Croste di Gianna Maria Campanella

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OLTRE -

Abbagliata dal sole,
calpestata da vento:
il tempo un buco nero,
la vita un giardino chiuso
dove nulla turba
l’immota quiete.

Impulsi a lungo assopiti
svelano spazi nuovi.

Si frantuma la pienezza del tempo
in mille vuoti da costruire;
ali di speranze battono
oltre il muro di confine…

E non importa del dio che s’adira.

*** [Continua...]

Tra onde di un sogno acquatico

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Mi giunge la tua voce
da sidèree assenze

rifrange una luna rossa
sproloqui di nuovi approdi

si gonfiano le vele
in tessiture di attese
alle narici di un vento
fuggiasco e capriccioso
tra fiocchi di ricordi
e fantasmi ebbri prigionieri
di un viaggio secolare
a circumnavigare sconfinate
frontiere immaginarie

Con fantasiose bisacce
e chiodi fissi nel cervello
persistiamo sulla soglia
di un addio incompiuto

Tempi di reazione:
interminabili…

getto il bouquet da sposa
tra le onde di un sogno acquatico:
afferralo al volo in immersione
tra trasparenze d’anime

prima che si sparpagli in petali
di un alfabeto impazzito
di nomi estranei e persi
in vuoti di caverne
a pascere nugoli di pesci
e rughe di coralli

(Da Errante tra Amore Eros e Thanatos)

Acqua miracolosa degli amanti

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E mi ritrovo a picco

sull’arenaria

lucertola verde percepita
da occhio stridente
a diamantea purezza d’acqua

rosa canina di passione
morde il mio furore
con fiori di cristallo
agrifogli di martoriate
gelosie e pungenti rimorsi

tra sentori oleosi

di silvestri pini

In abbandono a piaceri
giocosi tra l’umido
di capelli arruffati al tocco
di mani di pianista raccogli
perle di gocce dalla mia pelle
e succhi di umori tra le pieghe
di un sesso come anemone
marino dischiuso alle brezze
su uno scoglio in bilico

mi aspergi con l’acqua santa
degli amanti
di tutti i mali panacea,
alchimia di giovinezza eterna

spoglia su vassoio intriso
di spine argentate
di spezie mi insaporisci
con piume dai cerulei occhi
flautati e da mille mordaci
papille gustative

In questo tempo di follia
che ci appartiene pieno
un falò innalzo alto
alla cui fiamma consumare
ogni restante residuo
di incertezza e pudore

Da bicchiere infranto
il mio amore dissolto
ti aleggia intorno

in puro spirito di assenzio

***

Da “Errante tra Amore e Thanatos”

Errante tra Amore Eros e Thanatos di Gianna Campanella

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Sabba -

Augure nottambula
persa in riti tribali,
tizzoni purpurei di braci
di assatanate luci
disperdo
nella diaspora dell’alba
tra nembi di altari
e culti di masochistici amori:

consumati a riscatto
di parole indecenti
a voler raccontare

[Intero il mutamento si è adempiuto]

***

Luce bianca

Smesse le cure
e i grovigli di nido

in disarmo

nel folto di vasti
possedimenti raccolgo
sementi in cesti
di piena maturazione

Nei recessi reconditi
di vene navigo
desideri accolti

da pensieri
in fluido divenire
che segnano
le note rotte

Su mari di viola infinito
intensi profumi
di salmastro

in lontananza
vele
nella luce bianca
da due composti colori effusa.

***

Indelebile

In magico tappeto
dai vividi colori
mai sgualcito
strappato a morsi al tempo
(s) rotolo ideogrammi
ricamati a punto sangue
e sorrisi a pelle rapiti
a petali di stelle

Pergamene di nastri colorati
trattengono folletti
ridestati all’impeto
di un pensiero acceso

E passo tutto in rassegna
in minuscolo chip
consegnato a un’unghia:

impronta infranta
diventata indelebile.

***

Dal libro Errante tra Amore Eros e Thanatos di Gianna Campanella, recensito da Nicla Morletti nel Portale Manuale di Mari.

Ordina questo libro
con dedica autografa dell’autrice (Prezzo: € 10,00)

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Ardente mi accoglie il paese di mare
e al tuo abbraccio possente mi sciolgo,
mangime per pesci e gabbiani
attorniati al tuo carisma di conoscitore
dei flussi delle maree e delle insidie
di albe rinate
Nelle profondità oscure degli abissi
amante fantasma ti perdo
tra colonne fosforescenti di inesplorate galassie
a navigare vascelli carichi di alchimie
e di mercanzie impossibili alla luce

Allo zenit del mezzogiorno poi mi ricopri
di rena dorata i fianchi e la schiena,
ipnotizzata sirena dalle pagliuzze
acute del tuo sguardo,

bisbigliano le onde con il vento,

allento il respiro al profumo impigliato
ai riccioli infidi di concubine danzanti..

In fuga varco un cancello divelto
oltre il quale, tra zolle di terra smosse
in forzieri da polvere e sapienza difesi
rifulgono a fuoco marchiati

i nomi dei temi segreti