Il tuo sorriso

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Questo tuo viso proteso nel sole
sorvola isole e favole
in archi di sguardi.
Quando soffice sorridi
e rifletti quel gusto di terra
mi è scettro la vita.
Fresca l’aria ferisce
il monocorde soliloquio dei giorni.


Immagine: Intimate Thoughts – Andrew Atroshenko

Parola

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Innamorarsi smarriti nei boschi,
loro narrano e canora mormorano
del paradiso un’indistinta parola,
sparsi i rimorsi tra i rami e i marosi
marmorei che la giovinezza infuria
e a noi ritorna in tempo a nuove nozze
con ornarsi di sbocci e grazia e vezzi.

Son parola e labbra da fuoco e coscienza.

Parola che ansima, si apre, si plasma,
sui profumi, sui colori, sui suoni,
che danzano e ci trasportano sul fiume
alla foce dell’anima e dei sensi
e al principio ove nudi spiegheremo
le carezze e il tempo che entrambi nutrì.

Nudi di intensi cieli le carezze
nei nidi della Dea nutrice e cenere,
respiriamo nel palmo di uno sguardo
rive radiose, mattini, tramonti,
quando i tuoi seni candidi mi scaldano.

Qui l’Infinito, attoniti, ci scruta
e intitola parola allo stupore.

Parola di muta bellezza e sonora.

Parola intuita, intuita bellezza.

E.M. (ricominciare)

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

“L’inverno finirà”, tutti lo dicono.
Nel mio sonno di sommesse memorie,
senza i rintocchi di un astro o di un lampo,
avverto già i tuoi passi discreti,
un respiro e delle labbra un fruscio.
Rivolgo a te sguardi d’acqua e d’azzurro.
Tu non sai che primavera ci attende. 

Breve è il tempo…

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Una stagione, breve, ti è donata
per la sua fiamma ad imparare amore.

Ti soccorre a sera salire al monte,
spenti gli echi di mantici e specchi.
All’ombra ti ripari di una nube
deserta e colma, inconosciuta e attigua,
voce che evapora in sottile polvere.
 
Ma a notte occorre riscendere al piano,
è tinta la notte che inietta tentacoli,
ove è il tempo a imparare ad amare.

***
marzo 2007

Amarti a gennaio

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Percepire argentino e poi sfuggente
un tema modulato da un clarino
nel luccichio d’un raggiornar pungente
ch’a volte eccita il gelido mattino
allor che il cielo corruccioso cuce
squillanti e fugaci ruche di luce.

Imbambolati accordi sfilacciati
friabile galaverna sugli arbusti
frange aghiformi di effetti gelati.

Nei disincantati ermetici giorni
m’aggrada ritornare alle illusioni
scaldate nelle fiorenti stagioni.

Stringendomi a te tra la bianca coltre,
nel mio silenzio sguardi intensi e densi,
è un qui un adesso ove mi spingo a un oltre
d’azzurri suoni che profumano i sensi
nel sospirare i nomadi del cielo
coi loro ciangottii, scorso il disgelo
 

© Francesco Ballero – gennaio 2006

Manifesto di un piccolo poeta

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

(con temerari ed indegni riferimenti/citazioni di Leopardi,
 Rilke, Luzi, Montale, Rimbaud, Baudelaire, Caproni, Ungaretti).

Tu ignori il mio fastidio
per quei versi autistici
che assurdi nulla muovono
fuori da un vuoto suono.
Lo chiamano metalinguaggio.
Sperimentale distorsione.
Per me sono metraggi e spazzatura.

Ma forse intendi il mio viver terreno,
qual mi concede un condiviso abisso
su cui di tanto in tanto
posa lo sguardo il cielo,
qui dove alberga il dicibile tempo.

Seppur addentro all’umano sfacelo,
in questa fossa di fango e di polvere,
anche a noi tocca, poveri mortali,
la nostra parte di bellezza.

Ora che a stento saetta stretta ed entra
una traccia di luce,
che lassù sento raggiar trasparente,
per me tra i ciottoli stilla il colore
e le borrane mostrano splendore
e i ranuncoli d’oro
rendon grazie alla luce.

Un angelo sarà, forse invisibile,
a inebriarmi di sole
ed io vado cantando
e giocando col vento.

Allora a sera accendo una candela,
apro una bianca vela sui pensieri,
e nel silenzio scrivo
il mio pianto, il mio riso,
il mio fiume fatale, la mia musica.

Dopo a te mi consegno,
che sei dono di Dio.

© francesco ballero – gennaio 2007

Amarti a dicembre

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Voglio sottrarre i nostri occhi alla notte
fiaba abusata da luci artefatte
in questi giorni reclusi e confusi
dagli idoli mendaci di un reciso
pensiero spento da illusori influssi
che perseguono un falso paradiso.

Voglio condurti a silenziose sponde
nei templi non comprati dal frastuono,
dilagante onda che tutto confonde.

In un segreto canto dell’impero
berremo il vino, il pane spezzeremo,
spogliati sulla paglia giaceremo.

Nella veglia notturna i nostri scrigni,
consacrati al brillare d’una stella,
saranno vuoti e noi ci stupiremo
di tanto inerme e limpida scintilla.
Lievi indifesi, senza alcun timore,
al nascente sole noi ci scalderemo.
francesco ballero – dicembre 2005

Sogno

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Di sentiero in sentiero amore mio
ho sciolto il pegno che il tempo ha dipinto
ora mi nutre un respiro notturno
tintinnanti intrecci d’anima e istinto 

Vieni oltre il poggio, ti mostro la via
sopra una terra e una pietra fiorita
tra gli aromi tra i ricami del mare
c’è la mia casa in corolle di luce

© francesco ballero – novembre 2006

La voglia di amare

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Quando si curvò su di me
lieve in estive vesti
tolse un velo al dolore
e in volo di stelle mi rinvenni
Viene ancora oggi ad abitare i sogni
tra le nuvole che a sera m’abbuiano
tra i ricordi e gli accordi risonanti
dagli incerti sentieri di ieri

Ora che il sole allunga al suolo le ombre
tu dispieghi le braccia e sorridi
ma capire non puoi
la mia voglia di amarti
Non posso in prigione porre i mei sogni.

© francesco ballero – novembre 2006

Amarti a novembre

 Invita i tuoi amici a leggere e commentare Invita i tuoi amici a leggere e commentare

Com’è difficoltoso raggiungerti,
delizia incustodita sorprenderti,
ora che le parole sembrano alito
che condensa e si umilia tra la nebbia,
biancore che inargenta il nostro gemito
sepolto nella terra sonnolenta.

Com’è difficoltoso raggiungerti
ora che la calda estate è terminata,
assolata memoria abbandonata.

Per la campagna il mio vagare incerto
tra i dipinti silenzi limacciosi,
cavaliere che lotto col destino.

Ed arrivano i giorni del trasloco,
occorre rimettersi in cammino,
il mio mantello d’oro ad un viandante,
metà per lui, l’altra metà al Signore,
bevo il novello vino e tu ne hai parte,
fuoco di ceppo nel nostro camino.

francesco ballero – novembre 2005