agendo da vile
le molte persone
che vivon sto mondo
cercando somigli
a lor pari grondo
di meri navigli
perchè se la gente
fermarsi a pensare
potrebbe in mente
forse capire
che squallida vita
che stanno vivendo
mentre tra le dita
il lor sogno a svanendo
e pur quando innanzi
alla vista gli metti
i lor sogni scalzi
diventan reietti
si chiudono in stessi
non parlan non odon
color delle messi
bambini che ridon
colori di cielo, di terra e di mare
colori del mondo
sarebbero rare
le cose importanti
che avrebber a vedere
purtroppo sì stanchi
non riescon a notare
la gente ormai chiusa
in se stessa e neanche
la gente ormai ottusa
non rende importante
la grandiosità
dell’immenso e del tutto
credendo verità
l’aver solamente un tetto
fatto di chiuse
e di vere menzogne
creato da muse
ma trasformato in fogne
da chi non sa più
che sia il bene ed il male
e sempre più giù
scenderà col suo cuore
invece mia vita
di sogni intarsiata
mi resta servita
un po’ strega e un po’ fata
perché è così
che io voglio restare
indi resto qui
tra un po’ il dire ed il fare.
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Sulla riva del Lago
a Smeraldo vestita
ondeggia la Riva
cantando una Nenia.
Alle spalle Montagne
di Diamante coperte
brilleggiano all’aria
scintallando alla Luna.
La Luna a sua volta
ha un abito d’Oro
vestita a gran festa
danzante nel cielo
al suon della Nenia
cantata dal Lago
che innalza per lei
le sue onde ed il Prato
cosparso di popoli
che a voce corale
echeggian fridii
e canzoni d’Amore
coi Grilli che creano
romanze a Cicale
e lucciole all’aere
continuan a danzare
fermando ogni tanto
il fermento e il trambusto
di una Notte stellata
a festa ammantata.
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Occhi vispi che guardano al mondo
con far estasiato si si scrutano attorno
cercando qualcosa che alcuni hano trovato
cercando dal cielo fin giù nel selciato
smuovendo lo sguardo da destra a sinistra
spostando la testa a cambiare la vista
perchè a cercare lor van continuando
quel che tutti voglion e spesso trovando
soltanto sinonimi di quel che si vuole
trovare davvero, davvero l’Amore.
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