Nel cuore del tango

Luce autunnale di Bill Brauer

Ho avuto una visione eterea di noi
avvinti da musica travolgente.

Fiumana di fremiti sulla pelle.

Rivolo di brivido accarezza la tela
con figura sensuale.

Una gamba allaccia la mia.

Si sfà sangue cremisi
e viaggia sui binari roventi
nel cuore del tango

in cromia di luce riflessa
di rosso crepuscolo.

***
Immagine: Luce autunnale di Bill Brauer

L’odore della vigna

Questi abiti vuoti del tuo corpo, mi dicono di te padre
di quei lunghi interminabili silenzi.
Voragini profonde di tristezza
ora colme di solitudine, ora di amarezza.

Io rubavo gli attimi al tempo
per darti tutto ciò che la vita ingrata
ti aveva strappato, come un ladro a viso coperto.
Ma a ripensarci, oggi
avrei rubato i giorni, i mesi, gli anni.

Il tuo sorriso si era perso con te
annegato nelle acque limacciose della malinconia.
E scacciavi gli unici abbracci che riuscivo a strapparti
quasi avessi vergogna di mostrare la tua timidezza.

Ma il mio amore era grande
più forte della tua pudicizia
e quando di baci furtivi sfioravo le tue stanche gote
una nuvola mi avvolgeva del tuo caldo odore.

Odore di campagna, di vigna
intrecci di pampini in fiore, di foglie di fico
di mirto e lentischio!

Il tuo ricordo vivrà dentro me sino al giorno in cui,
tempo verrà, che tenderai la tua grande mano
per condurmi ancora una volta, nella tua amata vigna
non più intrisa di sudore ma di filari d’uva.

Verrà settembre… Per la vendemmia!
Raccoglieremo i frutti d’oro!
Ne faremo nettare per sognare ancora
e con gli acini dorati collane di perle!
E la terra generosa non ce ne vorrà
per averle sottratto i suoi gioielli.

Immagine: Vigneto in Toscana di Roger Williams

Gabbiano reale

Come gabbiano, spiegasti in volo le ali.

Vagabondo, sorvolasti lungo le coste del tempo.

Stremato, fermasti la tua corsa
sul letto di un fiume solitario.

Angosciato, piangesti la tua nostalgia.

Con grande speranza, tendesti la mano…
lasciasti che lo sguardo si perdesse
in una strada trapunta di rubini.

Come leggiadra farfalla
stesi le ali al vento, mi levai in alto
verso un magico incontro con il destino.

Mi posai sulla tua stanca spalla.

Con il sorriso, mandai via la tristezza
che la solitudine ti aveva dato.

E tu, come gabbiano reale
mi tenesti sotto le tue ali!

Immagine: The allure – Garmash