Fiore

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Ti coglierò tra l’erba ariosa e folle,
schiusa nel calice del tuo segreto,
ancora così gracile di vento
sotto l’azzurro immenso dov’è vita
la luce che ti avvolge e poi si stende
sopra le mie rovine e tra le spine.
In quest’età quest’attimo quest’ora
mi strapperai un sorriso e una preghiera.

Immagine: dipinto di Vladimir Volegov

Preghiera di Natale

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d’oggi il mio viso in Te tutto è riflesso,
Verbo che sveli all’Uomo la sua effigie,
siedi nell’universo e nella carne,
quella corrosa, quella crocefissa,
dall’alto a noi, da un non distinto luogo,
entri nel mondo a spendere l’essenza,
tra gli oscuri dirupi
tra i densi labirinti
tra i nostri mancamenti.
Amor che muovi sì le stelle e il sole,
ma molto più per noi doni la Vita

- Preghiera di Natale 2009 -

Altre voci

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Stordisce quel silenzio del tuo sguardo
che mi stringe in un battito di sole,
ferita la dolcezza di un’attesa.

Per troppo tempo ti ho rincorso, amore,
ora colgo altre voci lungo il mare
ed incrocio altre vele ed altre stelle.

© francesco ballero

Lungomare

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Ci curveremo sul mare a un eremo
di infinito orizzonte
poi che s’addenseranno quiete le ombre.
Ma ora nell’aria dell’estate accesa
a ogni passo fugace si allontana
la morte e noi corriamo al tintinnare
giocoso di onde per spiagge remote.

Ogni conchiglia è nostra,
ci trattiene l’involucro di un tempo
volubile
e il colore che già volge all’autunno.

Da sempre ci sospende e ci riprende
il mutarsi dei fiori e delle foglie
e da sempre ogni sera
il sole ci saluta e se ne va
oltre l’onda che dondola le barche.

© francesco ballero – luglio 2009

Per me il tuo ricordo è come vento solamente di pagine strappate

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Per me il tuo ricordo è come vento
solamente di pagine strappate.

M’arriva qui nel mezzo di pianura
talvolta quel profumo di pinastro,
da strisce di colline alla finestra
l’illusione del mare.

Declinano di estati fuggitive
fragori d’onda nel migrar di luci,
a manciate dagli alberi le foglie
teneramente sole.

Solo di me perdura in lontananza
come un sospiro cupo di battelli.

1-3 luglio 2009

Stelle

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E giunse il giorno del tuo primo bacio.

Mentre io vagavo, lo sguardo al fossato,
tra me ed i gigli un lamento impudico,
un cigolare di singhiozzi striduli,
con il sole eccoti dentro i capelli.

Dolce il profumo della nostalgia
nel cogliere di un sogno la freschezza,
quando bambino guardavo le stelle
piovere a grappoli nel mio giardino.

francesco ballero – maggio 2009
indegnamente ispirata da alcuni versi di Stéphane Mallarmé

Infiniti

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Dalla serie Desire di Rob Efferan

Socchiusi hai gli occhi e mi attendi,
poi le tue mani a riparo di te
le riapri per spiarmi alla luce che trema
sul mio volto imbrunito.
La tua veste è di porpora
nell’inverno che evapora i profumi.

E la luna è sul mare ad allungare i sogni,
non altra luce ha traccia così fonda
dove i miei passi assecondano le onde,
tra un lamento di giunchi
e un vento di mimose.
Frusta l’aria una musica di schiuma,
non si ferma lì e viene da lontano.

Ma tu sei qui le tue braccia schiuse.
Ci fermeremo ad uno schietto fremere
di un ballo d’erba e balbettio dell’alba
e sverneremo in possibili paesi,
piccoli i passi lungo fitte siepi.

© francesco ballero 1 aprile 2009
versi in bozza, soggetti ad ogni possibile revisione

***
Immagine: dalla serie Desire di Rob Efferan, particolare

Disincanto

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Amara già sfiorisce la fragranza
delle rive assolate,
il mare sospeso alla magra luce.

Ora la pioggia ci piega all’autunno,
un tintinnio di gocce
su concentrici intrecci rintoccano
e gli occhi indugiano in fiochi orizzonti
sbigottiti ad un broncio di nubi.

Distinguo sulla spiaggia spopolata
dall’ebbra estate l’eco del furore,
squarci di reti, remi abbandonati.

Mi conduce lo strepito
di uno svuotarsi avvilito del cuore.
Poi ancora impaziente si agita il vento.

Sogno di te, di un ignoto destino
giocato nel nodo di un’onda,
noi travolti per caso
o forse per forza.
settembre 2008

Immagine: Barche di pescatori sulla spiaggia di Saint-Maries-de-la-mer (1888) di Vincent van Gogh

Canto di naufraghi di Francesco Ballero

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Nell’ambito della Rubrica “Leggiamo Insieme” – Presentazione di libri on line, presentiamo “Canto di naufraghi” di Francesco Ballero.
“Un libro di poesie di profonda intensità, dove la parola e il sentimento incidono solchi indelebili nel cuore del lettore”, scrive Nicla Morletti, nella recensione pubblicata nel Portale Manuale di Mari.
Leggiamo e commentiamo alcune poesie tratte da questa silloge. L’autore leggerà i nostri commenti e risponderà in questa stessa pagina.

Per acquistare il libro clicca qui

Da “CANTO DI NAUFRAGHI” DI FRANCESCO BALLERO


Il monaco

Accolto a margini di regni vive
tra i segni degli eventi e dell’eterno.
Guarda con sorpresi occhi l’orizzonte,
il senso colto in orbite assetate.
Di notte avaro il mondo se ne ride
e in solchi vive senza verso e sterili.
Invece anch’io scrivo le mie poesie,
un inutile servo, e nulla merito.

***

A marzo tra le colline senesi

La luce a sera odorosa risona
in interludi d’ombre e negli strappi
ove le fronde arieggiano irrequiete.

Sugli allietati colli,
sui cumuli che dal passato irrompono,
s’illuminano i borghi e si distendono
in chiacchiericcio di gente e passeri.

Non romba alle spalle il mio tormento
se accanto a me sei tu,
se la tenera quiete mi commuove,
se in echi di sguardi intuisco il tuo cuore.

***

Dentro o fuori?

E’ dentro me l’azzurro, cielo e mare,
che di sovrumani spazi e silenzi
infiniti s’accende e tinge.
Immensa voce che le stelle illumina
e gli occhi tuoi che provano parola.

Lascia che impari

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Non posso dirti il tempo oltre le stelle
né quegli immani luoghi del silenzio.
Invece posso dirti dei deserti
o delle feste e del pianto o di guerre.
Ti posso dire i volti della fame,
le rughe d’anime aride, assetate.
E lascia che io mi consumi nel fango
o in un suono o in un canto o in una voce.
Lascia che impari l’amore che cresce.

maggio 2008

Immagine: The confession di Sir Frank Dicksee, particolare